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Alla Scoperta del Golfo di Orosei...

Scritto da Daniele Cogo
  • L'Aguglia
  • La Costa del Golfo di Orosei
  • L’arco di pietra di Cala Goloritzè
  • Cala Luna
Dopo essere stati più volte in visita nella bellissima terra di Sardegna, ci siamo lasciati incuriosire da una zona rimasta a noi ancora inesplorata:
il Golfo di Orosei.
Siamo partiti da Genova, in traghetto, domenica 4 settembre diretti ad Olbia con l’obiettivo di trascorrere dieci giorni stupendi e rilassanti.
Purtroppo a settembre il tempo è un po’ pazzerello ed imprevedibile; è probabile trovare, quindi, giorni di pioggia e mare mosso. Ma, al contrario, è un periodo ottimale per godersi la Sardegna in tutta serenità, evitando la ressa turistica di luglio e agosto.
Abbiamo scelto come nostra casa di vacanza Cala Ginepro, una piccola località turistica distante circa 10km da Orosei e facilmente raggiungibile dal porto di Olbia seguendo la SS125 in direzione sud.
La spiaggia di Cala Ginepro, con sabbia fine, è lunga 1km ed è delimitata alle estremità da rocce di granito rosa (1).
Il mare è caratterizzato da acqua trasparente e cristallina e da un fondale che resta molto basso per parecchie decine di metri dalla riva.
Dietro la spiaggia si estende una fitta pineta, al di sotto della quale sorge, tra le svariate strutture turistiche (non solo campeggi ma anche villaggi turistici con hotel e residence), il nostro campeggio. Fornito al suo interno di bar, edicola, mini-market, ristorante e pizzeria, offre ai suoi clienti diverse soluzioni di soggiorno (campeggio, bungalow, roulotte e tucul). Noi abbiamo scelto il tucul, un monolocale in legno con piccolo angolo cucina e veranda esterna coperta per il tavolo.
Questa sarà la nostra casa per 10 giorni, e punto di partenza e ritorno per tutte le nostre escursioni (2).
Distante solo 1km da Cala Ginepro, Cala Liberotto è, invece, un centro turistico più servito; oltre ad altri alberghi, campeggi e ristoranti, qui si possono trovare la farmacia, un grande supermercato e una serie di negozi che vendono alimentari o souvenir.

La costa a nord di Cala Ginepro

A Nord di Cala Ginepro si estende la Costa di Siniscola con il roccioso Capo Comino e le spiagge di Santa Lucia e La Caletta.
Dalla SS125, un lungo viale alberato porta a Capo Comino, dove ci fermiamo a scattare alcune foto alle onde che si infrangono con potenza sulle rocce rossastre, che caratterizzano questo breve tratto di costa (3). Qui la strada asfaltata termina e ne inizia una sterrata che noi crediamo porti alla solitaria spiaggia di Berchida.
Dopo qualche chilometro la strada diviene impraticabile e notiamo sulla sinistra un cancello accostato; non essendoci divieto d’ingresso, entriamo e percorriamo questa nuova strada sterrata costeggiata da numerosi alberi di sughero. Dopo parecchi chilometri arriviamo alla fine della strada, parcheggiamo in prossimità di un cancello e, attraverso un piccolo sentiero, raggiungiamo la spiaggia; si presenta ai nostri occhi deserta e invasa dalle alghe nere portate dal mare.
Delusi riprendiamo la macchina e ritorniamo sulla statale, diretti a Santa Lucia.
Purtroppo neanche qui siamo riusciti a trovare una spiaggia... Santa Lucia è, infatti, un piccolo paese con una grande torre che si affaccia sul mare. Essendo mezzogiorno, in giro non c’è anima viva, quindi ne approfittiamo per farci una serie di autoscatti sul lungomare! Da qui è possibile ammirare gran parte della costa e notare le innumerevoli spiagge che si susseguono lungo tutto il litorale. Nonostante il panorama sia favoloso, la voglia di fare un bagno prende il sopravvento e ripartiamo alla ricerca di una spiaggia. Quasi in prossimità di Siniscola, prendiamo la deviazione per La Caletta e finalmente troviamo la tanto sospirata spiaggia (4). In quest’ultima abbiamo passato un pomeriggio intero, scoprendone il litorale lunghissimo e la sabbia bianchissima. Il mare era particolarmente mosso e con onde molto alte, ma sempre con tonalità di colore dal verde al blu intenso. Una fitta pineta, che separa la spiaggia dalla strada, offre riparo dal sole nelle ore più calde.

