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Tour dei Pionieri 2007

Scritto da patrizia ortelli
  • San Francisco
  • Pier 39
  • Bryce Canyon
  • Bryce Canyon
Dopo 25 anni di attesa ho finalmente realizzato il mio sogno, l’America: TOUR DEI PIONIERI 2007……….
Sabato 25 agosto: siamo in tre: io Patrizia, mia mamma Rita ed il mio ragazzo Gigi; partenza verso le ore 8,oo destinazione aeroporto di Malpensa; abbiamo lasciato la macchina al Parking Go e col pulmino ci hanno portati al terminal; solite pratiche d’imbarco e attesa…ero un po’ agitata, al pensiero del volo e di tutto un po’ e non mi sembrava ancora vero che stavo per decollare per la tanto sognata America; nell’attesa: filmino, giro dei negozi, bar, sms…mi veniva quasi da piangere … imbarco ore 12,40 …. Posti verso la fine, con finestrino, a tre…durante l’attesa per il decollo mi andava il cuore a mille, panico, mi immaginavo il momento della partenza, con le turbine che vanno su di giri e il terrore che mi assale……era dal 2001 che non volavo più ed ero letteralmente terrorizzata….si parte, panico, ci si alza, mi attacco, mi manca la terra sotto i piedi….i primi spostamenti per me sono tragici, che paura mi faceva quando si girava o si abbassava un po’…mi sono presa una pastiglia per il panico …. Poi una volta che è arrivato in quota e si è stabilizzato, ci hanno dato da mangiare un bel merendone, guardavo dal finestrino, mi sono tranquillizzata….. l’incubo dei vuoti d’aria che tutti quelli che avevano sorvolato le Alpi mi avevano detto di aver preso non si era concretizzato….meno male !!! Siamo passati sul Trentino, si vedevano le montagne proprio appena sotto, ancora con la neve, i laghi e laghetti montani, ma il volo è stato tranquillissimo…. Arrivo a Monaco verso le ore 14,20…. Il comando della spedizione lo avevo io, e anche questo all’inizio mi preoccupava un po’, mi sentivo il peso della responsabilità della riuscita e temevo se avessi sbagliato qualcosa … invece è filato tutto liscio, ho portato la truppa nel transito, mi sono intesa in inglese con i vari controllori, abbiamo fatto una sosta in bagno e al bar, visto i negozi e raggiunto il gate per l’imbarco e tra una cosa e l’altra è subito arrivata l’ora; siamo saliti su un enorme aereo della Lufthansa, il più grosso che avessi finora preso in vita mia, del resto avevo volato solo in Spagna, Marocco e Sardegna finora…imbarco verso le 15,50…penultima fila, posti a due io e Gigi con finestrino, mamma accanto nel primo dei tre centrali…c’era la tv, la copertina, l’appoggiatesta regolabile….io che temevo la coda perché mi avevano detto che si sente di più il vuoto quando si muove, invece è stato bellissimo….in men che non si dica, non me ne sono nemmeno resa conto che stavo già in quota verso l’America….incredibile, non era mai successo che mi piacesse un decollo così tanto, perché non si era proprio sentito nulla, e nemmeno quando si è spianato in quota…andava così filato e liscio che non ci si accorgeva di nulla, sembrava di essere sul bus; e per le dodici ore di volo è stato tutto tranquillissimo….subito hostess e stuarts sono arrivati con le bibite, poi con uno spuntino, poi ci hanno dato le cuffie per la radio, hanno messo i films e di tanto in tanto c’era la tv che mostrava dove eravamo, quota, temperatura esterna, ore mancanti e ora locale…..non ho dormito per niente……le ore passavano ma io non dormivo, anche se era tutto tranquillo….ho letto, ho scritto (mi sono comprata un diarietto come mi ha suggerito un amico dei miei e di tanto in tanto ci scrivevo dov’ero e cosa facevo, cosa vedevo, le mie impressioni), ho visto la tv, ho sentito la radio, l’Mp3, ho compilato dei documenti, tipo dei visti di ingresso che ci hanno dato in aereo….sulla Groenlandia abbiamo traballato un po’ ma solo del tipo autobus su strada non asfaltata … nessuna paura: nelle orecchie "Bed of roses" dei Bon Jovi a tutto volume, nella mente l’idea dell’America che presto avrei toccato…….poi quando si è cominciato a vedere la terra sotto di me mi sono commossa, era veramente l’America tanto sognata….. le coste, i deserti, le città e via fino