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La Chiesa di Piedigrotta a Pizzo Calabro

Scritto da samantha pucci
  • altare
  • la grotta
SACRO E PROFANO IN COABITAZIONE
LA CHIESA DI PIEDIGROTTA a PIZZO CALABRO

Poco meno di diecimila abitanti, incastonato su un costone calcareo a strapiombo sul mare, Pizzo occupa uno dei tratti costieri più incantevoli di Sant ‘Eufemia , molto frequentato d’estate.
La chiesetta di Piedigrotta, genuina espressione d’arte popolare, situata a due km dal centro, si può visitare tutti i giorni.
Luci e ombre invadono la chiesetta scavata nel tufo, e con una sorgente d’acqua purissima, unica nel suo genere, richiamo di molti turisti, oltre che un luogo di preghiera è un tesoro d’arte reso tale da due artisti locali che hanno ampliato la grotta preesistente creandone delle altre e ornandone di una miriade di statue, di cui alcune si rifanno al vangelo, altre alla vita quotidiana.
Il tutto con una veridicità e una somiglianza eccezionali. Le varie emozioni che emanano da queste figure sono eccezionali, specie se si pensa che le figure sono fatte di tufo.
Agli inizi c’è una storia: una nave naufragò ad un miglio a nord di Pizzo – alla fine del ‘600 – e l’equipaggio fece voto che avrebbe costruito un luogo sacro se si fosse salvato. Passato il pericolo, il mare depositò sul bagnasciuga un piccolo quadro della Madonna di Pompei, protettrice dei marinai napoletani, che si trovava sulla nave. Così venne scavata la chiesetta nel tufo e sul piccolo altare fu deposto il quadro.
Tra la fine del secolo scorso e l’inizio dell’attuale, due artisti locali Angelo Barone e il figlio Alfonso ingrandirono la grotta a colpi di piccone e l’arredarono con diversi gruppi di statue riproducenti scene delle Sacre Scritture.
Il luogo attrae diversi visitatori per la sua compattezza organica, le statue uniformi , i colori mutevoli e le pareti che trasudano acqua che si perde in laghetti.
Il mare è lì di fronte, a pochi passi, trattenuto da una scogliera che protegge la lingua di spiaggia. Il cielo spazia fino al golfo di Sant’Eufemia e oltre.
I gruppi scultorei principali sono tre.
Il primo gruppo raffigura la Madonna di Pompei sopra un altare.
Poi c’è un presepe; un affresco che rappresenta l’intero tratto di costa calabrese; San Giorgio con il drago; Bernadette inginocchiata in preghiera.
Ma sono presenti anche figure non propriamente sacre: Kennedy, papa Giovanni XXIII, Fidel Castro.
Sono anche presenti molte scene delle Sacre Scritture : la moltiplicazione dei pani e dei pesci, episodi del vangelo, della vita dei santi.
In tutto sono un centinaio di statue, molto suggestive perché i loro volti, ormai vecchi, privi di colori, sembrano assumere un colorito ed una espressione col riflesso della luce dorata del sole di Calabria, che penetra nelle fessure delle rocce.
Incuria ed abbandono stanno però compiendo una fatale azione di disfacimento. Due affreschi raffiguranti la battaglia di Lepanto e il veliero naufragato nel ‘600 sono del tutto sbiaditi. I gruppi scultorei si stanno sgretolando a poco a poco, anche a causa della salsedine che invade l’interno completamente esposto agli agenti atmosferici.

Qui il mare di Pizzo è veramente bello.
La cittadina, arroccata scenograficamente sopra una rupe a picco sul mare, in una posizione incantevole, le sue strette scalinate chiuse da case addossate le une alle altre, con le scale esterne, che hanno come fondale l’azzurro intenso del Tirreno, dei meravigliosi panorami che si estendono fino a cogliere lo Stromboli.
Tutto questo si porta con sé il turista al ritorno da una vacanza sul mare del Tirreno.

Pia Granieri
Perugia 08-03-2008
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