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Tra Canada tra Natura e Silenzi

Scritto da GLORIA GIULIANA DONATI
  • LA FORZA DELL'ACQUA
  • LEGGIADRA COMA UNA BALENA
  • TADOUSSAC: PAESE INCANTATO
La meta dell’estate 2007 ha sorpreso non poco il mio fidanzato Andrea infatti quando gli ho comunicato che volevo andare in Canada ha strabuzzato gli occhi incredulo ma dopo il primo sconcerto si è appassionato anche lui alla meta.
Tutto è partito dalla mia voglia di andare a visitare le tanto famose cascate del Niagara e documentandomi con mia grande sorpresa scopro che in parte sono in Canada e allora che fare? Ovviamente si parte e si incomincia a organizzare il viaggio.
Prima del resoconto alcuni piccoli consigli:
Alloggi: noi ci siamo trovati davvero bene in tutti i b&b in cui ci siamo fermati (qualora siate interessati ho tutti gli indirizzi) sono confortevoli, puliti e vi consigliamo di fermarvi a chiacchierare con i proprietari, anche se il vostro inglese non è dei migliori, noi abbiamo sempre trovato persone disponibili, gentili e desiderose di conoscere e farsi conoscere. Potete trovarli attraverso i siti internet dedicati alle varie regioni canadesi e contattarli tramite e-mail.
Cibo: non c’è una vera e propria cucina canadese, vi è una mescolanza di cucina come di culture comunque con un po’ di spirito di adattamento abbiamo sempre mangiato bene e spendendo poco (intorno ai 30 – 40 dollari canadesi in due). Consiglio di fermarvi nei tipici bar al lato della strada e gustarvi una vera colazione canadese uno spettacolo!
Strade: sono ampie e ben tenute anche le città sono semplici da girare consiglio sempre di fermarvi ad un punto informazioni turistiche nei pressi del luogo che volete raggiungere perché il personale è sempre molto gentile e disponibile a mostrarvi la strada per raggiungere il vostro alloggio o a trovarvene uno qualora non lo aveste.
Acquisti: i prezzi sono convenienti noi abbiamo notato che la vita costa meno rispetto a Milano e si trovano anche negozi molto carini che vendono articoli di artigianato, consiglio soprattutto i negozi di Quebec city, qui abbiamo fatto l’80% dei nostri acquisti. (ho trovato anche il caban che mi era stato commissionato da mio padre e da mio cognato)
Valigia: se siete intenzionati ad arrivare sino a Tadoussac per l’avvistamento delle balene consiglio di non scordarvi pile, guanti, cappello e anche un piumino (noi avevamo portato due giacche invernali e sono state utilissime), per il resto dei luoghi visitati le temperature sono molto simili alle nostre ma una felpa per la sera è indispensabile e magari anche una giacca leggera (se non l’avete capito io sono una tipa un po’ freddolosa).
Un ultimo consiglio lasciate un po’ di tempo per ammirare il fiume, per passeggiare, chiacchierare e ascoltare i silenzi canadesi ne porterete a casa un ricordo indimenticabile.
Ecco il nostro itinerario:
Montreal – 3 notti
Quebec city – 2 notti
Tadoussac – 2 notti
Trois Rivers – 1 notte
Kingstom – 1 notte
New Castle – 1 notte
Saint Jacob – 1 notte
Niagara Falls – 3 notti
Toronto – 2 notti
Partenza il 17/08/2007 – ritorno il 2/09/2007.
Andiamo con ordine: il giro è quello del Quebec e dell’Ontario con arrivo a Montreal e partenza da Toronto, entrambi i voli con KLM partenza da Milano Malpensa e scalo ad Amsterdam.
Dopo una lunga attesa e molte ore passate in internet siamo pronti per partire.
I primi due giorni li trascorriamo a Montreal una città non particolarmente bella fatta eccezione per la parte vecchia e Parc Mont Royal da cui si ha una magnifica visuale e su cui consiglio di salirci a piedi è una passeggiata favolosa in mezzo alla natura, agli scoiattoli e al silenzio. Meritano una visita anche le isole di fronte alla città.
