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Appunti di Viaggio Nell’Incantevole Sardegna

Scritto da giovanna tullo
  • Cala Pira
  • Capo Teulada
  • Cala Tuerredda
  • Porto Pino
Seconda isola del Mediterraneo per grandezza, la Sardegna è un’isola che incanta con la sua chilometrica e quasi incontaminata costa lambita da acque azzurre e cristalline, la vegetazione selvaggia e rigogliosa e gli incredibili sapori culinari che alternano profumi intensi a dolci fragranze senza tempo. Il nostro viaggio in terra sarda è iniziato e terminato a Golfo Aranci, bella e tranquilla località turistica situata nella parte nord orientale dell’isola. Abbiamo raggiunto Golfo Aranci in 6 ore partendo da Livorno a bordo di una nave veloce della Sardinia Ferries (123 € A/R per due compresa l’auto al seguito prenotato con la formula jackpot) e per 15 giorni abbiamo gironzolato per l’isola, prediligendo la parte meridionale.

1° giorno: 29/06/07
Golfo Aranci - Porto Corallo, frazione di Villaputzu

Lasciata Golfo Aranci abbiamo proseguito verso sud in direzione Porto Corallo, deliziosa frazione marina di Villaputzu. Durante il viaggio in auto abbiamo avuto modo di assaporare un primo scorcio di Sardegna e una volta arrivati a destinazione, pur essendo ormai sera, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione per andare a fare un giro. In 10 minuti di macchina abbiamo raggiunto prima il bel paesino di Villaputzu e poi l’adiacente Muravera, praticamente quasi attaccato a Villaputzu. Villaputzu è un paesino molto ordinato e ben tenuto. Muravera, invece, è un paese più grande ed è il centro più importante del Sarrabus. Famoso per la produzione degli agrumi, Muravera è un punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona che qui trovano di tutto e di più. A Porto Corallo alloggiamo nella bella villetta vista mare che ci hanno affittato i nostri amici Paolo e Agnese che cogliamo l’occasione per ringraziare.

2° giorno: 30/06/07
Torre Murtas

Stamattina ci siamo svegliati col rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e dopo aver fatto colazione sulla terrazza vista mare siamo partiti da Porto Corallo alla volta della bella ed isolata Torre Murtas dove abbiamo trascorso la nostra prima giornata balneare. Torre Murtas è accessibile solo da giugno a settembre perché situata all’interno del perimetro del “Poligono Militare Interforze del Salto di Quirra” e solo durante questo periodo l’area non viene utilizzata per gli addestramenti militari. Proprio perché situata in zona militare Torre Murtas è isolata e allo stesso tempo selvaggia e incontaminata. Per raggiungerla da Porto Corallo bisogna seguire le indicazioni per Quirra, frazione di Villaputzu. Arrivati davanti al “Bar Quirra” bisogna svoltare prima a destra per un’agevole stradina sterrata, poco dopo subito a sinistra e infine proseguire sempre dritto. Torre Murtas è un’immensa e lunghissima distesa di spiaggia sassosa circondata dalla macchia mediterranea e affacciata su un mare azzurro e trasparente che diventa subito profondo. Nelle sue immediate vicinanze non esiste nessun punto di ristoro e quindi il pranzo a sacco è d’obbligo. Oggi abbiamo avuto anche modo di constatare per la prima volta la gentilezza dei sardi. Infatti ci siamo fermati a chiedere informazioni nel “Bar Quirra”, e dopo che proprietario e clienti hanno fatto a gara a darci indicazioni, un signore si è addirittura gentilmente offerto di accompagnarci fino alla spiaggia. 
La sera, dopo la nostra full immersion balneare, siamo andati a cena al “Ristorante Il Castello”, buon ristorante situato al km 78 della
SS 125 in località Quirra. Qui abbiamo mangiato due antipasti misto mare della casa, un piatto dei famosi e tipici culurjones sardi, i tipici ravioloni con ripieno di ricotta, pecorino e spinaci e una frittura di pesce. Per la prima volta abbiamo bevuto il mirto, il tipico liquore sardo ottenuto con la macerazione alcolica delle bacche di mirto. Bibite comprese la spesa è stata di 48 €. Il ristorante è a gestione familiare, è molto carino, il personale è gentile e si mangia bene.

