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Il Tempio di Antas e Dintorni

Scritto da Natascia Uras
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  • Portixeddu

Nel formidabile paesaggio naturalistico della macchia mediterranea, la vista del tempio di Antas ci fa pensare di essere per un attimo nell’antica Roma. Ma basta guardarsi attorno per capire che siamo immersi nella tipica vegetazione della Sardegna. L’area è facile da raggiungere da Cagliari: bisogna percorrere la s.s. 130 in direzione Iglesias e poi giunti ad Iglesias prendere la s.s. 126. In questo tratto si trovano un po’ di curve ma dopo circa 20 minuti siete già arrivati.
Il tempio, mi sono informato sul posto, è di origine punico- romana e la sua costruzione risale al 500 a.c. quando venne edificato il sacello attorno ad un affioramento calcareo che fungeva da roccia sacra.
Il tempio era dedicato all’adorazione del Dio eponimo dei sardi denominato Sardus Pater Babai la cui statua era probabilmente posizionata nell’ultima parte (in tempio è infatti suddiviso longitudinalmente di tre parti). Della statua è stato ritrovato solo un dito della mano che però suggerisce le dimensioni che poteva avere (circa tre metri). La maestosità del tempio è purtroppo solo un ricordo visto che nei millenni la sua integrità è stata in gran parte compromessa. E’ però rimasta un’iscrizione nel frontone del tempio che recitando “ In onore dell’Imperatore Cesare Marco Aurelio, Pio Felice, il tempio del Dio Sardus Pater Babi rovinato per l’antichità, fu restaurato..”(iscrizione datata 213-217 d.c.) ne conferma la datazione e la sua finalità.
Se vi recate al tempio nel periodo primaverile, ma in effetti eccetto i caldissimi mesi estivi si può visitare tutto l’anno, approfittate del paesaggio naturalistico per fare del trekking. In prossimità del tempio infatti è presente un sentiero che in circa un’ora e mezza giunge alle grotte Su Mannau: qui oltre a un ramo turistico che si sviluppa per circa 500 metri visitabile da chiunque su passerelle in acciaio, è presente un ramo speleologico visitabile con escursioni guidate anche da coloro che per la prima volta si avvicinano alla speleologia.
Oltre a questo sentiero si può percorrere un sentiero più breve, sempre partendo dal tempio, che, dopo circa 20 minuti porta alle cave da cui si estraevano i massi calcarei utilizzati per la realizzazione del tempio.
Io consiglierei di iniziare la visita al mattino e pranzare al sacco durante il trekking. In questo modo al pomeriggio potrete decidere di fare un salto nella vicina spiaggia (circa 12 km.) di Portixeddu e chiudere in bellezza la giornata con un bel bagno nelle sue acque cristalline.
Tags: sardegna, termpio, antas
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