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Dal Sottosuolo all'Ecomuseo della Val Germanasca

Scritto da Clara Bounous
  • Cartina
  • Costume Valdese
  • Interno miniere
  • Sport invernali
PRESENTAZIONE
Io sono la vostra fatina. Con me potrete conoscere passo dopo passo la Val Germanasca, ricca di suggestioni, di fascino ed anche di… mistero!!! Vi invito pertanto a seguire queste innumerevoli tracce variegate, a guisa di libro aperto, di cui possiamo ripercorrere le pagine lasciando scorrere la nostra immaginazione, all’aria aperta, con l’occhio dello studioso, oppure del semplice amatore del paesaggio.

Terra di confine con la Francia, teatro per secoli di epiche battaglie che hanno lasciato molte tracce nel territorio, isola etnografica in cui si sono incontrate differenti culture, tradizioni e fedi religiose, e la cui popolazione ha sempre affrontato con caparbietà la lotta quotidiana per la vita in un contesto ambientale dove il rapporto fra uomo e natura è messo a dura prova: questa è in sintesi la Val Germanasca, che vogliamo proporvi in compagnia di questa simpatica fatina, o fantina come vuole la parlata locale.
Il nostro percorso turistico parte da una realtà peculiare quale quella estrattiva del talco, poiché le miniere hanno lasciato segni tangibili di cultura materiale nel paesaggio valligiano, poi volgerà lo sguardo a tutto il territorio rivisitando le sue attività peculiari, che in passato scandivano i tempi del lavoro agro-pastorale e che sono ancora presenti in loco, le ataviche fedi religiose, la lingua, le attrattive sportive, e per finire la gastronomia e i prodotti locali.
Si tratta di un Ecomuseo Regionale diffuso, “specchio nel quale la popolazione si guarda, per riconoscersi”, una rete organizzata di risorse turistiche, fatta di luoghi, di oggetti ed attività rurali ancora presenti in loco, di memorie, sentieri storici e naturalistici, e soprattutto di persone che, pur essendo legate agli antichi usi e costumi, vivono il presente.
A poco a poco imparerete a conoscere meglio questo interessante e variegato territorio montano, che merita di essere maggiormente conosciuto.
In ultimo troverete anche utili informazioni circa la logistica, i centri di accoglienza e di ristorazione presenti in loco.
• Le immagini sono tratte dall’archivio della Comunità Montana e dell’Ecomuseo

TRA REALTA' E LEGGENDA
Gli scenari storici religiosi e sociali di questa valle, che si sono susseguiti nel corso dei secoli, hanno alimentato una ricca produzione di credenze, racconti e leggende popolate di draghi, folletti, fatine. La conoscenza di luoghi magici, di grotte, di filoni auriferi o di tesori nascosti, fa parte infatti di una cultura popolare tipica dei frequentatori delle montagne, in special modo dei pastori che passavano i lunghi mesi estivi in compagnia di se stessi e degli animali, ed erano quindi facilmente suggestionabili a ricercare nel paesaggio possibili incontri misteriosi o trovare indicazioni di minerali nascosti. Dovete sapere che secondo alcune leggende, nelle miniere avrebbe lavorato un popolo misterioso e si sarebbero occultati straordinari tesori, sorvegliati da terribili draghi o serpenti, che avevano anche il potere di generare gemme di incredibile bellezza.
Ad aiutare i valligiani nella difficile ricerca dei tesori nascosti provvedevano le fate, la cui credenza risale ai popoli di origine ligure, e che un tempo popolavano queste valli e le percorrevano attraversando laghi, grotte, sentieri e strade, inerpicandosi tra rocce e dirupi.Abitavano per lo più nei boschi, nelle caverne, negli anfratti delle rocce, amavano danzare ed erano sempre giovani, nubili e belle. Erano particolarmente amiche dei bambini ed anche dell’uomo, che cercavano di aiutare, avvertendoli dei pericoli incombenti. Un bel giorno però le fate se ne andarono molto adirate dalla valle perché una di loro era stata offesa da una giovane donna, distrussero tutti i ponti, portando con sé i loro forzieri d’oro, il cui trasporto diede origine, con le tracce lasciate dal loro passaggio, a tre canaloni paralleli.
Una è però ritornata, eccola qui con voi che vuole aiutarvi ad intraprendere questo viaggio fornendovi il suo costante sostegno, purché seguiate le sue raccomandazioni, per non avere sorprese!

IL TERRITORIO
Per la precisione vi trovate nel territorio transfrontaliero delle Alpi Cozie: nella regione Piemonte sul versante italiano, e nella regione Provence-Alpes-Côte d’Azur sul versante francese.La Val Germanasca confina infatti ad ovest con la Francia (50 Km da Briançon), a nord con la Val Chisone, a sud con la Val Pellice; è un territorio interamente montano che si estende per 198,74 Kmq. Inizia infatti alla confluenza del torrente Germanasca con il Chisone a Perosa Argentina, e si inerpica ripida fino ai 1500 m della conca di Prali, diramandosi lungo il tracciato della Provinciale nei valloni laterali di Riclaretto e Faetto, di Massello, Salza e Rodoretto. La cima più alta è il Gran Queyron (3060 m).Qui si trovano molti siti minerari, che hanno prodotto per oltre un secolo di storia un ricco patrimonio culturale, materiale e sociale, che oggi è stato valorizzato dalla Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca e che è possibile riscoprire attraverso una serie di proposte di visite che via via vi indicherò. La val Germanasca però non è solo miniere, un altro aspetto peculiare della sua storia è la presenza di una minoranza protestante, i Valdesi, un popolo che con il suo stile di vita, il suo associazionismo, i suoi valori basati sull’etica del lavoro, ha ancora profonde radici nel territorio. E poi non potete tralasciare la moltitudine dei paesaggi diversi in ogni stagione, e sempre incantevoli: dai versanti soleggiati dove si coltiva la vite, ai boschi di conifere, di castagno e faggete; dalle bianche distese innevate alle molteplici opportunità per gli appassionati degli sport all’aria aperta. Un territorio in cui rivivere sfumature ed emozioni diverse e sempre nuove, scoprendo di volta in volta incantevoli angoli di natura incontaminata.