3° giorno: 01/07/07
Costa Rei

Da Porto Corallo, transitando per Muravera, ci siamo diretti verso la famosa Costa Rei, nota località turistica con le sue bellissime spiagge lunghe ben 8 km e l’omonimo e grande insediamento turistico. Lungo il tragitto le prime spiagge che abbiamo incontrato sono la frequentata Torre Salinas e la più isolata Spiaggia di Feraxi, che sono carine ma abbastanza anonime (per gli standard sardi ovviamente). Noi comunque, dopo una breve sosta su entrambe le spiagge, abbiamo proseguito fermandoci nell’incantevole spiaggia di Costa Rei.
La spiaggia di Costa Rei è un’ampia distesa di sabbia bianca affacciata su un mare dalle acque basse e calme che sembra una piscina ed è praticamente attaccato all’altrettanto bella e lunga spiaggia di Santa Giusta. La spiaggia di Santa Giusta è famosa per il particolarissimo Scoglio di Peppino, una piccola caletta dominata da un enorme scoglio di granito chiaro situato a pochi metri dalla riva che noi ovviamente non ci siamo fatti sfuggire !!! In spiaggia abbiamo anche conosciuto due simpatici signori, nostri vicini di ombrellone, che ci hanno fatto immergere nella cultura sarda raccontandoci la loro vita di pastori, i cambiamenti che nel corso degli anni ci sono stati e i loro viaggi nel “Continente”.
Ritornati a Porto Corallo siamo andati a cena al “Ristorante Pizzeria Su Nuraxi”, situato in via Roma nel pieno centro di Muravera. Qui abbiamo mangiato due antipasti della casa, un buonissimo piatto di spaghetti alla bottarga, cioè spaghetti con le uova di muggine essiccate, una frittura mista e per finire una porzione di seadas, il tipico dolce sardo fritto ripieno di crema al formaggio e cosparso di miele. Spesa 40 €. Molto frequentato dai locali, soprattutto per la pizza, Su Nuraxi è un locale semplice dove si mangia bene con personale molto gentile e simpatico (il nostro cameriere sarà venuto 10 volte a chiederci se era tutto ok e ci ha intrattenuto con una lezione di sardo).

4° giorno: 02/07/07
Punta Molentis e Cala Sinzias

Da Porto Corallo ci siamo diretti alla meravigliosa spiaggia di Punta Molentis, situata a pochi km da Villasimius, e lungo il tragitto abbiamo percorso la panoramica S.P. 18 con la sua bellissima vista sulla costa e l’isola di Serpentara. La spiaggia di Punta Molentis è ben visibile dall’alto proprio dalla S.P. 18 ma bisogna prestare molta attenzione perché non ci sono cartelli stradali che la indichino. L’indicazione che bisogna seguire, infatti, è quella per il “Ristorante l’Oleandro”. Dopo aver svoltato a destra per uno sterrato bisogna passare sotto un ponte e proseguire sulla strada sterrata per 1 km prima di arrivare al parcheggio e, dopo una breve passeggiata, alla spiaggia. La spiaggia di Punta Molentis, scelta anche come location di diversi spot pubblicitari, è una caletta sabbiosa fantastica circondata da grandi massi di granito, alcuni a pelo d’acqua, che ci hanno ricordato il nostro meraviglioso viaggio di nozze alle Seychelles. Tornando indietroamo fatto una breve sosta alla deliziosa Cala Pira, ripromettendoci di tornare domani, e infine alla ben segnalata Cala Sinzias, bella e lunga spiaggia di sabbia bianca, riparata e attrezzata e molto frequentata soprattutto dai turisti che alloggiano nei vicini villaggi turistici.
Per cena stasera siamo stati al “Ristorante Falconiere” e mai scelta fu più azzeccata. Il “Ristorante il Falconiere” è situato al km 57,4 della SS 125 nel comune di Muravera, non lontano da Torre Salinas e propone deliziose specialità di mare e di terra. Noi ci siamo fatti tentare dai freschissimi antipasti della casa così buoni da sciogliersi in bocca e dagli spaghetti alla Zibibbo, spaghetti ai frutti di mare da leccarsi i baffi (che non abbiamo). E dopo il caffè e l’immancabile mirto è arrivato il conto: 40 Euro in due. Cosa volere di più? Davvero ottimo e consigliatissimo.

5° giorno: 03/07/07
Cala Pira

Come ci eravamo ripromessi ieri, oggi siamo ritornati a Cala Pira, la spiaggia più bella tra quelle visitate finora. Cala Pira si raggiunge attraverso uno sterrato di circa 800 metri, è segnalata solo da una scritta su un masso, che può facilmente sfuggire, ed è una piccola e meravigliosa insenatura di sabbia bianca e fine riparata dai venti. Affacciata su un mare cristallino di tutte le tonalità del blu Cala Pira è sovrastata da un’antica torre spagnola e a renderla ancora più suggestiva ci pensa l’Isola di Serpentara che si vede all’orizzonte. In spiaggia abbiamo conosciuto due ragazzi milanesi, anche loro in vacanza, che ci hanno dato diverse informazioni sulla costa sud ovest che loro avevano già visitato e che noi visiteremo nei prossimi giorni.
Per cena stasera siamo andati al “Ristorante Su Talleri” situato al bivio per Porto Corallo. Qui abbiamo preso due antipasti misti, un piatto di fregola con le arselle, cioè la tipica pasta di semola sarda simile al cus cus con dei piccoli molluschi tipo vongole, una grigliata di gamberoni e per finire sorbetto e i tipici dolcetti alle mandorle sardi. Spesa 56 Euro. Pur avendo mangiato bene (la fregola con le arselle è una loro specialità) l’impressione generale che abbiamo avuto del locale non è del tutto positiva. Secondo noi un tempo doveva essere un ristorante alla buona dove si mangiava molto bene ma la fama acquisita gli ha fatto perdere la sua autenticità e tipicità facendolo diventare troppo turistico.