Lasciata Montreal la nostra seconda tappa è Quebec city dove arriviamo in tarda mattinata e lasciate le valigie al nostro comodissimo b&b (scale a parte) prenotato via internet e a 500 m dal centro partiamo alla scoperta di questa città… che dire è davvero bella sembra di essere in Francia è proprio a misura d’uomo e ci sbizzarriamo in mille acquisti ci sono negozi davvero carini con articoli di artigianato. Consiglio un giro nella galleria Inuit dove si trovano pezzi originali di artigianato e si può essere sicuri che parte del ricavato viene destinato ai nativi: noi non abbiamo resistito ad acquistare il famoso orso che balla!
Inoltre c’è un delizioso negozio di peluche: entri, scegli il tuo pupazzo preferito e te lo fai riempire di piume, lo vesti e ti rechi al computer per stampargli il passaporto, insomma anche qui abbiamo fatto un acquisto il piccolo Maple.
Lasciata Quebec dove abbiamo trascorso due notti si parte per Tadoussac con le sue balene, ebbene noi ci siamo innamorati di questo favoloso villaggio in riva al San Lorenzo, tanto che abbiamo deciso di fermarci una seconda notte, si respira un’atmosfera di altri tempi. Appena arrivati al b&b con camera vista fiume, sempre prenotato tramite internet, infiliamo pile e piumini e partiamo per la gita in barca, prenotataci dalla nostra fantastica padrona di casa, per vedere le balene e seppur non saltino fuori dall’acqua come immaginavo è un’esperienza fantastica e molto emozionante.
Il giorno seguente decidiamo di avventurarci per il parco Saguenay che circonda il paese e, anche se la giornata non è delle migliori, ci viene offerto uno spettacolo magnifico: pagato il biglietto di ingresso (7 dollari in due) addentrandoci nella parte del parco più vicina al paese, l’entrata è situata qualche centinaio di metri dopo le dune di sabbia, ci viene offerta una magnifica visuale del San Lorenzo e soprattutto cominciamo a godere del silenzio. Dopo una breve camminata lasciamo questa parte del parco e su consiglio della gentile signora al centro informazioni saliamo in auto e guidiamo fino a baia sain catherine (spero di non sbagliarmi comunque è ben segnalato sulla cartina che vi consegnano) dove dopo una trentina di minuti di cammino non impegnativo e un piccolo imprevisto bagno (a due terzi del percorso c’è una nuovissima costruzione con tanto di efficientissimi e pulitissimi bagni ma la sottoscritta, seguendo un cartello, si è andata a infilare in un bagno in legno in mezzo agli alberi) alla fine arriviamo in un posto meraviglioso da dove è possibile vedere i beluga ma soprattutto ascoltarne il respiro. Siamo stati un tempo infinito a guardare ed ascoltare questo spettacolo della natura, forse è il ricordo più emozionante di tutto il viaggio e lo consiglio vivamente: non andate a Tadoussac solo per il giro in barca, per altro da fare assolutamente, ma fermatevi, se potete, un altro giorno e godetevi il silenzio e le emozioni che vi può offrire il parco che la circonda.
Vi segnalo un posto davvero carino dove è possibile mangiare pesce freschissimo è una pescheria con alcuni tavoli che si trova proprio vicino all’entrata del campeggio purtroppo non ricordo il nome ma ne vale davvero la pena.
La mattina seguente sotto una pioggia incessante lasciamo a malincuore Tadoussac per giungere a Trois Rivieres in un altro b&b, trovato sempre tramite internet e prenotato via telefono il giorno prima, semplicemente stupendo… Piscina, ogni camera di un colore differente e un fantastico prato che separa la casa dal fiume dove ci sono solo alberi e panchine dove rilassarsi guardando il fiume avvolti nel silenzio. Passiamo un pomeriggio di completo relax chiacchierando con i due gentilissimi padroni di casa, passeggiando e organizzando il giorno seguente che dovrebbe prevedere una gita in canoa al parco della Maurice ma la mattina dopo al nostro risveglio ecco ad attenderci un’incessante pioggia che ci costringe a rivedere i nostri piani così decidiamo di lasciare il Quebec e andare verso l’Ontario.
