Prenota tra più di 200.000 strutture Prenota

Guida turistica Bevagna

Bevagna, uno dei Borghi più belli d'Italia
Guida turistica Bevagna

Decentrata rispetto alla odierna via Flaminia, Bevagna offre al visitatore attento alla ricerca di particolari da riscoprire e di un ambiente ancora intatto, la ricchezza delle testimonianze storiche, la presenza di una splendida piazza, la genuinità dei cibi e dei vini, la bellezza dell'ambiente e una apprezzata produzione artigianale. Da sempre i versi dei poeti ne hanno cantato la ricchezza di acque: la presenza infatti dei fiumi Topino e Clitunno e di altri corsi d'acqua contribuisce ad arricchire il paesaggio, a rendere fertile il terreno e ad offrire quel clima, a volte umido e nebbioso, di cui già Properzio (50 - 15 ca. a.C.) scriveva nei suoi Carmina a proposito della nebulosa Mevania e più tardi Giosuè Carducci parlando di Mevania caliginosa. La città è cinta di mura e ricca di monumenti di epoca romana e medievale. Numerosi resti attestano la presenza umana fin dall'età del ferro. Municipio romano (90 a.C.), ascritto alla tribù Aemilia, è al centro della grande viabilità impostata dai romani con la via Flaminia che determina la floridezza di Mevania fino al III secolo dopo Cristo. La diffusione del cristianesimo provoca numerosi martiri tra cui San Vincenzo, primo vescovo e patrono del paese. Nel corso dei secoli la città vive vicende alterne nella soggezione alla Chiesa e all'Impero, ma resta sostanzialmente fedele alla prima fino all'avvento dell'unità d'Italia. La città sembra essere un piccolo scrigno che gelosamente conserva preziosi tesori, appartenenti ad epoche diverse, magari lontane, ma tutti capaci di destare ancora, nell'attento visitatore, meraviglia e stupore. Cuore della città è Piazza Filippo Silvestri, una tra le più suggestive tra quelle delle minori città umbre: il suo assetto risale ai secoli XII/XIII e concentra in sé i principali monumenti civili e religiosi. Il Palazzo dei Consoli, sede della omonima magistratura cittadina di cui si hanno notizie fin dal 1187, guarda alla piazza con un elegante prospetto in travertino e arenaria, ritmato da un duplice ordine di bifore gotiche e con un'ampia loggia coperta da robuste volte a crociera che poggiano su pilastri di travertino. Dal 1886 ospita il Teatro Francesco Torti. L'epigrafe a destra del portale della Chiesa di San Silvestro (recentemente riaperta al pubblico dopo importanti lavori di restauro) permette di datare la sua costruzione al 1195; la facciata incompiuta è costituita da blocchetti di travertino nella parte inferiore, da pietra del Subasio nella parte superiore e coronata da una cornice con protomi zoomorfe. L'interno, di suggestiva semplicità, è diviso in tre navate da robuste colonne con capitelli corinzi; la navata centrale è coperta da volte a botte, mentre le laterali da volte rampanti. Sopra la cripta si erge il presbiterio sorretto da due colonne di cui una di recupero. La Collegiata di San Michele Arcangelo è stata edificata da Binello e Rodolfo tra il XII e il XIII secolo; presenta una facciata in travertino a coronamento orizzontale divisa, nella parte superiore, da lesene e da una cornice con protomi; l'interno, a tre navate, ha presbiterio rialzato ed ampia cripta, divisa in quattro navate da colonne, alcune delle quali di recupero. La Chiesa dei Santi Domenico e Giacomo sorse su un antico oratorio donato dal Comune al beato Giacomo Bianconi nel 1291 come segno di riconoscimento per l'attività dallo stesso svolta in occasione della ricostruzione della città a seguito dell'assedio di Federico II. L'interno, sottoposto a vari rifacimenti ed interventi anche recenti, è ad una sola luminosa navata; degli altari settecenteschi che ornavano le pareti della chiesa, rimangono bei paliotti in scagliola e significative pale d'altare, alcune delle quali attribuite al bevanate Ascensidonio Spacca detto il Fantino (XVI sec.). Testimonianze di un ben più antico passato si incontrano frequentemente passeggiando per i vicoli del borgo: le abitazioni costruite sopra i resti romani, seguono infatti la curvatura dell'originario teatro che si appoggiava sul pendio della altura e si affacciava sulla via Flaminia e al loro interno sono visibili i cospicui e significativi resti di due ambulacri che fungevano da sostegno alla cavea. Testimonianze rimangono anche del tempio, originariamente orientato verso il Foro: il fianco e la facciata, tuttora conservati, presentano un rivestimento in opus mixtum e decorazioni con semicolonne e paraste; risale al II secolo dopo Cristo. Del complesso termale rimane invece il frigidarium formato da nicchie decorate a mosaico a tessere bianche e nere; accanto al vano principale sono stati scoperti resti di altre sale da identificarsi con il calidarium e il tepidarium. Il bel mosaico, del II secolo dopo Cristo, di pregevole e raffinata fattura, si ispira al mondo marino. La cinta muraria, ricca di torri e bastioni, è interrotta da porte medievali o da aperture più recenti che consentono l'ingresso al centro storico; è