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Viaggio in una Terra d'Incanto: Umbria

Scritto da samantha pucci
  • Basilica inferiore
  • eremo di Assisi
  • Porziuncola
  • ex voto a Deruta
VIAGGIO IN UNA TERRA D’INCANTO

Quasi minima tra le regioni italiane,
l’Umbria è uno scrigno inesauribile di tesori


Io sono nata e vissuta sempre in Umbria e sono innamorata di questa terra, dove c’è di tutto: pellegrinaggi mistici, chiese romaniche, un verde intenso, spettacoli di jazz.

Parliamo di pellegrinaggi, luoghi considerati sacri, per portare devozione ad un santo, e chiedere e ricevere una grazia.
Ad Assisi nel Medioevo il movimento dei pellegrini per l’indulgenza fu molto forte, tanto che fu costruito un padiglione di legno per accogliere i fedeli. Durante la festa del perdono si svolgeva anche una fiera di notevole ampiezza, con diritto di franchigia per i mercanti ed i pellegrini.
Venivano alla Porziuncola, in occasione della festa, papi e imperatori, predicatori come San Bernardino da Siena; vi si svolgevano matrimoni importanti.
Nel ‘500 le presenze diminuirono, per l’affermarsi della Riforma protestante, che criticava fortemente la pratica delle indulgenze.
Assisi però continuò ad essere un luogo privilegiato di pellegrinaggio, anche per il richiamo artistico, culturale e religioso che il santo svolge per i cattolici.
Il 4 ottobre, nella chiesa inferiore di San Francesco, viene effettuata la simbolica offerta della lampada votiva che arde davanti alla tomba, da parte di vari comuni d’Italia.
All’Eremo delle carceri, sopra Assisi, i pellegrini lasciano dei biglietti con richieste di grazie o messaggi per il santo su un grande masso collocato nel viale del giardino.
A Cascia ci si reca per pregare Santa Rita, la santa dell’impossibile. La sua potenza taumaturgica vale per gli incidenti automobilistici; interventi chirurgici, malattie infantili; problemi di sterilità; per le puerpere ( una pelle di capra, utilizzata dalla santa per coprirsi, ora conservata come reliquia, viene utilizzata per coprire le donne in questi casi ).
Molti ex-voto, attraverso tavolette dipinte, ricordano il valore di queste credenze. Il 22 maggio, festa di Santa Rita, arrivano a Cascia turisti da tutta Italia. Esistono santuari dedicati a questa santa, in Germania, Nizza, Spagna, tra gli emigrati italiani all’estero, e in Puglia.
Chi viene a Cascia deve anche fermarsi per fare una salutare passeggiata sulle colline circostanti, dove in quel periodo, a maggio, gli sfavillanti colori primaverili dell’altopiano sui Monti sibillini, rendono affascinanti questi paesaggi. Qui è molto diffuso lo sport del parapendio.
Tavolette dipinte in maiolica si trovano anche a Deruta, nel santuario Madonna dei Bagni. Importante: vicino a questo santuario si trova una fonte a cui molti attingono acqua fresca, che sgorga direttamente dalla sorgente. Se venite a Deruta, portatevi molte bottiglie vuote, e non dimenticate di fare un salto per vedere le ceramiche.
La Porziuncola
La chiesetta, di poche decine di metri quadrati, somiglia ad uno scrigno prezioso posato dentro un’immensa custodia, la basilica di Santa Maria degli Angeli, costruita alla fine del ‘500 su disegno del perugino Galeazzo Alessi, semidistrutta nel 1832 , rifatta, poi di nuovo colpita dal terremoto.
Il terremoto però lasciò intatta la cupola e quindi anche la Porziuncola. Sull'arco del portale d'ingresso, sulla fascia d'oro che incornicia l'affresco della facciata, vi sono scritte le parole "La tua richiesta Francesco accolgo" pronunciate da Gesù in risposta alla richiesta del Santo: che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe.
Sulla soglia della chiesina invece è scritto: Hic locus sanctus est . Ed è vero dal momento che era un luogo di pellegrinaggi per le indulgenze plenarie, inoltre fu la “ casa di San Francesco “. Qui il nostro santo visse a lungo, compì miracoli stupefacenti, dettò l’ultima parte del Cantico delle creature e, cieco e fiaccato da atroci malattie, morì all’età di 44 anni, sulla nuda terra.
Il nome della Porziuncola deriva da piccola porzione di terra o dal fatto che – secondo la leggenda – nei muri della chiesetta, di proprietà dei Benedettini, era stato messo un frammento del Sepolcro della Madonna, portato da alcuni pellegrini. Lì, Francesco si stabilì nel 1211. Il luogo apparteneva ai benedettini che volevano regalarglielo, ma Francesco lo accettò solo in affitto, anche se il canone annuale era simbolico: una sporta di pesciolini, quelli piccoli da friggere. Francesco la restaurò e vi fece costruire una stanzetta per gli infermi, e qui poi morì.
Già prima dell’edificazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli, i visitatori alla Porziuncola erano così numerosi, stimati addirittura in 100000 nelle cronache del 1582 d.C., che si resero necessarie delle strutture per la loro accoglienza. Così Cosimo dei Medici volle espressamente la costruzione di quella "fontana delle 26 cannelle" detta anche "fontana dei pellegrini" che oggi si trova lungo il fianco della basilica.
La struttura della chiesetta ricalca quell'impianto tipico delle strutture benedettine nello stile romanico umbro; costituita da pietre rozzamente squadrate, è rimasta inalterata ad eccezione del piccolo campanile - tabernacolo di ispirazione gotica, di un portale ligneo del tardo '400 e della facciata quasi completamente affrescata da Federico Overbek nel 1830.
Gli interventi di restauro del 1998 hanno permesso di evitare l'ulteriore degrado della cappella e recuperare i tessuti pittorici tanto del grande polittico dietro l’altare dipinto nel 1393 d.C. da Ilario da Viterbo, quanto dei resti dell’affresco della Crocifissione nella parte absidale realizzato intorno al 1485 d.C. dal Perugino.


