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L'Affascinante Palermo

Scritto da giuliano verucchi
Ogni anno è un’impresa trovare una località che vada bene a tutti e che accontenti tutti.
Quest’estate abbiamo optato per restare in Italia e andare in Sicilia. La nostra prima tappa : Palermo.

Arrivare nel capoluogo siciliano adesso, è molto più semplice, dato che l’autostrada Messina-Palermo è stata completata. Perciò dopo aver preso il traghetto a Villa San Giovanni sbarchiamo a Messina e di lì in autostrada fino alla nostra meta. IL tempo di traversata dello Stretto è di circa 30 minuti, ma nei periodi di forte affollamento si deve tener conto anche delle file che si creano per imbarcarsi, a volte lunghissime.

Una volta partiti, però, in mezzoretta si arriva in Sicilia. Imbocchiamo l’autostrada a Messina e dopo circa 2 ore e 45 minuti ecco apparire davanti a noi Palermo. Grande, imponente e moderna. Usciti dall’autostrada per entrare in città si deve percorrere un grande stradone che va dritto nella città vecchia. Via via che che ci s’inoltra verso il centro la strada si fa più stretta e sempre più brulicante. Si passa attraverso una porta, Porta Nuova, per secoli ingresso principale alla città via terra, ed ecco che appare la Cattedrale, bellissima che si affaccia su una piazza a giardino barocco ornato di statue. Vicino troviamo il palazzo dei Normanni. Severo e medievale è attualmente la sede della Regione Sicilia. Palermo è antichissima. Stretta tra i monti e il mare, è tutta affollata e brulicante di mercati.

La città, dice la leggenda, fu fondata dai Fenici, anche se nei dintorni ci sono tantissime testimonianze che fanno affondare nella notte dei tempi l’origine di questo luogo. Il Centro storico è enorme ed è come tagliato in due dalla grande via Maqueda. Lasciamo la macchina e ci inoltriamo nelle stradine. Ci appare un altro mondo. E’ incredibile. Basta fare due metri e siamo catapultati in un’altra era. Non c’è più la modernità di poco prima ma un tuffo nella storia, nel passato: Vucciria, Ballarò, il Capo, l’Albergheria, sono i nomi dei quartieri del centro storico che se il giorno sono un susseguirsi di bancarelle, la sera sono deserti. Intere aree sono ancora distrutte dai bombardamenti dell’ultima grande guerra mondiale e nonostante siano passati 60 anni sono sempre ridotte a macerie. Palermo è un po’ questo il fasto e la povertà, l’uno vicino in un’alternarsi continuo che però affascina, incanta. Palermo è come una bellissima donna che la vita ha maltrattato ma che conserva il suo splendore.

Ritorniamo in via Maqueda e imbocchiamo via Roma. Respiriamo l’aria della modernità di nuovo. Uno dei monumenti che non si possono non vedere è Il Teatro Massimo, uno dei più grandi d'Italia e terzo in Europa. Il Teatro Massimo offre uno spettacolo visivo anche a distanza di parecchi metri, è immenso, spettacolare, non si può non restare affascinati da un’opera architettonica di tale valore. IL tempo scorre veloce in questo luogo in cui tante civiltà si sono affacciate e mescolate, gli arabi, i normanni, le dominazioni bizantine, tutto è un pezzo di storia.

Il tempo di mangiare un cannolo e un pezzetto di cassata, tipiche specialità dolciarie del posto, che ci rimettiamo in marcia, la prossima tappa sarà Agrigento e la Valle dei Templi, ma questo è un altro racconto.
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