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Cile il Viaggio di Ciro

Scritto da Lorenza Paci
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  • ciro
  • la ruta de los vulcanos
  • araucarie
CILE
il viaggio di Ciro

Ho avuto un brutto incidente mentre partecipavo a un torneo di calcio tra varie comunità mapuche della zona. Sono rimasto invalido per mesi senza poter camminare. Allora ho fatto un giuramento a mia moglie. Ho promesso che se fossi tornato a camminare avrei percorso a piedi la mia terra per ringraziare dio di tutto quello che mi ha dato,e di quello che sono.

Voglio farvi conoscere la mia terra, l’Araucanìa, la nona regione del Cile.
Il Cile è una striscia di terra lunghissima, quasi 5000 km, dai Tropici all’Antartide, ma strettissima. Le Ande e l’Oceano Pacifico lo delimitano per tutta la sua lunghezza rispettivamente a est e a ovest, distanti tra loro solo 200 km, per cui per noi è normale andare a sciare la mattina e in spiaggia il pomeriggio.
La mia terra si trova a sud di Santiago, a circa 700 km. Noi mapuche viviamo qui da tempo immemorabile, siamo il popolo originario del Cile e nella nostra lingua, mapuche significa gente della terra.
Mi chiamo Ciro Calfuqueo e questa è la mia famiglia.
Siamo mapuche pehuenches. I mapuche che vivono nelle zone di precordigliera andina molto vicino alla frontiera argentina, si chiamano pehuenches che significa gente del pehiuen. Il pehuen è l’araucaria cilena, una conifera millenaria che ricopre intere foreste in questa regione. Molte piante che vediamo qui hanno più di mille anni. Noi mapuche pehuenches viviamo del frutto dell’araucaria, il pignon, e lo consideriamo sacro. La raccolta è un momento molto importante per tutti noi, per questo ho voluto cominciare da qui. Ci sediamo tutti intorno al fuoco , beviamo ciascuno un sorso di mate che è un’usanza che abbiamo imparato dai nostri vicini argentini per darci forza e coraggio, chiamiamo dio, tramite le fiamme di questo falò, perché ci protegga e condivida con noi questo momento solenne, e poi via, siamo pronti. Una volta tirato giù il frutto, si sgrana e si raccolgono i pignones. Si possono mangiare crudi oppure bolliti o tostati. Ci si fa anche una farina con cui si fa una tortillas buonissima. Sono molto nutrienti e a volte può capitare che durante la giornata mangiamo solo questo. Lo diamo da mangiare anche ai nostri animali e lo conserviamo per l’inverno che qui da queste parti è durissimo. Guardate, adesso siamo in estate e sta nevicando…
Io sono lonko di questa comunità, una sorta di capo, di leader. A me spetta aiutare la mia gente, guidarla, consigliarla.
Il mio viaggio inizierà da qui, da queste foreste di araucarie che sono il simbolo della mia terra e della mia gente.
Partirò alla scoperta della natura di questa regione che racchiude in sé l’identità del mio popolo e la sua storia. Voglio farlo per Genny, che è la più piccola dei miei figli, perchè conosca questa terra, così intimamente legata alla cultura a cui appartiene, e la tramandi ai suoi figli perchè non vada dimenticata. Oggi noi mapuche viviamo in riserve, i nostri figli vanno a scuola con gli huincas, parlano lo spagnolo, vestono come loro, sarà sempre più difficile conservare le nostre tradizioni e mantenere viva la nostra identità. Questo viaggio serve per ricordarci chi siamo e per ringraziare dio di questo.
Genny è il mio motivo e la mia forza.
Insieme attraverseremo i parchi nazionali della nona regione, i suoi vulcani, le foreste, i laghi, i fiumi, le cascate. Incontreremo altri pehuenches che ci racconteranno pezzi della nostra storia e ci mostreranno modi diversi di vivere la nostra identità di popolo mapuche pehuenche.
La riserva Malalcahuello insieme a quella di Nalcas copre un territorio di circa 31,000 ettari.
Ci stanno aspettando lì Evaristo e i suoi compagni . Sono dei giovani pehuenches che hanno trovato il modo di far conoscere e rispettare la loro cultura. Portano la gente a cavallo attraverso i loro territori e li fanno partecipare ad attività tipiche come la raccolta dei frutti dell’araucaria o il trasporto del bestiame nelle terre alte.
