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Val d'Aosta: la Valle del Cervino - Agosto 2005

Scritto da franco vincenzi
Val d'Aosta: La Valle del Cervino

Non eravamo mai stati in Val D’Aosta a trascorrere qualche momento di relax, e questa estate ci eravamo ritagliati un piccolo spazio proprio per tuffarci nelle valli di questa regione, per la verità avevamo preventivato solo 5/6 giorni quindi lo spazio per girare non era molto, ma qualcosa in più avremmo sicuramente visto, purtroppo una telefonata improvvisa ed imprevista ci costringe ad un rientro in quel di Verona altrettanto rapido e la breve vacanza interrotta dopo appena due giorni.

Siamo partiti il pomeriggio di Venerdi 5 agosto e dopo circa due ore e mezza di strada siamo arrivati nella Valle del Cervino www.montecervino.it e precisamente nel Comune di Antey Saint Andrè, poco lontano dal più rinomato centro di Saint Vincent. Il paesino è semplice, situato già a 1000 mt circa proprio all’inizio di tutta la vallata, offre grandi possibilità di passeggiata/camminate di montagna ed un animato quanto affollato mercato settimanale il sabato mattina, impossibile non fare piccoli acquisti, anche di tipo gastronomico.

Consigliati anche dai proprietari del piccolo appartamentino che ci ospitava, il sabato approfittando anche di una bella e soleggiata giornata siamo saliti con la funivia (le mie gambe non mi consentono altro), da Buisson, a pochi km da Antey S:Andrè fino al paesino di Chamois, che ha alcune peculiarità, - è il comune posto più in alto di tutta la Val D’Aosta (oltre 1800 mt); - è raggiungibile solo a piedi per mezzo di passeggiate o funivia, - non ci sono veicoli a motore nel suo territorio e conta poco più di 100 abitanti. Spero che le foto possano far capire la tranquillità di quei posti per quanto frequentato da molti turisti i quali, come me, alla vista di cartelli commerciali del tipo “se hai fretta non ti sedere a questi tavoli” capisce subito che deve rallentare i propri tempi, i propri ritmi. Con una breve salita anche in questo caso con seggiovia, o sentieri per coloro con gambe buone, siamo saliti al Lago di Lod intorno a 2.200 mt.

La pace di quei posti è ancora impressa nella mia mente, il laghetto è circondato da un piccolo sentiero, che poi si dirama verso tante altre direzioni e da tanti pini, vicinissimo al laghetto c’è un punto panoramico proprio sopra il paesino (nell’album ci sono alcune foto). Siamo rimasti a Chamois a gustarci il sole che alle ore 19 era ancora tiepido ed invitante a restare, gustando anche del lardo di Arad dal sapore e dal gusto …….. troppo giusto, squisito. Cena in una brasserie di Antey S.Andre assaggiando specialità locali.

La domenica siamo saliti verso La Magdeleine, appoggiata sul fianco dx della vallata, che ospitava anche (non lo sapevamo) un altro mercatino ancor più piccolo. Non c’è nulla da visitare, ma il panorama sul lato opposto della vallata è sul comune di Torgnon con la sua abbazia, che brillava sotto il sole del mattino, ci faceva capire che eravamo veramente in un posticino incantevole. Nella tarda mattinata (dopo aver ricevuto la telefonata che ci costringeva a rientrere) si cambiava il programma, puntando direttamente sul Monte Cervino ma risalendo tutta la vallata da Antey verso Cervinia, si capiva che il nostro tentativo di salire sul Plateau Rosà era destinato a fallire, il tempo in quota era infernale e venivamo caldamente sconsigliati a salire.
Le foto del paese di Cervinia ci danno la dimensione delle brutture che l’uomo riesce a fare in certe vallate, ma tant’è, hanno voluto il turismo di massa ed ora quella vallata sembra essere “ferita”.

Riscendiamo e ci fermiamo prima al Lago Blu,: il posto è di quelli incantevoli, per il colore delle acque, per la conca che lo ospita e lo racchiude, per il Cervino che vi ci si rispecchia dentro, poi scendiamo ancora al paesone di Valtournenche, il più grande della vallata, con la sua piccola piazzetta della chiesa che per mezzo di lapidi appese al muro del municipio è dedicata a tutte le guide alpine cadute sulle varie vie di scalata alle montagne, suggestivo .
Il lunedì 7 dopo aver rifatto i bagagli per tornare, ci si mette in strada, e senza dover uscire molto dall’itinerario del rientro, ci siamo fermati per una visita al Castello di Fenis. Siamo stati fortunati, perché non c’èra molta gente ed arrivammo proprio a pochi minuti dall’inizio della visita guidata. E’ bello anche se è spoglio di arredi, sia d’epoca che anche di quelli più moderni che in genere si trovano ma ci spiegano anche che nell’epoca in cui fu costruito non c’era ancora l’usanza di particolari arredi interni. Merita assolutamente una visita. Poi purtroppo a casa.
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