Assisi è legata nel nostro ricordo anche al terremoto del 1997, magnitudo 5.5 della scala Richter, cioè ottavo grado della scala Mercalli. Il danno si vide subito nella crepa sull’affresco laterale di Cimabue che illustra la prima comunità cristiana. Ad un secondo attacco del terremoto, scala Mercalli tra il 9° ed il 10°, la volta del Cimabue è venuta giù e la basilica è diventata una trappola di calcinacci, una tomba di mattoni rossi.
Assisi somiglia ad un prezioso tappeto armoniosamente adagiato su uno sperone del monte Subasio, tutto racchiuso da mura policrome.
Il minuto tessuto medievale è punteggiato di monumenti, su tutti primeggia la Basilica di San Francesco e le fa da contrappunto la rocca minore, situata all’estremità opposta. Personaggi illustri qui lasciarono le loro tracce: Pisano, Giotto, Cimabue, Simone Martini, Lorenzetti, i cui affreschi nella Basilica di San Francesco, un monumento tra i più famosi della storia religiosa ed estetica di tutti i tempi, sono di inestimabile bellezza.
Nella Basilica inferiore di notevole ci sono, nel soffitto, la crociera ed i transetti. L’altare è un blocco unico di pietra bianca, donato, secondo la tradizione, da un imperatore bizantino. Nelle 4 vele delle volte sono dipinti i celebri affreschi attribuiti a un seguace di Giotto che raffigurano le allegorie francescane. Cercate san Francesco: è dipinto con il volto di un adolescente imberbe.
Una breve rampa conduce alla Basilica superiore, sulle cui pareti è raffigurata tutta la vita di San Francesco, di Giotto. Il tutto appare come un poema di pietre e di colori improntato a un solenne misticismo. Da non dimenticare il coro ligneo, i cui pannelli sono magnificamente intarsiati.
Sul piazzale antistante la Basilica ogni anno è allestito un presepe con personaggi a grandezza naturale.
Assisi sboccia tra gli ulivi, con la sua pietra bianca e rosata che impallidisce sotto la luce forte ma s’imporpora verso il tramonto. Quattro strade ampie l’attraversano orizzontalmente, collegate da una ragnatela di viuzze, archi, piagge che nascondono e proteggono orti segreti e piccole corti.
Fa fatica salire fino in alto, soprattutto per le mamme che devono spingere le carrozzine, ma è anche una salutare ginnastica per rafforzare le gambe.
Nella piazza antistante la Basilica inferiore, si raccoglievano i pellegrini in visita ad Assisi. Sotto i portici sono ancora presenti gli anelli a cui venivano legati i cavalli.

Il jazz a Perugia e ad Orvieto
L’avventura del jazz è cominciata nel 1973, grazie all’impegno costante ed entusiasta dell’assessore al turismo e di appassionati jazzofili.
Nessuno tuttavia in quell’epoca poteva immaginare il peso che questa manifestazione avrebbe assunto sull’intera scena culturale umbra.
Oggi, infatti, Umbria jazz è un marchio conosciuto in tutto il mondo.
Il clima di quegli anni rispondeva alle contestazioni giovanili. Infatti molti giovani allora scoprirono l’impegno politico e le colture diverse. Il cuore della manifestazione è la piazza IV novembre, con la splendida fontana maggiore.
Tutto il centro medievale di Perugia si trasforma ogni estate in una cittadella della musica, con splendidi concerti e spettacoli che si succedono da mezzogiorno fino a tarda notte.
I concerti avvengono nel mese di luglio e dicembre.
Anche questo festival può essere considerato una specie di pellegrinaggio della musica. I “ pellegrini “ arrivano con il sacco a pelo e invadono la città, creando scompiglio e disagio alle autorità, ma per i nostri giovani è una ventata di modernità e vita vissuta.

Perugia 04 – 03 – 2008

Pia Granieri
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