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Corsica 'On The Road' con la Nostra C3.

Scritto da federico chierichetti
  • Sito archeologico di Cauria
  • In bici negli Agriates
  • La scogliera di Bonifacio
  • La spiaggia di Nonza
Agosto 2006
Era già da qualche anno che pensavamo alla Corsica come possibile meta di una vacanza estiva in grado di conciliare la nostra passione per i viaggi “on the road” con la voglia di mare e senza spendere una follia, visto che l’anno prossimo ci dobbiamo sposare!!
È così che io (Federico Chierichetti di Milano) e la mia futura moglie Daniela abbiamo prenotato via internet un posto auto e un cabina sul traghetto della Corsica Ferries in partenza da Savona per Bastia il 5 agosto alle ore 23. Il rientro del 16 (viaggio diurno) lo abbiamo prenotato da Bastia verso Livorno (in vista di qualche ulteriore giorno di vacanza in Versilia). Una volta definito il giro di massima (da Bastia a Bastia percorrendo la costa in senso antiorario e facendo tappa ogni sera in un posto diverso) abbiamo prenotato via internet anche gli alberghi rivolgendoci direttamente alle singole strutture. Abbiamo così avuto la certezza di non dover girare tutte i giorni in cerca di un posto nel bel mezzo di agosto, potendo per di più raggiungere i vari alberghi in tarda serata (le prenotazioni erano quasi tutte garantite dalla carta di credito).
I costi: in due per undici giorni, viaggiando con l’auto, pernottando sempre in alberghi carini a 2 o 3 stelle e cenando in ristoranti di medio prezzo abbiamo speso in tutto 2500 euro. Di questi circa 350 euro di traghetto a/r (compresa la cabina all’andata), 1000 euro di hotel e 600 euro di cene (60 euro in media a sera). Il resto se ne è andato per benzina (sull’isola abbiamo percorso 1200 km), spesa, ecc…Inutile dire che si può spendere mooolto molto meno, prenotando solo il passaggio ponte (o viaggiando di giorno), dormendo in campeggio e mangiando il cibo preparato da se’. Noi abbiamo optato per una vacanza on the road si, ma anche abbastanza comoda, senza negarci nulla insomma.
E allora ecco quello che siamo riusciti a vedere della Corsica in 10 giorni.

6 agosto 2006
Capo Corso, da Bastia a Canari (120 km percorsi)
Il traghetto arriva all’alba a Bastia. Siamo riposati perché abbiamo tranquillamente dormito nella nostra cabina. Per prima cosa ci concediamo una mega colazione a base di Croissant nella enorme Piazza Saint Nicolas. Dedichiamo poi un paio d’ore al giro della città passeggiando tra il vecchio porto e la cittadella fortificata “Terra Nova”. Il clima è freschino e anche un po’ nuvoloso.
Partiamo poi verso nord percorrendo la strada che circumnaviga Capo Corso. Il paesaggio già ci permette di capire alcune cose: Corsica significa scogliere a strapiombo sul mare blu con strade strette e tortuose che percorrono tutta la costa e che spesso si diramano verso le montagne. Già, perché la Corsica è anche e soprattutto una enorme montagna in mezzo al mediterraneo. Siamo già soddisfatti di essere venuti in questo spicchio di Francia che se non fosse per i natali che ha dato a Napoleone, con la Francia ha in comune ben poche cose.
La prima sosta è a Macignaggio da dove sappiamo che parte il “sentiero dei doganieri”. C’è un bel sole e decidiamo di percorrerne una parte. Dalla spiaggia di Macignaggio imbocchiamo il sentierino (segnalato) e in un’ora arriviamo alle porte del sito naturale di Capandula, un tratto bellissimo di costa, dove ci fermiamo per prendere un po’ di sole e per farci il primo bagno! Torniamo alla macchina verso l’una e partiamo alla volta di Barcaggio, la punta nord del ditone. Ci fermiamo a Tollara, un pelino più a ovest, dove ci mangiamo una pizza al formaggio di capra in un baretto proprio sulla spiaggia.
La meta successiva è lo splendido paesaggio di Centuri. Da qui la strada verso sud, sulla costa ovest di Capo Corso, diventa se possibile ancora più vertiginosa. Troviamo una spiaggetta semideserta e ci fermiamo per un altro bagno. Raggiungiamo Canari, la meta del giorno, nel tardo pomeriggio. L’albergo in realtà è un convento restaurato e adattato a bed & breakfast. Si chiama Residence i Fioretti e si trova in collina, con una vista splendida sul mare, 400 metri più in basso. Le camere sono essenziali, ma pulite e accoglienti e in più costa poco: 75 euro.
Rapida doccia e cena a base di pesce in riva al mare al ristorante U Scogliu a Marina di Canelle, un piccolo paesino disabitato ai piedi di Canari.