?Lo sapeate che...
La Val Germanasca oggi prende il nome dal torrente che l’attraversa, ma ha avuto nel tempo parecchie denominazioni:
• Val S. Martino, dal nome del paese che ha dedicato la sua chiesa più antica al santo Martino,vescovo di Tours
• Valle Oscura o Nigra, a causa della sua conformazione stretta ed incassata fra le montagne
• Val Soupatto, che significa scuotere-picchiare, e sta ad indicare l’abitudine degli studenti valligiani, che frequentavano le scuole della Val Pellice, a difendersi dalle provocazioni con le maniere forti, essendo ritenuti culturalmente inferiori
• Repubblica del sale, in quanto dal 1704 al 1708 la valle fu una zona sotto la tutela del re di Francia, nella quale il sale poteva essere venduto ad un prezzo conveniente
• Valle Bianca, per la presenza di neve abbondante e per i suoi pregiati giacimenti di marmo e di talco.

I CINQUE COMUNI
Massello
Il Comune deriva il nome dai Magelli, un’antica popolazione di origine ligure. Il territorio consta di numerose borgate disseminate lungo il vallone omonimo, delimitato dagli imponenti monti Ghinivert e Pelvo.
A Balsiglia, luogo noto per gli assedi sostenuti dai Valdesi durante le guerre di religione, un Museo documenta questi celebri eventi. Sono inoltre da segnalare le bellezze naturali tra boschi e pascoli: in particolare spicca la spettacolare cascata del Pis, la più alta della valle (200 m), che scende in un’ampia e ridente conca. Di notevole interesse sono anche i percorsi tematici del Glorioso Rimpatrio, dei mulini e delle miniere. A Roberso ha sede il municipio, a Ciaberso sono ubicati il tempio valdese e la chiesa cattolica dedicata a S. Maria Maddalena.

Perrero
Il Comune deve il suo nome alla parola péiríe, che significa pietraia. Un tempo era la sede di ben 11 Comuni, dimora di signorotti locali e capitale per alcuni anni della Repubblica di S. Martino, sotto la tutela del re di Francia; ancora oggi è il crocevia al centro della valle. Particolarmente suggestiva la zona di Maniglia, che accanto alle bellezze naturali, conserva cospicue tracce del lavoro estrattivo. Da segnalare nel capoluogo le chiesa cattolica dedicata a S. Pietro, il tempio valdese ed il mulino Fassi, dove è possibile rivivere il lavoro legato alla macinazione del grano. A S. Martino accanto al cimitero, si trovano i ruderi della più antica chiesa della valle che risale al XI sec.

Prali
Il Comune prende il nome dalla parola pra (prati), ad indicare le estese aree prative del suo territorio. Posto nella parte terminale della valle ed adagiato in un’ampia conca ai piedi delle Alpi Cozie, dal punto di vista paesaggistico il paese ha saputo mantenere quasi intatta la sua identità di villaggio alpino, cercando di far convivere le esigenze turistiche con le sue peculiarità ambientali. Gran parte delle sue vicende sono legate alla storia dei Valdesi, di cui esiste un’ampia documentazione nel Museo storico ubicato all’interno del vecchio tempio (1556). Da segnalare oltre a Scopriminiera, un percorso guidato nel sottosuolo minerario, anche le numerose escursioni: dalle miniere di talco e cave di marmo, alla conca dei 13 laghi con i suoi cristallini specchi d’acqua a quote diverse; dalla via del sale a quella delle borgate. Anche durante l’inverno le attrattive non mancano: dallo sci alpino e di fondo allo sci arc, dal pattinaggio allo snowboard. E per finire meritano una visita anche il tempio valdese e la chiesa cattolica Mater Dei in stile moderno, il Centro di Agape, un villaggio ecumenico che organizza e ospita tutto l’anno campi internazionali di carattere teologico e sociale.

Pomaretto
Il Comune deriva il suo nome alle vaste coltivazioni di meli che un tempo coprivano i ridenti versanti delle sue montagne. Trovandosi alla confluenza di due vallate, è la porta della Val Germanasca, un tempo fortificata da ambedue i lati. Molte delle sue vicende sono legate alla storia dei Valdesi, che qui fondarono importanti opere, quali l’ospedale, un orfanotrofio e una scuola secondaria (Scuola Latina), oggi centro culturale presso il quale è ospitata la collezione Ferrero di antichi mestieri. Anche qui meritano una visita la parrocchiale di S.Nicolao nel vecchio borgo ed il tempio valdese. Gran parte dei pendii esposti a mezzogiorno sono coltivati a vigneto da cui si produce il rinomato vino doc ramíe. Va infine menzionato il barathier, un elisir particolare prodotto esclusivamente in loco.

