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Monaco di Baviera: Amiamo la Vita, l'Amore e il Deisiderio, Cradiamo in Dio e Abbiamo Sempre Sete

Scritto da Gabriele Roccaro
  • Sulla neve
  • Oktoberfest
  • Salvator
Quando seppi che sarei dovuto andare a Monaco di Baviera avevo i miei dubbi che fosse una bella città, nessuno mai me ne aveva parlato tanto bene e i tedeschi (non bavaresi) conosciuti mi dicevano che non era un granché. Mai quindi mi sarei aspettato che München, che in bavarese si dice Minga e che gli italiani chiamano Monaco di Baviera, è proprio il contrario.
Era fine settembre, anzi proprio la fine... eheh... il 29..., e lì in treno riflettevo su come sarebbe stata la mia vita lì, un anno della mia vita lì. Se non mi fosse piaciuto? Se era così noiosa come dicevano?
Già in treno però respiravo un'aria strana... ero circondati da tedeschi e la gran parte di loro erano di quelle zone lì, chi gentilmente mi chiedeva che andassi a fare a Monaco, chi mi consigliava cose da vedere e cose da fare, chi addirittura voleva scambiare i contatti per magari rivedersi lì a Monaco... insomma, quanto erano gentili e simpatici sti tedeschi... e già incominciavano a venire i miei dubbi che quei bavaresi fossero così noiosi...

Ed ecco... arrivato alla stazione... saluto quelle simpatiche persone che mi avevano accompagnato nel viaggio con gran piacere e scendo un pò scombussolato in quella che sarà la mia casa per il prossimo mio anno. Scendo... mi guardo in giro... una marea di gente... e tanti indossano buffi vestiti colorati e che sembrano essere tradizionali. Sembra carnevale... o giù di lì... ma dove sono capitato??? Sono felice, ma nello stesso tempo ancora più confuso...
Arrivo alla macchinetta dei biglietti della metropolitana... è un manicomio... non ci capisco proprio niente... sembra una macchinetta del jackpot, tanti pulsanti luminosi, tutti colorati, centinaia di nomi in tedesco... ma anche lì sono presto aiutato.
E' il 29 settembre e come tutti sanno è periodo pieno di Oktoberfest a Monaco, così almeno avevo letto in libri e siti cercando di carpire qualcosa su questa città.
La Germania è divisa in Stati federati (Bundesländer) e Monaco è la capitale del più vasto di tutti, lo Stato libero della Baviera che comprende quasi il 20% di tutto il territorio tedesco e più del 14% di tutta la popolazione nazionale.
Per la sua grandezza, quindi, Monaco ha un ruolo preminente nella politica nazionale e, inoltre, è la terza città più grande della Germania, dopo Berlino ed Amburgo.
Nel 2008 Monaco festeggiava i suoi 850 anni con avvenimenti e feste nel corso di tutto l'anno.
Monaco nasce, infatti, nel 1158, quando Enrico il Leone, duca di Sassonia, entra nei possedimenti del vescovo di Freising, in un altopiano (520 m) presso il fiume Isar, in cui è presente una comunità monastica, distrugge il ponte che attreaversa il fiume e installa un accampamento militare nelle vicinanze del monastero (apud Munichen, da cui l'uso di chiamarla Monacum e poi in volgare Monachium, arrivando all'odierno München), ma è nel primo decennio del 1200 che viene ufficialmente riconosciuta come città dalle cronache dell'epoca.
Oggi è la città più ricca della Germania, ospita importantissime industrie di scala mondiale, è culturalmente attiva, in continuo ammodernamento e di miglioramento del tenore di vita. Forse è anche per questa sua ricchezza che Monaco non è vista molto bene da molti tedeschi del Nord Germania.
Un altro elemento, completamente differente dal primo, che dà un po' fastidio ai tedeschi del Nord è il dialetto bavarese.
