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Los Roques: di Tutto di Più!

Scritto da Riccardo Tartagni
  • Cayo de Agua
  • Boca de Sebastopol
  • Cayo Sal
  • Stelle marine
Tutto ebbe inizio nell’estate 2007, quando in una agenzia di viaggi mi nominarono Los Roques, “se cerchi mete del tipo Maldive perché non consideri Los Roques?”
Nonostante io e la mia compagna non avessimo mai sentito nominare quella meta ci chiedemmo “Già, perché non dare un’occhiata? In fondo se l’ha paragonata alle Maldive un motivo dovrà pur esserci!”. Da lì a breve avevamo raccolto tutto quello di cui avevamo bisogno (santo Internet!) e non esitammo un istante di troppo per decidere che Los Roques era la meta che cercavamo! Un arcipelago di isole costituite da sabbie bianche con sfumature rosee, al tatto simile a borotalco, circondate da un mar caraibico che ben poco ha da invidiare ad altre mete! Una meta all’insegna della pace e tranquillità, non ancora spremuta dal business del turismo.
Riporto la nostra esperienza per mettere a disposizione tutte quelle info che sono tesoro per prepararsi una vacanza in questo splendido arcipelago.
Noi abbiamo scelto di trascorrere a L.R. la settimana di capodanno, le nostre fonti ci avevano detto che è l’inizio della bella stagione, in realtà la stagione è molto buona ma si tratta del periodo finale del loro inverno, la temperatura media dell’aria è di 28/29° circa, temperatura acqua 26° (davvero calda a prova dei freddolosi!), il tempo è molto variabile: tutti i giorni gruppi di nuvole transitano velocemente su tutte le isole con qualche temporale sparso qua e là, ma assolutamente nulla di preoccupante in quanto il sole c’è ed è bello tosto! La giornata solare termina alle 17.40, orario in cui il sole fa l’ultimo saluto a Los Roques per poi tornare il giorno dopo gonfio di calore!
Il vento è sempre presente e abbiamo constatato che durante l’esposizione al sole se fosse mancato sarebbe davvero dura resistere, anche per i più appassionati della tintarella come lo siamo noi due! Per quanto riguarda l’umidità… nulla di preoccupante non è intensa, anzi tutt’altro.

Dopo aver fatto una panoramica meteorologica del periodo passiamo alla prenotazione del viaggio!
Premetto che non avevo mai fatto un viaggio col “fai da te” ma in questo caso, constatato che molti altri avevano tranquillamente fatto tutto tramite internet, decidemmo con qualche perplessità di tentare questa strada.
L’isola essendo parco naturale è provvista solo di Posadas, ovvero vecchie case di pescatori successivamente restaurate per il turismo, in realtà ho notato che molte non sono “vecchie posadas restaurate”, ma bensì nuove costruzioni con la stessa architettura pronte ad accogliere i turisti. Pertanto non vi sono strutture alberghiere tantomeno villaggi turistici ne altro che possa contaminare dal punto di vista paesaggistico la tipica edilizia locale.
Su internet trovate tutti i contatti di queste Posadas, gestite prevalentemente da italiani, dispongono da 4/5 camere a 10 e oltre per quelle più grandi, per esperienza personale e anche di altri vi dico di non sottovalutare quelle più piccole, spesso e volentieri offrono un servizio più familiare e vicino al cliente, coccolandolo e viziandolo (nel limite del possibile).
L’intero paese si affaccia sul fronte mare e nel retro laguna, al suo interno si ramificano piccole stradine sterrate, le quali ospitano numerosissime posadas una dopo l’altra. Per ciò che mi riguarda prediligo quelle esterne per motivi non solo visive, ma anche per essere continuamente battute dal vento, nei periodi più caldi se ne può beneficiare!
Ritornando al discorso internet, se fate una semplice ricerca troverete i contatti di molte posadas, alcune offrono un servizio completo, ovvero soggiorno+volo compreso assistenza in aeroporto a Caracas, già perché il volo internazionale si conclude a Caracas, dopodichè un piccolo volo interno di una mezz’oretta vi porta a Gran Roque, l’isola dove soggiornerete è provvista di una piccola pista di atterraggio.