6° giorno: 04/07/07
Villasimius

Oggi siamo stati a Villasimius, una delle località balneare più frequentate della Sardegna meridionale, situata nell’Area Marina protetta di Capo Carbonara.
La nostra prima tappa è stata la Spiaggia di Porto Giunco, tra le più note di Villasmius e ahimé anche una delle più frequentate. Per arrivare a Porto Giunco si fa un breve tratto di strada sterrata, si giunge ad un parcheggio sotto gli eucalipti e poi si prosegue a piedi per circa 150 metri prima di raggiungere la spiaggia. La lunga Porto Giunco ha sabbia bianca e acque calme, basse e trasparenti ma c’è davvero troppa gente, soprattutto per noi abituati nei giorni scorsi a trovare spiagge molto meno affollate ma non meno belle. Altrettanto famosa e affollata è la Spiaggia di Simius, lunga, ampia e ben attrezzata. Dopo aver fatto un giro nelle spiagge nei dintorni del porto turistico, ci siamo diretti verso le spiagge di Campulongu e Campus, due belle spiagge di sabbia dorata lunghe e strette, circondate da un grande insediamento turistico. Da qui infine siamo arrivati alla spiaggia di Porto Sa Ruxi,
nostra ultima tappa della giornata. La spiaggia di Porto Sa Ruxi è ben visibile dall’alto e, dopo aver parcheggiato, attraverso un sentiero di circa 50 metri nella macchia mediterranea siamo arrivati in spiaggia. La spiaggia è molto bella con le sue calette di sabbia bianca e fine, gli scogli di granito e la limpida acqua turchese e qui siamo rimasti per il resto della giornata. Stasera, invece, visto che è stata la nostra ultima sera a Porto Corallo abbiamo deciso di restare a cena a casa e di goderci la bella serata al chiaro di luna. Ammiriamo incantati la luna riflessa nell’acqua e siamo già sicuri che questo posto ci mancherà. Lasciamo la casa di Paolo e Agnese con un po’ di tristezza ma allo stesso tempo con l’entusiasmo di visitare i nuovi posti che ci aspettano nei prossimi giorni.

7° giorno: 05/07/07
Porto Corallo – Cagliari – Teulada

Lasciatoci alle spalle Porto Corallo ci siamo fermati nel nostro ormai affezionato supermercatino a Muravera dove abbiamo fatto scorta di Mirto e Acquavite Filu e Ferru, la tipica grappa sarda. A Muravera, infatti, producono il Mirto “Bresca Dorata” che ci hanno detto essere tra i migliori in commercio perché privo di coloranti e conservanti. Noi però l’abbiamo scoperto solo dopo averlo comprato casualmente.  Diretti verso Cagliari abbiamo fatto una breve sosta nell’ampia e lunga spiaggia di Solanas e nella piccola e meravigliosa spiaggia di Mare Pintau col mare che con i suoi colori sembra davvero dipinto. Dopo essere transitati vicino il bel complesso turistico Torre delle Stelle, abbiamo ammirato dall’alto la deliziosa Cala Regina e infine siamo arrivati a Marina di Capitana, col suo porto turistico, e alla spiaggia del Poetto. La lunghissima Spiaggia del Poetto, la spiaggia per eccellenza dei cagliaritani, con i suoi retrostanti stagni pieni di fenicotteri rosa, è carina e molto ben attrezzata. Arrivati a Cagliari ci siamo fermati a pranzo in un McDonald’s e ci siamo dedicati ad un breve tour della città. Cagliari è una bella cittadina portuale nonché capoluogo di Regione. La sua via principale, Via Roma, è situata di fronte al porto ed è fiancheggiata da palazzi in stile liberty tra i quali il Municipio. Molto carino anche il lungo e alberato Largo Carlo Felice e la terrazza panoramica del Bastione di St. Remy con vista sulla città. Lasciata alle nostre spalle Cagliari, attraverso la SS 195 ci siamo diretti verso Teulada. Come al solito però non è mancata qualche sosta: la prima all’Area Archeologica di Nora e la seconda a Santa Margherita di Pula. L’Area Archeologica di Nora, antica città fenicia, è molto interessante e vicino c’è l’omonima spiaggia con la chiesetta romanica di Sant’Efisio a due passi dal mare: Santa Margherita di Pula, invece, è una località turistica molto rinomata e chic con una grande zona residenziale che include gli esclusivi complessi turistici di Pinus Village e Forte Village. Circa 16 km dopo siamo arrivati a Chia, altra prestigiosa e rinomata località turistica della zona nota per le sue bellissime spiagge. Superata Chia abbiamo imboccato la meravigliosa strada panoramica che collega Chia a Porto Teulada. La strada è tutta un saliscendi e attraversa la Costa del Sud con la sua costa frastagliata a picco sul mare turchese, il susseguirsi di calette da favola, promontori verdissimi, isolette rocciose e torrette d’avvistamento. La strada serpeggia lungo la costa offrendo scorci panoramici unici e noi ci siamo fermati continuamente nelle tante piazzoleche abbiamo incontrato per scattare qualche foto. Transitando per il bell’insediamento turistico di Perdalonga e lasciandoci alle spalle Cala Tuerredda e la spiaggia di Piscinnì, vicinissima alla strada, siamo arrivati a Porto Budello, vicino Porto Teulada, e da qui abbiamo ripreso la SS 195 che dopo circa 4 km ci ha condotti al bellissimo “Agriturismo Sa Tiria”, la nostra seconda sistemazione sarda. L’Agriturismo “Sa Tiria” è situato al km 67,5 lungo la SS 195 nel comune di Teulada dal cui centro dista pochi km. L’Agriturismo, situato in una vecchia cascina sarda sapientemente ristrutturata, dispone di 8 camere tutte affacciate sul loggiato della casa. Ogni camera ha ingresso e verandina indipendente e dispone di tv e frigo in camera. Appena arrivati abbiamo trovato ad accoglierci la gentilissima Linda, la cui famiglia è proprietaria dell’Agriturismo e l’azienda agricola retrostante. L’azienda agricola della famiglia Ledda è nata oltre 100 anni fa, si tramanda di generazione in generazione e dispone di circa 130 ettari di terreni sfruttati per il pascolo e per l’allevamento di ovini e suini. Da ultimo, come tutti gli agriturismi che si rispettino, dispone di un ottimo ristorante dove ogni sera viene servito un menù tipico diverso rigorosamente a base di prodotti dell’azienda e secondo le ricette locali. Noi ovviamente non ci siamo fatti scappare l’occasione. Abbiamo così gustato antipasto misto di terra a base di pecorino, salumi e verdure grigliate, spaghetti al pomodoro fresco e capretto in umido. Il tutto accompagnato da ottimo vino locale e terminato con un bicchierino di mirto di produzione propria. Inutile dire che le porzioni sono state molto abbondanti e che ci avremmo mangiato tranquillamente in quattro. Spesa 38 € in due. Ottima e abbondante anche la colazione a base di latte/thè, pane, burro e marmellata, dolci fatti in casa e focaccia con le olive e la tipica focaccia con la ricotta. All’Agriturismo “Sa Tiria” ci siamo trovati benissimo e lo consigliamo vivamente. L’ambiente è informale ma curato allo stesso tempo, la gentilezza e la cortesia regnano sovrane, il rapporto qualità/prezzo è molto buono. A dimostrazione di ciò vale sicuramente il fatto che fino a settembre è praticamente esaurito e che le prenotazioni per i mesi estivi iniziano a gennaio.

