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Diving a Roatan

Scritto da PAOLA CRESTO
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Diving a Roatan

Lo scorso agosto abbiamo trascorso due settimane a Roatan, l’isola dei pirati al largo dell’Honduras, nota anche per i suoi bellissimi fondali.
Ci siamo appoggiati al Diving Centre del nostro resort, il Fantasy Island Beach Resort Dive and Marina, dove con un supplemento di 160 € abbiamo acquistato dall’Italia un pacchetto di 14 immersioni diurne + 1 notturna.
Così, fin dal secondo giorno della nostra permanenza sull’isola abbiamo intervallato immersioni a giornate dedicate alle escursioni alla scoperta delle bellezze naturali del luogo.
Il diving centre è dotato di 6 barche, camera iperbarica, deposito e noleggio attrezzature, ed organizza 3 immersioni al giorno, alle 9.00, alle 11.00 ed alle 14.00.
La barriera corallina di Roatan è il prolungamento naturale della ricca barriera del Belize, ed i punti
di immersioni più belli sono quelli caratterizzati da lunghi canyon che solcano la barriera, spaccature formatesi molte centinaia di anni fa’ in seguito ai terremoti.
Mary’s Place è uno di questi: il canyon raggiunge anche i 40 mt ma si può percorrere in tre direzioni diverse a seconda della quota che si vuole raggiungere. Alcuni anni fa’ questo sito è stato chiuso in quanto sub inesperti o incuranti avevano danneggiato l’ecosistema in molte strettoie, rompendo coralli e spugne, ma ora è nuovamente aperto e si possono ammirare splendide formazioni coralline, soprattutto gorgonie e ventaglio, spugne tubo e barile e piccoli anfratti e grotte dove si nascondono pesci, polpi ed aragoste.
Un altro sito meritevole è Hole in the wall, una profonda spaccatura verticale nel reef che si insinua nella barriera corallina per alcuni metri. Ci si immerge a testa in giù e si percorre il canyon a capofitto verso il basso, assaporando l’emozione di scendere in profondità tra strette pareti coralline che pian piano si allargano proiettando lo sguardo verso il blu profondo in cui si butta la spaccatura.
La costa sud occidentale di Roatan (quella si cui si affaccia il Fantasy Island Resort) offre oltre 20 siti degni di nota e sono sufficienti 15/20 minuti di barca per raggiungerli.
Gold Chain Reef, Pirate’s Point, Valley of the King, Inside Outside Chimney, Little French Cay Wall sono solo alcuni dei bei siti dai fondali ricchi di coralli albero e gorgonie, dove potete immergervi tra dentici, cernie, murene, barracuda, pesci angelo, pesci pappagallo e cavallucci marini.
Nelle acque circostanti Roatan si possono fare anche interessanti immersioni sui relitti: El Aguila, un piccolo bastimento affondato negli anni ‘90, ora giace su un fondale di sabbia sui 35 mt; è stato adattato in modo da facilitare l’ingresso ai sub e scendendo negli scompartimenti si possono vedere molti pesci nascosti negli anfratti; mentre la Price Albert, una nave cisterna affondata nell’87 ed un DC-3 giacciono vicini su un fondale a poco meno di 20 mt.

Già dall’Italia ci eravamo documentati per fare l’immersione con gli squali grigi dei Caraibi, quindi una volta in loco abbiamo contattato il Waihuka Adventure Diving Centre, per programmare la nostra immersione “faccia a faccia”.
Maurilio Mirabella, un istruttore napoletano trasferitosi a Roatan da parecchi anni, durante una battuta di pesca subacquea ha trovato questo punto di immersione, dove ha incontrato parecchi squali ed ha notato che erano attratti dall’odore del pesce appeso alla sua cintura. Quindi è tornato parecchie volte a fare immersioni ed ha per così dire “abituato” gli squali alla presenza sua e dei sub e al rito dello “shark feeding”.
Si tratta di un’immersione nel blu, lungo una cima sistemata tra due boe per la forte corrente, che parte dalla barca e scende ad un fondale di circa 20 mt.
Giunti sul fondo ci si sistema con le spalle protette dalla parete, in piedi o in ginocchio e si assiste allo spettacolo.
Gli squali arrivano pian piano, ne ho contati 14 ma l’istruttore dice che ce n’erano 18, alcuni sono lunghi anche 3 metri e mezzo, cominciano a nuotare in tondo e si ha la possibilità di fare delle bellissime fotografie, oltre che di vedere tutti gli altri pesci che assistono allo spettacolo.
Quindi, ci si stacca dalla parete e si pinneggia sulla barriera tra madrepore e gorgonie, senza fare movimenti bruschi delle braccia e delle gambe che attirerebbero la curiosità degli squali.
E’ stato bellissimo restare sospesi sul reef, pinneggiando controcorrente per rimanere fermi, con gli squali che ci giravano intorno, senza dar segni di aggressività o nervosismo, sfiorandoci mentre cernie giganti ed altri pesci altrettanto curiosi li seguivano.
Dopo una quindicina di minuti l’istruttore depone sul fondale ad alcuni metri da noi il suo bidone con circa 5 kg di pesce lavato e senza sangue e gli squali cominciano a girare freneticamente intorno al bidone quasi avvertissero già quale ne sia il contenuto, quindi tirando una sagola viene tolto il coperchio e gli squali (o meglio, il più veloce) si avventano con tutto il muso nel bidone ed in un boccone mangiano il pesce.
Non appena si sono calmati, poco alla volta spariscono nel blu, quindi si fa ancora un giro sulla barriera e si risale lungo la cima fino alla barca di appoggio.
In realtà questa esperienza non è il classico “shark feeding” che viene proposto in diverse località con squali toro o squali tigre, ben più pericolosi, dove i sub sono all’interno di una gabbia ed osservano gli squali che si cibano dalle mani dell’istruttore. Al contrario qui tutto avviene in liberà, senza gabbie o protezioni; in realtà il pesce dato agli squali grigi è minimo, non serve assolutamente a sfamarli, ma si tratta solo di un “contentino” in quanto dopo anni gli squali si sono abituati a questo rito che viene fatto tutti i giorni, due volte al giorno, dal circa cinque anni a questa parte. e l’esperienza è veramente emozionante.
Naturalmente un esperto foto-sub del centro diving che partecipa all’immersione vi potrà fornire il DVD della vostra esperienza da mostrare con orgoglio agli amici fifoni!
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