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Un Viaggio Sognato

Scritto da GIADA NUTI
  • la tour
  • piazza stravinski
Paris, la ville lumiere, la ville de l'amour…la prima vacanza con il mio ragazzo. La prima vacanza in assoluto, con un fidanzato. Era la nona volta che prendevo un aereo per arrivare nella capitale francese, ma quella volta, mi sembrò come fosse solo la prima. E in realtà un po' era così. Cambiava l'areoporto di atterraggio e quindi la zona in cui avrei visto Parigi, nei primi istanti. Luca, il mio ragazzo, e Joyce, la mia migliore amica, non avevano mai messo piede a Parigi, e così, per circa dieci giorni, mi trasformai nella loro guida turistica. Dopo così tante volte che la visitavo, la città non aveva quasi più nessun segreto. E questa sensazione di casa, fu molto bella da provare. Ma partiamo dall'inizio. Il viaggio di andata fu traumatico. Tre treni e un pullman. Un aereo e nuovamente un pullman, prima di arrivare in suolo parigino. Non male. Ma si sa, quando parti con il "fai da te", bisogna prepararsi anche a viaggi difficili. In compenso si risparmia. Come se non bastasse, Joyce e Luca non erano mai saliti su un aereo. Joy era terrorizzata. Cercò di dormire per tutto il viaggio, così da non rendersi conto di essere in alta quota. Luca, invece, era meno impaurito dal volo, ma si impaurì una volta arrivato a terra. La pressione dell'alta quota gli aveva completamente tappato le orecchie. Quando scese dall'aereo, si aspettava di tornare a sentire tutto. In realtà non fu così. Ci volle un giorno intero, prima che tutto si aggiustasse. Era nel panico. Non faceva che ripetere "La mia carriera è persa...come farò a diventare un grande musicista, se non sento nulla". Noi altri, non facevamo altro che prenderlo in giro. Che risate!! La prima sera, però, non vedemmo nulla della città. Solo l'albergo, un Vezio Francese (un paninaro per strada, come Vezio a Livorno) e poi nuovamente l'albergo. Eravamo distrutti, ma ben intenzionati a cominciare alla meglio, il giorno dopo. La mattina seguente Parigi era lì, pronta ad attenderci. Decisi che per iniziare, i ragazzi avrebbero dovuto capire bene quante cose ci fossero da conoscere e visitare in città. E allora cosa c'è di meglio che una vista dall'alto, dalla torre di Montparnasse? Salimmo là e ci trovammo con tutta la città davanti. A 360°. Fu bellissimo. La torre abitata più alta d'Europa, nonché la torre più alta di Parigi, ci offrì una vista spettacolare. Aiutati anche da una bella giornata di sole. Poiché i ragazzi sono tutti un po' degli intellettuali, fissati con i musei, la nostra vacanza ha visto un giusto alternarsi di momenti di galera (per me) all'interno dei musei, con momenti di relax, per le vie del centro, lungo la Senna, fra le panchine dei parchi. Perché visitare una città non vuol dire che bisogna vedere, obbligatoriamente, tutti i musei. Dieci giorni di vacanza bellissima. Facemmo di tutto. Cultura, shopping, dormitine o letture all'ombra degli alberi nei parchi pubblici. Devo dire che sono stata veramente brava. Gli ho fatto scoprire un'intera città, senza mai dover fare le corse. Il tempo era così lungo. 10 giorni. La Tour Eiffel, illuminata la notte, la piazzetta degli artisti a Montmatre, la gita lungo la Senna, sul Bateaux Mouches. Tutto incorniciato da tanta allegria e tanto amore. Avevo sempre sognato di andare a Parigi con il fidanzato. E con Luca ho realizzato questo sogno. Siamo stati bene anche con Joyce e Marco. Era la prima volta che andavamo in vacanza insieme. La cosa ha funzionato a tal punto che si è ripetuta anche in altre vacanze. In quei 10 giorni ho potuto anche sfoggiare la mia conoscenza della lingua francese. Mi sono divertita tantissimo a parlare. Al supermercato, al panificio, lungo le strade e dentro ai negozi. E ovunque mi capitasse. Ero l'unica che ne fosse in grado. Si può dire, che gli altri si sono affidati a me in tutto e per tutto. Purtroppo abbiamo fatto poca vita notturna. Ma quando si avvicinava una certa ora, eravamo così stanchi che volevamo solo andare a dormire. D'altronde se avessimo fatto tardi la notte, oltre a trovere la porta dell'albergo chiuso, come pure la metrò, avremmo fatto fatica ad alzarsi il giorno dopo. Fra le due coppie di amici, c'era talmente affiatamento, che ogni notte ci scambiavamo le camere senza alcun problema. Poiché nell'ostello ci avevano dato una sola camera matrimoniale e una con due letti a castello, decidemmo che ogni sera, ci saremmo scambiati le camere. Siamo stati veramente bene a Parigi. L'abbiamo girata tutta. Senza fretta. Ritagliando del tempo anche per il giusto relax. Abbiamo fatto talmente tanto shopping, che Joyce, pensava di comprarsi una nuova valigia nuova per tornare a casa. Abbiamo mangiato anche tanti panini..andavamo avanti solo così, oltre che con il McDonald's...per risparmiare. ma se non lo facciamo ora che siamo giovani, non lo facciamo più. Non credo che tornerò presto a Parigi...la decima volta, mi sembrerebbe di esagerare. però, sicuramente mi piacerebbe andarci a vivere...magari qualche anno.
Tags: parigi amore città
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