Dopo un lungo viaggio giungiamo finalmente nel pomeriggio a Kingston, a causa di un festival di musica troviamo posto solo in un anonimo motel e siamo costretti a rimandare la crociera delle 1000 isole alla mattina seguente. Terminata la piacevole e rilassante crociera si parte nuovamente ma dopo un paio d’ore cominciamo ad accusare la stanchezza così decidiamo di fermarci in un punto informazioni turistiche e di trovare un b&b per la notte e mai scelta fu più felice infatti abbiamo il piacere di incontrare la mitica signora Pat un donnone carinissimo e gentile che ci accompagna nella nostra stanza: un incanto, tantissimi cuscini sul letto, accappatoi a nostra disposizione e una fetta di torta pronta per noi. Il paese, New Castle, non offre molto ma non ci interessa infatti passiamo il pomeriggio a casa di Pat e Barry a chiacchierare nel loro giardinetto con tanto di laghetto con pesci grandissimi a cui diamo da mangiare e la sera ci prenotano un tavolo in un bellissimo ristorante e ci aspettano alzati per chiederci come ci siamo trovati. La mattina, dopo una colazione strepitosa, credo la migliore mai fatta in Canada, lasciamo con dispiacere i nostri amici alla volta del villaggio Amish di Saint Jacob dove lungo la strada riesco telefonando a prenotare un b&b all’interno del villaggio stesso.
Durante il viaggio ci immaginiamo di passare la notte in un villaggio tipo casa nella prateria, strade non asfaltate, una candela come luce ma al nostro arrivo ci ritroviamo in una realtà ben diversa asfalto, corrente elettrica, negozi super attrezzati di quella atmosfera amish che tanto attendavamo solo qualche carretto di passaggio e alcune persone con i tipici vestiti. (Anche gli amish si sono arresi alla modernità ne abbiamo visti alcuni guidare la macchina insomma un sogno infranto). Il paese è comunque piacevole e riesco a trovare e infilare in valigia (impresa non semplice) anche una bellissima trapunta patchwork king size per mia mamma, un unico avvertimento se volete soggiornare a Saint Jacob ricordatevi di uscire presto a mangiare perché i ristoranti chiudono alle 20.30!
Voglio consigliare una visita nel museo proprio all’ingresso del villaggio è gratuito e accoglie alcuni negozi tra cui un bellissimo laboratorio di porcellane.
Il giorno seguente dopo una breve visita al mercato amish e al vicino outlet ci dirigiamo verso le cascate del Niagara: maestose!!!
Arriviamo con facilità a Niagara Falls e troviamo subito il nostro hotel prenotato dall’Italia, la camera non è ancora pronta e perciò lasciati i bagagli ci rechiamo a vedere le cascate.
Il paese è un piccolo parco dei divertimenti pieno di fast food, ristoranti e attrazioni (musei, ruota panoramica) ci troviamo catapultati in una realtà ben diversa da quella a cui ci eravamo abituati nei giorni precedenti ma non abbiamo neppure il tempo di rendercene veramente conto perché ecco che attraversata la strada che costeggia il fiume ci troviamo davanti le cascate americane e poco più distanti quelle canadesi a ferro di cavallo: bellissime!