7 agosto 2006
Da Canari a St. Florent (80 km percorsi)
Sveglia presto. La prima tappa è Nonza un paesino a picco sul mare con una splendida torre genovese e una spiaggia di ciottoli immensa e deserta. Per raggiungerla a piedi (volendo la si può raggiungere anche in auto prendendo uno sterrato 2 km a nord di Nonza) mettete in conto una discesa di un quarto d’ora per una stradina faticosissima che parte dal centro del paese (la salita è terribile, soprattutto se fa caldo). Da bravi sportivi non ci facciamo spaventare e la raggiungiamo facilmente. È davvero molto bella, anche se non è facile fare il bagno perché ci sono correnti forti. Ci accontentiamo di sederci sulla battigia e farci sommergere dalle onde.
Proseguiamo per Patrimonio, appena fuori da St. Florent, famoso per il suo vino. Giriamo qualche cantina e ci portiamo a casa un ottimo moscato dolce e qualche bottiglia di rosso. È davvero piacevole visitare queste cantine e assaggiare il loro buon vino.
Arriviamo a St Florent nel pomeriggio. Staremo qui due notti, perché dedicheremo un giorno intero a percorrere in mountain bike (le bici si noleggiano ovunque) i sentieri del deserto des Agriates.
L’hotel è La Dolce Notte, appena fuori dal centro. È davvero carino e le camere hanno tutte vista mare e una terrazza che letteralmente è a mezzo metro dall’acqua! Per questo la colazione è servita solo in camera.! Davvero consigliabile. Costa 130 euro a notte.
Con la macchina facciamo qualche giro e andiamo anche all’uffcio del turismo per decidere quale tra i tanti sentieri degli Agriates percorrere in bici il giorno dopo. Alla fine decidiamo per un sentiero di 24 km a/r che parte dalla frazione di Casta (8 km a ovest di St Florent) e conduce alla spiaggia di Saleccia. Prenotiamo le mountain Bike al Relais de Saleccia, proprio all’imbocco del sentiero. Dopo un bagno e un po’ di sole al tramonto e dopo una rapida doccia facciamo una passeggiata nel centro di St. Florent (davvero carino e pieno di vita) e ceniamo al porto alla Gaffe.

