Prenota tra più di 200.000 strutture Prenota

Tanzania No Problem

Scritto da tozzi federica
  • zanzibar
  • kilimangiaro
  • ngorongoro
  • tramonti
Non saprei bene da dove prenderlo questo viaggio in Tanzania.
Forse occorrerebbe aspettare che il mal d'Africa faccia il suo effetto,
e raccontarlo fra sei mesi, con uno spirito diverso. Oppure prima
immergersi nelle foto del viaggio, che per ora stanno lì da una parte,
in attesa di essere sdoganate.
Però è giusto raccontare le prime
impressioni a caldo, senza mediazioni di sorta.
E allora via.
Partenza 26 Luglio, direzione Nairobi, altezza 1500 metri, che sarà anche l'altitudine media delle prime due settimane di viaggio. In 4 ore di pulmino in strade malmesse si arriva ad Arusha. Lì, a pochi km, il
primo parco, i primi animali. Ovviamente lì per lì provoca già qualche
emozione, anche se poi si rivelerà di gran lunga il meno bello (ma l'
unico nel quale abbiamo fatto due passi a piedi). Il giorno dopo
spesone con il cuoco (mai troppo benedetto, costo circa mezzo euro al
giorno a testa!) e inizia il viaggio. Primo Parco il Tarangire, con un
bel sole, tutti in piedi sulle jeep decappottabili: primi elefanti a
pochi metri, tante giraffe e zebre, struzzi e gnu. Belli i baobab, e la
vegetazione in genere. La sera campeggio dignitoso. Il giorno dopo
Parco del Manyara, tempo nuvoloso. Non avvistiamo leoni, come promesso
dalle guide, ma nel punto clou ci saranno un centinaio di divertenti
ippopotami e migliaia di uccelli, in un bel paesaggio. Giraffe e
scimmie quante se ne vogliono, per il resto. Secondo campeggio
probabilmente il peggiore della serie, spersi nel nulla in un angolo di
Africa che poteva essere la pineta di Fregene. Tramonto al lago Eyasi,
a pochi km, non male. Mattina dopo sveglia all'alba per andare a caccia
con i bushmen, una popolazione locale. Tre bushmen davanti e noi
dietro, in una specie di boscaglia. Non sarebbe nemmeno male come
esperienza, ma in due ore prendono un uccellino del peso di 50 grammi,
un disastro. Finalino con danza con i locali, che porterà sfiga per il
tempo. Pranzo in campeggio, e si va verso Karatu, campeggio ben più
organizzato: doccia calda, bagni (che intaseremo), e refettorio con
sedie: gran lusso. Per chi voglia fare un solo giorno al Ngorongoro,
vista la distanza ed i costi, tanto vale far tappa qui e andarci dalla
mattina alla sera. Il cratere dista una mezz'oretta. La mattina dopo
però è nuvoloso. E sul cratere siamo a 2300 metri, verso le 11 di
mattina quando entriamo il tempo è davvero di montagna. Primo scorcio
del cratere, poi andiamo subito al campeggio (30 dollari a testa a
sera, ma abbastanza disastroso) a montare le tende, e si parte. Il
cratere è grande più o meno come una grande capitale europea, dentro si
è creato un microclima (senza alberi, peraltro) che ha favorito la
permanenza degli animali. Poi ci sono altri crateri, ma quello
principale è l'attrazione maggiore, perché ci sono gli animali. E' un
po' come Jurassik Park: tu scendi nel cratere, e cominci ad avvistare
animali in quantità. Fenicotteri nel lago. Poi un branco enorme di gnu
e bufali, quanti deve averne visti Bufalo Bill nel Far West 120 anni
fa. E tutto il resto, ippopotami compresi. E' il giorno dei primi
leoni: leone e leonessa dormienti nella savana seminascosti (ma
incredibili nel girarsi all'unisono), poi in lontananza, forse in
procinto di cacciare. La sera, dentro al campeggio, zebre vicino a un
bagno, facocero quasi dentro l'altro, ed elefante a 1 metro dalle
cucine. Non male. Freddino però. E mangiamo per terra all'aperto.
Mattina dopo lungo tragitto per andare in un altro cratere. Ma la
giornata è fetente, almeno fino alle 3 di pomeriggio, saliamo duecento
metri a piedi e vediamo solo nebbia. Nel pomeriggio poco meglio, con
vista di un lago dall'alto, ma la giornata sarebbe praticamente persa
se non andassimo prima del tramonto al lodge con terrazza sul cratere.
Vista spettacolare, davvero, uno dei momenti topici della vacanza,
senza dubbio. La mattina dopo si parte. Tempo decisamente migliore,
destinazione Serengeti. Sulla strada riusciamo a vedere qual che bello
scorcio del Ngorongoro, sembra quasi la zona dei salares: montagne,
grandi distese, colori, nessuna presenza umana (solo qualche villaggio
masai ai margini). Sulla strada per Seerengeti tappa ad Olduvai, uno
dei siti archeologici dove sono stati trovati resti umani più antichi.