8° giorno: 06/07/07
Cala Tuerredda

Da Teulada abbiamo seguito le indicazioni per Porto Teulada e quindi imboccato di nuovo la suggestiva strada panoramica. Ancora una volta non abbiamo potuto fare a meno di meravigliarci di fronte a questo spettacolo della natura fatto di roccia, spiagge e mare. Lasciataci alle spalle la piccola e rocciosa spiaggia di Porto Budello, situata in prossimità del porto, ci siamo inerpicati per la bella strada costiera fino ad arrivare a Torre Piscinnì prima e a Cala Tuerredda poi. Cala Teurredda è una meravigliosa insenatura di sabbia bianca affacciata su un mare trasparente di tutte le tonalità del blu. Nell’immaginario collettivo è quella che può definirsi la spiaggia ideale per antonomasia ed è considerata a buon titolo una delle più belle della Sardegna. Noi ce ne innamoriamo e, insieme a Cala Pira, la “eleggiamo” la spiaggia più bella vista finora. Tornati all’agriturismo siamo partiti “in esplorazione” del paese di Teulada. Teulada conta 4000 abitanti ed è adagiata su una fondovalle circondata dalle colline. Dopo una breve passeggiata abbiamo individuato una bottega alimentare gestita da due fratelli e siamo entrati. L’atmosfera che
vi si respira sembra d’altri tempi con i proprietari che sono due signori abbastanza anziani, sorridenti e gentili. Tra gli scaffali abbiamo notato le bottiglie di Cannonau e Vermentino e ne abbiamo presa qualcuna da portare a casa. Il Cannonau è un vino rosso di gran pregio ed è tipico della Sardegna così come il Vermentino che invece è bianco, frizzante e molto gradevole. Terminati gli acquisti ci siamo diretti verso l’agriturismo e la sera siamo tornati a Teulada per mangiare la pizza nel “Ristorante Pizzeria Sebera”, in centro paese. Qui abbiamo preso due porzioni di patatine, una pizza sarda e una 4 formaggi, bibite incluse, spendendo 26 Euro in due. Pizza buona, peccato per il servizio abbastanza lento. Per la prima volta qui abbiamo bevuto la birra Ichnusa, una birra originaria della Sardegna.