Salza di Pinerolo
Il Comune, uno dei più piccoli d’Italia, deriva il suo nome dal toponimo salicia, che indica un luogo in cui abbondano i salici, ed anche un terreno salato. Il territorio comprende ampie praterie, boschi di larici, ed una pregevole abetina, costituita da faggi e abeti bianchi, specie assai rara nelle Alpi occidentali. Da segnalare un sentiero attrezzato con bacheche descrittive che parte dal capoluogo, e il colle Fontane, una località panoramica che spazia sulle miniere di talco di Prali ed è accessibile attraverso una strada carrozzabile. Nel capoluogo (Didiero) oltre ai numerosi murales dipinti sulle facciate delle case, e ad una pista di pattinaggio aperta nei mesi invernali, hanno sede il Municipio e il museo Salsin di recente apertura, un’esposizione dove la comunità presenta se stessa, le proprie tradizioni e la propria lingua, mentre l’unica chiesa presente, quella cattolica dedicata alla Beata Vergine, si trova a Campoforano.

LE TRADIZIONI ESTRATTIVE
Le numerose miniere presenti nelle valli sono una importante risorsa turistica da riscoprire. Per cominciare vi propongo pertanto un viaggio tangibile attraverso le tracce che la tradizione mineraria ha lasciato sul territorio.

Partendo dalle origini, dovete sapere che nelle valli del Pinerolese la ricerca di minerali e la loro trasformazione in metalli risale all’età del bronzo: marmo, argento, solfuro di ferro e rame, gneiss, grafite, talco e addirittura tracce d’oro, hanno infatti alimentato per secoli letterature mitologiche tipiche della cultura popolare, e molte campagne di ricerca, con il loro carico di fantasia autentica. Se i minerali preziosi non hanno purtroppo confermato tali aspettative, ben diversa e meno leggendaria è la presenza in loco di rame, talco e grafite. La loro estrazione vera e propria si sviluppa infatti dalla metà dell’800 con la coltivazione delle miniere di grafite nella confinante bassa val Chisone, di quelle di rame e talco nelle valli Chisone e Germanasca, i cui giacimenti si rivelarono particolarmente ricchi e di qualità pregiata. L’estrazione della peiro douso (pietra tenera) trasformò in poco tempo il paesaggio di questa valle in un gigantesco bacino estrattivo, percorso da gallerie sotterranee, teleferiche, centrali idroelettriche, mulini e fabbricati di vario uso. Le coltivazioni a quote comprese tra i 1000 e 3000 m, furono dapprima di tipo artigianale, poi si svilupparono in sotterraneo e progressivamente furono introdotti sistemi più razionali, a cominciare dalla costruzione di teleferiche, che sostituirono il trasporto effettuato a dorso di mulo o con le slitte. Dopo una prima fase pionieristica di coltivazione a cielo aperto, nel 1907 tutte le concessioni esistenti furono rilevate dalla Società Talco e Grafite Val Chisone, a cui nel 1989 è subentrata la Talc de Luzenac, che nel 2006 è stata inglobata nel gruppo Rio Tinto Minerals, la principale compagnia mineraria del mondo.Attualmente l’attività estrattiva è concentrata nella galleria Rodoretto, un sito moderno e competitivo che produce ogni anno 30.000 t di talco.

IL TALCO
Il talco è un silicato di magnesio dalla struttura lamellare molto tenera, per questo i valligiani lo hanno famigliarmente chiamato peiro douso. Il minerale è infatti perfettamente sfaldabile, ha una lucentezza perlacea, è untuoso al tatto, insolubile e quasi inattaccabile dagli acidi. Ha avuto origine nelle profondità terrestri durante un lento processo di trasformazione delle rocce calcaree a contatto con soluzioni magnesiche. Si presenta in aggregati scagliosi di rocce talcoscisti più o meno compatti, di colore bianco verdastro, grigio brunastro. La varietà steatite, assai presente in valle, è facilmente scalfibile e lavorabile al tornio, per questo un tempo veniva utilizzata per forgiare padelle, piatti, scodelle, ferri da stiro, calamai e scaldini. Il talco viene oggi utilizzato in polvere per svariate lavorazioni: nell’industria della carta, della gomma, dei cosmetici, dei coloranti, delle vernici, delle materie plastiche, della ceramica, nonché nell’industria alimentare, tessile e farmaceutica, e nella produzione di isolanti elettrici e termici. E’ fra i minerali della valle quello che ha assunto maggior importanza, sia per la sua particolare purezza conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, che per la consistenza dei suoi giacimenti. Attualmente nel mondo vi sono circa 2000 giacimenti, ma sono pochissimi quelli che possono vantare un talco di così alta qualità come quello della Val Germanasca, che è il migliore d’Europa ed ha anche ottenuto la certificazione ISO 9002; inoltre la galleria Rodoretto è l’unica miniera in sotterraneo ancora attiva nel nostro continente.

Per i + curiosi...
Il talco deriva il suo nome dall’arabo e significa puro o bianco.
Peiro douso, pietra tenera, è in occitano alpino (patouà), una lingua riconosciuta da una legge nazionale, ancora assai parlata in valle ed anche insegnata nelle scuole, grazie al sostegno della Regione Piemonte e della Provincia di Torino.