“ciao fratelli, questa è mia figlia genny..
Evaristo dice che vuole portarci a vedere la sorgente del cautin,
andiamo è su in cima…
Questa è sua nonna, buongiorno, il mio nome è Ciro…
Le acque sono molto importanti, è qui che sorge il cautìn…
È strano come vicino ai vulcani ci sia sempre tanta acqua forse perché dio sa quello che può accadere…
Musica
Sono emozionato e un po’ teso anche. Ti porto a vedere un vulcano da vicino, Genny. E’ qui nella riserva malalcahuello. Si chiama Lonquimay, guarda come è grande, fa paura. 2.865mt. L’ultima eruzione fu nel 1988. Me la ricordo io, ero in Argentina in quel periodo. durò 13 mesi, fu terribile…Sai Genny, tutta la natura è sacra per noi, è viva e noi la rispettiamo. Tutto ciò che esiste l’ha creato dio ed è come noi, vede, sente, respira, soffre ed è felice. Per questo chiederemo permesso al vulcano Lonquimay per avvicinarlo, perché non si arrabbi di nuovo.
Da qui parte un sentiero che passa vicino al cono d’uscita del cratere Navidad e un altro che attraversa boschi di coigue ed enormi araucarie dove si ha una magnifica vista dei vulcani, del fiume biobìo e dell’Argentina.
Da adesso in poi viaggeremo verso sud, genny
Il parco nazionale Conguillio è nato una cinquantina di anni fa proprio per proteggere le nostre araucarie..Qui ci sono piante che vanno dai 600 ai 1200 anni di età. E’ un territorio vastissimo , più di 60.000 ettari, praticamente vergine, con laghi verdissimi, canyon profondi, foreste preistoriche e deserti di lava.
Ma il padrone incontrastato del parco è senza dubbio il vulcano Llaima. E’ un mostro di 3125 mt con una bocca larga 350 m. Ha avuto 45 eruzioni dal 1640 al 1996 ed è il vulcano piu attivo del Sud America. E’ lui il creatore di questo paesaggio.
Vieni ti faccio vedere in questo canyon le tracce della sua attività eruttiva….
Questo è il truful –truful uno dei fiumi più importanti del parco. la potenza erosiva delle sue acque ha portato alla luce questa meraviglia geologica che attira esperti da tutto il mondo….
Dobbiamo ringraziare il vulcano se oggi posso farti vedere la meraviglia di questi laghi. Tanto tempo fa le eruzioni del Llaima formarono dei tappi di lava nelle valli che chiusero il passo ai fiumi trasformandoli in laghi. Questo si chiama Arcoiris, arcobaleno, perché cambia colore durante il giorno…
Forza genny un piccolo sforzo ancora e vedremo uno spettacolo meraviglioso…. Ci sono molti sentieri all’interno del parco. Questo qui il Sierra Nevada, ci porterà a un punto panoramico da cui si vede il lago Conguillio, su cui svettano i picchi ghiacciati della Sierra Nevada che sorpassano di molto i 2500 mt.
Ora andremo più a sud dove l’impronta mapuche non è stata lavata via dalle tante acque che incontreremo laggiù. All’interno dei vulcani gli spiriti sono più vivi che mai…
Il parco nazionale huerquehue è piccolo, solo 12.500 ettari, ma ha molti sentieri che passano in mezzo a foreste di araucarie, di faggi australi e di coigue e vicino a fiumi, cascate e laghi alpini
Le acque scorrono sopra e sotto la terra. Il lago caburga formato da un tappo di lava e cenere vulcanica ha un’acqua più calda rispetto agli altri laghi del sud, perché ha sorgenti termali nel fondo. Ha due affluenti sotterranei che affiorano piu in basso nei cossiddetti ojos del caburga, gli occhi del caburga.