8 agosto 2006.
St Florent (deserto des Agriates)
Di buonora partiamo alla volta di Casta dove parcheggiamo l’auto e ritiriamo le bici. I nostri zaini sono ben riforniti d’acqua e viveri! Per fortuna è nuvoloso, quindi non fa troppo caldo per affrontare l’avventura con mountain bike. L’andata non presenta difficoltà perché è tutta in discesa. In un’ora e un quarto percorriamo i dodici km che ci separano dalla spiaggia di Saleccia, immersi in un paesaggio selvaggio e affascinante. Ovunque macchia mediterranea con l’aria invasa dei profumi dell’estate. Certo, vedendo la discesa che abbiamo percorso siamo piuttosto preoccupati per il rientro! Comunque arriviamo alla spiaggia soddisfatti (bellissima, circondata dal mare e da uno salmastro che è riserva naturale) e ci fermiamo fino a che non diventa troppo affollata (si può infatti raggiungere anche con i fuoristrada).
Il rientro è davvero faticoso e consiglio vivamente a chi non è un minimo allenato di non provarci soprattutto se fa caldo. Noi, che abbiamo buon fiato, ci mettiamo poco meno di due ore e consumiamo, solo per il ritorno, oltre un litro d’acqua a testa. Per fortuna, ripeto, è nuvoloso e non fa per nulla caldo. Arriviamo alla fine esausti ma davvero felici di avercela fatta e di aver vissuto un’esperienza divertente!
Ci riposiamo un’oretta in albergo e ceniamo di nuovo al porto, al piacevole Petit Caporal, più economico della Gaffe (55 euro contro 80). Consigliabile. A letto presto.

9 agosto 2006
Da St. Florent a Porto (170 km percorsi)
Ci alziamo di presto perché oggi ci attende la tappa più lunga del viaggio, da St. Florent a Porto, lungo la strada che attraversa prima la Balagna e poi una parte del parco regionale della Corsica.
La prima tappa è Ile Rousse, una città più che un paese. Al di là del centro storico non è particolarmente interessante, quindi preferiamo proseguire verso Calvi. Decidiamo però di non seguire la strada costiera, ma di deviare verso l’interno. Vogliamo visitare alcuni dei paesini arroccati sui monti dalla Balagna. E così visitiamo Pigna, Calenzana e St Antonino (definito uno dei più bei paesi dell’intera Francia). Arriviamo ad Algajola, sulla costa prima di Calvi, verso le due. Ci scegliamo una caletta (scogli) deserta lungo la ferrovia, poco dopo l’ufficio del turismo (la spiaggia di Algajola è troppo affollata). Ci facciamo un bel bagno, mangiamo al sacco e ci prendiamo un po’ di sole.
Arriviamo a Calvi nel primo pomeriggio. La città, che orbita intorno al porto turistico, è davvero carina, piena di viuzze con negozietti che catturano subito l’attenzione della Dany. Visitiamo la cittadella, davvero imponente. Un vento fresco rende le nostre camminate meno faticose.
Ripartiamo alla volta di Porto. I circa 50 km che ci restano, sono lungo una strada davvero bellissima. Poco prima di Galeria la strada lascia la costa per risalire la valle del fiume Fango poi, come per incanto, superato il passo di Palmarella, si riaffaccia sul golfo di Girolata e sulla riserva di Scandola. Ci fermiamo sul ciglio della strada proprio in corrispondenza del passo (non siamo gli unici) e la vista, da 500 metri d’altezza, è davvero mozzafiato. Sono le quasi le 5 del pomeriggio e il sole comincia a conferire al paesaggio un colore caldo. Da qui parte un percorso di trekking che in 2 ore porta a Girolata, un paesino raggiungibile solo a piedi o via mare. Noi procediamo verso Porto. La strada è sempre più a strapiombo, per fortuna ci sono lavori in corso che stanno allargando la sede stradale. Il colore delle rocce progressivamente si fa rossiccio come a preannunciare l’avvicinarsi delle Calanques, un tratto di costa tra Porto e Piana dichiarato sito naturale tutelato dall’UNESCO. Arriviamo a Porto verso le 7. Prendiamo posto in albergo (Les Flots Bleu, carino, con le camere nuove e con vista sul mare e sulla torre di avvistamento genovese) e facciamo in tempo a farci un rapido giro per il paese visitando la torre genovese che domina la baia e che è stata ben restaurata. È il tramonto e la vista è eccezionale. Dopo la doccia ceniamo al ristorante La Mer, caro (90 euro) e non particolarmente buono, ma in compenso direttamente sul mare. Un concerto nella vicina piazza centrale ci fa compagnia.