IL LAVORO IN MINIERA
Le condizioni lavorative di un tempo erano spesso difficili e pericolose. I minatori dovevano infatti quotidianamente combattere con la natura una sfida perenne, che richiedeva molta forza fisica e resistenza e con poche risorse a disposizione: per loro era quasi inevitabile ammalarsi di silicosi. Si lavorava infatti con mezzi di fortuna all’interno di rudimentali ed anguste gallerie, nelle quali si avanzava spesso a carponi con picconi, mazze, scalpelli e palanchini. Il materiale estratto era portato a valle per la macinazione a dorso di mulo o con slitte. I minatori lavoravano tutti i giorni della settimana per 12 ore giornaliere, il turno di riposo capitava ogni due o tre mesi. Dormivano e vivevano in loco soprattutto in inverno, dentro baracche umide e buie, poiché i luoghi di lavoro erano troppo lontani dalle loro abitazioni. Il filo telefonico era l’unico contatto con il mondo, se la bufera o le valanghe non lo portavano via. Poi dal 1950 con l’istituzione di un servizio pubblico di trasporto lungo la valle, le baracche furono abbandonate e in gran parte smantellate. Alla fine dell’800 l’estrazione divenne un’attività industriale vera e propria. Oggi l’automazione e nuove tecnologie hanno profondamente trasformato l’ attività in miniera, assoggettandola ai ritmi e alle modalità di una fabbrica moderna interamente meccanizzata, abbandonando il trasporto su binario ed introducendo quali fonti energetiche principali l’aria compressa e l’elettricità.

Dove?
All’interno della Scuola Latina di Pomaretto è possibile ammirare la “Collezione Ferrero”, un’esposizione in miniatura sulla vita e sul lavoro valligiano. Si tratta di 150 originalissimi modellini scolpiti nel legno di bosso dal valligiano Carlo Ferrero. Una sezione particolare è dedicata al lavoro nelle locali miniere di talco, che hanno costituito per decenni una risorsa economica essenziale.
Cercate...
La sezione dedicata alle miniere, in particolare la parete di roccia con i minatori intenti allo scavo.

SCOPRIMINIERA, la miniera di talco più grande d’Europa.
Con questo nome la Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca ha realizzato un progetto per la salvaguardia e la valorizzazione del ricco patrimonio minerario, che rappresenta una delle peculiarità della zona ed evidenzia il passaggio epocale dal mondo contadino alla società industriale. Tale iniziativa ha anche una valenza transfrontaliera, poiché comprende i siti minerari francesi delle miniere di argento di l‘Argentière La Bessée, quelle di rame del Queyras e di carbone di Briançon. Si tratta infatti di un percorso a livello europeo che si snoda in un territorio ricco di storia, di cultura e di notevole rilievo ambientale, evidenziato anche dalla presenza di ben quattro Parchi Naturali. Scopriminiera è oggi un moderno sito turistico, a 70 Km da Torino, che offre due interessanti proposte di visite guidate in sotterraneo alle miniere Gianna e Paola, dismesse nel 1995, ed anche alcuni itinerari esterni che presentano al visitatore un ampio panorama delle attività estrattive, in un contesto paesaggistico di rilevante interesse.
Segnalazioni
• E’ necessario prenotare le visite che sono sempre guidate (italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo).
• L’accesso ai disabili motori è consentito nei primi 100 m della galleria Paola
• E’ consigliabile un abbigliamento adeguato (scarponcini, giacche a vento)
• Il Centro è anche dotato di un percorso tattile con didascalie in braille
• Per la visita al Centro museale esterno sono a disposizione delle audioguide in 4 lingue: francese, inglese tedesco e spagnolo.


IL VIAGGIO NEL SOTTERRANEO
Siete pronti?
Avete indossato mantellina e casco, avete con voi una lampada?
Il vostro straordinario viaggio nel tempo ora può finalmente cominciare scivolando sulle rotaie del trenino.

L’avventura del viaggio comincia all’imboccatura della galleria Paola (1265 m), che porta nel mondo buio e misterioso della più grande miniera di talco europea. Subito vi avvolgerà il contrasto tra il buio della miniera ed il bianco luminoso del fronte del talco. Come in un mondo fiabesco vi apparirà uno scenario unico ed indimenticabile. Ascolterete l’esplosione delle mine, potrete anche impugnare un piccone o un martello pneumatico. Ogni vostro passo si perderà fra le rocce di un mondo di silenzio che vi avvolgerà come in un sogno. Al ritorno nella realtà, la luce del giorno vi risveglierà dal sogno d’una tradizione secolare.
1. Miniera Paola
La visita della durata di 2/3 ore è un’ immersione totale nel vissuto dei minatori, che comprende un tragitto di circa un Km e mezzo, fino alla zona in cui avveniva l’estrazione del minerale.
Poi percorrerete a piedi un anello di circa mezzo Km, lungo il quale potrete scoprire da vicino l’attività mineraria e, attraverso opportuni allestimenti, conoscere le attrezzature e le tecniche utilizzate dai minatori per lo scavo ed il trasporto del minerale.
® Le visite si effettuano giornalmente alle ore 10,30 e alle 14,30.
I gruppi (minimo 20 partecipanti) possono anche richiedere altri orari.
Oltre alla visita nel sottosuolo, all’imbocco della galleria Paola troverete presso il Centro museale di documentazione un’ampia testimonianza sul lavoro, le attività e le risorse della valle. Il Centro è inoltre dotato di un book shop di prodotti locali, libri ed opuscoli, di una sala video, di aule laboratorio per le attività didattiche, di sale per congressi e mostre temporanee ed infine... per poter riprendere fiato è d’obbligo una sosta al bar-ristorante Il Ristoro del Minatore.
2. Miniera Gianna
E’ un itinerario di approfondimento interamente percorribile a piedi in circa 3 ore, partendo dalla biglietteria per giungere al villaggio di Salza di Pinerolo, dopo aver attraversato lunghe gallerie immersi nel sottosuolo tenebroso. Il ritorno è più rapido poiché si avvale di una rimonta e del trenino della miniera Paola.
® Ricordate che la visita guidata si effettua giornalmente alle ore 9,45 e 13,45 per un minimo di 8 partecipanti. Per gruppi (almeno 15 persone) si possono prenotare visite con altri orari.
3. Itinerari alternativi di un’intera giornata
Ogni prima domenica del mese è possibile fermarsi tutta la giornata a Salza prima di rientrare, oppure ogni terzo sabato del mese si può effettuare un’escursione guidata di rientro attraverso un sentiero di collegamento, fra boschi di conifere e suggestivi paesaggi.

