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Sardegna a Bordo del Trenino Verde

Scritto da chiara aroni
  • Galleria Corassu
  • Viadotto S.sebastiano
  • Sarcidano
Tra i desideri del turista moderno, vi è quello di immergersi totalmente nella realtà della località in cui si trova a viaggiare. Gli piace immedesimarsi nelle azioni della vita del luogo, respirare e vivere le sensazioni, i profumi,l’atmosfera di un mondo diverso da quello in cui vive quotidianamente.
Uno dei fattori di successo del Trenino Verde è proprio il riuscire a
donare queste emozioni.A bordo di questi romantici treni il passeggeroviene trasportato in un viaggio speciale, fisico ma anche mentale, ricco di immagini sospese nel tempo, di gesti dimenticati, di piccole stazioni in piccoli paesi, di ricordi, di richiami di usi, costumi e vite passati. Il viaggio rappresenta il racconto di un territorio, letto e compreso rimanendo seduti, guardando fuori dal finestrino.

Si Seguono le acque del Flumendosa, del Mulargia e di Is Barrocus e si sale a bordo del Trenino verde che attraversa l'isola senza fretta. L'importante non è arrivare puntuali, ma scoprire luoghi, persone, storie.

Il lago Flumendosa, realizzato nel 1952 per irrigare la zona del Trexenta, offre una serie di panorami inaspettati, la sua forma stretta e allungata è simile a un fiordo, sul quale è possibile navigare, andare in canoa o pedalò per i più pigri. Oppure si può ammirare il lago e il paesaggio circostante con il Trenino verde, il mezzo migliore per conoscere zone a volte impervie e difficili da raggiungere: salire in carrozza, non allacciare le cinture e attraversare ogni volta paesaggi diversi; il Trenino parte da Mandas e arriva ad Arbatax, sulle coste dell'Ogliastra, e propone scenari diversi di una Sardegna sconosciuta ai più. Un itinerario ideale sui binari può partire da Orroli e raggiungere, in breve ma divertente tragitto, Nurri e Sadali. Proprio a Orroli, situata inuna conca ai piedi del monte Pizziogu, l'impatto più interessante con la tradizione sarda si ha visitando Omu Axiu ovvero casa Vargiu, un'abitazione tipica con duecento anni di storia. A pochi chilometri di distanza si trova uno dei siti archeologici più importanti dell'isola, il nuraghe Arrubiu (oppure Orrubiu),una struttura megalitica alta 16 metri, collocata sull'altopiano Su Pranu, circondata da un antemurale con otto torri laterali.

Proseguendo verso nord si arriva a Nurri e qui merita una visita la Parrocchiale con il suo campanile cinquecentesco col portale gotico-catalano in cotto. Alla stazione di Nurri si può provare anche un mezzo insolito, la bi-bike, due biciclette attacate che viaggiano parallele sui binari del Trenino verde in funzione prevalentemente in estate. Pochi chilometri più a ovest si arriva a Serri, un borgo collocato su un altopiano di 600 metri sul livello del mare, più piccolo di quello di Gesturi ma non per questo meno spettacolare, che domina una vallata di ulivi. Le antiche civiltà sarde lo consideravano una sorta di altare naturale con una vocazione sacra. Proprio in quella zona sorge il villaggio nuragico di Santa Vittoria che, secondo gli studiosi, aveva funzioni religiose e politiche con attività svolte intorno al pozzo e al mercato di cui resta solo il recinto.

Vicino al lago Is Barrocus, Isili vanta nei dintorni numerose tracce delle civiltà sarde del passato, 30 nuraghi oltre al più famoso di Is Paras, menhir, domus de janas sono ovunque, ma anche interessanti resti della dominazione romana come il ponte sul rio Brabaciera con due arcate ancora in buono stato. Ma il paese è conosciuto sopratutto dagli appassionati di arrampicata sportiva, che vengono da tutta l'Europa per cimentarsi sulle impegnative pareti di un canalone di rocce calcaree percorso dal rio Corrigas, che alimenta proprio il piccolo lago di Is Barrocus dove, su un isolotto, svetta la chiesa romanica di S.Sebastiano.

Posizionata in parte su un altopiano e in parte arroccata sulla parete della collina, Sadali è caraterizzata da impreviste sorgenti e corsi d'acqua. C'è anche una cascata dedicata a San Valentino, con un mulino in disuso, le cui acque scompaiono in una voragine chiamata sa Bucca Manna, la Bocca grande, lunga circa 150 metri, tutto intorno le tipiche case in pietra. Profonda è anche la grotta de is Janas a poco più di tre chilometri da Sadali. La grotta, di origine carsica, è lunga 350 metri, le sale sono caratterizzate da enormi stalagmiti e la leggenda vuole che almeno tre di queste siano delle fate, janas, pietrificate. All'interno della grotta sono state trovate tracce umane del neolitico e numerose specie animali molto rare come, per esempio, i coleotteri catopidi, insetti ciechi e incolori, perchè adattati alla vita al buoio, che risalgono a circa 26 milioni di anni fa ed erano creduti estinti.
Tra laghi, fiumi, colline, archeologia e una tradizione ancora tutta da scoprire, questa zona, a volte impervia e poco conosciuta, non manca di stupire.
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