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Victoria Falls, la Regina, Elicotteri, Elefanti ed un Conto da 6 Milioni di Dollari

Scritto da roberto piola
  • Le cascate Victoria
  • Piccolo coccodrillo
  • In crociera sullo Zambesi
  • Per salire a bordo dell'elefante
Fino ad ora ho pubblicato estratti dei miei viaggi affidandomi molto più all'obiettivo che alla tastiera. Stavolta vorrei raccontare anche qualche parola, e vorrei iniziare dal cuore dell'Africa, sperando di suscitare anche in voi il "mal d'Africa" che mi accompagna dal mio primo viaggio nel continente nero (Sudan, 1998) e che mi spinge ogni volta a tornare con entusiasmo.
Arriviamo in aereo a Victoria Falls nel primo pomeriggio di un caldo ottobre (2005). Il primo impatto con lo Zimbabwe e' una mastodontica coda alla dogana, con tempi biblici per il controllo passaporti ed un caldo soffocante. Il pullmino che ci viene a prendere in aereoporto va poi a disseminare i turisti in vari alberghi moderni ma faraonici e pacchiani. Noi invece abbiamo scelto il Victoria Falls Hotel, usato nientemeno che dalla Regina d'Inghilterra nella sua visita di questa ex-colonia. Lo stile coloniale c'e' tutto. Purtroppo pero' scopriamo che anche la vasca da bagno ed il condizionatore sono piu' o meno del periodo coloniale...
Il programma per la tappa di due giorni e' piuttosto pieno, ma c'e' ancora un buchetto, cosi' chiediamo alla reception se si puo' fare un giro in elicottero sulle cascate. Gentilissimi, chiamano in giro e poi vengono a chiamarci: c'e' un giro che parte tra mezz'ora ed uno che parte tra un'ora!
Cosi' ci presentiamo all'eliporto: poco piu' di un prato con una tenda per accogliere i clienti ed un baraccone di lamiera che funge da hangar, ma sono eccitatissimo: non ho mai volato su di un elicottero. Ci fanno compilare un modulo, poi con grande sorpresa di tutti CI PESANO! Spiegando che serve per distribuire il carico... Ma la faccia di certe signore e' eloquente "non e' possibile che io pesi QUELLO". Poi, vedendomi con l'attrezzatura fotografica, il pilota mi fa"tu vieni davanti". Che figata! Mi dispiace un po' lasciare la mia mogliettina dietro, ma l'avere visibilita' quasi a 360 gradi e' impagabile, oltre all'emozione di vedere da vicino tutti i quadranti e le leve di una cabina di pilotaggio.
Il decollo e' molto piu' soft di quantoi mi aspettavo, e ci libriamo leggeri nel cielo ad ammirare dall'alto lo Zambesi che si getta in una profonda gola sollevando nuvole bianche: sono le cascate Victoria! Purtroppo e' la stagione secca, ma sono comunque impressionanti. Atterrati a malincuore torniamo in albergo. Cena e poi spettacolari danze tribali, con esibizioni di forza e bravura notevoli: ballerini che danzano sui trampoli, arrampicati su alte pertiche ed uno che balla tenendo un trave di acciaio da 40 kg tra i denti! Spettacolo per turisti, certo, ma piacevole.
Il giorno dopo, passeggiata per vedere le cascate da vicino. Oltre alle cascate, sono da ammirare anche le tenere scimmiette, ed i turisti giapponesi, tutti chiusi nei k-way per non bagnarsi... Sotto questo sole implacabile, c'e' gia' da sudare in maglietta...
A pranzo, abbiamo un'altra sorpresa, arriva in albergo una signora giapponese in perfetto abito tradizionale: kimono, zoccoletti infradito e calzine bianche: sembra molto fuori luogo, qui in Africa, ma la ammiriamo.
Nel pomeriggio, visita alla fattoria dei coccodrilli: e' impressionante vedere i bestioni che da piccoli come lucertoloni, che si possono tenere in mano per la foto ricordo, diventano mostri da 4-5 metri, e poi borsette e cinture. Ci dicono che non siamo fortunati e oggi non macellano, ma se vogliamo possiamo assistere al pasto: l'inserviente si mette su di un ponte con una lenza ed una bistecca e la sventola sull'acqua. Presto si radunano i mostri li' sotto e... Come saltano! Meno male che siamo al sicuro ben in alto...
Dopo quest'esperienza, una gita sul fiume al tramonto e' quello che ci vuole per rilassarsi: una birra locale, colori fantastici e la bellezza degli animali selvatici: aironi, ippopotami, ecc... Ad un certo punto pero' la magia e' interrotta dal grido di una giapponese: "stop, please, mi e' caduto il binocolo in acqua... Si puo' recuperare?". Il capitano sorride, poi indica un puntino in acqua: "certo, se vuole andare lei a riprenderlo...", mentre il puntino cresce in due narici seguite a distanza da due occhi sporgenti: un coccodrillo selvaggio! Ovviamente il binocolo e' rimasto la'.
L'ultima mattina in Zimbabwe e' dedicata a sperimentare un altro mezzo di trasporto: a dorso di elefante! La scala per salire e' comoda, ma la sella, un'intelaiatura di metallo con una coperta sopra, e' terribile! Ma la simpatia dei pachidermi, che camminano tranquilli, ci conquista. Qui non ci sono turiste giapponesi.
L'ultima sorpresa di questo angolo d'Africa ce l'ho al momento di pagare il conto dell'albergo: sei milioni di dollari... Meno male che sono dollari dello Zimbabwe, equivalenti a 104 dollari americani, e che pago con una strisciata di carta... Ma vedere quella cifra scritta fa impressione! Accanto a me c'e' un uomo d'affari locale, che deve pagare in contanti, e con mazzette e mazzette di sgualcite banconote da 500 dollari (l'inflazione galoppa piu' velocemente di quanto riescano a disegnare cliche' per banconote piu' grosse)... Che fatica contarle!

Epilogo letterario: a distanza di anni mi e' capitato di leggere "Andando verso il Capo" di Sergio Ramazzotti, e quando passa a Victoria Falls vede le stesse cose... E' bello condividere un'esperienza con uno scrittore che ti parla attraverso le sue pagine.
Tags: Victoria Falls, Zimbabwe, Africa, Elefanti, Zambesi, Coccodrilli, Coccodrillo, Elefante
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