Prenota tra più di 200.000 strutture Prenota

La Sacra di San Michele: Monumento Simbolo del Piemonte

Scritto da Stefania Canevarolo
  • La Sacra di San Michele
  • L'ingresso con la statua dell'Arcangelo
  • Lo Scalone dei Morti
  • La Torre della Bell'Alda
L’estate è tempo di vacanze, ma anche di gite fuori porta alla scoperta dei piccoli e grandi tesori paesaggistici, artistici e culturali che le nostre regioni hanno da offrire.
Ed è proprio in una di queste gite che ho avuto la fortuna di rivisitare uno dei luoghi più suggestivi del Piemonte, La Sacra di San Michele, che si erge sul Monte Pirchiriano a Sant’Ambrogio di Torino a circa 960mt di altezza ed è stata riconosciuta con legge regionale come Monumento Simbolo della Regione Piemonte “per la sua storia secolare, per le testimonianze di spiritualita', di ardimento, d'arte, di cultura e l'ammirevole sintesi delle piu' peculiari caratteristiche che puo' offrire del Piemonte, nonche' per la sua eccezionale collocazione e visibilita'” (art.1 L.R.68/94).

Il mio interesse per la Sacra di San Michele e la sua storia risale ai tempi delle scuole elementari quando la maestra ci fece fare la nostra prima ricerca proprio sulle sue origini “misteriose”, un intreccio di storia, ma soprattutto leggende che si sono tramandate nei secoli.

LE ORIGINI: TRA STORIA E LEGGENDA
Le notizie più antiche riguardanti la Sacra sono opera del monaco benedettino Guglielmo che abitò al monastero negli anni tra il 1060 e il 1090. In alcuni suoi scritti vengono indicate diverse date di fondazione della Sacra che ufficialmente viene fatta risalire alla fine del X secolo, negli anni in cui San Giovanni Vincenzo Vescovo decise di intraprendere una vita eremitica in Valle di Susa sul monte Caprasio che per il suo pendio ripido, ma percorribile e il suo orientamento a mezzogiorno, fin da tempi molto antichi, offriva rifugio e sostentamento a quanti abbandonavano il mondo per dedicarsi alla preghiera. Giovanni fissò su quel monte la sua dimora e deciso a costruire una piccola chiesetta, diede inizio al suo lavoro; giorno dopo giorno raccoglieva il materiale, e notte dopo notte questo spariva. Profondamente turbato ebbe sogni molto agitati e una notte decise di vegliare per capire quanto stava accadendo e fu così che vide una schiera di angeli e colombe trasportare tutto il materiale sulla cima del monte opposto e in sogno gli apparve l’Arcangelo Michele che gli indicò proprio la cresta del Pirchiriano sui cui si trasferì dunque per edificare la sua chiesa. Finita la cappella, l’eremita chiese al Vescono di Torino Amizone di venire a consacrarla ma quando questi giunse ai piedi del monte, sentì un gran fragore e vide nel cielo lingue di fuoco e gli angeli che, posandosi sulla vetta del monte, consacrarono essi stessi la cappella (da qui il nome Sacra) e una volta raggiunta la cima vi trovò un altare eretto dagli angeli.
Trascorse qualche tempo dalla costruzione quando un ricco feudatario francese, Ugo di Montboissier, salì sul monte e si prosternò ai piedi di San Giovanni che viveva in un piccolo ambiente ricavato nella roccia a fianco della Chiesa. Ugo aveva ricevuto l’incarico dal Papa Silvestro II di finanziare la costruzione di un monastero come penitenza per il perdono dei suoi peccati e decise pertanto di acquistare tutto il monte Pirchiriano. Quando la nuova costruzione fu quasi ultimata, andando così ad affiancarsi alla cappella consacrata e alla cella di San Giovanni Vincenzo, questi decise di abbandonare il Pirchiriano e di tornare sul Caprasio, dove si costruì una chiesa nel borgo chiamato Celle e li morì il 12 gennaio dell’anno 1000.
Primo abate della Sacra fu nominato Arverto, già abate di Lèzart, e grazie ad un ulteriore finanziamento di Ugo venne costruito un primo nucleo di monastero e una foresteria che consentì di ospitare un piccolo gruppo di monaci con lo scopo di dare accoglienza e ospitalità ai pellegrini che percorrevano la via Francigena.