Il dialetto bavarese è molto difficile da capire, ma se nella scrittura è intuibile una certa somiglianza con il tedesco standard (Hochdeutsch), nella pronuncia diventa difficilissimo. E, vista la vastità del territorio e la storia burrascosa bavarese, anche tra accenti bavaresi vi sono notevoli differenze. Andando a Monaco sentirete parlare il monacense, che è molto più vicino al tedesco standard che non alcuni dialetti dei paesini della regione. Ecco così, che come avviene anche in Italia, il Monacense capirà subito se la persona con cui sta parlando non è della città.
Nel mio anno monacense mi capitò spesso di venire a contatto con gente bavarese DOC, che sapeva poco di tedesco... una volta un signore ben vesitito con un figlioletto saltellante e gioioso mi si avvicina e mi chiede: woisenglischagordon? Lo guardo perplesso... gli chiedo di ripetere... ma la domanda è uguale: woisenglischagordon? Allora decido di utilizzare tutte le mie doti di interpretazione: considerando il figlio saltellante e quindi desideroso di andare in un posto divertente, considerando che eravamo proprio vicino al più grande parco della città dove molti genitori vanno a portare i figli per passare qualche ora in mezzo al verde, capii che quell'uomo un pò "bavaresemente" mi stava chiedendo: wo ist der englische Garten? cioé "Dove è il giardino inglese?"... Non sapendo rispondere in bavarese, utilizzai il linguaggio universale del mimo e gli spiegai la strada... quando si allontanò, mi sentiii soddisfatto di me stesso, ma soprattutto mi sentii proprio divertito per come si era svolta quella strana situazione. Ma non sempre mi era andata così bene con i bavaresi DOC: era la festa della Birra Forte, una festa molto tipica e poco turistica, in poche parole ci vanno solo i monacensi e si parla tedesco, monacense o bavarese, le altre lingue sono pressocché assenti. Entrato nel grande salone dovevo raggiungere un gruppo di amici seduti ad un tavolo, ma il posto era talmente grande e pieno di gente che era impossibile individuare delle persone dalla distanza, i cellulari erano pressocchè inutili, visto che chiamando si sentiva il chiasso della gente e la comunicazione era impossibile. Solo un termine afferrai nella conversazione telefonica fatta col mio amico che cercava disperatamente di spiegarmi dove fossero situati, e quella parola era: palco. Bisogna dire, che nelle feste della birra che si rispettino c'è sempre un palco dove una bella orchestra di gente vestita con indumenti tradizionali intona musica tradizionale. Così appigliandomi a questo piccolo indizio andai a cercare vicino al palco. Lì un uomo, mezzo brillo, vestito tradizionalmente, vistomi in difficoltà si avvicinò e mi disse qualcosa in bavarese... pensai mi volesse aiutare... gli chiesi in tedesco se aveva visto un gruppo di ragazzi stranieri (visto che la gran parte lì era gente del luogo). Incominciò a farmi segnali con la mano e parlandomi in bavarese cercando di farmi capire che non capiva nulla... cercai col mimo... ma come si fa a spiegare che cercavo gente straniera seduta da qualche parte lì nel caos del salone? Fu un fallimento... lo ringraziai con un segno della testa (non so se l'abbia capito oppure no) e andai a cercare personalmente qua e là (la storia finì che dovetti ritelefonare alll'amico e farmi venire a prendere all'entrata del salone)...
Dopo il dialetto, il terzo elemento odiato dal resto della Germania, è il fortissimo attaccamento alle tradizioni dei bavaresi. I bavaresi sono orgogliosi delle loro tradizioni e fanno di tutto affinché si mantengano e affinché esse siano conosciute all'estero. Ciò causa spesso un assimilamento tra tradizioni bavaresi e tradizioni di tutti i tedeschi: per esempio se è vero che in parecchie zone della Germania è presente una tradizione birrifera, è anche vero che l'Oktoberfest è solo ed esclusivamente a Monaco.
L'Oktoberfest nacque nel 1810 per le nozze tra il re Ludovico I e la principessa Teresa di Sassonia. Per l'avvenimento fu creato un vastissimo campo, dedicato alla principessa (Theresienwiese), dove celebrare le nozze con un torneo di cavalieri.
