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Guida turistica Varsavia

Varsavia
La rinascita di una capitale
Guida turistica Varsavia

Una città antica eppure nuova, che si sta prepotentemente risvegliando da un letargo durato decenni, sotto l’opprimente e plumbea cappa del socialismo reale. Un risveglio fatto di luccicanti grattacieli in vetro e acciaio, di locali notturni popolati da un variegato e vivace "popolo della notte", di ristoranti e alberghi di lusso, di raffinati pub e caffetterie, di un forte sviluppo industriale e commerciale…. In una battuta, Varsavia è tornata, a pieno titolo, nel novero delle più apprezzate mete turistiche Europee, con quasi due milioni e mezzo di abitanti.

La storia di Varsavia, purtroppo, non è una storia felice: spesso occupata da potenze straniere - la Prussia prima, l’Impero Russo poi – dovette subire la brutale occupazione Nazista, al termine della quale la città venne praticamente rasa al suolo. Al termine del conflitto, iniziò la lenta ricostruzione, rispettando i materiali e le forme originarie.

Camminando lungo le eleganti viuzze del centro storico, dal piacevole "sapore" settecentesco e attraversato dal placido corso della Vistola, si respira un’atmosfera carica di vivacità, di voglia di vivere, con una miriade di negozi, bar, ristoranti, con sullo sfondo i più importanti monumenti della città. Dalla pittoresca Piazza del Mercato ecco il Castello Reale, la cattedrale gotica di S. Giovanni, la chiesa di Santa Croce (che custodisce l'urna con il cuore di Fryderyk Chopin), e il monumento al Milite Ignoto, dove si svolge lo spettacolare cambio della guardia. Seguendo il lungofiume, si giunge quindi al principesco Castello Ujazdowski, cui seguono il palazzo e il parco Lazienki, la sontuosa dimora settecentesca dell'ultimo re di Polonia.

Un centro storico cui si contrappone, mano a mano che ci si dirige verso la periferia, la "nuova" Varsavia, con edifici modernissimi, alla pari di qualsiasi metropoli occidentale. Con ancora qualche vestigia dell’era comunista, rappresentata da cupi e anonimi casermoni, appartenenti veramente a un’altra epoca.

Varsavia è facilmente raggiungibile grazie al vicino aeroporto internazionale, e può essere facilmente visitata con i mezzi pubblici, anche se il centro storico – ovvero la parte turisticamente più interessante – è consigliabile visitarla a piedi.

Dal punto di vista gastronomico, c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra i numerosi e tipici ristoranti, che propongono, oltre a specialità internazionali, anche la genuina cucina locale, basata su un pranzo molto abbondante, con un primo spesso a base di minestre e zuppe. Il secondo piatto forse più tradizionale è invece il cosiddetto "bigos", ovvero uno stufato di carne, cavoli e crauti, con aggiunta di prugne secche e altre spezie, mentre tra i dolci, ricordiamo le squisite paste ai semi di papavero e i dolci al miele.

Una città che non potrà competere, come ricchezza di opere d’arte e di monumenti, con le più blasonate capitali Europee, ma che offre un dinamismo e un entusiasmo tutto particolare, diremmo "giovane", difficile a trovarsi.

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