Mini-crociera nel golfo

Assolutamente diversa è la costa del Golfo di Orosei: le ampie spiagge di sabbia finissima lasciano il posto a piccole e selvagge cale, raggiungibili via mare oppure via terra, ma solo dopo lunghe camminate.
Le cale, formate da ciottoli levigatissimi, si inseriscono qua e là lungo la costa rocciosa, caratterizzata da falesie, strapiombi, grotte e archi di pietra naturali (5). La totale assenza di centri abitati e servizi turistici, probabilmente dovuta alla difficoltà di raggiungere queste spiagge, permette di conservare intatta e incontaminata la bellezza di questa zona. È impossibile non lasciarsi travolgere dalla voglia di visitare questi luoghi dove, per fortuna, il turismo di massa non è ancora arrivato in modo prepotente e tutto rimane così naturalmente incantevole!
Dal porto di Cala Gonone, che sorge quasi nel centro del golfo, partono diverse motonavi che effettuano escursioni lungo la costa. Abbiamo scelto la minicrociera, che effettua soste di almeno due ore nelle spiagge di Cala Biriola, Cala Mariolu e Cala Luna.

Il viaggio in motobarca consente di vedere tutta la costa rocciosa del golfo, di ammirarne l’imponenza e di scoprire le tante spiagge che la interrompono. Usciti dal porto si passa davanti alle spiagge di Cala Gonone e si raggiunge l’ingresso delle grotte del Bue Marino (6), dove furono avvistati gli ultimi esemplari di foca Monaca. Si prosegue alla volta di Cala Luna, fino ad arrivare a Cala Biriola, dove effettuiamo la prima sosta (7).

La cala, formata da piccoli ciottoli bianchi, si apre sotto il bosco di Biriola, ricco di vegetazione, in particolare ginepri, che crescono tra le rocce. Il mare è stupendo ed i suoi colori sono messi in risalto dalla luce del sole, con sfumature che vanno dal blu notte, all’azzurro, al verde smeraldo. Fondamentale la maschera, per scoprire il fondale e la moltitudine di pesci colorati che lo popola (8).
Con molto dispiacere, ma con la curiosità di vedere la nuova cala, risaliamo sulla barca e proseguiamo il viaggio verso sud. Prima di lasciarci a Cala Mariolu, la nave ci porta fino all’estremità meridionale del golfo, dove sorge l’arco di pietra naturale di Cala Goloritzé, e ci consente di vedere le cosiddette Piscine di Venere, due pozze d’acqua verde smeraldo circondate da acqua di colore blu intenso.
La spiaggia di Cala Mariolu, formata da sassolini bianchi, è divisa in due da un grande scoglio ed è dominata da un’alta parete rocciosa ricoperta da macchia mediterranea (9). Ancora una volta la bellezza del posto lascia senza parole: mare cristallino e ricco di pesci!
Purtroppo un improvviso temporale ci costringe a lasciare, con tutta velocità, la spiaggia e ci impedisce di sostare nell’ultima cala, Cala Luna che, però, riusciamo almeno a vedere dalla nave (10).
La caratteristica principale di questa cala è la presenza di sei grottoni che si aprono nella parete rocciosa proprio sulla spiaggia.
Con il ritorno a Cala Gonone termina questa stupenda escursione, a nostro parere assolutamente imperdibile.