10 agosto 2006
Da Porto a Cargese (70 km percorsi)
Dedichiamo un paio d’ore al relax sull’enorme (e deserta vista l’ora, sono le 9) spiaggia di Porto. Poi, in pochi minuti di strada arriviamo alle celeberrime Calanques, appena prima del paesino di Piana. Parcheggiamo alla meno peggio (non ci sono parcheggi, ma la gente si ferma ovunque) e ci facciamo la passeggiata della “Testa di Cane” che in mezzora porta nel mezzo di questo spettacolo della natura. Davvero un posto fotogenico! Rocce rosse a strapiombo sul mare blu. 400 metri più in basso il mare è invaso da barche di ogni tipo. Immagino che bello deve essere questo posto visto dal mare.
La tappa successiva è la spiaggia di Marina di Ficajola. La si raggiunge prendendo una deviazione da Piana. La strada è strettissima! La caletta è deliziosa, anche se un po’ affollata, però noi ci appartiamo preferendo i vicini scogli alla sabbia. Giusto il tempo di un bagno e di un pranzo al sacco e poi ripartiamo alla volta della spiagga di Arone poco a sud di Capu Rossu. Qui ci fermiamo un po’ di più e schiacciamo anche un pisolino al sole.
Arriviamo a Cargese nel pomeriggio. Il paesino non è niente di che, ci sono due chiese (una celebra con rito ortodosso). L’albergo (Les Saint Jean) non è un granchè, ma è pulito e costa poco (75 euro). Facciamo una rapida spesa allo Spar e poi ci spalmiamo in spiaggia fino al tramonto.
Ceniamo al ristorante che porta lo stesso nome dell’albergo. Sarà la cena migliore del viaggio e a un prezzo accessibile (50 euro mangiando piatti corsi e pesce). Davvero consigliabile.

11 agosto 2006
Da Cargese a Porto Pollo (150 km percorsi)
La prima tappa è un’altra spiaggia, quella di Liamone, poco a sud di Sagone. Al mattino è bellissima, deserta e battuta dal vento che agita il mare. Proseguiamo verso il Golfo di Lava dove ci attende un’altra spiaggia di fine sabbia bianca.
Arriviamo ad Ajaccio verso mezzogiorno. Prima visitiamo “Point de la Parata” ossia la punta del promontorio a ovest della città, dominata dall’immancabile torre genovese e con vista sulle celeberrime Isole Sanguinarie, santuario di numerose specie di uccelli migratori. Al ritorno visitiamo Ajaccio, città natale di Napoleone. Le tappe obbligate sono la Maison Bonaparte e la chiesa del battesimo di Napoleone, una passeggiata per le vie del centro e la visita al Museo Fesch. Una rapida visita delle sale ci permette di vedere alcune opere di artisti italiani come Tiziano, Botticelli, Veronese ecc… Con lo stesso biglietto visitiamo anche la cappella dove sono custodite le spoglie dei membri della famiglia Bonaparte (Napolenone escluso, naturalmente, che riposa a Les Invalides, Parigi). Ajaccio merita davvero una sosta. È una città allegra e cosmopolita, piena di luoghi interessanti.
Ripartiamo alla volta di Porto Pollo deviando dalla strada principale per visitare il piccolo villaggio di Coti Chiavari preceduto dalle rovine di un carcere abbandonato ai primi del 1900.
Arriviamo a destinazione nel tardo pomeriggio. L’hotel è Les Eucaliptus, carino (a noi, che abbiamo prenotato solo una notte, tocca una delle poche camere ancora non ristrutturate. Sono comunque confortevoli e in più costano meno delle altre. Spendiamo 75 euro). Ceniamo a Les Pirates, un posto che a vedersi non ispira molta fiducia, ma poi la cucina si rivela di tutto rispetto (ottimo il formaggio caldo di capra con il miele). Spendiamo ca. 55 euro.