attraverso di esse che possono essere ammirate altre perle dello scrigno bevanate, in modo particolare altre chiese, che concorrono a formare in bel corpo mistico del borgo. Da citare allora sono S. Maria in Laurenzia, oggi sconsacrata, che conserva un portale con il bel rilievo della Madonna del latte; S. Maria della Consolazione costruita nel '700 e Santa Margherita che conserva dipinti del Camassei e del Fantino, nonché, all'interno dell'omonimo monastero, una suggestiva Scala Santa; San Francesco, costruita sul luogo più alto della città, che conserva dipinti di Dono Doni e Ascensidonio Spacca; San Filippo, costruita nel 1725 e Sant'Agostino, fondata nel 1316, assieme a Santa Maria Filiorum Comitis, di cui si hanno notizie fin dal 1198, sono altre pregevoli testimonianza della vivace ricchezza artistica di Bevagna. Da visitare è anche il Museo (Corso G. Matteotti 70, tel. 0742 360031): primo nucleo di un più ampio progetto che interesserà l'intero Palazzo Lepri, è articolato in tre sezioni: archeologica (reperti di età arcaica, repubblicana e imperiale), documentaria (pergamene medievali) e pittorica (opere del '500 e '600 provenienti dalle numerose chiese: tra gli autori Dono Doni, Corrado Giaquinto da Molfetta, Joseph Esperlin, i bevanati Andrea Camassei e Ascensidonio Spacca). Con un unico biglietto, nell'ambito del Circuito cittadino, si visitano anche il Teatro Comunale e l'edificio delle Terme romane con splendidi mosaici. Orario: da ottobre a marzo chiusura lunedì da aprile a settembre aperto tutti i giorni Itinerari turistici del territorio circostante Bevagna I° itinerario Uscendo da Bevagna da Porta Todi, dopo aver superato il fiume Timia, dirigendosi verso le colline che proteggono alle spalle la cittadina, lo sguardo è attratto dalla caratteristica mole del Santuario della Madonna delle Grazie (m. 369) che si raggiunge dopo circa 2,5 Km. di cammino. La costruzione della chiesa (la prima pietra fu posta nel 1583) è legata ad eventi miracolistici ed è tuttora oggetto di venerazione da parte dei bevanati. Dal Santuario si prende la strada che porta al caratteristico borgo di Gaglioli (m. 346) situato in posizione dominante sulla ancora incontaminata valle del torrente Attone che offre agli amanti della mountain bike itinerari immersi nel verde della macchia mediterranea. Proseguendo tra gli uliveti in direzione di Gualdo Cattaneo, la strada, con magnifica visuale sulla Valle Umbra, sale sulle colline fino a raggiungere, in mezzo ai boschi di castagni e di querce, un altro santuario, quello della Madonna della Valle (m. 520) di antica origine. Da qui, una ripida quanto pittoresca strada, conduce a Torre del Colle (m. 250), antico feudo con caratteristico borgo cinto di mura al quale si accede attraverso un arco in arenaria a sesto acuto. II° itinerario Da Torre del Colle si costeggia il torrente Attone fino a raggiungere l'abitato di Cantalupo (m. 201), dal quale si può partire in escursione verso il suggestivo borgo di Castelbuono (m. 349), oggi purtroppo in stato di semi-abbandono, ma che nel Medioevo fu libero Comune e che, nel momento di massimo splendore, poté annoverare ben cinque chiese all'interno delle sue mura. Discendendo di nuovo verso Cantalupo, vale la pena di fermarsi presso la romanica chiesetta della Madonna della Pia, in posizione isolata e dominante la campagna circostante. Sulla strada per Cannara, appena oltrepassato il luogo francescano di Pian d'Arca, deviando a sinistra, si giunge a Limigiano, antichissimo borgo, di cui si ha notizia fin dal 1058 e che divide con Castelbuono le glorie di una storia analoga. Ritornando verso Bevagna, da non dimenticare una visita al Convento dell'Annunziata (m.231), situato in splendida posizione, nei pressi di Capro, chiamato un tempo Sant'Ansovivo, e fondato dai monaci di Sassovivo. Dall'altura che ospita il convento si domina la fertile pianura sottostante e attraverso una strada di breccia si può raggiungere l'Aiso, o Abisso, caratteristico laghetto di forma circolare dalle acque fredde e profonde (m.13 ca) che gli abitanti del luogo collegano ad un'antica leggenda. Come si raggiunge Bevagna: in auto: da nord, Autostrada A1 uscita Valdichiana, quindi SS 75 direzione Perugia - Foligno da sud, Autostrada A1 uscita Orte, quindi SS Flaminia direzione Terni - Spoleto - Foligno da Todi, SR 316 dei Monti Martani direzione Foligno in treno: linea Firenze - Terontola - Foligno (stazione di Foligno) linea Roma - Ancona (stazione di Foligno) Principali distanze: Firenze Km. 160, Roma Km. 148, Perugia Km. 35, Assisi Km. 25, Foligno Km. 9 Numeri utili: Comune di Bevagna, corso Matteotti 58 tel. 0742 368111, fax 0742 361647 Polizia Municipale, corso Matteotti 60 tel. e fax 0742 360848 Pro Loco Bevagna I.A.T., piazza F. Silvestri 1 tel. 0742 361667 Museo di Bevagna, corso Matteotti 70 tel. 0742 360031 Per ulteriori notizie è possibile consultare il sito Internet: ww.comune.bevagna.pg.it info@comune.bevagna.pg.it - sociali@comune.bevagna.pg.it

© Copyright 2012 Promax Comunication SA | Swiss Made Contatti