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Sulle pareti delle abitazioni di Salza i 32 murales che ricordano le canzoni dei più celebri cantautori italiani tra cui De Gregori e Bennato. Basta seguire la cartina descrittiva…

ITINERARI ESCURSIONISTICI ALLE MINIERE
Per chi vuole integrare la visita delle miniere-museo, proponiamo alcuni itinerari d’alta quota, la cui visita lascia con il fiato sospeso per il paesaggio in cui sono inseriti. Qui, fra resti di funicolari o decauville, abbozzi di gallerie dismesse, si possono scoprire i segni dell’attività mineraria, le tecniche e i metodi di lavorazione nelle diverse epoche storiche e conoscere meglio la miniera quale posto di lavoro di tante generazioni. I percorsi sono attrezzati con pannelli esplicativi.
1. Le miniere di talco del Vallone di Maniglia (Comune di Perrero)
Durata 3 ore, dislivello 300 m, di facile percorribilità.
Dopo aver raggiunto Maniglia, proseguite fino a Baissa (parcheggio auto). Nello spazio di pochi chilometri e a limitate quote di dislivello, potrete osservare le strutture che evidenziano l’evoluzione delle tecniche di estrazione nell’arco di un secolo, il legame con l’attività agricola e il paesaggio rurale. Sono ancora visibili alcune strutture: i ruderi delle baracche, dei depositi e dei magazzini, i silos per il talco, i tracciati delle decauville e della teleferica.
2. La zona mineraria di Envie (Comune di Prali)
Durata 5 ore, dislivello 400 m, di media difficoltà.
Dall’abitato di Prali Ghigo attraverso un pregevole bosco di larici e di maestosi abeti si lascia la borgata Indiritti per entrare nella memoria del lavoro dei minatori attraverso le strutture e gli utensili abbandonati della miniera di Envie (1850 m). Sono ancora visibili bassi fabbricati in pietra che un tempo ospitavano uffici ed alloggi per le maestranze. Più a monte potrete scorgere i resti della stazione della teleferica, il locale-forgia ed alcuni imbocchi di gallerie. Ad un’ora da Envie se volete salire a Sapatlé (2017 m), troverete ancora visibili due edifici per gli alloggiamenti delle maestranze.
3. Passato presente e futuro dell’estrazione del talco (Comuni di Prali-Perrero)
Durata 7 ore, dislivello 600 m, di media difficoltà
Partendo dal sito della Gianna-Paola si attraversa la zona di estrazione di Crosetto (parcheggio auto) e si sale lungo il sentiero dei minatori fino al villaggio minerario abbandonato di Malzas (1700 m). Sono ancora presenti lungo il percorso molti imbocchi e i ruderi delle costruzioni annesse alle gallerie, dalle quali si può individuare la pendenza dei tetti allineati al versante per proteggerle dalla caduta di valanghe. Seguendo il tracciato della decauville potrete raggiungere la stazione di Punta Croc (1785 m), un punto panoramico spettacolare, dove partiva il Gran Courdun.
4. L’estrazione del marmo in alta quota ed i sistemi di trasporto (Comuni di Prali e di Perrero)
Durata 7 ore, dislivello 600 m, escursione di livello impegnativo
Si parte da Crosetto, dopo Perrero, quindi si marcia in massima pendenza fino ad un ripiano, e si prosegue zigzagando fino a raggiungere lo spartiacque e successivamente il crinale di Rocca Bianca, dove si apre la vecchia cava di marmo bianco. Un secondo percorso per arrivare ad un’altra cava è un tracciato in sterrato percorribile in jeep o in MTB da Prali Ghigo via Indiritti. Tutt’attorno paesaggi dal fascino lunare, dove prevale un biancore intenso.
5. La via alle miniere del Bet (Comune di Massello)
Durata 8 h, dislivello 900 m
Sullo spartiacque con la Val Troncea si trova la zona mineraria del Bet a quota 2700 m, la più alta d’Europa, dove è visitabile una galleria. È un’escursione più impegnativa delle precedenti, ma tra le più panoramiche della zona. Si parte da Balsiglia (Massello) a 1370 m, e si inizia la marcia verso le bergerie del Laousun (2000 m), aggirando la spettacolare cascata del Pis. Un tratto a mezza costa porta al villaggio di Valloncrôs (2470 m), dove si può pernottare, qui si prosegue a S.O. fino a destinazione. Una via più agevole per arrivare in quota parte dal villaggio Troncea (Pragelato) in val Chisone.
6. Il Vallone delle Miniere (Prali)
È la parte terminale della Val Germanasca, raggiungibile da Prali Ghigo tra pascoli estremi, ricchi di forre ed avvallamenti. Dopo aver superato la frazione Giordano si sale alle miande Alberge e Lausarot (1800 m), quindi il sentiero procede a mezza costa e continua verso il passo Brand (2400 m). In questo vallone non si trovano gallerie vere e proprie, ma solo abbozzi sparsi e difficili da individuare.