9° giorno: 07/07/07
Giornata Balneare a Chia

Oggi siamo stati a Chia, considerata una vera e propria perla della Sardegna del sud. La zona, pur essendo molto turistica ha saputo conservare il suo aspetto più autentico. Il litorale, infatti, è ben preservato dalla cementificazione, i grandi complessi alberghieri e residenziali sono rimasti al di fuori della fascia costiera e le spiagge si raggiungono attraverso sentieri che sono rimasti il più naturale possibile. La spiaggia di Chia è un’unica lunghissima spiaggia che cambia nome a seconda delle piccole insenature che crea. Noi siamo stati prima alla spiaggia di Su Portu e a quella di Sa Colonia, entrambe affacciate su un mare basso e trasparente. Quindi abbiamo fatto un giro alla lunga spiaggia di Porto Campana ed infine abbiamo raggiunto le spiagge di Su Giudeu e Cala Cipolla dove siamo rimasti per il resto della giornata. Il parcheggio è obbligatoriamente a pagamento e in pochi minuti di camminata, durante i quali si possono ammirare anche i fenicotteri, si arriva in spiaggia. La spiaggia di Su Giudeu è la più caratteristica e bella di Chia per via dell’isolotto di Su Giudeu situato a 150 metri dalla riva e raggiungibile a piedi visto il fondale basso e pieno di pesciolini. La spiaggia è molto ampia e di sabbia dorata ed è circondata da alte dune. L’adiacente Cala Cipolla, raggiungibile in 5 minuti a piedi, è una delle più famose e suggestive di Chia ed è l’ultima spiaggia prima di arrivare a Capo Spartivento. La spiaggia di sabbia, più bianca rispetto a Su Giudeu, è delimitata da un promontorio granitico e affaccia su un mare altrettanto cristallino. La zona di Chia è molto bella e merita sicuramente una giornata però a noi sinceramente è piaciuta molto di più la mitica spiaggia di Tuerredda ed è per questo che domani abbiamo deciso di tornarci. Stasera a cena, per cambiare, siamo andati a Domus de Maria, il paesino nel cui territorio è situata Chia e abbiamo mangiato una delle pizze più buone della nostra vita. Davvero uno spettacolo per il palato. La Pizzeria “Cossu” si trova lungo la via principale del paesino ed è quanto di più anonimo si possa immaginare. Al suo interno però nasconde un delizioso giardino con un prato che sembra artificiale. La pizzeria è a conduzione familiare, i proprietari sono gentilissimi e il servizio ai tavoli è molto curato. Abbiamo preso una pizza ai frutti di mare freschissimi, una pizza ai gamberetti e zucchine altrettanto freschi, un dolce e un mirto della casa spendendo 28 Euro in due. Consigliatissima !!! Ah stasera abbiamo “tradito” la Ichnusa con la “sorella” (visto che è sempre del marchio Ichnusa) Jennas, birra cruda dal sapore più amarognolorispetto alla versione classica.

10° giorno: 08/07/07

Oggi intera giornata nella paradisiaca Tuerredda (quanto ci mancherai !!!). Stasera invece siamo stati a mangiare la pizza al “Ristorante Pizzeria Bithia” situato sulla strada principale di Chia. Il locale è nuovo e molto carino con un bel giardino antistante. Le pizze sono buone e anche le grigliate, sia di pesce che di carne, devono essere deliziose. Il servizio però è davvero carente. La disorganizzazione è massima, le cameriere ad un certo punto si sono messe a litigare davanti ai clienti e le nostre pizze sono arrivate dopo un’attesa infinita quando ormai le avevamo date per disperse. Prezzo 25 Euro per una pizza ai quattro formaggi e una ai wurstel, una birra Ichnusa e una coca.

11° giorno: 09/07/07
Porto Tramatzu e Porto Pino

Complice la vicina e grande base militare di Teulada la zona che prosegue oltre Porto Teulada è inaccessibile via terra e così dopo essere stati a Porto Tramatzu, bellissima spiaggia vicino a Porto Teulada, siamo tornati indietro sulla SS 195 in direzione Sant’Anna Arresi. Porto Tramatzu è una spiaggia non molto grande ma in compenso molto frequentata, affaccia su un mare calmo e trasparente ed è particolare perché all’orizzonte è possibile ammirare la vicina e granitica Isola Rossa. Per arrivare a Porto Tramatzu dalla SS 195 si seguono le indicazioni per Porto Teulada e circa 500 metri prima di arrivare al porticciolo si svolta a destra e si prosegue per circa 700 metri di strada non asfaltata arrivando davanti alla spiaggia. Come già detto dopo una sosta in spiaggia siamo tornati sulla SS 195 transitando per Sant’Anna Arresi, un paese davvero molto carino e ben tenuto e da qui abbiamo proseguito in direzione Porto Pino distante qualche km. Arrivati a Porto Pino abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio a pagamento e da lì abbiamo proseguito a piedi. La spiaggia di Porto Pino, circondata da pinete, è immensa e lunghissima e alla sua estremità si notano in lontananza le sue famose dune di sabbia bianca. Le spiagge si distinguono comunemente in "prima" e "seconda". La prima spiaggia dista decine di metri dai parcheggi ed è la più frequentata. La seconda spiaggia, più bella e selvaggia, è lunga ben 2,5 km, è meno frequentata e termina con le meravigliose dune. Le maestose dune di sabbia bianchissima alte fino a 35 metri si estendono per circa 800 metri e dalla loro cima il paesaggio è irreale e lascia davvero senza parole. Noi ovviamente, dopo aver fatto un breve giro d’ispezione alla prima spiaggia, ci siamo diretti subito alla seconda camminando sul bagnasciuga per tutti i 2,5 km (vi risparmiamo i commenti sul conseguente stato pietoso dei nostri piedi la sera) ma ne è valsa davvero la pena). Per la nostra ultima sera a Teulada abbiamo deciso di restare a cena all’Agriturismo. La cena di stasera prevedeva antipasto a base di pecorino, salumi e creme di formaggio, risotto con la salsiccia. bocconcini di vitello e patate al forno. Tutto molto buono !!!