Da qui si vede il cono fumante del vulcano villarrica. Si trova all’interno del parco nazionale villarrica, uno dei più belli di questa regione. È molto grande, 61.000 ettari, ma per fortuna ospita altri vulcani che pare siano spenti, così dicono, come il quetrupillàn alto 2360 mt e, verso il confine con l’argentina, il lanin alto 3746mt.
nel parco villarrica si percorerre un sentiero nel bosco nativo e si raggiunge il salto del leon, guarda che meraviglia genny….da qui è saltato il puma, ci pensi? La padrona dell’acqua è una bellissima serena e noi dobbiamo chiedere il permesso a lei per stare qui e anche voi per filmare, capito?
Il vulcano villarrica è alto 2840 mt, ma nelle sue viscere la lava cova perennemente.
Ricordo che nel 1971 una forte eruzione aprì una frattura di 4 km nel vulcano. Una delle colate era lunga 14 km, larga 200mt e alta 5
Pucon è a soli 14 km dal vulcano Villarrica. Nessuno qui fa caso al vulcano anzi lo sfidano continuamente. Pucon è il centro principale di tutto il turismo d’avventura del Cile. È una ridente e frizzante cittadina con negozi e bar e agenzie di viaggi estremi..
Io preferisco girare al largo, noi pehuenches conosciamo bene la natura e preferiamo non sfidarla invece. Qui vicino , invece, c’è un posto che mi interessa proprio andare a vedere, vieni Genny…
E’uno spazio di incontro e identificazione culturale delle comunità mapuche. Si chiama Aldea intercultural TRAWU PEYUM . Conserva un’esposizione del patrimonio culturale locale e una serie di fotofgrafie della civiltà mapuche realizzate da viaggiatori europei tra il 1860 e il 1930.
Torniamocene a casa genny, ho nostalgia della mia gente, delle mie acque, della mia terra…
Guarda, lì si sta svolgendo un nguillatùn, ma non ve lo posso far vedere da vicino perché so che vi partecipa un capo molto importante , uno che non è molto disponibile con gli huincas. Noi siamo una minoranza e non siamo stati mai trattati molto bene da voi huincas. Alcuni di noi lottano pacificamente come Evaristo e i suioi compagni per farvi conoscere la nostra cultura e le noste tradizioni, attraverso, chiamamolo, una sorta di turismo culturale, altri di noi, invece, sono molto chiusi e radicali, e difendono la loro cultura da sguardi indiscreti. È uno spettacolo molto bello, è sacro per noi, è il nostro ringraziamento a dio.…
il nostro viaggio sta per finire, ma prima voglio che tu conosca Ricardo e la sua famiglia perché tu possa ascoltare una storia molto importante per tutti noi pehuenches e possa vedere con i tuoi occhi…
Vivono a Quinquen in una comunità all’interno della riserva galletue .
Qui siamo molto vicini all’Argentina, la frontiera è a soli 5 km, vedi come è diverso il paesaggio, sembra la pampa…
Ricardo è il lonko di questa comunità, come me. Noi tutti gli dobbiamo molto. Sai genny noi mapuche viviamo in queste terre da tempi immemorabili , queste terre ci appartengono da sempre, qui sono seppelliti i nostri antenati, ma non basta. In passato qualsiasi huincas arrivasse qui pensava di potersele prendere tranquillamente. Abbiamo dovuto lottare e non sempre abbiamo vinto, lo sai. Beh oggi non ci sono più gli eserciti a cavallo ma ci sono le compagnie forestali che sono anche peggio. Negli anni 80, una di queste occupò queste terre e impedirono a noi pehuenches di raccogliere i frutti delle araucarie. Ricardo si mise a capo della rivolta e noi di icalma e di altre zone ci unimmo a lui per dargli una mano. Facemmo tanto chiasso che tutto il mondo parlò di noi e di quello che ci stavano facendo e alla fine vincemmo noi, ci restituirono le terre, anche se ancora stiamo tribolando per questo, e l’araucaria fu dichiarata monumento nazionale. E’ un grand’uomo Ricardo e un grande lonko, ricordatelo…
musica
Siamo a casa Genny. Queste immagini, i ricordi, i suoni gli odori, ci resteranno addosso come impronte indelebili della nostra identita’ mapuche –peheuenche. Abbiamo ritrovato le nostre tracce e ne abbiamo lasciate di nuove su questa terra di cui noi mapuche siamo figli. Mapuche, gente della terra…
Tags: cile
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