Siamo subito rapiti da questo spettacolo, rimaniamo molto tempo a osservarle quasi increduli di essere veramente lì, quando finalmente ci riprendiamo dalla meraviglia cominciamo la nostra passeggiata lungo le cascate percorrendo il grande marciapiede che rende le cascate accessibili a tutti. Dopo questo primo assaggio ci rechiamo a fare il biglietto cumulativo per le attrazioni ovvero Maid of the Mist (il famosissimo battello), passeggiata dietro le cascate, white water walk (camminata lungo il fiume a circa un chilometro dalle cascate) ed entrata al butterfly conservation (dove ti trovi avvolto da centinaia di farfalle svolazzanti). Facciamo subito la gita in battello e dopo essere entrati in possesso del nostro impermeabile blu e le foto di rito saliamo sulla barca e siamo letteralmente sotto le cascate lavandoci completamente davvero divertente ed emozionante. Consiglio vivamente di scattare le foto con una macchina fotografica impermeabile, noi abbiamo acquistato una usa e getta per l’occasione e ci siamo trovati davvero bene.
Dopo questa intensa emozione andiamo in hotel a prendere possesso della camera e dopo una breve sosta eccoci di nuovo in strada per mangiare qualcosa e vedere le cascate illuminate: la sera le illuminano con luci colorate e sinceramente a noi non sono piaciuti molto questi giochi di colore.
Il giorno seguente è dedicato alle altre attrazioni che ci sono rimaste, attivato il biglietto del bus iniziamo con la passeggiata dietro le cascate, segue la camminata lungo il fiume a circa un chilometro dalle cascate e terminiamo con la visita alle farfalle che ci ha favorevolmente stupiti infatti non ci aspettavamo che una volta entrati saremmo stati avvolti da centinaia di farfalle che ti volano attorno.
La giornata si è rivelata davvero divertente e la sera ci aspetta un altro spettacolo infatti al mercoledì sera ci sono i fuochi d’artificio alle cascate e noi non possiamo certo mancare perciò alle dieci precise siamo davanti alle cascate felici ed incantati come dei bambini.
Il giorno successivo facciamo una visita a Niagara on the Lake che risulta essere una cittadina davvero bella ed accogliente dove ritroviamo la tranquillità dei nostri primi giorni in Canada e abbiamo modo di vedere le famose vigne dalle quali viene prodotto il vino canadese.
Dopo una piacevole giornata ritorniamo alle cascate e verso il tramonto saliamo sulle Skylon Tower per poter godere dello spettacolo delle cascate dall’alto davvero suggestivo.
Il giorno successivo lasciamo le cascate e ci rechiamo a Toronto, purtroppo il nostro giudizio sulla città non è molto positivo a causa forse di un piccolo contrattempo successoci appena giunti in albergo infatti abbiamo assistito all’arresto dei nostri vicini di camera da parte della polizia e questo ci ha abbastanza scioccato comunque a onor del vero ci sono scorci della città davvero piacevoli e fa una certa impressione vedere come riescono a convivere in perfetta armonia edifici relativamente antichi con strutture estremamente moderne.
Il secondo giorno a Toronto lo dedichiamo alla salita sulla CN Tower davvero impressionante la sensazione di camminare su di un pavimento trasparente e poi ci imbarchiamo alla volta dell’isola davanti la città dove affittiamo due biciclette e godiamo nuovamente della tranquillità e dei silenzi canadesi.
Ed eccoci arrivati al nostro ultimo giorno, avendo l’aereo di sera decidiamo di fuggire da Toronto e andare alla ricerca della tranquillità dei paesi canadesi, delle casette colorate prive di recinzione, delle persone che ti salutano per strada insomma del Canada che ci è rimasto nel cuore e infatti riusciamo a scovare un piccolo paese di nome Kleinburg e ad entrare nella fondazione Mc Micheal canadian art collection dove possiamo visitare una mostra di arte inuit molto bella e farci una passeggiata nel parco che circonda la struttura.
A fine giornata andiamo in aeroporto riconsegniamo l’auto e partiamo alla volta dell’Italia.
Noi, una volta a casa, siamo stati sorpresi dal mal del Canada se così si può dire.
La vacanza è stata davvero eccezionale siamo partiti per vedere le cascate del Niagara e abbiamo scoperto un paese fantastico che ci è rimasto davvero nel cuore, ci siamo innamorati dei suoi spazi, della sua natura e dei suoi silenzi.
Tags: canada, cascate, natura,
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