12° giorno: 10/07/07
Portoscuso

I formaggi sono un capitolo molto importante nella gastronomia sarda. Il pecorino sardo D.O.P. per tradizione è prodotto con latte intero crudo di pecora di razza sarda, una razza autoctona di origine antichissima. Meno conosciute, ma altrettanto buone, sono le creme di formaggio, spesso piccanti e da spalmare sul pane. E’ proprio perché abbiamo avuto modo in questi giorni di gustare quest’ottimo formaggio prima di lasciare l’agriturismo Teulada acquistiamo una bella forma di Pecorino D.O.P. Lasciata Teulada abbiamo raggiunto Portoscuso dove pernotteremo per gli ultimi tre giorni della nostra vacanza. Portoscuso è un bel paese sul mare di circa 5000 abitanti col suo centro storico dove si possono ammirare le vecchie casette dei pescatori, la torre spagnola e la tonnara che stà per essere messa in sicurezza. Come ogni paese di mare che si rispetti anche Portoscuso ha il suo Lungomare e il suo porticciolo turistico dal quale partono anche i traghetti per la vicina Isola di San Pietro. Peccato che qui si trovi la zona industriale dove si concentrano le attività industriali del Sulcis e che, con le sue alte ciminiere rovina un po’ l’atmosfera che si respira nel paese. Molto carina la spiaggia di Porto Paleddu e la retrostante pineta. A Portoscuso abbiamo alloggiato nel “B&B I Ginepri”di proprietà di Paolo che è stato davvero prodigo di consigli, ci ha fatto sentire a casa fin da subito ed è stato l’ennesima conferma dell’ottima impressione che ci hanno fatto i sardi. “Ciao Paolo grazie ancora per tutto !!! Come procede la preparazione delle tue marmellate?” Il B&B è situato in una casa molto accogliente con camere nuove e arredate con cura. La cordialità e gentilezza fanno tutto il resto. Salutato Paolo siamo partiti in avanscoperta della zona facendo un giro per il paese prima di dirigerci a Porto Paglia, con la sua suggestiva tonnara ben recuperata. Quindi abbiamo fatto un giro lungo la bella strada costiera che collega Fontanamare, Nebida, Masua, Buggerru e Portixeddu. La strada sale lungo la selvaggia costa rocciosa a picco sul mare offrendo un bellissimo panorama. Nebida è un paesino sospeso sulla roccia con una bella passeggiata con vista sul famoso Pan di Zucchero, l’enorme faraglione bianco alto 133 metri e situato in mezzo al mare. Masua è un centro minerario con una piccola spiaggia situata di fronte al Pan di Zucchero e l’imbarco del Porto minerario abbandonato di Porto Flavia. Porto Flavia, ormai dismesso, è scavato direttamente nelle falesia a picco sul mare ed era utilizzato per scaricare sulle navi il minerale estratto nelle miniere. Fu realizzato nel 1924 scavando per circa 700 metri nella montagna. Il sistema era davvero ingegnoso: alla base di due gallerie sovrapposte un nastro trasportatore lungo 15 metri riceveva i minerali dai depositi sotterranei, ai quali il minerale arrivava in treno direttamente dalle miniere, per poi trasferirli con un braccio mobile direttamente nella stiva dei mercantili ormeggiati sotto la parete rocciosa. Questo nuovo metodo rivoluzionò il sistema di imbarco dei minerali visto che grazie ad esso il prezzo del trasporto scese da 80 a 20 lire. Da Masua abbiamo ripreso la strada per Buggerru e lungo il percorso abbiamo notato le tante case abbandonate dei minatori sparse qua e là. Poco prima di arrivare a Buggerru abbiamo fatto una breve sosta a Cala Domestica ma purtroppo il maestrale oggi l’ha fatta da padrone e anche qui, come lungo tutta la costa, il mare è battuto dal forte vento. Cala Domestica è situata tra due promontori ricoperti di macchia mediterranea e dopo aver lasciato la macchina nel parcheggio a pagamento, transitando per le dune antistanti siamo arrivati sul bagnasciuga e abbiamo ammirato le alte onde infrangersi a riva. Ripromettendoci di ritornare nei giorni successivi abbiamo quindi proseguito per Buggerru, altro ex fiorente centro minerario situato in una vallata affacciata sul mare. Il paese, molto
ben tenuto, si è riconvertito al turismo grazie al suo porticciolo. Proseguendo, dopo circa 10 km, abbiamo raggiunto la spiaggia di Portixeddu, un’ampia distesa di sabbia su un mare che, neanche a dirlo, ha alte onde. Tornando indietro verso Portoscuso abbiamo fatto una breve sosta ad Iglesias, bella cittadina risalente al XIII secolo che ha avuto il suo momento di splendore grazie alle miniere e ha un bel centro storico ben conservato. Dopo aver fatto una passeggiata nel centro storico con le sue torri, le tante chiese e i caratteristici vicoletti ci mettiamo alla ricerca di una filiale della nostra banca. Ci fermiamo così a chiedere informazioni ad un gruppo di signori in attesa dell’autobus e questi si fanno in quattro per aiutarci mobilitando anche gli altri passanti e addirittura l’autista dell’autobus che nel frattempo era sopraggiunto per caricare i passeggeri. Questi sardi sono troppo carini !!!
Purtroppo non abbiamo avuto la stessa impressione positiva andando a cena in un ristorante di Portoscuso: il “Sa Musciara”, ristorante a conduzione familiare in tipico stile anni ’80 con cameriere piacione ed estroso incluso. Qui abbiamo preso 2 antipasti misti, buoni ma sicuramente molto meno abbondanti di quelli gustati nei ristoranti precedenti, un piatto di tipici spaghetti “Sa Musciara”, a base di ottimo tonno e una grigliata mista. La cena è terminata con i tipici dolcetti sardi alle mandorle e l’”Anghelu Ruju”, un liquore simile al porto ma sardo d.o.c. Spesa 71 Euro che sono diventati 68 quando abbiamo fatto notare che sul nostro conto, già abbastanza salato, erano addebitati 3 Euro in più rispetto ai prezzi elencati sul menù. E loro per tutta risposta anziché scusarsi hanno accampato la scusa che non hanno aggiornato i menù. Ok dai raccontatelo a qualcun altro.

