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Guida turistica Arbus

Arbus
Guida turistica Arbus

Dopo essere stato, fino agli ultimi decenni del ‘900, uno dei principali centri minerari d’Europa, il vastissimo Comune di Arbus si propone come una località turistica emergente, forte di uno stupendo ambiente naturale, che va dalle selvagge pareti rocciose del Monte Arcuentu, alle incantevoli e spesso solitarie spiagge affacciate sull’azzurro del Mare di Sardegna. Una località dove il turismo di massa non è ancora arrivato, ideale per chi cerca un autentico contatto con la natura e con le secolari tradizioni della gente Sarda. L’abitato di Arbus, a circa venti chilometri dalla costa occidentale della Sardegna, iniziò a prendere forma nei primi decenni del XIV secolo, unificando numerosi e piccoli villaggi rurali. Per secoli, l’economia del borgo si basò sull’agricoltura e sulla pastorizia, cui si affiancò, nel corso dell’800, un’intensa attività mineraria, che in pochi decenni triplicò gli abitanti del paese: qui, addirittura, si ricavava il dieci per cento della produzione mondiale di piombo e zinco. Con la crisi delle miniere, che chiusero definitivamente i battenti nel 1991, Arbus ha iniziato a sviluppare una propria “vocazione turistica”, al fine di valorizzare un territorio immenso – 269 chilometri quadrati di superficie e 47 chilometri di coste – ricco di bellezze e di attrattive. Il centro storico di Arbus, con le sue antiche case in granito, si stende a 311 metri di quota, circondato da una distesa di verde, in un piacevole e panoramico paesaggio collinare, che digrada dolcemente verso la linea costiera, bagnata da un mare superlativo, più volte insignito delle “Cinque vele” di Legambiente e Touring Club Italiano. Un litorale chiamato, non a caso, “Costa verde”, ben poco attrezzato e urbanizzato – grazie proprio al suo passato minerario - con lunghi tratti del tutto naturali, di un’incredibile e selvaggia bellezza: le interminabili spiagge sabbiose sono spesso orlate da imponenti dune, in uno spettacolare contrasto visivo e cromatico con l’azzurro del mare e il verde della macchia mediterranea dell’entroterra. Tra le poche località attrezzate, ricordiamo Piscinas, con dune alte decine di metri, in un ambiente quasi desertico; Portu Maga, ideale per le immersioni; Torre dei Corsari, con una spiaggia larga oltre quattrocento metri; Scivu, il cui arenile di sabbia finissima è protetto da alte e scure pareti di arenaria, e altre ancora, dove trascorrere ideali giornate di svago e di riposo. Un’altra delle grandi attrattive di Arbus è il suo “vissuto” minerario, con interessanti itinerari di archeologia industriale, nell’ambito del “Parco geominerario della Sardegna”, il primo del genere nel mondo, riconosciuto dall’Unesco quale “Patrimonio dell’umanità”. Tra i luoghi da non perdere, ricordiamo in particolare i villaggi minerari di Montevecchio e Ingurtosu, oggi quasi completamente disabitati. Altrettanto affascinante il montuoso entroterra, ideale per passeggiate ed escursioni, con in evidenza il selvaggio massiccio vulcanico del Monte Arcuentu (785 metri), dove non sarà raro avvistare il maestoso cervo sardo, il muflone e l’aquila. Un soggiorno ad Arbus permetterà inoltre di apprezzare le secolari tradizioni locali – religiose, artigianali e gastronomiche – tra cui l’antica arte della produzione dei coltelli (ai quali è dedicato un museo) e la festa di S. Antonio da Padova, con la processione che, in quattro giorni, tocca le varie frazioni, con un percorso di 33 chilometri!

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