Noi abbiamo soggiornato nella Posada Acuario, piccola e semplice, ma altrettanto curata e gestita egregiamente da Andrea, (che non abbiamo potuto conosce in quanto c’è stato uno scambio di ferie… noi a Los Roques e lui in Italia!) e supportato dalla bravissima Vanina che ha preso le redini e servito la clientela in modo esemplare sempre premurosa e attenta ai nostri capricci, chi vegetariano.. chi allergico al pesce.. chi schizzinoso (ehm..), davvero complimenti!
Il risparmio tra agenzia e contatto diretto è quasi abissale, pertanto vi consiglio di prenotare contattando direttamente la posada con tranquillità, i gestori sono tutti disponibilissimi, occorre soltanto aver un po’ di pazienza nella comunicazione via mail, le risposte non sono sempre tempestive. Assicuratevi che vi offrano anche l’assistenza in aeroporto a Caracas, troverete il personale con i vostri nominativi che vi aspettano all’uscita del ritiro bagagli, loro vi porteranno direttamente in un hotel della zona per trascorrere la prima notte, sì avete capito bene la prima notte occorre trascorrerla a Caracas perché i voli internazionali arrivano a metà pomeriggio e a quell’ora i voli interni terminano per mancanza di illuminazione nella pista di atterraggio di Gran Roque.
Anche l’hotel deve essere incluso nell’offerta della posada, meglio aver le carte già tutte programmate! Noi abbiamo scelto l’hotel Eurobuilding, vicinissimo all’eroporto (10 minuti di auto), 5 stelle.. un po’ costoso ma la sicurezza non ha prezzo! Preferisco spendere di più piuttosto che soggiornare a Caracas a prezzo dimezzato, inoltre è dotato di un buon ristorante interno ‘Mr.Grill’ che ci ha rimesso al mondo dopo i pasti AirFrance!
Il mattino seguente ci si alza presto per volare finalmente a Los Roques!
Il personale vi verrà a prendere e vi condurrà all’aeroporto per il volo interno, lì dovrete decidere il cambio moneta, 1$ = 4000 bolivares (ora hanno tolto gli zeri, quindi 1$ = 4 bolivares buoni), probabilmente vi consiglieranno di cambiare 150/200 dollari a coppia, noi vi suggeriamo di cambiarne soltanto 40. Il motivo è presto detto: a Gran Roque il cambio è maggiore (1$ = 4500 bolivares) pertanto cambiandoli lì avrete un maggior potere d’acquisto. Quei famosi 40$ vi serviranno soltanto per pagare le tasse aeroportuali e l’ingresso all’arcipelago per 2 persone.
Sono dettagli che nonostante le nostre numerose info non avevamo reperito, quindi ecco qualche piccolo trucco per risparmiare qualcosa. Ad ogni modo non vi sono problemi, prediligono i bolivares ma accettano anche i dollari, ma pagando con essi si rischiano arrotondamenti in eccesso.

Ora passiamo alla preparazione logistica!
Per quanto riguarda tutto quello che occorre portare non dimenticatevi assolutamente le creme ad alta protezione, noi avevamo 50/25/12, siamo tornati a casa abbronzati senza scottature grazie anche al trattamento della 50 nei primi 2 giorni, obbligo anche le creme doposole, (per i malati di abbronzatura consigliamo anche le creme reidratanti da utilizzare durante il volo di rientro… ricordatevele nel bagaglio a mano considerando la capienza del tubetto conforme alle nuove regole in materia). Constatando la scarsità di pranzi ricchi di verdura cruda e frutta vi consigliamo di munirvi di un integratore di sali minerali tipo il “Polase” da utilizzare a fine giornata, purtroppo gli alimenti ricchi di queste sostanze non sono abbondanti a Los Roques, il nostro corpo ne sarà molto assetato!
Altra questione: gli insetti. Noi non siamo state vittime dei moschitos ne dei puri-puri (a parte qualche puntura) ma alcune persone sembravano un campo minato, evidentemente ognuno di noi con la propria acidità della pelle attira o respinge questi insetti, pertanto portatevi un repellente x zanzare ed anche una crema cortisonica di sicurezza in caso doveste ricorrere a medicinali per curare le punture d’insetto.