all’inizio della discesa….il rosso ponte di S.Francisco sotto di noi, il porto, la Baia, l’isola di Alcatraz, stavo per arrivare, era tutto così grande ed immenso, era l’America !!!! Atterraggio perfetto, e chi aveva più paura ormai, avevo l’America a un soffio ora …….siamo sbarcati dal tubo…nooooooooo, io che mi ero immaginata tante volte di scendere dalla scaletta, appoggiare i piedi sull’immensa pista asfaltata e toccare la terra e mettermi a piangere ….invece non mi veniva nemmeno da piangere…mentre Gigi è andato in bagno io e mamma ci siamo fatte le foto davanti al "Welcome in S.Francisco" e un signore ce le ha scattate insieme dicendoci "Welcome in Usa"…..WAW !!!! Alla dogana l’uomo del controllo mi ha chiesto se mamma era mia sorella……nooooo anche in America !!!! Abbiamo passato lisci i controlli, recupero valigie e ci siamo trovati con il signore mandato dall’agenzia a prenderci …dovevamo aspettare altre persone così mi ha dato un libricino di S.Francisco mentre mamma e Gigi erano usciti a fumare… poi quando lei è rientrata sono uscita io…….il momento tanto atteso, sono uscita appoggiando i piedi sul suolo americano…mi sono abbassata e ho toccato la terra con la mano……WAW !!!! Il panorama era una specie di autostrada davanti coi cartelli americani verdi come quelli dei film, sotto l’uscita dall’aeroporto, non la lunga pista di atterraggio che immaginavo nei miei sogni ma non importava, andava bene lo stesso, era l’America; quando sono arrivati tutti col pulmino ci hanno portati all’albergo……l’autista parlava italiano, un po’ americaneggiante, un po’ spagnoleggiante…..il sole era da poco calato e stava facendo buio, con i colori del tramonto….il primo impatto sono state le grandi e trafficate autostrade della California, sembrava di essere in uno dei tanti film che mi mangiavo in tv……. L’autista ci spiegava dove eravamo, cosa c’era da vedere, rispondeva alle nostre domande….. in una ventina di minuti siamo arrivati all’albergo, al Fisherman’s Wharf; era a pochi passi dal molo, grande, bello…..ci hanno assegnato le camere e portato le valigie, dandoci appuntamento alla mattina seguente nella hall con la nostra guida, che sinceramente non ricordo se abbiamo conosciuto ora o l’indomani …… la cosa che più mi ha colpita era il distributore di cubetti di ghiaccio, regolare in ogni albergo, come nei film…….. CHE SBALLO…. e la macchinetta del caffè in camera……era enorme la camera, con vista sul parcheggio dietro di noi, letti grandi, tv, aria condizionata, bagno con vasca, regalini e oggettini da bagno…Mi serviva un adattatore di corrente, così sono andata subito al negozio dell’albergo ma non ne avevano…un signore che parlava italiano mi ha spiegato dove trovarli, in un negozio dietro l’angolo; così sono tornata in camera e poi io e Gigi siamo usciti……che bello, le case vittoriane, il cable car che aveva il capolinea proprio lì dietro, i bar come nei film, ogni cosa che vedevo non facevo altro che ripetere "Waw, come nei film americani!"…….c’era molta gente in giro e nei locali, il clima era fresco; abbiamo trovato il negozio, comprato l’adattatore, le pile per la vecchia videocamera (perché nel frattempo ancora prima di partire la nuova si era bloccata ed è poi defunta definitivamente, per fortuna avevo la vecchia, ma ho dovuto comprare pile e vhs8 di scorta per quella!), vhs, cartoline, i primi souvenirs, acqua per la notte…..siamo entrati in un bar-pizzeria a bere il caffè, un bicchierone osceno, enorme, lunghissimo che Gigi ha provato e poi abbandonato rinunciando a bere tutta quella roba…che bello mi intendevo con le persone con il mio poco inglese che sapevo….Waw !!!! Siamo rientrati dopo il giretto, ho caricato le pile, sistemato la valigia e preparato lo zaino per la giornata seguente (questo sarebbe diventato un rito quotidiano al rientro di ogni sera) e nonostante fosse già quasi mezzanotte locale, con più di 24 ore senza dormire non avevo affatto sonno, ero in America e tutto era bello, nuovo, grande ed emozionante e chi aveva più sonno ormai …. Però bisognava dormire e così tutti a ninnnnnaaaaaaa ….la nostra prima notte in America !!!!!
