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Saqquara

Scritto da Giona Peduzzi
Se le Piramidi di Giza sono antiche, quella di Saqqara lo è ancora di più.
Qui la Mastaba, la sepoltura dei primi faraoni, si è evoluta in gradoni ed è nata la prima Piramide, quella di Djoser (o Zoser), faraone della II dinastia, Antico Regno, 2650 anni prima di Cristo.
Le pietre sono ancora piccole e la costruzione incerta (prima ne fu costruita una più stretta e successivamente fu ampliata) ma già si intuisce l'imponenza di quella che poi sarà la stagione d'oro delle piramidi, poco più di cent'anni dopo.
Giriamo nel grande cortile della piramide, dopo aver attraversato il corridoio ipostilo cui si accede attraverso una falsa porta di granito immensa e, nonostante l'età, ancora in perfetta forma.
Ci avviciniamo alla piramide cercando l'entrata, ma l'accesso è negato da molti anni per la situazione pericolante dell'interno che, al contrario delle piramidi successive, è completamente cavo.
Ci arrampichiamo su una duna e da lontano vediamo le piramidi di Dahshur, una necropoli con sette piramidi tra cui, la più famosa, la Piramide romboidale di Snefru (padre di Cheope).
Attorno alla Piramide di Djoser ci sono molte piccole costruzioni successive chiuse al pubblico, ma non appena ci aggiriamo tra di esse siamo avvicinati da un guardiano che sventola un mazzo di chiavi e si offre di aprircele, sperando in una mancia (che poi pretenderà, lamentandosi anche di averne ricevuta una troppo bassa).
Entriamo in alcune mastabe di alcuni funzionari del Nuovo Regno. Cose piccole e con poca importanza, ma qui avviene il nostro primo incontro con i bassorilievi egizi e i geroglifici.

La nostra guida improvvisata racconta un po' in arabo un po' in inglese descrivendo situazioni e divinità.
Io mi sono documentato molto su mitologia e divinità egiziane, e capisco che spesso dice delle cosa assolutamente senza fondamento, ma lo lascio parlare mentre ripete cose imparate a memoria chissà dove e chissà da chi.

Usciamo dalla necropoli e veniamo dirottati, come tutti i turisti, nei classici negozi che popolano il mondo arabo in cui ti mostrano come fanno le cose per poi vendertele. A noi ci toccano i papiri, e poi i gioielli.
Ci lasciamo trasportare volentieri in questi giri mentre aspettiamo il tramonto: in nottata prenderemo un treno che in quattordici ore ci porterà nel basso Egitto, quasi in Sudan, ad Aswan.
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