Cala Goloritzè, la perla del Golfo di Orosei

Incantati dalla visione di Cala Goloritzè dalla nave, abbiamo deciso di raggiungere la cala a piedi attraverso un sentiero che, dall’altopiano del Golgo, scende fino al mare. Questa volta prendiamo la solita SS125 in direzione Sud; arrivati a Baunei, prendiamo la strada che sale per l’altopiano del Golgo e proseguiamo diritti fino a quando, sulla destra, non vediamo un cartello che indica parcheggio.
Si segue questa strada sterrata fino all’ampio piazzale di un bar dove si parcheggia l’auto; da qui inizia il trekking verso la cala. All’inizio il sentiero tende a salire mentre poi è totalmente in discesa; per questo motivo il ritorno sarà più lungo e faticoso rispetto all’andata. Nonostante il sentiero sia completamente costituito da ciottoli e pietre, il paesaggio, che inizialmente appare ai nostri occhi un po’ aspro, è in realtà davvero magnifico. Lungo tutto il percorso (circa un’ora e mezza) incontriamo alberi secolari, che ci colpiscono per la loro maestosità; rifugi di pietra, scavati direttamente nella roccia e probabilmente realizzati dai pastori del luogo; tronchi di alberi in mezzo alla strada che ostacolano il passaggio.
Circa a metà sentiero si passa sotto ad un bellissimo arco di roccia dalla insolita forma triangolare (11) e subito dopo appare, con tutta la sua imponenza, l’Aguglia, una colonna di roccia calcarea molto alta, sulla quale, solo dopo esserci particolarmente avvicinati, riusciamo a scorgere alcuni scalatori (12). Ma se fino a quel momento avevamo solo potuto intravedere qua e là qualche scorcio di mare, ora si presenta, innanzi a noi, uno spettacolo che ripaga, di gran lunga, la fatica del trekking! Un mare cristallino, trasparente, illuminato dai raggi del sole ed una piccola spiaggia di sassolini bianchi (13)...

Senza esitazione scendiamo velocemente la scala ricavata sulla roccia e, abbandonate le nostre cose in un angolo, ci godiamo questo mare stupendo con un lungo bagno! Il fondale, basso solo per pochi metri dalla riva, tende a scendere abbastanza velocemente e, mentre l’acqua in superficie è riscaldata dai raggi del sole, in profondità è davvero molto fredda (14). Stando in acqua, si ha una visione della cala che lascia estasiati: i sassolini sembrano luccicare sulla spiaggia, tutt’intorno ci sono alte scarpate di roccia e vegetazione e sopra tutto domina incontrastata, con tutta la sua grandiosità, l’Aguglia.

E se, per un momento, volgi le spalle alla spiaggia, il panorama è completato dalla visione dell’arco di pietra naturale che rende davvero unica ed inconfondibile questa cala (15). Purtroppo le alte pareti rocciose che delimitano la cala fanno sì che il sole cali presto, attorno alle 15.30-16.
Perciò il nostro personale consiglio è di raggiungere la spiaggia in mattinata, o almeno prima di mezzogiorno, per godersi appieno lo spettacolo di questo piccolo angolo di paradiso!

