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India

Scritto da felice de paoli
  • Una passante
  • Jaipur, il palazzo del vento
  • Taj Mahal
  • Jaisalmer
Colori intensi e bellissimi, nei fiori, nei vestiti femminili e nei paesaggi.
Caos sulle strade, dove si intrecciano animali, uomini e mezzi nella confusione più assoluta o forse, solo con regole a noi sconosciute.
Cibi strani, talvolta piccanti ma quasi sempre gradevoli al palato. Monumenti, paesaggi e costumi dal fascino sottile che sorprendono e fanno innamorare. Molti ne rimangono talmente colpiti da non essere più capaci di lasciarla. L'India è tutto questo e molto di più.

Prima della conquista inglese il subcontinente indiano era diviso in parecchie centinaia di piccoli e grandi regni guidati da sultani o nababbi nelle zone islamiche e da ragià o maragià nelle zone indù. Attualmente l'India è divisa solo in 28 stati e 7 territori, tra i quali, il Rajasthan è quello con la maggiore superficie. Poco più grande dell'Italia, questa regione indiana è in gran parte occupata dal deserto del Tahr, un luogo inospitale con pochissimo verde e colmo di colline rocciose o sabbiose. Anche qui, come in tutte le zone aride, gli insediamenti umani sorgono attorno ai pozzi che spesso sono abbastanza larghi e poco profondi, così da sembrare strane fontane interrate. Molti sono affiancati da alte torri per essere visibili da lontano e da una breve strada dove dei poveri asinelli, camminando avanti ed indietro, sollevano pesanti secchi colmi d'acqua.

Incredibilmente, questa regione, tanto lontana, ha molti contatti storici con l’Europa. In particolare, nel 300 avanti Cristo, Alessandro Magno giunge sin qui conquistando, in pochi anni, un impero enorme che si estende dalla Grecia sino all'Indo ed è costretto a rinunciare ad ulteriori conquiste, solo perché, la sua armata invitta, colta da nostalgia, si rifiuta di proseguire. Paradossalmente, non appena presa la strada del ritorno, molti di questi uomini indomiti, muoiono di stenti, sconfitti, infine, dal deserto.

Sebbene nell'immaginario collettivo l'India venga normalmente associata all'elefante ed alla tigre, in questa zona sono molto più comuni i dromedari. Questi grandi animali da tiro, legati ad alti carri a due ruote, sono ancora oggi il mezzo di trasporto più in uso nel Rajasthan. In vero, gli automezzi non mancano ma spesso, sono dei modelli strani o antiquati. Ovviamente, anche un altro animale si trova ovunque, la vacca sacra che passeggia indisturbata per le strade, incurante del traffico sia automobilistico che pedonale. La razza indiana è decisamente di taglia più piccola della nostra, tuttavia non è chiaro come possa sopravvivere in un ambiente così ostile.
Ai bordi delle strade extraurbane, molto spesso si vedono escrementi di vacca, accuratamente accatastati, messi al sole a seccare. Questo insolito materiale viene utilizzato soprattutto come carburante per la cucina ma anche per molti altri usi e tra l’altro, serve da collante negli impasti usati per costruire i pavimenti.
Le famiglie che un tempo tenevano il potere hanno tuttora un notevole peso politico ma non risiedono più nelle regge o nei forti, pertanto molti di questi edifici sono stati trasformati in musei ed altri in suggestivi alberghi. Non si deve pensare che si tratti sempre di palazzi meravigliosi, le tecniche di costruzione sono molto diverse dalle nostre, talvolta, anche nelle residenze reali, capita di notare, nei pavimenti, della paglia non proprio ben digerita.