C’è una specie di canyon, ma rimaniamo su, senza scendere. Poco prima
di entrare nel parco del Serengeti prima buchiamo (unica volta in dieci
giorni), poi incontriamo un altro gruppo di Avventure, con stappo di
bottiglia nel nulla. Cose da pazzi. Ingresso al Serengeti (parco
enorme, dove hanno girato il film La mia Africa, per capirci), pranzo,
e qualche minuto su uno spuntone di roccia ad osservare il nulla. Km e
km di spazi sterminati, nulla all'orizzonte. Sarà così anche in jeep
per quasi tutto il pomeriggio, qualche animale si affaccia almeno dopo
un'ora di jeep. La prima leonessa ad esempio, a pochi metri, che si
sposta solo per fare la cacca. Poco altro. Tempo incerto, con qualche
goccia di pioggia. Tempo e colori inaspettati, ma con un certo fascino,
cosa che non ha decisamente il campeggio dove dormiamo. Mattina dopo
lungo giro. La prima cosa che vediamo è una gazzella su un albero,
preda notturna di un leopardo che, non avendo il frigo, lascia le cose
dove spera che nessuno le vada a prendere. Bella mattinata. Solite
giraffe, ippopotami, marabu nel campo di calcio, uccelli, e anche
diversi leoni. Fa caldo. Pranzo e si parte. Pomeriggio becchiamo subito
un fantastico branco di elefanti in marcia, grande fascino. Da lì per
un paio d'ore poca roba (che ormai giraffe, gnu, facoceri, gazzelle di
ogni tipo e altre cose sono poca roba), poi proprio a 500 metri da dove
ci accamperemo c'è una bella leonessa su una roccia. Montiamo le tende
in un campeggio davvero spartano, ma con bella posizione (abbiamo un
bel panorama, con zebre a 8 metri), e andiamo al lodge, molto bello.
Due ci cascano e rimangono lì, ormai siamo alla sesta notte in
campeggio consecutiva. Mattina dopo altro giro della parte Nord, con
pochi animali (solito branco di elefanti), si pranza e si parte,
usciamo dal Serengeti. Verso le 5 siamo fuori dal Serengeti, in un
campeggio normale, che fra l'altro è anche B&B, dentro a un villaggio.
Arrivano decine di bambini per penne e caramelle. La mattina dopo,
prima di andare via, visitiamo una scuola strappalacrime di bambini
orfani, alcuni dei quali già affetti da Aids. Fantastici, ci accolgono
con una canzoncina, e mille sorrisi. Una delle esperienze più belle
vissute qui. Si scende verso il lago Natron, ultima notte in campeggio,
finalmente. Lasciamo la roba, pranziamo, e siamo pronti per le cascate.
Passeggiata abbastanza impervia, tutta sui sassi e in acqua, con bagno
finale dentro a una cascata. Non male, qualcosa di simile alle gole
dell'Alcantara. Usciti di lì un'ora a piedi seguiti da tutta la tribù,
che vuole venderci roba. Paesaggio molto bello, con vulcano Oldoyno
Lengai, alto 3000 metri e ancora attivo, che si staglia all’orizzonte.
Mattina sveglia all'alba, stranamente con poche nuvole, e si va a
vedere l'alba al lago Natron, con trionfi di fenicotteri. Uno dei
paesaggi più belli della vacanza, senza dubbio. Lasciamo il campeggio,
che dobbiamo metterci in moto per Arusha, dove arriviamo verso le 3, e
lasciamo le jeep. Destinazione Marangu, Kilimangiaro. Che sulla strada
abbiamo la fortuna di vedere, sgombro dalle nuvole. Sera in albergo,
nemmeno male, attimo di commozione. Mattina dopo partenza col cielo
coperto per escursione al Kilimangiaro. Due ore e mezzo circa di salita
in una foresta pluviale (dai 1800 metri ai 2700 di dislivello), arrivo
in un cratere minore, di in teoria vista sulle cime. Bella la foresta,
ma quando arriviamo al cratere le cime sono quasi tutte coperte. Bella
comunque la passeggiata, dopo tanti giorni di jeep ci si muove. La
mattina dopo sveglia all'alba, e pulman locale bello pieno per Dar Er
Salama, sulla costa. Sette ore e mezzo di strada, asfaltata per
fortuna; 4 ore per fare 400 km, 3 ore e mezzo per farne 150.Alle 4
prendiamo il traghetto, e in due ore siamo a Zanzibar, a Stonetown, la
capitale. Bel tramonto, buona cena, e discreto albergo. Giorno dopo
tutto in escursione alle 3 isole. La prima è un lembo di spiaggia nel
nulla, molto bella; la seconda dove non scendiamo si fa snorkeling; la
terza è Prison Island, dove sono anche le tartarughe giganti. Bella
giornata, gran sole, bel tramonto. Unica jattura che alcuni di noi si
scottano. Cena discreta in una casa-trattoria, e si va a letto. Mattina
dopo partenza, tappa alla foresta di Joziani (da evitare, interessanti
solo le scimmie), e all'ora di pranzo siamo a Jambiani in dei bungalows
sulla spiaggia, molto bella e con pochissimi turisti. Fantastici i
colori, ma il mare è quasi impraticabile, bisogna fare un bel pezzo per
fare il bagno. Ottima la prima cena, con aragosta. Indomani ancora qua,
tempo incerto. La mattina alcuni vanno a fare snorkeling al largo, ma c'
è troppa corrente, qui è il paradiso di chi fa kite surf. Pomeriggio
beach volley e calcio per quasi tutti. Sera in locale modesto, ma
decente, e serata musicale. Posto tranquillissimo Jambiani, comunque,
ideale per chi voglia trascorrere 4/5 giorni nella pace più totale,
troverete solo qualche ragazzino a rompere forse. Mattina dopo si
riparte, sosta al tour delle spezie (evitabile), e sempre verso ora di
pranzo siamo a Kendwa, alla punta nord dell'isola. Bel posto, tipico
spiaggione bianco, bel mare (balneabile), discreta la struttura, a 200
metri dal mare. Parecchio turismo, chioschi sulla spiaggia, troppa
italianità. Qui stiamo tre notti. Peccato solo per il tempo incerto,
speso verso l'ora di pranzo pioveva, a tratti anche per un paio d'ore,
uno scroscio qui uno lì. Poi alle due del pomeriggio si apriva tutto.
