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Isla Margarita, Perla del Caribe Venezuelano

Scritto da Andrea Zuin
  • Cartello caribe
  • Casita colorata
  • Paesaggio caraibico
  • Gruppo Paraguachoa
Isla Margarita, perla del caribe venezuelano, piccolo paradiso terrestre del Mar dei Carabi.
Ad invitarmi qui è Larry S., direttore del “Coral Infantil UNEG”, un coro composto da "bambini speciali" che usa la musica come terapia di gruppo. I risultati sono a dir poco sorprendenti.
Le note di questa isola parlano chiaro: mare, sole, estate eterna.
La musica caraibica margariteña mi è stata raccontata e suonata direttamente da chi nell’isola ci è nato ci vive la vita. Ad accompagnarmi in questo viaggio “musicalcaraibico” è Yrael A. mandolinista, cuatrista, bassista, compositore, cultore e protettore della musica margariteña. Con la sua jeep lasciamo la zona turistica per addentrarci nel cuore dell`isola dove incontriamo la vera essenza ed il sapore margariteño distanti mille miglia dai lussuosi alberghi della costa.

Dopo un’ara di viaggio tra splendidi paesaggi caraibici, arriviamo in un paesino chiamato Ciudad de Juangriego nel Municipio Marcano famoso per l’artigianato di oggetti in terra cotta e cappelli in paglia. Qui Yrael gironzola tra le strette viuzze, fermandosi di tanto in tanto in casupole graziose e colorate, dalle quali ne esce accompagnato da signori che imbracciano strumenti tradizionali. Si tratta dei componenti del gruppo Paraguachoa, uno dei gruppi più rappresentativi e conosciuti dell’isola. Yrael dice che "tenemos suerte" per averli incontrati senza nessun preavviso. La cosa che mi ha colpito di più non è tanto la fortuna nell’averli trovati, quanto la loro disponibilità nel mollare tutto, imbracciare lo strumento e andare a suonare la loro musica. "Questo è il carattere del margariteño" mi spiega Yrael.
I musici hanno alle spalle anni di ritmo caraibico e non sono ancora stanchi di declamare la gioia musicale dell’isola. Yrael mi confessa che dopo questa generazione la musica folcloristica margariteña sarà in pericolo di estinzione. Purtroppo anche da queste parti sembra che le generazioni più giovani non abbiano l’attitudine ad interpretare e preservare la propria musica, ma che preferiscano lasciare il posto a ritmi moderni e provenienti da altri paesi. Yrael e sua moglie lavorano in tre scuole di musica dell’isola e il loro obiettivo è proprio quello di educare i giovani musici a valorizzare la propria cultura musicale. I musici si radunano in cerchio sul giardinetto della casa di Victor R., il mandolinista del gruppo ed un filo di corrente viene fatto calare da un albero per alimentare l’unico strumento elettrico: il basso di Yrael. Per il resto sotto un sole cocente rinfrescato di tanto in tanto da una provvidenziale brezza marina, si suona in acustico con Maracas, cuatro, mandolino, tombadora e voce.

Parlare del gruppo Paraguachoa significa parlare di 40 anni di musica margariteña. Il nome della formazione deriva dall’antico nome dell’isola caraibica chiamata così dai suoi abitanti originari: gli indios Guaiqueries. “Paraguachoa” significherebbe nel loro idioma "abbondanza di pesce".
La quantità di musica margariteña è grandissima; Yrael mi dice che nell`isola si contano più di 15 generi differenti. Merengue margariteño, Punto, Zumba que zumba, Jota, Malagueña... i più rappresentativi di Margarita dice però siano il Galeron e il Polo. Pare che questi due generi siano nati proprio qui e poi trasportati e personalizzati anche in altre zone venezuelane. Tutti i generi venezuelani comunque arrivano da Cubagua (sud di Margarita), perché è qui che approdarono le imbarcazioni degli spagnoli che, assieme al loro carico, portavano anche la caratteristica cadenza andalusa che è andata ad influenzare poi tutta la musica venezuelana. Polo, jota, malagueña e altri sono infatti generi tipicamente spagnoli, ma che hanno qui assunto ed incorporato nel tempo un sapore caraibico che li ha resi ben differenti dagli omonimi spagnoli.

Il Galeron è un genere tipico dell´isola Margarita, suonato anche in altre parti del Venezuela e in altri paesi del Caribe, ma con stile e cadenza differenti. Yrael mi racconta che il periodo più adatto per ascoltare il galeron è maggio, quando si celebra la "Cruz de mayo", una festa religiosa venezuelana molto sentita. In altri momenti dell´anno il Galeron è comunque suonato come "pagamento di una promessa" fatta ad un santo cristiano. In questo caso la persona che fa la promessa organizza una festa in casa sua, dove si omaggia il santo con fiori, frutta e.. galeron. Il canto comincia dopo un preludio di bandolin, cuatro e guitarra. I cantori variano in numero da uno a sei e si alternano cantando strofe improvvisate di dieci versi rimati chiamati appunto "decimas". I cantori devono essere maturi e molto preparati, in quanto devono improvvisare su temi che riguardano religione, storia, mitologia e leggende paesane. Solitamente quando ci sono più cantori si fanno tre ronde: nella prima si omaggia il patrocinatore della festa, il santo e tutti i presenti, nella seconda si improvvisa su un tema libero e nella terza accade quello che si chiama "contrapunteo", che sarebbe una sorta di sfida tra i cantori che si "burlano" tra loro con provocazioni satiriche, alle quali bisogna prontamente controbattere mantenendo sempre la forma rimata! Questa di burlarsi del prossimo pare sia una caratteristica del carattere margariteño, che coglie ogni occasione comica per costruirci sopra una canzone. Le ronde di Galeron possono durare molto tempo e i cantori tra uno e l´altro si riposano, conversano, mangiano e bevono (i musici invece non si fermano mai). Il Galeron non è solo un genere utilizzato in celebrazioni religiose, ma pare che ogni scusa, ogni avvenimento, sia buono per inventarsi una decima rimata, dove la fantasia è messa a dura prova... ascoltare per credere!!



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