13° giorno: 11/07/07
Torre dei Corsari – Piscinas – le Miniere di Montevecchio e Ingurtosu

Anche oggi il maestrale ci ha accompagnato per tutta la giornata durante la quale abbiamo alternato il mare alle miniere delle quale la zona del Sulcis - Iglesiente è ricca. Partiti da Portoscuso in circa 70 km, transitando per una strada quasi deserta che è tutta un saliscendi, siamo arrivati ad Arbus, paesone di 7000 abitanti immerso nelle campagne sarde che deve la sua fortuna alla vicinanza delle miniere ed è famoso per la produzione dei coltelli forgiati dagli artigiani locali. A 10 km da Arbus abbiamo incontrato il primo complesso minerario della giornata: quello di Montevecchio. Il complesso minerario di Montevecchio è formato dal centro abitativo e amministrativo, posto a monte, dal villaggio operaio e dai cantieri per l’estrazione e la lavorazione dei minerali. A partire dalla seconda metà del 1800 le miniere furono sfruttate in maniera intensiva e Montevecchio, dopo la 2° guerra mondiale, è stata tra le più grandi e produttive d’Europa. Il complesso minerario di Montevecchio ha funzionato fino al 1991, attualmente fa parte del Parco Geominerario della Sardegna ed è in fase di ristrutturazione. Lasciato Montevecchio abbiamo proseguito in direzione Marina di Arbus fino ad arrivare a Torre dei Corsari. Torre dei Corsari è un paradiso per i surfisti ed è una lunga lingua di sabbia posta proprio davanti all'omonimo centro abitato con delle belle e grandi dune che arrivano fino al mare con le sue altissime onde. Molto belle anche le scogliere che precipitano in mare e che ricordano quelle inglesi e irlandesi. Molto carina infine la sovrastante torre che offre una bella
visuale sulla costa. Tornando indietro abbiamo percorso la litoranea che attraversa la selvaggia Costa Verde e abbiamo raggiunto Piscinas attraverso un percorso unico e molto affascinante. Infatti l’ultimo tratto di strada prima di arrivare in spiaggia sembra una vera e propria pista nel deserto con le dune tutt’intorno, i ginepri che spuntano qua e là e due guadi da attraversare. Le immense dune intorno a Piscinas, alte fino a 50 metri che si estendono per 3 kmq dall’entroterra fino al mare, sono uno spettacolo imperdibile. Fino agli anni ‘50, la spiaggia di Piscinas era uno dei punti di partenza dei carichi di materiale estratto dalle vicine miniere e infatti l’unica costruzione presente è l’esclusivo albergo “Le Dune”, sapientemente restaurato e ricavato dal deposito dei minerali che arrivavano da Ingurtosu a Piscinas. Oggi Piscinas, grazie alla sue dune che sono tra le più alte d’Europa, è uno dei posti più conosciuti della Sardegna e anche noi non possiamo fare a meno di fermarci ad ammirare questo spettacolo della natura fermandoci per qualche ora sulla lunghissima spiaggia di sabbia dorata battuta dal maestrale e affacciata su un mare in tempesta e subito profondo. Lasciata Piscinas siamo partiti in direzione Ingurtosu, altro importante complesso minerario costruito dalla società francese Pertusola. Poco dopo Piscinas si incontrano gli impianti abbandonati per l’estrazione e la lavorazione dei minerali e più a monte, immerso nel verde e quasi totalmente abbandonato, si arriva all’ottocentesco centro abitato, quasi completamente disabitato, con la ben ristrutturata Palazzina della Direzione in stile neogotico e le ville destinate ai dirigenti della miniera. Dopo essere transitati in macchina sotto l’arco della Palazzina della direzione, abbiamo raggiunto Portixeddu riprendendo la strada panoramica che ormai abbiamo imparato a conoscere e che ci ha condotti a Portoscuso. Per cena andiamo a mangiare una pizza in centro a due passi dal porto e dal lungomare. Buona la pizza ed economica la spesa (circa 24 Euro in due). La pizza di stasera ovviamente non può essere che col tonno. In questa parte della Sardegna, infatti, il tonno è qualcosa di unico. Nella vicina Isola di San Pietro, infatti, c’è una delle più antiche tonnare del Mediterraneo e qui si svolge una delle più celebri mattanze del mondo con i giapponesi che fanno a gara per aggiudicarsi all’asta il pregiato tonno rosso pescato intorno all’isola. Quest’anno però l’asta se l’è aggiudicata un imprenditore friulano molto noto tra i gourmet (almeno così abbiamo letto).