Per il vestiario nulla di più di abbigliamento esclusivamente estivo, niente scarpe, niente vestiti eleganti da sera, solo ciabatte, t-shirt, 1 maglietta a manica lunga, costume, pantaloni corti, occhiali, accappatoio, telo da mare ed eventualmente un impermeabile… più avanti capirete il motivo.
Per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni (almeno lo snorkeling dovrebbero farlo TUTTI) portate maschera, pinne, scarpette di gomma “anti-corallo”, ed eventualmente una muta corta da 3mm per i sub (anche se i diving ne dispongono), utilissima anche la macchina fotografica subacquea.
Il peso massimo della valigia è di 20kg ma il volo interno ne consente solo 10kg, ogni kg extra costa 1$ (la sovratassa c’è solo all’andata).
In Italia vi consigliamo di cambiare un massimo di 600€ in dollari (a coppia), con il cambio di quel momento avevamo circa 834$. Con quella cifra abbiamo pagato le tasse aeroportuali, le tasse dell’arcipelago, i tragitti quotidiani alle isole (sono a pagamento), una cena e un pranzo a Caracas, il taxi per visitare “La Guaira” (dopo capirete di che si tratta), un pranzo nelle isole, 3 immersioni, souvenire, cartoline e ci sono rimasti circa 200 dollari! Quindi non occorre cambiare di più, comunque in caso di necessità vi è la possibilità di cambiare anche gli Euro.
Apro una parentesi per le cartoline: non vi sono i francobolli nell’isola, pertanto dovrete spedirle al ritorno nell’aeroporto di Caracas al bancoposta che troverete nella Hall principale lato ingresso esterno.

E ora si parte!
Noi abbiamo volato con Air-France, avevamo i biglietti elettronici prenotati direttamente da un’altra posada (Acquamarina) e con tali pass abbiamo potuto scegliere i posti nell’aereo direttamente da internet poche ore prima di partire, davvero una comodità il check-in elettronico!
Quando vi imbarcherete nel volo interno vi suggerisco di sedervi nei sedili dove il finestrino vi rimane sul lato sinistro, da quella visuale avrete una panoramica stupenda su tutto l’arcipelago durante il volo!
Giunti all’isola non vi rimane che imbarcarvi subito per visitare una delle 2 isole più vicine, Madrisquì e Francisquì, tappa di “rodaggio” per poi proseguire i prossimi giorni nelle incantevoli isole più distanti.
Un suggerimento per chi è indeciso sulla durata del viaggio: per gli sfrenati amanti del mare la classica settimana non è sufficiente se non per visitare le mete più belle e ambite dell’arcipelago, consigliamo almeno 9/10 gg effettivi per avere la possibilità di visitare gran parte di Los Roques.
Per chi, come noi, ha solo 1 settimana è importante saper programmare bene le escursioni per non saltare le mete spettacolari, sottolineo però che si sta parlando di altissimi livelli, quindi quando intendiamo mete più belle non significa che le altre siano trascurabili!
Noi siamo partiti da casa con le idee chiare sulle tappe da fare (avevamo reperito un patrimonio di info su internet), elencandole si tratta di: Cayo de Agua, Boca de Sebastopol, Casquì, una giornata di immersioni a Boca de Cote e una giornata in una “Pelona”, ovvero un bottone di sabbia in mezzo al mare.
Normalmente le tappe si concordano con il “lancero” della posada, abile barcaiolo delle tipiche barche roquene denominate “lancia”, occorre pianificare l’uscita assieme agli altri compagni di posada, in caso non ci si trovi d’accordo nessun problema, esistono imbarcazioni pubbliche, prenotabili direttamente presso il piccolo attracco.
Appena arrivati, data la tarda mattinata, il nostro lancero era già partito, pertanto abbiamo inaugurato a Madrisquì con un’altra imbarcazione. Bella spiaggia bianca con un mare azzurrissimo, non ideale per chi vuole fare snorkeling (più idonea la sorella Francisquì). L’isola è collegata con una lingua di sabbia semi sommersa a Cayo Pirata, un’isoletta di pescatori dove volendo si può pranzare con l’aragosta.