Domenica 26 agosto - S.FRANCISCO: colazione; c’era di tutto così mi sono sbizzarrita provando le famose colazioni americane: cappuccino (mix di latte e acquoso caffè Usa) e briosh (grande come tutto il resto); frutta secca, banane disidratate, un miscuglio zuccherato che chissà cos’era, frittata, patate tipo al forno, succo di mirtillo e non ricordo cos’altro, ma ho mangiato altro…la lista era lunga … dopo una mezzora ho cominciato ad avere un certo peso sullo stomaco…In mattinata tour della città in bus: avevo la nausea….e sono stata un po’ scombussolata per tutto il giorno…1a sosta al Municipio, un’enorme costruzione con la cupola centrale, so di essere monotona, ma era proprio come nei film americani… poi ad una chiesa in stile moderno, e ad altri posti caratteristici della città, le case di legno dipinto in stile vittoriano chiamate “Le 7 sorelle”, un posto panoramico in collina chiamato Twin Peaks, da cui si godeva un enorme vista sulla città, unico neo un velo di nebbia leggera….il tutto corredato da foto e filmini vari; qui abbiamo visto anche un coyote sulla strada e intanto si era alzata un po’ di più la nebbia ma la visibilità era ancora buona…una volta ridiscesi ci hanno portati al Golden Gate, il mitico ponte rosso nella baia di S.Francisco; foto a go-go, sosta al bar e immancabile visita al negozietto di souvenirs…Quindi al Pier 39, il molo più conosciuto della città, dove abbiamo avuto tempo libero per un giro e siamo andati a vedere l’attrazione che caratterizza questo posto: i leoni marini … ce n’erano centinaia, che sonnecchiavano, si tuffavano e facevano un gran chiasso, erano davvero uno spettacolo unico. Pranzo al 39 in un locale con vista sui leoni marini…zuppa di vongole, salmone, patate il tutto molto condito con aglio ….. Dopo pranzo tour in battello nella baia, accompagnati dai gabbiani che volavano sopra di noi, con passaggi sotto il Golden Gate e intorno all’isola di Alcatraz, una volta sede del famoso carcere e oggi museo e luogo da visitare per turisti; c’era persino il trenino che accompagnava i visitatori per un giro dell’isola ….Al rientro abbiamo fatto un giro in bus a Sausalito (piccolo e carina cittadina adiacente S.Francisco e chiamata “la Portofino della California”); siamo passati in bus sul Golden Gate, abbiamo fatto una sosta vicino al ponte per fare delle foto in un punto panoramico e poi a Sausalito abbiamo avuto tempo libero per fare un giro al porto a vedere le caratteristiche case galleggianti, delle house boat realmente abitate come fossero delle vere e proprie case, alcune addirittura con terrazzini e vasi di fiori sui balconcini delle finestre; quindi una sosta al bar per un caffè e cappuccino italiani e per curiosare tra i negozi; l’autista poi ci ha portati in collina per avere una visione del Golden dall’alto, praticamente oggi il ponte è stato il più fotografato della giornata e in tutte le salse ….al rientro in hotel verso le 17,30 abbiamo avuto il resto del pomeriggio e la serata libera…così io, mamma e Gigi siamo andati per negozi nella fornitissima via vicino al mare e ci siamo sbizzarriti nel comprare di tutto, anche le cose più insignificanti ma purchè targate USA …in un negozio una commessa cinese tanto gentile ci ha dato anche uno sconto per la cena in una pizzeria lì vicino; dopo essere rientrati e aver fatto un riposino siamo poi riusciti per la cena nella pizzeria dell sconto……l’indomani si partiva per il tour vero e proprio…….