LA LEGGENDA DELLA BELL’ALDA
Quella sulle origini non è l’unica leggenda che accompagna la millenaria storia della Sacra di San Michele.
Tra il 1015 e il 1035, probabilmente ad opera dell’Architetto Guglielmo da Volpiano, venne realizzato il progetto di una nuova chiesa posta sopra le tre già esistenti.
Del Nuovo Monastero rimangono oggi solo alcuni ruderi visibili dalla Valle di Susa tra cui le rovine di un torrione a cui è legata la leggenda della Bell’Alda. In un epoca imprecisata, pare intorno al 1300, si narra che gli abitanti della Val Susa fossero terrorizzati da mercenari e conquistatori che compivano irruzioni e razzie e per questo un nutrito gruppo di valligiani si era rifugiato sul Pirchiriano in cerca di protezione. Sulle tracce dei fuggiaschi i soldati arrivarono fino al monastero e dopo aver rubato tutto il possibile uccisero i monaci e gli sfollati. Solo una fanciulla, che per la sua bellezza era chiamata Bell’Alda, riuscì a sottrarsi a tale furia: rifugiatasi su un torrione raccomandò la sua anima alla Madonna e si lanciò nel vuoto e due angeli discesi dal cielo la presero per mano e la accompagnarono dolcemente a terra.
Passato il periodo buio dei saccheggi e la paura, Alda andò per il paese a vantarsi di quanto le era successo, ma vedendo che nessuno le credeva, decise di riprovare il salto nel vuoto; questa volta però la sua superbia e vanità vennero punite e lei si sfracellò sulle rocce.

LA SACRA OGGI
Nel corso dei secoli si succedettero alla sua guida 27 abati monaci e 26 Commendatari e la sua storia è segnata da periodi di gran fulgore soprattutto tra il XI e il XIV secolo grazie all’opera di importanti abati che ne arricchiscono la biblioteca e ne estendono i possedimenti e la zona d’influenza facendola diventare una sacra fortezza. Alla fine del 1300 però inizia un periodo di decadenza che porterà nel 1622 Papa Gregorio XV a sopprimere il monastero.
Rimasta abbandonata per quasi due secoli, nel 1836 Re Carlo Alberto ottenne da Papa Gregorio XVI che vi si trasferisse la congregazione religiosa fondata da Antonio Rosmini e vi venissero traslate dal Duomo di Torino le salme di 24 Reali di Casa Savoia, ora tumulate in sarcofagi di pietra.
I padri Rosminiani sono tuttora presenti alla Sacra di San Michele e insieme alla Regione Piemonte hanno sviluppato una serie di progetti e interventi per la custodia, tutela e valorizzazione del monumento. Tra gli eventi recenti più significativi per la storia della Sacra vanno ricordate l’illuminazione esterna dell’intero complesso, inaugurata il 24 settembre 1994 ma soprattutto la visita-pellegrinaggio del santo padre Giovanni Paolo II, il 14 luglio 1991.

Fin qui la storia così come mi è stata trasmessa dai libri e tramandata dalle leggende…
Ma per vivere appieno le emozioni della Sacra occorre visitarla…
Lungo la via pedonale che dal parcheggio conduce in cima, il silenzio e la quiete dei boschi che la costeggiano sembrano preparare la mente e lo spirito all’incontro visivo con l’Abbazia e appena arrivata ai suoi piedi, ogni volta, come la prima volta, rimango colpita dalla maestosità del complesso architettonico che dall’alto dei suoi quasi 1000 metri domina la valle di Susa regalando uno spettacolo da togliere il fiato.

* Sepolcro dei Monaci *
A pochi metri dall’ingresso della Sacra di San Michele si incontrano i resti di un antico tempietto, il Sepolcro dei Monaci, così chiamato perché ritenuto una cappella cimiteriale. Oggi si ritiene però che questa cappella di forma ottagonale fosse la riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

* Il Monastero e l’Ingresso *
La basilica a tre navate presenta una struttura architettonica assai complessa perché non poggia sul terreno ma sulle antiche cappelle che sono state sovrastate e inglobate. Grande importanza, in tutto questo complesso, realizzato sotto la reggenza dell’Abate Ermengardo tra il 1099 e il 1131, ebbe sicuramente il basamento che collega la base del picco del monte con la vetta e rappresentò il punto di partenza per la nuova Chiesa. La facciata dell’ingresso, alta 41 metri, è la parte più imponente dell’Abbazia, e si distingue per una particolare combinazione di colori e geometrie: dalle linee rette del basamento grigio- ferrigno alle curve della chiesa verdognola con un abside centrale e una galleria ad archetti.
Dal 24 settembre 2005 è collocata nella vicinanza della rampa di scale esterne prossime all'accesso al basamento della chiesa, la statua di San Michele Arcangelo creata dall'artista Paul dë Doss-Moroder.