La sera finalmente conosciamo Julio, il nostro lancero, un ragazzo simpaticissimo a cui dobbiamo molti ringraziamenti per le tappe-visita durante gli spostamenti. Concordiamo per Cayo di Agua per la mattina dopo, una delle mete più belle!!! Siamo carichissimi di entusiasmo e, il mattino seguente, dopo un’oretta di viaggio ecco davanti a noi la famosa Cayo de Agua!!! 2 isolette collegate tra loro da una lunga lingua di sabbia bianca, accarezzata da ambo i lati dalle acque cristalline! Qui le foto si sprecano su tutte le possibili inquadrature! Lo snorkeling non è soddisfacente ma il resto è davvero superlativo!!
Durante il rientro le onde ci hanno lavato nel vero senso della parola, il mare spesso mosso dal forte vento costringerebbe a proteggersi con… l’impermeabile! Ecco la sua utilità! Inoltre protegge anche dalla sensazione di “freddo” che acqua e vento sottopongono.
Durante il ritorno facciamo tappa a Espenquì, sembra un Cayo de Agua in miniatura, molto bello e pare anche che si possa fare un discreto snorkeling. In alternativa si può fare tappa a Mosquises, un’isola dove allevano le tartarughe marine per poi ripopolare le limpide acque dell’arcipelago, dove però non ci siamo fermati. Il giorno successivo siamo stati a Noronquises, conosciuta come l’isola della tartarughe selvatiche. Qui infatti oltre ad essere molto bello per lo snorkeling, è altrettanto quotato per la possibilità di avvistare le tartarughe, quindi dotatevi di maschera e pinne, abbiate un po’ di pazienza e vedrete che non faranno le timide!
Il giorno dopo, 31 dicembre 2007, siamo partiti per la meta che ritengo paradisiaca, un posto fuori dal mondo… Boca de Sebastopol! Durante il tragitto abbiamo lasciato alcuni passeggeri a “Cayo Sardinia”, simile alle famose “pelone”, davvero incantevole, purtroppo i giorni rimanenti abbiamo dovuto eliminare quella meta per prediligerne altre 2 (troppo poco una settimana!). Cavalcando velocemente le onde arriviamo a destinazione… signore e signori benvenuti a Boca de Sebastopol! Trattasi di 3 bottoni di sabbia denominati “Los Castillos”, nei quali si possono piantare solo 3/4 ombrelloni in ciascuno, sarete solo voi con la barriera corallina e l’oceano dispersi ai confini dell’arcipelago! Un vero sogno!!! Chi si dimentica la macchina fotografica piangerà per i prossimi 10 anni!!!
Spettacolari colori si protraggono dinnanzi a voi, alle spalle l’oceano, sole scottante, sabbia corallina, e uno snorkeling bellissimo!!! Qui ho pregato che Julio ci venisse a prendere il più tardi possibile!!! Ancora un ringraziamento va a lui che prima di arrivare in questo eden marino ci ha fatto visitare con la barca una laguna ricca di mangrovie con i suoi abitanti denominati Bobos (per intenderci sono uccelli simili a gabbiani) con colori del mare davvero incantevoli! Mi sono sentito un bimbo quando vede le fiabe in tv… l’espressione era identica!
La sera seguente abbiamo festeggiato l’ultimo dell’anno con una magnifica insalata di aragosta che l’instancabile Vanina ci aveva preparato con tanta cura assieme al suo chef, successivamente qualche fuoco d’artificio in spiaggia e poi via a letto per essere freschi il giorno dopo… le immersioni ci attendevano!
Siamo partiti alle 10.00 del mattino verso la meta più quotata per lo snorkeling e le immersioni: Boca de Cote. Superba vegetazione marina tra coralli e alghe che si allungano verso i raggi filtranti del sole, abbiamo visto aragoste, razze, barracuda, murene classiche e una murena verde dalle dimensioni spropositate!