Cercate...
In mancanza di altre indicazioni, in questi vecchi siti minerari, per individuare le gallerie delle miniere di talco, cercate gli scarichi visibilissimi di minerale bianco che ne circondano l’accesso, generalmente ostruito da frane o paratie in legno. Fra i materiali di scarto, se siete attenti e fortunati, potrete trovare frammisti ai vari detriti frammenti di pirite, calcite, dolomite e cristalli di quarzo. Nel vallone delle miniere forse può affiorare qualche solfuro di rame e di ferro.

ITINERARI NATURALISTICI
La Val Germanasca è anche un paradiso naturalistico che offre svariate possibilità di visita e svago all’aria aperta alla portata di tutti, dove la montagna è sempre presente. Ecco qualche interessante spunto per il vostro tempo libero.
1. Prali
Questa località con le sue baite e antiche borgate adagiate nel silenzio di una conca ampia e soleggiata, è un autentico villaggio alpino, un angolo tra i più pittoreschi della valle, che offre in tutte le stagioni ospitalità e tranquillità. Per gli appassionati degli sport invernali consigliamo l’anello di fondo (20 Km) immerso nella natura e lungo il torrente Germanasca, i 40 Km di moderne piste di discesa per tutti i livelli di abilità (6 impianti tra 1450 e 2550 m), in un emozionante contesto ambientale. Chi ama le novità non sarà deluso perché può dare un’occhiata al Centro Sci Arc, sport emergente che unisce lo sci al tiro con l’arco, e di cui Prali vanta una campionessa mondiale; oppure può provare l’ebbrezza del pattinaggio sulla pista di ghiaccio del capoluogo, ed infine se vuole vivere la montagna in modo diverso ed immergersi nel silenzio ovattato dei boschi per scoprine gli angoli più nascosti, gli consiglio di calzare le racchette da neve (ciaspole) e camminare sulle piste opportunamente segnalate. Per gli amanti dello sci alpinismo fuori pista, è possibile vivere un’avventura unica sui pendii in quota, dove la neve unisce l’uomo alla montagna. Un’escursione indimenticabile è il giro di 3 giorni del Bric Boucie, tra la Val Pellice, la Val Germanasca e il parco del Queyras in Francia, oppure la gita alla spettacolare conca dei 13 laghi (2500m), raggiungibile a piedi dopo un tratto in seggiovia, ed anche percorribile in MTB. Infine per i più spericolati c’è una palestra di arrampicata in località Giordano-Pomieri.
® Prali durante le Olimpiadi del 2006, è stata sito di allenamento per lo sci alpino e per quello di fondo.
2. Il parco provinciale Conca Cialancia (Perrero)
Di recente costituzione (2004), il parco, che èla più estesa e selvaggia area protetta provinciale, si trova nell’alto vallone di Faetto ed ha un’estensione di 974,5 ha. È attraversato nei suoi 25 Km da una strada carrozzabile ex militare parzialmente asfaltata. Lungo il percorso si incontra un lago le cui sponde durante la bella stagione si vestono di rododendri e stelle alpine dalle fioriture spettacolari. Non è inoltre raro incontrare camosci, cinghiali, marmotte, volpi, fagiani e pernici.

Cercate...
Nel Parco Conca Cialancia un anfibio particolare, la salamandra di Lanza, che ha la particolarità di partorire piccoli già perfettamente sviluppati.

3. La via del Sale
È un’escursione molto impegnativa che ripercorre la strada utilizzata durante l’ultima guerra dai valligiani per rifornirsi di sale, attraverso il valico del Colle d’Abries, in quanto il prezioso minerale non giungeva più dal sud dell’Italia, che era in mano agli alleati.
4. Il sentiero di Arturo Genre (Perrero e Massello)
Dedicato allo storico e studioso di lingua locale Arturo Genre, il percorso di circa 2 ore, si snoda tra miniere dismesse, vecchie cave di pietra, alpeggi e luoghi in posizione incantevole. Il sentiero è segnalato ed è curato dall’ Associazione Vallescura.
5. La ruota e l’acqua (Massello)
È un’escursione di circa 4 ore che unisce il piacere dell’esercizio fisico a quello dell’arricchimento culturale, in un angolo paesaggistico ancora incontaminato. Il percorso si snoda nel Vallone di Massello, attraverso boschi ed antiche borgate, dove si incontrano la chiesa cattolica ed il tempio valdese; si possono anche visitare alcuni mulini per cereali (Campo La Salza, Occie, Gros Passet, Piccolo Passet), un’esposizione didattica (Ciaberso), ed ammirare la maestosa e spettacolare cascata del Pis. Il percorso è segnalato.
® Nel centro dell’abitato di Perrero, è di notevole interesse la visita al mulino Fassi
6. Il sentiero del ramìe (Pomaretto)
Per chi ama scoprire le tradizioni peculiari che resistono al tempo, salire lungo il sentiero panoramico dei vigneti di ramìe, ammirare la nuova monorotaia che oggi agevola il lavoro del vignaiolo, può essere un’esperienza unica, dove il passato si confonde col futuro, dove il paesaggio viticolo è anche un paesaggio culturale.

