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La Mia Africa - Paesaggi, Albe, Visi e Animali. Racconto di Viaggio di un Paese Che Continua a Stupire, il Kenya

Scritto da Giorgio Cardelini
  • Alba sul fiume
  • Ranger nel parco
  • Face to face
  • Madre e figlia - MASAI
Oggi, più che mai, a unbuon
fotografo non basta raggiungere luoghi spettacolari,
quanto piuttosto riuscire a raccontare la realtà secondo
un’ottica inedita, il più possibile lontana dalle cartoline
e dalle brochure turistiche.
Ecco perché, quando ho avuto la possibilità di spingermi
fino in Africa, ho scelto di esplorare il lato più
nascosto di questo continente attraverso uno degli
Stati che meglio lo rappresenta: il Kenya, terra in cui
antico e moderno si fondono e che - pur aprendosi alla
modernità e agli standard occidentali – conserva
ancora viva la memoria del passato e cerca di rispettare
appieno le culture locali. Paese dall’aspetto geografico
unico, che riesce a raccogliere ambienti naturali
molto diversi tra loro a distanza di pochi chilometri, il
Kenya ospita il popolo più variopinto che abbia mai
conosciuto: incontrarlo è semplice, basta osservare le
strade in qualsiasi momento della giornata.
Qui, infatti, i mezzi di trasporto
scarseggiano in proporzione alla popolazione -
sempre crescente - e le strade, non solo nelle città, sono
invase da persone che, per niente intimidite dalle
enormi distanze, ogni giorno percorrono lunghi tratti
per recarsi al lavoro o a scuola o semplicemente per
fare un po’ di spesa.
Gli amici italiani che mi ospitano gestiscono una tenuta
che si estende a perdita d’occhio nel mezzo della
Rift Valley: una regione che regala uno scenario unico
di vulcani, laghi d’acqua calda e piccoli geyser, un paradiso
faunistico da scoprire attraverso i suoi numerosi
parchi nazionali, dal Maasai Mara al Bogoria.
Appena arrivato, mi sistemo in quelle che una volta
erano le abitazioni di alcuni ricercatori universitari e
che ora sono state ristrutturate per garantire acqua,
corrente elettrica, un letto pulito.
Ogni mattino la sveglia suona all’alba, ma già in pochi
minuti sono in piedi, pronto per partire. Si sale su una
jeep nel buio della notte e, dopo qualche minuto di
fuori strada costeggiando un fiume poco lontano, si attende
l’alba: un’alba senza tempo, che sembra riportarti
ai primordi del mondo. Animali fantastici si radunano
vicini, attirati dall’acqua e dalla vegetazione rigogliosa:
ecco il teatro che sono venuto a immortalare, un
posto dalle atmosfere oniriche, per via della nebbia del
mattino e dei raggi del sole che sfiorano l’acqua.
Fantastico è l’incontro con il martin pescatore azzurro,
che di solito non accetta la presenza dei propri simili
nelle vicinanze, ma che qui caccia e si muove in branco.
E, ancora, gli ippopotami, che ogni mattina risalgono
il fiume per radunarsi nei pressi della foce dove il fango è più morbido e i papiri crescono rigogliosi.
Non rinuncio poi a visitare i parchi naturali più belli:
si parte dai 2000 m di Hell’s Gate - dove non piove
da anni e ancora resiste isolato un piccolo villaggio
masai di capanne di fango - e si arriva a superare
i 3000 metri nel parco naturale degli Abardare,
dove la vegetazione sembra avere la meglio su ogni
altra cosa e gli elefanti vivono nel profondo della
foresta, rotolandosi nel fango rosso della montagna
evitando con cura la presenza dell’uomo.
Ma è nel parco di Nakuru, come l’omonimo lago,
che riesco ad ammirare uno spettacolo senza uguali:
migliaia di fenicotteri rosa riuniti a formare la colonia
più grande al mondo. Davvero una visione che
lascia senza fiato…
Tags: africa, kenya
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