A pranzo siamo sbarcati in una caletta speduta in mezzo all’isola di Cayo Sal, nei pressi di Boca de Cote, qui abbiamo visto un’intera colonia di Botutos nel sottoriva, le famose conchiglie giganti! Anche qui il panorama ci ha lasciati a bocca aperta… non ho parole per esprimere tanta bellezza…
Pomeriggio altra immersione alla quale ha partecipato anche la mia compagna dopo un breve training con l’istruttore in quanto priva di brevetto sub, e poi via sull’onde del ritorno, durante il tragitto ci hanno fatto visitare una palafitta di pescatori sperduta sul mare, costruita su un isolotto sommerso dove un paio di grosse stelle marine soggiornavano… che spettacolo! In un soggiorno di almeno 6 giorni a Los Roques è possibile prendere il brevetto sub effettuando sul posto tutta la teoria e la pratica necessaria per $ 350 circa (la mia compagna si è mangiata le mani di non aver prenotato 2 settimane a L.R. al posto dei nostri fuggitivi 6 giorni effettivi in cui abbiamo preferito optare per un po’ di relax).
L’ultimo giorno l’abbiamo riservato a Crasquì, isola famosa per il ristorante Juanita dove si assaporano grosse aragoste, a noi ne hanno portata una di 3kg… siamo usciti con la pancia vergognosamente gonfia di aragosta! Consigliamo di prenotare l’aragosta appena arrivati all’isola, altrimenti i tempi di attesa sono lunghissimi.
L’isola in questione è molto bella, con una spiaggia lunga e bianchissima, lo snorkeling nel fronte di questa spiaggia non è consigliato, l’unica zona è nel retro appena si aggira la punta Sud dell’isola, qui troverete anche una sorta di “cimitero” di Botuto, centinaia di conchiglie giganti ammucchiate. Noi ci siamo fatti portare proprio nella parte sud della spiaggia, c’è più tranquillità e come detto troverete dietro le vostre spalle uno snorkeling spettacolare con un metro o poco più d’acqua (per intenderci mentre arrivate all’isola fatevi scaricare nella parte destra, lì troverete un sentierino che vi porta nel retro).
Come sempre arriva l’ora ti tornare a casa, il volo internazionale parte alle 18.00 ma il volo interno alle 9.30 del mattino, pertanto la giornata si perde integralmente (ennesimo motivo per far più giorni).
Prima di partire avevamo letto che i colori e le sfumature di Los Roques sono migliori di quelli delle Maldive, eravamo un po’ perplessi sull’attendibilità, ora che siamo tornati possiamo dire… era tutto vero! Le sfumature a nostro parere sono maggiori con moltitudini di colori, sott’acqua invece c’è un po’ di più di sospensione ma comunque la visibilità resta straordinaria.
L’ultimo giorno, anziché attendere pietosamente in aeroporto, approfittatene per farvi un giro, noi ci siamo fatti portare nel paese o quartire “La Guaira”, è la parte litorale di Caracas, a 30/60 minuti di percorso in auto in base al traffico, lì ci sono 3 ristoranti molto belli a picco sul mare, noi siamo stai in quello di mezzo denominato “Punta Iguana”, il posto è molto bello, ma il menù più scarso e privo di aragosta (volevo fare l’ultimo assaggio… sigh), se tornassi indietro andrei nel primo, non ricordiamo il nome, è molto lussuoso con vetrate blu, dispone di un menù decisamente più ampio ma più costoso (1 aragosta circa 70.000 bolivares, si parla comunque di prezzi decisamente abbordabili per tutti).
Fatevi accompagnare da persone fidate, noi avevamo il nominativo di un tassista Luis Ramirez, persona gentilissima e disponibilissima, il quale si è persino fermato da un venditore ambulante per accontentare le nostre richieste sull’acquisto di musica venezuelana (3 cd nemmeno 2€!).

Speriamo di esservi stati di aiuto nel programmare il vostro viaggio sulle calde spiagge di Los Roques, nella speranza di aver fatto cosa gradita vi auguriamo tante belle cose e un felice e sereno viaggio!

Riccardo & Anna Maria


Tags: venezuela, los roques, caraibi, tropici
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