Il re, amante bevitore, aveva una sua birra personale (ancora oggi esistente: la famosissima König Ludwig Bier) che offrì generosamente agli invitati per l'importante occasione.
Il carattere tradizionalista bavarese ha fatto, poi, la sua parte non solo nel conservare questa festa, ma nell'arricchirla di tante particolarità che l'hanno fatta diventare unica al mondo.
Monaco ha poco più di un milioni di abitanti, eppure durante l'Oktoberfest deve accogliere circa 6 milioni di turisti in due settimane (e gli italiani sono i più numerosi, tanto che ormai la seconda settimana della festa viene chiamata “la settimana degli italiani”).
La festa inizia con cortei di carri e di gente in vestiti tradizionali (le donne i Dirndl e gli uomini con un particolare completo caratterizzato dai Lederhosen, pantaloni in cuoio) che cantano, ballano e bevono. A testa del corteo vi è una ragazza travestita da monaco (ricordare l'origine della città) che cavalca un'asinello, salutando la folla con l'immancabile boccale di birra. Il corteo arriva a Theresienwiese dove il sindaco della città, con un procedimento solenne apre la prima botte di birra e pronuncia la famosa frase: O'zapft is (“è spillata!”). Da lì si aprono i festeggiamenti.
Theresienwiese in quei giorni è un labirinto di giostre, di bancarelle con i cibi tipici bavaresi e, soprattutto, di enormi “tendoni” (Zelte) che riescono a contenere migliaia di gente, dove all'interno viene servita la birra, ma anche qualsiasi pietanza bavarese, e si balla e si canta (vi sono le tipiche canzoni bavaresi e da Oktoberfest).
È chiaro che ormai questa festa è la più importante fonte di rendita per la città (alcuni riescono persino a lavorare per il periodo dell'Oktoberfest e per il resto dell'anno possono vivere con i guadagni di quelle due settimane). I media da tutta la Germania sono collegati in quei giorni nell'enorme campo della festa e Monaco in quei giorni è protagonista.
Ebbene in questo paradiso della birra mi ritrovai io, povero italiano sperduto, quel fatidico 29 settembre. Appena arrivato, ancora per niente ambientato, fui trasportato da conoscienti di lì nel bel mezzo dell'Oktoberfest... un caos micidiale... giostre, gente felice e gente ubriaca, gente che si ingozzava di pesantissimi panini e carne e chi... ehm... si trovava sul ciglio di qualche strada a pagare il fatto di aver bevuto troppo... eheheh... ma in ogni caso non avevo mai visto nulla di simile... so solo che a poche ore dal mio "sbarco" a Monaco mi ero ritrovato nella festa delle feste di Monaco. Entrammo in uno dei tendoni e fui lasciato per un attimo da solo, spaesato all'infinito, ma sbalordito all'ennesima potenza, mi guardavo in giro un pò scosso, quando da uno dei tavoli in mezzo al tendone (immaginatevi centinaia di tavoli, migliaia di gente e un rumore assordante di voci e musica, insomma il delirio...), un omone vestito tradizionalmente si gira verso di me... quell'omone doveva essere totalmente andato, era ubriaco fradicio, mi fissava e io un pò imbarazzato cercavo di fargli distogliere lo sguardo... quando lui, mi fa segno con la mano di aspettare... si volta verso il tavolo, si gira di nuovo verso di me e mi porge un boccale da un litro di birra bionda traboccante... io faccio cenno di no, grazie... ma lui insiste... ringrazio, prendo il boccale e incomincio a sorseggiare... mi guarda... sembra fissarmi ancora... stavolta l'imbarazzo è alto... poi lui mi dice sorridendo:"su, su, finiscila tutta...!!!" Io lo guardo esterrefatto: voleva che bevessi in fretta un litro di birra??? Per me, che non sono un granché di bevitore, era un'impresa ardua... ma lui fissava... fissava... fissava... non vi dico come andò a finire... eheheheh
Ma i monacensi, sempre così tradizionalisti, amano e odiano questa situazione dell'Oktoberfest: da un lato è un gran guadagno per la città, dall'altro loro vorrebbero mantenere pura la loro tradizione. Così, se l'Oktoberfest è famoso in tutto il mondo, meno note sono le varie feste, durante l'anno, che la città sente tantissimo: i mercatini di Natale (Christkindlmärkte) a bere il tipico vinbrulé (Glühwein); la Festa in piazza per il carnevale (Fasching), con la tipica esibizione dei Jürgen Dews; i giganteschi mercatini delle pulci (Flohmärkte), tra giostre e bancarelle; la Festa della Birra forte (lo Starkbierfest) dove si beve la tipica birra forte Salvator; la festa di primavera (Frühlingfest); la Festa dei ponti (Brückenfest), durante la quale vengono fatti concerti e spettacoli all'aperto lungo il fiume della città; la festa d'estate (Sommerfest); oltre a tutte le varie feste di quartiere.
