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New York nel Classico 3+2

Scritto da Nicola de Robertis
  • Empire State Building
  • FAO
  • M&M'S Store
  • Ristorante cinese
Se non avete scambi o tempi morti in aeroporto, le 8 ore di viaggio passano presto. Arriverete solo un po’ stanchi per la mazzata finale dei lunghi controlli alla dogana, cicatrice dell’11 settembre alle vostre 23 per la differenza di fuso vi sembrerà di ricominciare il pomeriggio.

Niente stress per l’arrivo: quindi, cercate di essere a Manhattan (é tutto lì) e fare due passi tra negozi e locali, magari nella 5° Ave. Nei 2 giorni seguenti, all’attacco: prendete i taxi, passano spesso e costano poco e difficilmente vi troverete imbottigliati nel traffico. Il metrò è una buona soluzione solo per i percorsi lunghi, poi in zona, yellow cab.
Per lo shopping: occhio a sabato e domenica, i negozi restano aperti a loro discrezione. Tutti aprono intorno alle 10.00, perciò ricca e tranquilla colazione in hotel e poi un’annusata ai prezzi di qualche negozio per turisti (l’euro forte ci sconta circa di 1/3 in meno sul dollaro) dove la tecnologia spicciola abbonda e le magliette a tema “metropoli” impazzano, insieme alle cartoline.
Assolti gli obblighi da souvenir, i veri amanti della new-tecnology non possono rinunciare all’APPLE STORE sulla 5° strada . A fianco c’è FAO Schwartz: è come Hamleys di Londra il paradiso dei giocattoli, ma più fantasioso e sorprendente, imperdibile per chi è con bambini o è in cerca di un regalo per loro. Uscendo, visita su Central Park,

Sorprese per i grandi da HAMMACHER SCHLEMMER , 147 E. 57th ST, design e invenzioni da ogni parte del mondo a prezzi ragionevoli: per 249 dollari potete andarvene con personal movie theater, degli occhiali da collegare all’Ipod video per seguire i film con effetto cinema, o trovare un paio di mocassini di renna a soli 25 dollari.
Lì vicino, al 720 5th Ave, trovate ABERCROMBIE & FITCH, il tempio della young fashion: musica a tutto volume, commessi e commesse sotto i 20 anni, buio pesto e capi trendy. Belle le capaci borse griffate da esibire e utilizzare per il resto dello shopping.
Basket su tutta la linea da NBA STORE, un negozio a forma di stadio, per tifosi e non.
A due passi c’è MACY’S Herald Square, omaggio al “Bigger is better”, forse il più grande magazzino del mondo. Mitico e devastato dai clienti all’epoca dei saldi, è una Rinascente in tono minore, con prodotti privi di originalità e neanche a buon mercato. La cosa più interessante è la dimensione dei piani.

Per chi ama la buona tavola, due segnalazioni per il mezzogiorno: NOM WAT TEA HOUSE, 13 Doyer Street, il più antico ristornate cinese di Chinatown, come dimostra l’arredamento decadente. Qui si gustano solo squisiti Dim-Sun (gli antipasti al vapore ripieni di carne, gamberi o verdura) a menù fisso, molto economico, accompagnati da tè o birra. Inutile cercare i soliti fritti della cucina cantonese: non ci sono.
A New York la carne è fantastica, lo prova la CHURRASCARIA PLATAFORMA, 316 W 49th St, tra l’8° e la 9° Avenue. In un ristorante spazioso e di ottimo livello si gira il sottobicchiere sul verde e comincia il carosello di spiedini di maiale, di pollo, di manzo e di agnello, serviti affettati al tavolo con una frequenza impressionante. In accompagnamento, crocchette, verdure e salsette, nella migliore tradizione brasilera. Quando non ce la fate più, girate il sottobicchiere sul rosso e i camerieri vi risparmieranno. Il conto? Quello di una pizzeria, per un’abbuffata di carne indimenticabile.
Ultimo consiglio: se la sera siete K.O. provate sulla 7° Avenue, vicino al divertentissimo M&M'S STORE e proprio attaccato al Renaissance Hotel, la catena che offre bicchieroni di frullato, gelato e spremute fatte al momento, volendo arricchite di vitamine. E la mattina dopo sarete come nuovi, pronti per il giga breakfast dell’albergo.
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