Da qui visti un paio di tramonti molto belli. Volendo si può fare la
gita a Nungwi (che di per sé non vale niente) via mare, attraverso
qualche scoglio. Per il tempo incerto, e le scottature di alcuni di
noi, alla fine non siamo andati a fare snorkeling a Memba, un'isola qua
dietro, pare molto bella per i fondali. Pomeriggi con beach volley, e a
volte calcio, comunque non ci si annoia. Due delle tre cene buone.
Venerdi verso mezzogiorno si va via, si torna a Stonetown, che in
realtà non abbiamo visto (è patrimonio Unesco, peraltro, per le
numerose porte lavorate, ricordo degli arabi). Arriviamo a pranzo.
Caldo, Bel giro nelle viuzze, finalmente svincolati dall'essere sempre
e comunque in 16 a girare. Discreto fascino, e bel tramonto. Buona la
cena, discreto l'albergo. Mattina dopo sveglia all'alba per prendere il
traghetto, alle nove e mezzo siamo a Dar Er Salaam. Giro in pulmino.
Fantastico il mercato del pesce. Poco altro. Alle 5 siamo in aeroporto,
20 ore dopo arriviamo in Italia, il viaggio finisce.
Dei posti abbiamo detto. Su tutti il Ngorongoro e il Natron (che il computer continua a trasformarmi in Patron); bello il Manyara, il Tarangire, il Serengeti in alcuni punti. Da rivedere il Kilimangiaro, anche se non credo ci arriverò mai in cima nella mia vita, a meno che un elicottero non mi ci porti, alla Mike Buongiorno. Zanzibar che dire? A me è piaciuta Stonetown, molto bella l'escursione alle isole, le spiagge comunque belle, anche se dopo aver fatto il bagno nell'acqua calda a Tulum ormai il mio punto di riferimento resta quello. Jambiani bella, ma penalizzata dalla quasi impossibilità di fare un bagno decente. Kendwa mi pare un bel compromesso fra lo spiaggione isolato e il litorale alla Rimini.
Col tempo non siamo stati fortunati, decisamente. Ed era la
stagione secca, porca pupazza.
La gente è un bel punto interrogativo.
Non vuole essere fotografata, se non per soldi. Però persone scortesi
non ne abbiamo incontrate, direi. In terraferma abbiamo in realtà avuto
ben pochi contatti con la gente, eravamo noi e le jeep. Zanzibar è
realtà a sé stante, oltre che isola bazzicata da italiani, sembrava di
stare a Ponza. Difficile dunque dire qualche aggettivo compiuto sulla
gente. Abbiamo comunque trovato diversi rompiballe, fra il Natron e
Stonetown, questo sì.
La vita è abbastanza cara per i turisti: cari i
parchi, i trasporti, i campeggi. E aumenta anno dopo anno, se il
dollaro non fosse basso, sarebbe una vacanza da 3500 euro per 3
settimane. In campeggio non è andata benissimo, ma siamo sopravvissuti.
Comunque faticoso, anche a livello mentale. Oltre che per doversi
montare la tenda, pulire a ogni pasto la scodella magari al semibuio
della torcia, e dormire per terra.
Cibo inutile in campeggio (comunque dignitoso, ed è già tanto. e ottime ed abbondanti colazioni, comunque), alcune buone mangiate di pesce a Zanzibar.
Insomma, andare in Africa (e in campeggio) è decisamente meno problematico di quanto possa sembrare stando a casa: la malaria, il clima, gli animali, la povertà. No problem. Provare per credere
© Copyright 2012 Promax Comunication SA | Swiss Made Contatti