12 agosto 2006.
Da Porto Pollo a Tizzano (100 km percorsi)
La giornata non è bellissima. Meglio, visto che oggi faremo poco mare e molte visite.
La prima sosta è al sito preistorico di Filitosa, il più famoso della Corsica. La visita è molto interessante, tutta in mezzo a Dolmen e Menhir. L’ambientazione è davvero suggestiva. In più il clima un po’ grigio, fresco e ventoso, conferisce un che di misterioso.
Proseguiamo alla volta di Sartene, la più corsa delle città corse. Il paesino, un dedalo di viuzze strette, è arroccato su uno sperone e per raggiungere il centro storico si percorre una scalinata ripidissima. Ne approfittiamo per comprare un po’ di miele e marmellate. Sartene è bella, vale davvero una sosta.
Proseguiamo verso il minuscolo paesino di Fozzano, luogo che ha dato i natali a Colomba, la famosa eroina Corsa. Il posto è deserto, decisamente fuori dagli itinerari turistici. Ma ci permette di percepire quanto deve essere tranquilla l’isola fuori stagione. Andateci solo se avete un’ oretta che vi avanza. Pranziamo al sacco sulla strada in compagnia di un gruppo di mucche incuriosite dal mio panino al Figatello.
Proseguiamo verso Sud e ci fermiamo a visitare il piccolo paese di Campomoro dominato da una splendida torre genovese dalla quale si gode una bella vista di tutto il promontorio.
Pochi chilometri prima di Tizzano ci fermiamo al sito preistorico di Palagghiu . Qui, camminando sul terreno sconnesso perdo l’equilibrio, cado e mi sbuccio gomito e gamba. Niente di grave, mi metto un paio di cerotti e proseguiamo.
Arriviamo a Tizzano giusto in tempo per prendere posto in albergo (Hotel du Golfe, ottima ambientazione, a picco sul mare, ancor più che a St Florent). Dopo la doccia ceniamo da Chez Antoine un posto all’aperto molto carino con terrazzo. C’è vento e fa freddino, ma la cena, sempre a base di piatti corsi e pesce, è ottima. Spendiamo meno di 60 euro.

13 agosto 2006
Da Tizzano a Bonifacio (100 km percorsi)
La prima tappa è il sito archeologico di Cauria che comprende gli allineamenti Menhir di Stantari e Rinaiu oltre al famoso Dolmen di Fontanaccia. Facciamo l’intero percorso (gratuito) assolutamente da soli. Stupendo.
Ci fermiamo poi per il pranzo al sacco alla spiaggia di Punta di Roccapina al cospetto della famosa roccia a forma di Leone. Lo sterrato è piuttosto malconcio, ma la nostra C3 non ne risente particolarmente.
Arriviamo a Bonifacio nel primo pomeriggio. Prendiamo posto in albergo (Hotel Le Caravelle, il più caro del viaggio, con i suoi 170 euro, ma davvero accogliente).
Per prima cosa con 20 euro prendiamo una barca che in un’ora ci fa vedere Bonifacio in tutta la sua magnificenza: dal mare. È davvero impressionante vedere dove sono state costruite le case. Sembra tutto così precario! Il mare sempre infuriato e il proverbiale vento delle Bocche sgretola le falesie calcaree a testimonianza del fatto che questa città non sarà eterna!
Tornati a terra saliamo alla città vecchia e ci perdiamo nelle infinite viuzze e sui belvedere a picco sulle falesie che fanno di Bonifacio un posto unico. Scendiamo lungo la “Scala dei Turchi” una scalinata ripidissima che in 200 scalini scavati nella falesia porta da 150 metri quasi a livello del mare (a conti fatti ogni scalino è alto più o meno mezzo metro!).
Ceniamo da U Campanilu. Mangiamo discretamente e spendiamo meno di 70 euro (buone le mule a la mariniers), abbastanza onesto se si considera che Bonifacio è il posto più caro della Corsica.