Potrei raccontare nei dettagli tutte le due intere settimane del mio sogno Americano, ma più che un racconto potrei scrivere un libro, così oltre alla città di S.Francisco che non potevo non citare essendo stata il primo posto in America dove ho posato i piedi, merita di essere raccontato anche un luogo magico che è veramente da visitare: il Bryce Canyon…
mercoledì 29 agosto 2007 - ZION/BRYCE CANYON
Come al solito sveglia presto la mattina, colazione e partenza col bus; oggi abbiamo lasciato il Nevada e siamo entrati in Arizona; abbiamo dovuto cambiare ora in quanto c’era la differenza di un’ora in meno mi pare; abbiamo attraversato il Canyon Virgin River Gorge, poi lasciato l’Arizona e siamo entrati nello Utah; oggi avevamo il pranzo a buffet prenotato in una cittadina di mormoni chiamata St.George; prima del pranzo avevamo un po’ di tempo così siamo andati a fare un po’ di shopping (c’era un carinissimo negozio che vendeva cose di Ralph Laurent a prezzi molto vantaggiosi e abbiamo preso qualche maglietta); poi abbiamo mangiato al Chuck a-Rama, ristorante mormone (tutto molto buono e abbondante); nel pomeriggio siamo ripartiti; abbiamo attraversato la cittadina di Hurricane, il nostro termometro segnava 97°F; siamo entrati nel parco di ZION; quindi sosta per fare gasolio e ancora shopping; la nostra guida chiamava ogni posto che vendeva souvernirs TPT (trappola per turisti) in quanto diceva che ogni volta che ci si fermava in qualche posto tutti uscivamo con qualcosa e in effetti aveva ragione…noi tutti cercavamo sempre dei TPT !!! E qui abbiamo comprato le famose “uova di serpente”; sul bancone c’erano dei sacchettini di carta con la scritta “snake’s eggs”; tu aprivi la busta per guardarci dentro e saltavi per aria perché qualcosa dentro scattava e si muoveva con un sibilo tipo serpente; in realtà era un elastico arrotolato attorno a un ferro con dei chicchi di riso che quando aprivi schizzavano in giro; di fronte al TPT c’era un enorme campo da golf e io e Gigi ci abbiamo fatto un salto per fare un paio di foto e filmino ; siamo ripartiti con successiva fermata allo spettacolare Red Canyon, un insieme di rocce e montagne dai colori sul rosso arancione; breve sosta per qualche foto e filmino; cominciava a piovigginare; poi abbiamo raggiunto una delle meraviglie del mondo, da me tanto sognata: il Bryce Canyon; fortunatamente la pioggia era già cessata e il sole faceva capolino; dapprima abbiamo fatto sosta ad un punto panoramico con piazzale e da lì a piedi per pochi metri, attraverso una stradina, fino alla terrazza che si apriva su uno spettacolo fantastico e mozzafiato, era tanto bello da togliere il fiato, un groviglio di rocce, di formazioni arricciate e arrotolate come tanti soldatini intarsiati, una miriade di pinnacoli tutti vicini e in fila, ben ordinati, quasi un ricamo, per una distesa immensa e oltre, più oltre le pianure, le montagne, il cielo, l’infinito…. Poi il bus ci ha portati ad un altro punto panoramico, una passerella ad anello che sovrastava qualcosa di meraviglioso e da lì io e Gigi siamo scesi fin dentro il Canyon; mamma è rimasta su, temeva fosse pesante il giro, invece non era affatto difficoltoso; ci abbiamo messo un’ora circa tra scendere fino al fondo e risalire, con calma; siamo scesi giù per una stradina sterrata tortuosa che si infilava dentro i pinnacoli e le rocce; ogni angolo era una meraviglia, un’indescrivibile vista in ogni direzione, non sapevi dove guardare, filmare, fotografare; prima di arrivare sul fondo abbiamo attraversato un paio di gallerie, poi ha iniziato a gocciolare, un piccolo masso è caduto; la pioggia ha smesso subito; sul fondo un silenzio quasi religioso, solo nel deserto del Marocco ho provato una sensazione simile; con me avevo la foto di papà Gianfra, mi sono fatta scattare da Gigi una foto con lui; volevo farlo nella Monument Valley ma qui era troppo perfetto…. Quasi alla fine della risalita si è aperto uno scenario bellissimo, tanti pinnacoli accarezzati e colorati dal sole arancione del tramonto, con sprazzi di verde, azzurro, marroncino, giallo e un vento leggero che ci avvolgeva: stupendo!!! Ci siamo fatti raggiungere da mamma che ci aspettava in cima per un paio di foto…Poi una volta risaliti il bus ci ha portati in hotel, un fantastico albergo in legno, proprio sulla strada che portava al Bryce con tante lodge dietro e di fianco; la nostra era la “Elk Lodge”, la loggia dell’alce…carinissima e americana… Questa sera cena libera, così siamo andati a mangiare la pizza in una pizzeria tipo take away ma con anche i tavoli, vicino all’hotel; sembrava di essere in un film, che bei ricordi…questo locale con i vetri che davano sul parcheggio e sulla strada, tipico posto americano simile ai locali di “Happy Days”, faceva buio, eravamo negli Stati Uniti, era tutto così bello…anche il cartone della pizza i cui avanzi poi ci siamo portati in camera…..era un sogno anche nei più piccoli dettagli che agli altri potevano sembrare impercettibili per me era tutto il mio sogno più grande e più bello………….ogni giorno per ogni cosa ero così entusiasta che non facevo altro che ripetere: “Waw, sembra di essere in un film americano” ….era tutto troppo forte !!! Dopo la pizza abbiamo curiosato e fatto shopping nel grande negozio annesso all’hotel, un po’ di conversazione nella hall, tutto di legno in stile montano, e poi a nanna, pronti per una nuova avventura…

Tags: san francisco, bryce canyon
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