E sì in quel meraviglioso anno di Monaco le ho vissute tutte quelle feste e sempre più mi sentivo parte di quel mondo. Ormai quei pregiudizi che prima del viaggio tanta gente mi aveva inculcato erano spariti del tutto, lo posso affermare per certo: Monaco è la città della festa... è stato fantastico.
Insomma, i monacensi non si stancano mai di festeggiare. E come si è notato la birra in queste feste ha un ruolo rilevante.
Infatti, Monaco è la città con il più alto tasso di concentrazione di fabbriche di birra del mondo: solo in città vi sono le fabbriche di sei eccellenti birre (Paulaner, Augustiner, Hofbräu, Löwenbräu, Hackerpschorr, Spaten), ma già nelle vicinanze altre importanti fabbriche, come König Ludwig (Fürstenfeldbruck), Erdinger (Erding), Ayinger (Aying), Klosterbrauerei Andechs (Andechs), Schneider (Kelheim), Franzikaner, Weihenstephan (Freising) fanno di quella zona la vera capitale della birra.
Anche nel mangiare i monacensi mantengono le loro tradizioni, anche se ovviamente devono fare i conti con la salute. Nella maggior parte di ristoranti, birrerie e osterie si vende cibo tipico: il Brezel (un pane salato), il Weisswurst (una specie di salsiccia bianca), la Schnitzel (una specie di cotoletta), il Leberkäs (una pietanza a base di fegato), lo Schweinaxe (lo stinco di maiale), il Kartoffelsalat (tipica insalata di patate), il Leberknödel (polpetta di fegato) e il Kartoffelknödel (polpetta di patate), la Kartoffelcremesuppe (la zuppa di patate), il Sauerkraut (il crauto agro), l'Apfelstrudel (lo strudel di mele), la Pfannkuchen (la torta cotta), …
Monaco, dalla sua fondazione, è una città prevalentemente cattolica. È facile notarlo dal numero di chiese presenti, nettamente superiore di qualsiasi altra città tedesca, anche di Berlino, ma anche dalle tradizionali feste liturgiche, che in questa città, come qualasiasi altra festa, vengono sempre valorizzate e mantenute: oltre a Natale (le manifestazioni e i canti natalizi per le strade tra “casette” dei mercatini), Pasqua (in cui non ci si scambia le uova di cioccolato, bensì usano le uova vere dipinte o i conigli di cioccolata), vi sono feste (in Italia ormai celebrate molto meno vistosamente) come la settimana di Pentecoste e il Corpus Domini.
Tra le Chiese da ricordare in particolare ci sono la Frauenkirche, Sankt Peter e Sankt Michael. La prima è la cattedrale: costruita nel 1400 da Jörg von Halsbach, presenta le due tipiche torri gemelle (alte 99 metri), con cupola a cipolla, tra le quali, secondo la leggenda, il diavolo, irato per tale costruzione, soffia un vento fortissimo.
Non solo, ma appena entrati nella Chiesa, dopo alcuni passi si trova la famosa “impronta del diavolo” (Teufelstritt): secondo la leggenda, il diavolo entrò nell'edificio in costruzione per gloriarsi del fatto che non avesse finestre (ed effettivamente entrando non si vede alcuna finestra), ma avendo fatto alcuni passi d'improvviso si accorse di luminosissime e gigantesche vetrate laterali. Di lì impazzito di collera lasciò un'impronta sul pavimento.
