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Guida turistica Monterubbiano

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PRESENTAZIONE DI MONTERUBBIANO Monterubbiano sorge sulla vetta di una collina ad appena 8 Km dal mare e spazia le sue vedute panoramiche dal mare Adriatico a8i monti Sibillini, passando per la valle dell’Aso, dove è situata la frazione Rubbianello centro giovanissimo ma pieno di vita, immerso tra il verde dei frutteti e fra gli odori tipici dei prodotti agricoli di stagione. Qui l’agricoltura è la risorsa primaria, anche se le attività turistiche e la piccola industria hanno avuto uno sviluppo discreto. Le sue origini sono antichissime, lo testimoniano reperti paleolitici, neolitici e resti di una necropoli picena. Nel 268 a.C. diviene città romana Urbs Urbana e nel V secolo fu distrutta dai Goti. La ritroviamo nel 1000 con il nome Urbano. Nel Medioevo fu di rilevante posizione strategica tantochè nel 1443 Francesco Sforza ne fortifica le Mura Castellane, lasciandoci oggi un raro esempio di architettura militare. BANDIERA ARANCIONE Monterubbiano fa parte, dal 2001, dell’Associazione Paesi Bandiera Arancione. Questa è un’associazione promossa dal Touring Club Italiano che riunisce i comuni italiani cui è stato assegnato il prestigioso riconoscimento. Il Touring Club Italiano è un’associazione no-profit nata nel 1894 che raggruppa oltre 450.000 soci. Da sempre impegnato nella tutela del territorio e nella valorizzazione delle risorse e del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale, la sua mission principale è la promozione del turismo di qualità. Attraverso la Bandiera Arancione, il Touring Club invita i turisti alla scoperta di piccole località dell’entroterra caratterizzate da un’offerta di qualità. Si tratta di terre piene di carattere tutte da scoprire, borghi antichi immersi in aree di grande valore ambientale, ben protette e ben attrezzate. Località i cui si moltiplicano iniziative ed eventi, rispettosi dei valori ambientali e orientati al recupero e alla riscoperta delle tradizioni. Il marchio di qualità Bandiera Arancione è stato creato nel 1999 con l’obiettivo di scelta e di garanzia e di dotare le località minori di uno strumento per la promozione del proprio territorio. Il Touring Club premia con questo marchio le piccole località dell’entroterra che sanno valorizzare le proprie risorse turistiche (arte e cultura, paesaggio e natura, tradizioni e accoglienza, patrimonio enogastronomico, artigianato) senza compromettere l’ambiente, il contesto socio-culturale, l’identità locale. MUSEO E PALAZZO COMUNALE Il palazzo comunale dalle linee romanico-gotiche risale al 1300. L’ingresso nella facciata nord è preceduto da un possente portico sormontato da eleganti bifore al primo piano. La facciata est, che guarda la piazza, è stata ristrutturata durante il periodo fascista nel 1938 dall’architetto Carlo Calzecchi Onesti. La torre merlata (con merli a coda di rondine voluti nel 1800 dall’architetto Ceschi), testimone del periodo ghibellino, si erge per 29.50 metri. All’interno degna di ammirazione sono la sala consiliare e il museo. All’interno della sala consiliare ci sono delle opere restaurate sotto la Direzione della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche-Urbino. Tutti i dipinti su tela sono di autori ignoti; tutte le tele a carattere religioso erano all’interno di chiese, mentre le altre appartenevano a famiglie nobili che le hanno donate al comune. Il museo è disposto su tre sale: nella prima sala in tre grandi bacheche di vetro si trovano elementi preistorici del paleolitico e del neolitico, oggetti fenici, oggetti di ornamento bronzei che venivano posti sul torace del defunto o che venivano utilizzati in vita in funzione decorativa. Nella seconda bacheca abbiamo dei contenitori (contenitore a forma di fiasco e un oinochoe che serviva per attingere o versare il vino ), un’ascia in ferro, una ricostruzione di un elmo piceno, dei resti di elmi piceni e delle armi in ferro (che si mettevano esclusivamente nei corredi maschili). Nella terza bacheca troviamo del vasellame, delle miniaturizzazioni di vasellame utilizzate esclusivamente come corredo funebre, dei contenitori di olii e balsami (chiamati Lekythos), una museruola (che serviva per filare la lana insieme al fuso) e un peso da telaio (rocchetto d’impasto utilizzato come peso da appendere al telaio ai fili verticali dell’ordito). Nella seconda stanza si trovano due urne cinerarie con inciso il nome del defunto,resti di statue romane e un telaio risalente al 1800. Nella terza stanza si trovano i libri più antichi riguardanti il catasto di Monterubbiano, delle statue a carattere religioso, una collezione di monete antiche e oggetti appartenenti alle chiese come candelabri e lampadari. CENNI STORICI L’origine di Monterubbiano è antichissima: il suo territorio fu sicuramente abitato nel tardo paleolitico e successivamente nel neolitico fu sede di diverse popolazioni italiche ( siculi ed umbri), infine insediamento piceno con contatti anche con l’Etruria. La leggenda vuole che nel 268 a.C., divenne colonia romana e le fu attribuito il nome “Urbs Urbana” o “Urbana Civitas” (città romana). Alla caduta dell’impero romano subì diverse invasioni barbariche. La più rovinosa fu quella dei Goti, avvenuta nel V sec; essi, dopo averla saccheggiata, incendiarono la zona verso Villa Coccaro, ed i superstiti con quello che si salvò dalle rovine, costruirono il piccolo castello di Moresco. Lentamente si risollevò per riemergere intorno all’anno 1000 come “Castrum Urbiani”, da cui trarrebbe il suo nome, ipotesi, questa, in contrasto con quella che vedrebbe la derivazione dal nome della “robbia” (pianta anticamente molto diffusa nella zona). Il castello di Monterubbiano, pur facendo parte dello Stato Pontificio, conobbe le vicissitudini dei liberi comuni ( si era costituito comune nel XII sec.) e per un breve periodo, che iniziò nel 1237, divenne ghibellino, riconoscendo Federico II signore del paese. I secoli XII-XIII-XIV lo videro combattere con Fermo dal quale fu sempre sconfitto ma mai veramente sottomesso. La sua importanza per la posizione strategica non sfuggì a re Stadislao di Napoli, a Carlo Malatesta di Cesena e a Ludovico Migliorati, nuovo signore di Fermo, i quali se lo contesero dal 1400 al 1443, anno in cui cadde sotto il dominio di Francesco Sforza, che ampliò e fortificò il perimetro delle mura castellane (2 km.). La dominanza pontificia divenne reale alla fine del 1500, periodo in cui Monterubbiano conobbe una relativa quiete, che, fino alla confluenza nello stato unitario italiano (1860), solo l’intermezzo napoleonico (1797-1816) interruppe.

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