14 agosto 2006
Da Bonifacio a Pinareddu (90 km percorsi)
Dedichiamo la mattina alla stupenda passeggiata che parte dal colle di Saint Roch e conduce fino Capo Pertusato, il punto più a sud della Corsica (a poche miglia si distingue chiaramente la Sardegna). Il sentiero segue il margine delle falesie ed è il punto più suggestivo da cui fotografare Bonifacio.
Tornati in hotel saldiamo il salatissimo conto e partiamo. Questa volta verso nord, lungo la costa est.
Le tappe obbligate sono le famosissime spiagge che costellano la costa tra Bonifacio e Porto Vecchio. Ci fermiamo a quella di Rondinara, affollatissima: se ci capitate ad agosto, vi consiglio di raggiungere l’estrema punta nord della spiaggia (a sinistra, guardando il mare) che essendo relativamente difficile da raggiungere (10 minuti a piedi) è quasi deserta. L’effetto è quello di riuscire a godersi la spiaggia e il mare stupendo senza la cagnara delle famiglie con bambini rumorosissimi al seguito!
Nel pomeriggio arriviamo a Porto Vecchio. Purtroppo non abbiamo tempo da dedicare al paesino e ci facciamo un’idea del posto girandolo in auto. Davvero carino, peccato non poterci fermare! In compenso conquistiamo un posto alla spiaggia di Palombaggia anche questa affollata, ma molto bella, immersa in una foresta di pini marittimi. Raggiungiamo Pinareddu in serata. Pernottiamo all’Hotel U Paesolu. Qui siamo costretti a cenare in Hotel perché le camere ad agosto sono affittate solo insieme alla mezza pensione. L’hotel non è male, ma il ristorante è davvero triste! Spendiamo, in mezza pensione, 200 euro ca.

15 agosto 2006
Da Pinareddu a a Corte (120 km percorsi)
La mattina la dedichiamo alla lunga spiaggia di Pinareddu. Il mare è stupendo.
Risaliamo poi verso nord. La costa da Pinareddu a Bastia è una lunga striscia di sabbia intervallata da stagni e paesi. Decisamente meno scenografica della costa ovest, ma di certo più adatta alle famiglie con prole al seguito. Noi ci fermiamo a Ghisonaggia per un altro bagno, ma poi, come era nelle intenzioni, visto che la costa non è particolarmente bella, decidiamo di deviare verso l’interno. Prenotiamo al telefono un hotel a Corte, la città che si trova nel centro geografico della Corsica, circondata dai monti. La raggiungiamo in poco tempo. Prendiamo posto (hotel De La Paix, pulitissimo ed economico). Dedichiamo tutto il pomeriggio alla visita di questa città. Il clima è piuttosto freschino e nuvoloso. Corte è il punto di partenza ideale per gli amanti del trekking, visto che è in mezzo alle montagne. La poi è città è deliziosa. Oltrettutto essendo sede dell’unica università della Corsica è piena di giovani e di pub, tanto che prima di cena ci beviamo una birra nella piazza de Gauffry. Ceniamo a U Museu (piatti corsi a prezzi economici. Spendiamo 50 euro).


16 agosto 2005
Da Corte a Bastia a Livorno. (140 km percorsi)
Il traghetto che ci riporterà in Italia parte alle 13.30, abbiamo quindi il tempo per un’escursione nella regione della Castagniccia, a nord-est di Corte.
Oltre ad essere una zona piena di castagni (che è uno dei simboli della Corsica) è anche un’area agricola di grande suggestione. Passiamo per Morsaglia (città natale di Pasquale Paoli), Piedicroce e da ultimo ci fermiamo a Orezza da dove sgorga la sorgente della più famosa (e costosa) acqua minerale Corsa. Diamo uno sguardo al minuscolo stabilimento, beviamo un sorso d’acqua direttamente dalla sorgente e poi in ca. 2 ore arriviamo a Bastia.
Il traghetto è puntuale e dopo 4 ore di navigazione attracchiamo a Livorno.
Tags: corsica, francia, mare, on the road, mountain bike, auto, low cost, cultura
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