Sebbene la regione sia arida o forse proprio per questo, gli insediamenti umani sono particolarmente attraenti, si vedono quindi con piacere: Mandava, un villaggio di mercanti con ricche abitazioni affrescate; Bikaner, dalle alte mura; Jodhpur, dove si possono ammirare i bianchi cenotafi del maragià Jaswant ed il forte Mehrangarh, una delle più imponenti strutture della regione; Udaipur, nei pressi del lago Pichola; Pushkar la città santa.
Bellissima è la “città rosa“, Jaipur, capitale dello stato, con il bel palazzo del maragià dove si trova anche il famoso "Palazzo dei Venti", un muro altissimo, colmo di finestre, dal quale. le donne di corte osservavano la vita del popolo, senza essere viste. Non molto lontano dal centro abitato, sorge il palazzo fortezza di Amber, dagli interni ricchi e raffinati, al quale si accede a dorso d’elefante.
Una discorso a parte merita Jaisalmer, la città d’oro. Sorge nel cuore del deserto e la sua cinta muraria, interrotta da novantanove basse torri rotonde, incorona una collina di arenaria. Questa pietra è molto facile da lavorare e da incidere, a tal punto che tutti gli edifici, all’interno della fortificazioni, hanno facciate scolpite con disegni tanto complicati da sembrare dei pizzi. Il colore del colle e di tutte le costruzioni che normalmente è marrone rossiccio, simile al mattone, si tramuta in un magico oro mielato al tramonto, inscenando, ogni sera, uno spettacolo indimenticabile.
Sin dalla sua nascita, l’insediamento si arricchisce con i tributi delle carovane che attraversano il deserto ma il suo splendore tende ad affievolirsi quando Bombay diventa un porto importante e le rotte marine soppiantano le tradizionali vie terrestri. Trovandosi vicino al confine, per un breve periodo, ha un ruolo importante, come zona strategica, durante le schermaglie tra India e Pakistan ma attualmente i suoi maggiori introiti sono legati al turismo.
Nella maggior parte dei paesi mussulmani, raramente si incontrano donne per la strada ma qui molti abitanti sono indù e poi, appena fuori dall’abitato, in tende improvvisate, vivono dei nomadi, le cui donne vendono bigiotteria ai turisti e si riconoscono facilmente dai vestiti vistosi e dalle belle e ricche collane che finiscono con un anello agganciato alle narici.

Per quanto riguarda lo shopping, l'artigianato della regione produce stoffe tinte e stampate di pregevole fattura, tappeti, gioielli e manufatti in pelle di dromedario, poi i prezzi sono interessantissimi.
I commercianti accolgono sempre i turisti molto cordialmente, li fanno sedere ed offrono loro anche una bevanda perché si aspettano di intavolare interminabili trattative, come si usa in quasi tutti i paesi orientali. Chi non si adegua a queste usanze viene tenuto in scarsa considerazione.
Le lavorazioni artigianali sono spesso improvvisate e non sempre danno risultati ottimi, così può capitare di trovare borse dall’odore indescrivibile, dovuto ad una concia malriuscita e stoffe con stampe sbavate o con i colori dei disegni non esattamente sovrapposti. Pertanto gli acquisti richiedono davvero molto tempo e molta attenzione altrimenti l'oggetto che a prima vista, è sembrato un affare, ad un più attendo esame, risulta deludente. Ovviamente, ad acquisto fatto, si incontra quasi sempre, dopo pochi passi, un altro mercante disposto a vendere la stessa cosa, a metà prezzo.

Naturalmente non si può visitare l'india senza fare un salto nell'Uttar Pradesh, ad Agra, per ammirare il leggendario Taj Mahal, il mausoleo più noto al mondo. Un monumento all'amore fatto costruire in riva al fiume Yamuna dal Gran Mogol Shah Jahan per commemorare la moglie Mumtaz Mahal morta di parto, a soli 38 anni, dando alla luce il tredicesimo figlio.
Iniziato nel 1632, viene terminato dopo più di 20 anni ma cade in rovina nel 19° secolo, durante la dominazione inglese, dopo un lungo periodo di abbandono. Solo all'inizio del novecento viene restaurato e circondato da giardini come lo si vede ancora oggi. Costruito in marmo bianco ed intarsiato con pietre semipreziose ha la forma di un cubo, sormontato da una grande cupola centrale e da quattro più piccole agli angoli. Alto 68 metri e circondato da quattro minareti, questo capolavoro dell'arte mussulmana, è considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno.





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