La Sankt Peter, conosciuta dai monacensi come “il vecchio Pietro” (Alter Peter), è la chiesa più antica di Monaco, risalente proprio ai primi anni della nascita della città. Ricordiamo, infatti, che la città nel corso dei secoli ha dovuto vivere diverse vicissitudini che hanno portato anche alla distruzione quasi totale degli edifici (per esempio l'enorme incendio del 1300 o i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale).
La Sankt Michael è importante perché conserva le spoglie di re Ludovico II e le reliquie dei santi Cosma e Damiano, dottori della Chiesa.
Che Monaco è culturalmente una città cattolica è evidente già nello stemma della città. Lo stemma originale rappresenta il famoso münchner Kindl (in bavarese, letteralmente “bambino monacense”) un monaco che ha una mano benedicente e l'altra che regge il codice della legge e che si trova sotto una porta sormontata da un leone: il monaco ricorda i monaci che furono la prima comunità alla fondazione della città e, inoltre, in tedesco il termine “monaco” (Mönch) è molto vicino a München; la mano benedicente è chiaro riferimento alla fede cattolica della città; il libro indica la legge a cui tutti devono sottostare; la porta è una delle quattro di Monaco (Siegertor); il leone è il simbolo della Baviera, che a sua volta fu utilizzato come simbolo di forza e potenza del regno bavarese.
La curiosità di questo singolare simbolo cittadino sta nel viso del monaco: da un normale viso di uomo nel corso dei secoli si è trasformato in un bambino (ecco perché “bambino monacense”) e, negli ultimi decenni, ha preso il volto di una donna.
Girando per le strade di Monaco spesso capita di trovarsi di fronte leoni, simboli della passata storia bavarese. A parte il mastodontico leone con la vittoria che è presente a Theresienwiese, l'enorme scultura che rappresenta un leone nel centro della città antica è quella della Loggia dei Marescialli (Feldherrnhalle) che si affaccia su Odeonsplatz e che si trova tra la Chiesa dei Teatini (una chiesa voluta dalla principessa italiana, Enrichetta Adelaide di Savoia, sposata con il Principe Elettore di Baviera, Ferdinando di Wittelsbach, come voto per il dono di aver ricevuto un figlio, tanto a lungo atteso) e la residenza imperiale. Davanti alla residenza imperiale vi sono quattro statue di leoni e nel loro piedistallo altrettante facce di leoni in ottone. La tradizione dice che chiunque passi di là debba toccare le quattro facce dei leoni: se è monacense avrà tanta fortuna, se non è di Monaco avrà in futuro la possibilità di ritornare nella capitale bavarese. Può sembrare una solita vecchia usanza eppure ancora oggi moltissimi monacensi che passano di lì mantengono la tradizione.
Il centro della città è la piazza di Maria (Marienplatz), chiamata così per la statua della Madonna al centro della piazza su un alta colonna. Da qui si diramano tutte le vie principali della città medioevale. Le quattro vie che partono da Marienplatz si concludono tutte con una porta cittadina (Karlstor, Siegertor, Sendligertor e Isartor) e relativa piazza (Stachus, Ludwigstrasse, Sendliger-Tor-Platz e Baaderstrasse).
Nelle vicinanze di Marienplatz, precisamente Am Platzl (che letteralmente significa “alla piazza”, ma che ormai è un nome di una strada), vi è la celeberrima Hofbräuhaus (dove si vende l'omonima birra e dove ogni giorno si consumano all'incirca 10.000 litri di birra), che è stata per secoli la birreria di corte, nelle sue sale ha visto affermare la figura di Hitler con i suoi discorsi.
Monaco è culturalmente attiva: numerosissimi eventi, mostre, manifestazioni culturali, concerti e spettacoli caratterizzano la città.