14° giorno: 12/07/07
Cala Domestica

Indecisi se andare Carloforte, sull’Isola di San Pietro, oppure tornare a Cala Domestica, come ci eravamo ripromessi, visto il maestrale che ci perseguita, abbiamo deciso di rimandare la visita sull’isola al nostro prossimo viaggio in Sardegna e di raggiungere la bella Cala che avevamo visto di passaggio due giorni fa. Cala Domestica, fino al 1940 grazie alla sua posizione riparata, è stata porto d’imbarco dei minerali provenienti dalle vicine miniere e in mezzo alle alte dune della spiaggia sono ben visibili le rovine dei magazzini della miniera. Arrivati in spiaggia, a differenza dell’altra volta, non ci siamo fermati su quella principale ma abbiamo proseguito a piedi verso destra imboccando un piccolo sentiero molto stretto e accidentato che diventa più largo quando passa per una galleria nella roccia scavata dai minatori e si restringe di nuovo quando qualche metro dopo
raggiunge una deliziosa caletta. La Caletta è una spiaggetta interna molto carina che deve essere spettacolare col mare calmo. Oggi infatti, pur essendo stato il mare meno agitato rispetto ai primi giorni di maestrale, l’acqua, a causa del fortissimo vento dei giorni scorsi, appariva ancora un po’ torbida. Ci siamo così goduti l’ultimo giorno in spiaggia in totale relax con la prospettiva di gustare a cena il mitico “Su porceddu”. Stasera, infatti, siamo stati in un autentico e oseremmo dire unico agriturismo, situato all’interno dell’azienda agricola della Famiglia Tidu, i proprietari. E’ molto conosciuto dai locali ed è davvero spartano ma si mangia divinamente. Non ci sono insegne che lo indichino, sembra di andare a cena a casa di qualcuno e bisogna necessariamente prenotare. L’agriturismo è a conduzione familiare e offre una cucina genuina. Particolare cura viene posta nella preparazione dei piatti tipici tutti ottenuti con ingredienti di produzione propria. I proprietari mangiano nella stessa lunga tavolata imbandita per gli ospiti e dopo un po’ sembra di essere davvero di famiglia. Il Signor Tidu poi, con la sua barba bianca e i suoi aneddoti è davvero un mito. La cucina sarda, ormai l’abbiamo imparato, è fatta di piatti semplici e saporiti, frutto di tradizioni antiche che si sono mantenute intatte nel tempo. I piatti, mai troppo elaborati, hanno origini pastorali e contadine e sapori d’altri tempi. Dopo aver gustato un abbondantissimo antipasto a base di pecorino, salame nostrano e verdure grigliate e fritte è la volta di due primi piatti che sono una vera tradizione in Sardegna: i malloreddus e i culurjones. I malloreddus, invece, sono i tipici gnocchetti sardi di pasta di grano duro incavati dalla superficie rigata conditi con ragù di salsiccia sarda e pecorino grattuggiato. I culurjones (o culingionis) già li avevamo mangiato ma che qui avevano tutto un altro sapore. Questo piatto può essere preparato in due varianti: con i ravioli ripieni di ricotta fresca, uovo, pecorino e spinaci oppure coni ravioli con ripieno di pecorino, patate e menta. In entrambe le versioni conditi col pomodoro. Eravamo praticamente già sazi quando è arrivato Su Porceddu, il secondo per eccellenza qui in Sardegna. Il Su Porceddu è un maialino da latte di circa 5 chili, cotto allo spiedo con sapienza e pazienza, su una brace di legna aromatica, con la cotenna ben salata e guarnita di rametti di mirto. La sua vendita per tradizione è autorizzata solo in Sardegna e noi non potevamo assolutamente partire senza averlo assaggiato. Ovviamente un solo secondo sarebbe “troppo poco” e quindi oltre a due porzioni di maialino, che abbondanti è definire poco, ci hanno portato anche due porzioni di agnello alla brace. Capitolo a parte sono i dolci: i tipici dolcetti alle mandorle fatti in casa, alcuni a forma di caramellone, sembrano usciti direttamente dalla più rinomata pasticceria. Un bicchiere del tipico mirto e uno di acquavite filu e ferru hanno concluso la cena per la quale abbiamo speso la cifra di 25 € a persona. Quando ci siamo alzati dal tavolo più che camminare rotolavamo. E meno male che non ci siamo concessi il bis che ci chiedevano ad ogni portata.

15° giorno: 13/07/07
Partenza

Prima di partire da Portoscuso verso nord in direzione Golfo Aranci ci siamo fermati in un supermercato a fare scorta di prodotti tipici così da portarci dietro un pezzettino di Sardegna. Visto che il vino, i liquori e il pecorino li avevamo già presi in precedenza
prendiamo qualche bottiglia di birra Ichnusa, qualche pacco di malloreddus e di fregola e il famosissimo Pane carasau, il tipico pane sardo formato da strati croccanti sottilissimi, simili a piadine, che si mantiene intatto per mesi. Per raggiungere Golfo Aranci abbiamo attraversato mezza Sardegna facendo sosta nella mitica Costa Smeralda. Oggi, infatti, ci siamo trasformati nei più classici dei turisti facendo sosta a Porto Cervo col suo animatissimo porto pieno zeppo di barche e yacht extra lusso, ammirando le vicine ed esclusive spiagge e facendo una breve sosta a Porto Rotondo prima di arrivare a Golfo Aranci per imbarcarci alla volta del “Continente” e salutare la Sardegna. Questo però è un arrivederci e non un addio. Ritorneremo incantevole Sardegna per visitare i tanti posti che ancora ci mancano e per rivedere quelli che più ci sono rimasti nel cuore.



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