? Lo sapevate che...
Il termine ramìe individua delle cataste di legname che vengono ammucchiate ai margini dei campi durante il disboscamento dei terreni.

ITINERARI RELIGIOSI
Un aspetto peculiare di questa valle è la sua storia religiosa, legata alla presenza di due comunità: quella cattolica e quella valdese, che per secoli hanno tracciato la storia di questo territorio e le cui vicende si sono spesso intrecciate con quelle dei loro edifici di culto. Interessante è visitarne qualcuno per scoprire le differenze e le somiglianze, sia dal punto di vista artistico (neoclassicismo-barocco), che da quello più strettamente spirituale. I Valdesi sono una minoranza cristiana non cattolic, che, accusati di eresia perché seguaci di Pietro Valdo da Lione (XII sec.), furono costretti ad emigrare dalla Francia in varie parti d’Europa, tra cui anche in queste valli. Dopo l’adesione alla Riforma di Lutero, i Valdesi seppero sopravvivere, nonostante ripetute repressioni e condanne all’esilio, finché il re Carlo Alberto il XVII febbraio 1848 concesse loro i diritti civili e politici. Questa data viene ricordata ogni anno con l’accensione dei falò e cortei in costume tradizionale.

? Lo sapevate che...
Pietro Valdo era un mercante che, dopo essersi spogliato dei propri beni, iniziò a predicare l’Evangelo auspicando il ritorno della Chiesa cattolica romana alla semplicità originaria.

1. Museo di Prali e della Val Germanasca
Il museo, recentemente riallestito in chiave multimediale, è ubicato all’interno del vecchio tempio valdese del 1556, l’unico edificio religioso della valle che è sopravvissuto agli incendi e alle distruzioni. Illustra il ruolo del tempio nella storia valdese, soffermandosi in particolare sugli aspetti legati alla vita delle comunità locali. Conserva quali arredi originali del tempio primitivo il pulpito e le gallerie.
2. Museo Valdese di Balsiglia (Massello)
Questo piccolo museo è ubicato nella scuoletta della borgata ed illustra il periodo dell’esilio e del Glorioso Rimpatrio dei Valdesi. Si tratta di una delle pagine più significative della storia valdese, ed in particolare degli scontri avvenuti tra il 1686 e il 1690 in questi luoghi (loc. Castello), tra le truppe franco-sabaude del gen. Catinat ed un manipolo di valdesi irriducibili, che resistettero all’assedio.
3. Sentiero del Glorioso Rimpatrio (Comuni di Massello, Salza e Prali) Il tracciato ripercorre il viaggio compiuto durante 13 giorni di marcia da un migliaio di valdesi esiliati, che nel 1689 partirono dal lago di Ginevra per giungere nelle valli, dopo 250 Km di marcia. Percorribile in MTB

TRA TURISMO ED ENOGASTRONOMIA
Se volete terminare il vostro viaggio in modo piacevole, non vi resta che sedervi a tavola per gustare gli antichi sapori della valle. Si tratta per lo più di cibi parchi ma genuini, prodotti dalla montagna, a base di patate, polenta, castagne, pane, uova, formaggi. Questi piatti tradizionali, di cui vi indico i principali, si possono ancora gustare nei ristoranti tipici e negli agriturismi della zona.
La montagna offre anche una gran varietà di erbe, frutti selvatici e fiori, da cui si estraggono prelibate essenze e raffinati liquori.
1. La zuppa valdese
È un piatto tipico della cucina valligiana, a base di grissini o pane raffermo, brodo di gallina o manzo, noce noscata, cannella e formaggio. Un tempo lo si consumava in occasione di feste particolari quali Natale, Pasqua e il XVII febbraio.
2. Le cagliette
È un piatto molto gustoso a base di patate grattugiate crude, ed arricchite con un soffritto di pancetta sminuzzata, cipolle e farina, a formare delle polpette ben sode, da cuocere in acqua bollente e servite coperte di formaggio e burro.
3. I tourtèl
Sono delle frittelle preparate con latte e farina di frumento o di grano saraceno, soffritte in una tipica padella di talco unta con il lardo. Possono essere arricchite spalmando sulla loro superficie miele o marmellata di frutti di bosco.
4. Vini e liquori
Pomaretto è la patria dei vini e liquori doc. Il ramìe prodotto da alcuni rari vitigni, è un vino rosso rubino assai pregiato e raro, dal sapore asciutto e dal profumo fresco e delicato, ed è bene gustarlo giovane. Nonostante i suoi 13° ha il pregio di “tagliare le gambe senza dare alla testa”. Sempre a Pomaretto la ditta Bernard produce il Barathier, l’antico Amaro Cozie, un elisir di erbe e fiori prodotto sin dal 1800. Il suo sapore amarognolo è assai gradevole e caldo.