* Lo Scalone dei Morti e La Porta dello Zodiaco *.
Uno degli elementi più suggestivi di tutta la costruzione è lo scalone che, emergendo dalla roccia, sale ripido fino al Portale dello Zodiaco e permette di raggiungere la Chiesa. La gradinata ha un dislivello che supera di 20 metri e vi si trova il grande pilastro, cuore del basamento su cui poggia la Chiesa. Viene chiamato Scalone dei Morti perché vi si possono osservare tombe, nicchie e i resti di un sepolcreto dalle quali apparivano, fino ai recenti restauri, gli scheletri di monaci del Monastero.
In cima allo scalone si trova la Porta dello Zodiaco, realizzata con frammenti marmorei dal Maestro Nicolao tra il 1120 e il 1130. La porta presenta sullo stipite di destra rilievi dei segni zodiacali a rappresentare lo scorrere del tempo e sulla sinistra altre costellazioni.

* Interno della Chiesa, Primitivo Santuario e Trittico Defendente Ferrari *
Dalla Porta dello Zodiaco, percorrendo una solenne scala in pietra verde ci si trova davanti al portale d’ingresso della Chiesa, i cui battenti, realizzati nel 1826, mostrano le armi di San Michele Arcangelo e il diavolo in forma di serpente ma con volto umano.
La Chiesa a tre navate, eretta in parte sul monte, è il risultato dei restauri compiuti tra il 1886 e il 1937 su progetto dell'Architetto portoghese Alfredo d'Andrade e resi necessari per dare solidità alla struttura dopo che a, seguito di un violento terremoto, vennero alla luce non pochi difetti strutturali. Nella cornice del finestrone absidale si notano le figure dei profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele mentre alla base troviamo scene dell’annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria.
Di grande e suggestivo interesse è il Primitivo Santuario di San Michele, cripta formata dalle tre antiche cappelle preromaniche restaurate nel 1830, che rappresenta il luogo più sacro della Sacra, quella realizzato secondo la leggenda dagli Angeli e da San Vincenzo.
All’interno della Chiesa, sulla parete del coro vecchio, tra i vari affreschi quello di maggior rilievo è sicuramente il Trittico di Defendente Ferrari: al centro una Madonna che allatta il Bambino, mentre i pannelli laterali rappresentano l’uno San Michele Arcangelo e l’altro San Giovanni Vincenzo con il committente Urbano di Miolans.
Dalla Chiesa si accede ad una terrazza panoramica dove, oltre allo splendido paesaggio della Valle Susa nella sua interezza, è possibile ammirare le rovine del Monastero Nuovo e la Torre della Bell’Alda, rovine che grazie alle recenti ristrutturazioni, è ora possibile osservare da vicino nel percorso di visita.

INFORMAZIONI UTILI
La Sacra di San Michele si trova in Valle di Susa, nel comune Sant’Ambrogio di Torino ed è raggiungile in auto/pullman o a piedi percorrendo un’antica mulattiera con segnalazioni in legno che da Chiusa di San Michele sale con numerosi tornanti, avvitandosi lungo i versanti del Monte Pirchiriano.

In auto, arrivando da Torino, prendere l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia direzione Frejus e uscire ad Avigliana Est. Usciti dall’autostrada si incontra una rotonda: seguire le indicazioni per Giaveno Sacra di San Michele entrando in galleria; usciti dalla galleria si incontra un’altra rotonda: seguire le indicazioni per Laghi di Avigliana e Giaveno e quindi per la Sacra di San Michele.
Non è possibile raggiungere la Sacra direttamente con l’auto ma occorre lasciarla negli appositi parcheggi al Piazzale Croce Nera e percorrere poi a piedi l’ultimo tratto di strada pedonale (circa 10 minuti in leggera salita). Dal 2005 è inoltre previsto, tutti i giorni ma dietro prenotazione, un servizio di ascensori per disabili per poter accedere a varie aree dell’abbazia.

Orari dal 16 ottobre al 15 marzo:
- giorni feriali: 9.30-12.30 e 14.30-17.00;
- giorni festivi: 9.30-12.00 e 14.40-17.00;
Orari dal 16 marzo al 15 ottobre:
- giorni feriali: 9.30-12.30; 14.30-18.00;
- giorni festivi: 9.30-12.00; 14.40-18.30;

Giorno di chiusura: lunedì non festivo tranne da luglio a settembre in cui è sempre aperta

Costo del biglietto:
- € 4,00 intero
- € 3.00 ridotto (6-14 anni, +65 anni)
Tags: sacra san michele, abbazia, sant'ambrogio, san michele
© Copyright 2012 Promax Comunication SA | Swiss Made Contatti