Riguardo allo sport, come tutta la Germania d'altronde, anche a Monaco lo sport più amato è il calcio. La città ospita due squadre: il Monaco 1860 e il Bayern Monaco. Quest'ultimo è tra le perenni pretendenti allo scudetto tedesco (proprio nella stagione 2007/2008 ha vinto l'ultimo). Entrambe le squadre giocano nel futuristico stadio “Allianz Arena”, con una spettacolare forma di ciambella, con una copertura di luci, che cambiano colore a seconda della squadra che sta utilizzando l'impianto (rosso quando gioca il Bayern, blu quando gioca il Monaco 1860, bianco quando non gioca nessuno).
Nel 1972 Monaco ospitò i Giochi della XX Olimpiade. Quell'avvenimento, purtroppo, passò alla storia per il terribile attentato da parte di un'organizzazione palestinese contro gli atleti israeliani, che in quell'occasione vennero uccisi tutti. Ma gli impianti costruiti per quell'occasione sono un emblema della modernità intelletuale della città: dal 1972 ad oggi quegli impianti sono stati valorizzati e adesso sono un motivo d'orgoglio cittadino. L'intera cittadella nell'Olympiapark, con i suoi modernissimi impianti sportivi (Olympiahalle, Olympiaschwimmhalle, Olympiastadion,...), viene ancora oggi utilizzata e forma promettenti atleti a livello nazionale.
Proprio accanto all'Olympiapark vi è, invece, il simbolo della potenza economica di Monaco: gli impianti della BMW. Anche in questo caso, oltre agli ovvi edifici dedicati alla produzione, essendo questa fabbrica all'interno della città, la casa automobilistica ha puntato molto sull'immagine dei suoi edifici: ecco quindi il museo della BMW e il BMW-Welt, cioè un salone espositivo d'avanguardia.
Se si parla di Monaco non si può non parlare dei giardini. Monaco è una delle grandi città con più verde d'Europa: il giardino inglese (Englischer Garten), per esempio, taglia completamente in due tutta la città, estendendosi fino alle zone periferiche. I giardini sono un elemento fondamentale nella vita del monacense. I giardini sono luoghi di ritrovo, di riposo, di meditazione, di passeggiate, di giochi, di gare. Inoltre, poiché non hanno mare nelle vicinanze, i giardini con fiumi, torrenti o laghi diventano nel periodo estivo luoghi in cui prendersi il sole, farsi una bagno o una nuotata o magari un picnic.
E, infine, i mezzi di trasporto. Monaco in questo caso eccelle anche rispetto alle altre città tedesche. Forse per l'afflusso spropositato del periodo Oktoberfest, forse per una cultura che tende a far le cose per bene, i mezzi di trasporto pubblico della città sono davvero efficientissimi. È, forse, questo davvero il fiore all'occhiello della città: rete tramviaria, bus, linee metropolitane veloci, linee metropolitane sotterranee e taxi rendono facilissimo muoversi per tutta la città. Inoltre, una capillare presenza di ottime piste ciclabili incentivano l'uso delle biciclette (mai camminare a piedi in una pista ciclabile!!!).
Monaco è, sì, tradizionalista, ma è anche una città molto aperta agli altri. La città è ormai multiculturale e multirazziale. Passeggiando per le strade oltre al tedesco, e al bavarese, si sentirà parlare spesso l'inglese, il turco, l'italiano, lo spagnolo, l'arabo, … e l'accoglienza sia a livello individuale che istituzionale sembra davvero reale.
Insomma è una città amabile, ci si diverte tantissimo, ma è anche un posto dove la cultura e lo sport hanno un ruolo importante.
Monaco di Baviera è una città straordinaria e ve ne innamorerete sicuramente.
E come dice una bellissima canzone (che in realtà si riferisce a Colonia, ma che però esprime appieno il modo d'essere dei monacensi e che quindi sarebbe stata più appropiata per loro): wir lieben das Leben, die Liebe und die Lust, wir glauben an den lieben Gott und hab'n auch immer Durst ("amiamo la vita, l'amore e il desiderio, crediamo nel caro Dio e abbiamo sempre sete"), in poche parole: Monaco di Baviera. ;)
Tags: Monaco,Muenchen,München, Munich,Baviera,Bayern,Bavaria
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