INFORMAZIONI UTILI
Come raggiungere la Val Germanasca?
Dalla tangenziale di Torino imboccate quella di Pinerolo e continuate in direzione Sestriere fino a Perosa Argentina. Proseguite svoltando a sinistra sulla Provinciale in direzione Perrero-Prali.
Le autolinee Sapav effettuano corse giornaliere da Torino a Prali.
Auto noleggio
Valletti Ugo
• IAT Fraz.
• Comune di MASSELLO

COMUNI
• Comune di PERRERO
• Comune di POMARETTO
• Comune di PRALI
• Comune di SALZA DI PINEROLO
.Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca


CHIESE
• Chiesa cattolica di Massello
• Chiesa evangelica valdese di Perrero
• Chiesa cattolica di Perrero
• Chiesa evangelica valdese di Pomaretto
• Chiesa cattolica di Pomaretto
• Chiesa evangelica valdese di Prali
• Chiesa cattolica di Prali
• Chiesa cattolica di Salza di Pinerolo

Carabinieri

Soccorso Alpino, Pascal Piero

ITINERARI CULTURALI E SENTIERI TEMATICI
•Scopriminiera PRALI
• Musei valdesi e Sentiero del Glorioso Rimpatrio
Fondazione Centro Culturale Valdese
•Esposizione antichi mestieri
Ass. Amici della Scuola Latina di POMARETTO


ITINERARI NATURALISTICI
• Info. presso i vari Comuni o presso Scopriminiera
• Mulino Fassi Via Luigi Facta
• Sentiero del vino ramìe, Naturandando
• Parco Naturale Conca Cialancia, PERRERO
Chalet provinciale utilizzabile come bivacco per 4/6 persone posto sul sentiero Alpe Lauson,nel Parco naturale di Conca Cialancia


PRODOTTI TIPICI
• Liquori Bernard §c POMARETTO
• Toya e Peyrot POMARETTO

SPORT
• Guide alpine CAI Sezione Val Germanasca
• Scuola italiana di sci Prali, Malzat
• Scuola di sci New scool
• Seggiovia Nuova 13 laghi
• Sci Club Prali

. Centro Fondo Prali
• Arco Club Prali
•Pattinaggio - La Miando

Noleggio sci, racchette, snow board
• Renato Grill
• Giulio Peyrot
• Livio Sport
• Chance Surf Shop

Noleggio MTB
• Prali sport
• On Board Prali
• La Foresteria Massello

Equitazione
. L'epi d'or, borg. Reynaud, Massello
. Equiturismo Prali

Campeggi
• Lago Verde Prali, loc. Pomieri (96 posti)
• Area camper, loc. Giordano e campi sportivi Prali Ghigo

ALBERGHI
Massello
• Da Daniela Bed & Breakfast (6 posti letto)
• La Foresteria, posto tappa GTA (30 posti letto)
• Posto tappa Balsiglia (12 posti letto)
• Il Girasole, Bed & Breakfast (6 posti letto)
• Hotel Ristorante Chiabriera (10 posti letto, 200 coperti)
• Hotel delle Alpi (27 posti letto, 50 coperti) • Miramonti (24 posti letto)
• La Longia, albergo per la gioventù, loc. Pomieri (8 posti letto) • Agape Centro Ecumenico (96 posti letto)
• Rifugio Lago Verde (2583 m, 40 posti letto), CAI Sez. Val Germanasca • Rodoretto Posto tappa GTA 1430 m ( 15 posti letto
• Affittacamere A la vielo (12 posti letto)
• Residence I rododendri (120 posti letto)
• Affittacamere Bertalotto Pierluigi (12 posti letto)

RISTORANTI
Perrero
Al Palazzetto (140 coperti)
Prali
• Bar-Osteria di Rodoretto (40 coperti)• Hotel Alpi (50 coperti)
• La Brasserie (60/70 coperti
• La Capannina (110 coperti), all’arrivo in quota della seggiovia13 Laghi
• Nido dell’Orso (55 coperti)
• Ristoro del minatore, loc.Paola (30 coperti)
• Circolo ricreativo Al Papagiù, Disco-Piano bar
• Da Migio (140 coperti)
• Pizzeria Trattoria Del Ponte (60 coperti)
Salza di Pinerolo
• Trattoria Didier (40 coperti)
• Trattoria di Fontane (60 coperti)

AZIENDE AGRITURISTICHE
• La Chabranda, Pomaretto
Ristorazione. Posti letto. Posti tenda. Vendita prodotti tipici
• La Miando
Borg. Didiero 10060 Salza di Pinerolo (10 posti letto)
• La Granjo Novo
Ristorazione con prodotti locali (40 coperti)
• La Miandette Ristorazione con prodotti locali

EVENTI
Pomaretto
Maggio - Torneo di calcio delle valli Chisone e Germanasca
Luglio - Festa della birra Country
Settembre - Festa del vecchio borgo

Massello
Luglio - Passeggiata alla scoperta degli antichi sentieri valdesi

Perrero
Agosto – Straperrero

Ghigo di Prali
Luglio-Festival della barbera
Luglio/agosto-Pra Libro
Agosto-Festa di Ferragosto
Settembre–Festa della patata

Salza di Pinerolo
Giugno- Festa sul sagrato della chiesa
Agosto- festa del “Rodoun”
Tags: Val Germanasca
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