La città di Dorgali

Abbiamo approfittato di un pomeriggio nuvoloso e di un mare completamente invaso dalle alghe per visitare la città di Dorgali, che dista poco più di 20km da Cala Ginepro. Questo tratto della SS125 è molto particolare perché offre al turista di passaggio la visione di una serie di paesaggi diversi fra loro. Subito dopo Orosei vi sono una serie di cave di marmo e granito che rendono l’ambiente alquanto desolante; poco dopo ritornano i monti della Barbagia con la loro vegetazione e i loro boschi e qua e là si possono notare coltivazioni di ulivi e viti (in questa zona vi è una ricca produzione di vini, tra cui il più famoso è sicuramente il Cannonau); lungo i bordi della strada vi sono numerosi fichi d’india pronti per essere raccolti e mangiati. Ma la cosa più curiosa è un monte che si trova poco prima di Dorgali, sul lato sinistro della strada, dalla forma praticamente perfetta di una piramide (16)!
Dorgali è il principale centro abitato della zona, sorge nell’entroterra alle pendici di un monte che lo separa da Cala Gonone, località prettamente turistica che si sviluppa, come abbiamo già detto, direttamente sul mare.
La città è attraversata da una via principale sulla quale si affacciano, una dopo l’altra, le tipiche botteghe artigiane sarde. In esse, ancora oggi, si trasmettono, di genitori in figli, le tecniche e i segreti dei mestieri peculiari di questa zona, dall’arte orafa alla lavorazione del cuoio e della ceramica, dalla tessitura dei tappeti al ricamo degli scialli e dei vestiti tradizionali che vengono, in particolar modo, indossati durante le feste popolari.
Naturalmente non potevano mancare le pasticcerie con i dolci tipici sardi, ed essendo proprio ora di merenda ci siamo presi un sacchetto di dolcetti misti, uno più delizioso dell’altro!

Cala Osala e la Grotta di Ispinigoli

A nord di Cala Gonone, un po’ isolate, vi sono altre due cale, Cala Cartoe e Cala Osala. Per raggiungerle bisogna prendere una strada che parte da Cala Gonone e che in un primo tratto sale parecchio rispetto al livello del mare e sembra addirittura allontanarsi dalla costa; la strada prosegue praticamente in piano per alcuni chilometri, si incontra una deviazione per Cala Cartoe mentre, se si prosegue diritti, si giunge a Cala Osala dove la strada termina (17). La cala è molto piccola ed è delimitata alle estremità da due promontori ricchi di vegetazione; la spiaggia è completamente di sabbia fine ed il fondale del mare, che in un primo momento sembra diventare subito profondo, ritorna poi abbastanza basso.
Mentre il promontorio verso Cala Gonone è inaccessibile, quello dalla parte opposta è attraversato da un piccolo sentiero che permette di raggiungere la spiaggia di Osalla, in località Marina di Orosei (18). Questa spiaggia lunga diversi chilometri, di finissima sabbia bianca, è resa accessibile da un piccolo ponte che sovrasta un fiumiciattolo immerso in una pineta.
Lasciamo la piccola cala a metà pomeriggio per andare a visitare la Grotta di Ispinigoli, che si trova sulla strada interna che dalla cala ci riporta sulla SS125. Appena entrati nella grotta, si scende lungo una stretta e lunga scalinata in ferro che porta alla sala principale, al centro della quale sorge una colonna stalagmitica alta 38 metri, la più alta in Europa e la principale attrattiva della grotta; sulle pareti della sala vi sono poi altre numerose aggregazioni calcaree, alcune delle quali sembrano delle vere e proprie statue (una, per esempio, sembra un orso!). La guida ci ha raccontato anche la storia della grotta; vennero ritrovati resti umani, anelli e gioielli vari che vennero attribuiti all’epoca dei Fenici e che fecero pensare all’esistenza, nella grotta, di un pozzo sacrificale fenicio. Purtroppo la visita è abbastanza breve e, come è solito in luoghi di tale importanza archeologica, non è possibile fare foto.

Olbia e ritorno

Quasi senza neanche accorgercene, i nostri dieci giorni sono trascorsi ed è arrivato il momento di tornare a casa. Il traghetto partiva da Olbia alla sera tardi; così abbiamo avuto il tempo, alla mattina, per fare un ultimo bagno nello splendido mare di Cala Ginepro e, nel pomeriggio, di fare un giro per Olbia. Non potevamo di certo permetterci di andarcene senza portare con noi un ricordino della stupenda terra sarda...
E cosa c’è di meglio dei prodotti tipici locali? Una bottiglia di Mirto e una di Cannonau erano perfette! Quando ci siamo imbarcati era ormai buio da un po’, la luna splendeva nel cielo e si rifletteva nel mare del porto (19).

Un augurio perché anche voi possiate visitare e godere delle bellezze del Golfo di Orosei!
Valentina e Daniele
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