Prenota tra più di 200.000 strutture Prenota

Malta a Cinque Sensi

Scritto da Laura Sciolla
  • Vista su Valletta
  • Le barche dei pescatori
L’isola del miele: Melita, Malta, battezzata proprio dal colore della sua pietra dorata. Ma gli occhi da soli non sono sufficienti per descrivere le emozioni regalate da questo piccolo arcipelago del Mediterraneo. Ed ecco che ci vengono in aiuto i cinque sensi...

La vista
Un’immensa distesa color miele riposa lo sguardo. In contrasto con l’azzurro delle acque più azzurre, le mura della Valletta si stagliano sulla Baia. Arrivando dal mare si ha subito il sentore dei secoli di battaglie, vicende, conquiste che hanno caratterizzato la storia di Malta. La Valletta, la nuova capitale succeduta alla suggestiva Mdina, conserva le testimonianze dei celebri Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni quando, nel 1530, qui vi si installarono trasformando Malta nell’avamposto dell’Occidente Cristiano. L’avventura monumentale dell’isola inizia già nel IV secolo a.C. con l’edificazione dei templi megalitici, tuttora esistenti, ma nel tempo il tesoro di Malta si è arricchito di città, fortificazioni, chiese e palazzi decorati dalle tipiche gallarija, le verande, tutte immancabilmente color dell’oro. E’ stupefacente come, col passare delle ore, i vicoli e le mura si impreziosiscano di nuance differenti fino a brillare al rosso di un’indimenticabile tramonto. E mentre il sole scompare sull’orizzonte del mare, non possiamo fare a meno ripensare alle sfumature di azzurro dei fondali marini, così ricchi di tesori naturali da essere una vera tentazione per gli amanti delle immersioni. Perché Malta è anche questo: storia, sport e natura.

L’udito
Potremmo descrivere lo scoppiettio dei fuochi d’artificio, immancabili che sia calata la notte o che siano le prime ore del mattino: qui a Malta è ogni occasione è buona per fare festa. Oppure si potrebbe parlare della musica folkloristica, malinconica e piena di sentimento, simile al fado portoghese; il mandolino, la chitarra, la fisarmonica e il più antico Zaqq (cornamusa costruita con lo stomaco della pecora) sono i protagonisti dei brani popolari più amati. O, ancora, della lingua: il maltese fonde sonorità arabe, italiane, inglesi e si presenta come l’unico idioma semitico che conserva un alfabeto latino e una struttura grammaticale di impronta araba, dando vita a vivaci peculiarità semantiche. Come non stupirsi se il 90% dei Maltesi è cattolico ma Dio viene invocato chiamandolo Allah? Ma ciò che colpisce è, soprattutto a Gozo, il silenzio: un non rumore rilassante ed avvolgente, che ti trasporta in una dimensione vacanziera senza eccessi. Qua e là lo scoccare della campane che fanno da attente guardiane ai piccoli villaggi collinari; nel porto, i remi dei pescatori a dare il via ad una lunga giornata di lavoro; lontano, nella immensità delle saline, forse il canto di Calipso che qui incantò Ulisse. Ma il resto è un bellissimo, profondo silenzio.

Il gusto
A rischio di sembrare banale, non si può non descrivere la cucina maltese. Che banale non è. Infatti, chi si immaginerebbe che il piatto nazionale dell’isola è il coniglio? Cucinato con olio e pomodoro, fatto al forno o stufato, il coniglio non manca dalla tavola nei giorni di festa. C’è chi lo prepara col vino (lasciandolo a marinare tutta la notte), c’è chi aggiunge il curry, chi lo serve con aglio e piselli. Nulla va perso perché anche la pasta viene condita con il suo sugo. Verrebbe invece spontaneo pensare ad una tradizione ittica, ma la storia ha cambiato le ‘carte in tavola’: il popolo del porto aveva troppi contatti con gli stranieri, era gente ‘dell’altra parte’e gli scambi commerciali con la popolazione delle Cittadelle erano dunque rari. Così ecco che il coniglio, unico animale selvatico dell’isola, diventa protagonista in cucina; da accompagnare con un buon vino (i rossi e i bianchi non mancano e i bassi vigneti che accompagnano le strade dell’interno ne sono testimonianza) o un bel bicchiere di birra, sempre di produzione interna. Per finire, non manca un brindisi con il Baita, un liquore a base di fico d’India e miele, nato pare dalla ricetta di un Cavaliere buongustaio.


L’olfatto
I lettori più esigenti perdoneranno la licenza poetica, ma Malta ci porta a parlare di olfatto in senso metaforico: perché in ogni angolo, in ogni paese, il profumo di storia pervade i sensi. La presenza dei Cavalieri è percepibile in diverse sfumature, essendo il loro un ordine religioso, ospedaliero e militare. Alla Valletta, la Co-Cattedrale di San Giovanni è forse la costruzione più emblematica della loro forza, con le quattrocento pietre tombali in marmi policromi che custodiscono le sepolture dei Cavalieri, le otto cappelle dedicate alle differenti lingue; le decorazioni e le iscrizioni storiche; il tempio custodisce anche due straordinarie opere del Caravaggio. Il Palazzo del Gran Maestro, sempre alla Valletta, è invece oggi sede del Parlamento; ‘La Sacra Infermeria’, i Giardini Superiori Baracca, il teatro Manoel sono da visitare per annusare fino in fondo l’originale storia maltese. Ancora, a Mdina, la Cattedrale in stile barocco ha sostituito la chiesa originale distrutta da un terremoto, ma conserva una bella croce d’argento massiccio portata da Rodi dai Cavalieri. Il Forte Sant’Elmo è invece visitabile in molte domeniche dell’anno in occasione della ricostruzione storica ‘In Guardia’: per rivivere suggestive atmosfere di tempi tanto ricchi e vivaci. Anche Gozo, con la Cittadella e la capitale Vittoria non manca di richiamare a storie passate, in un emozionante tripudio di musei, chiese ed edifici caratteristici.

Il tatto
Lo si sente ‘a pelle’, il calore della gente. I Maltesi, cordiali e sorridenti, colgono ogni occasione per offrire un’indicazione o mostrare la loro conoscenza della lingua italiana. Soprattutto gli anziani che, immancabilmente ‘hanno un amico in Italia’. Ma ancora più il calore della gente di Malta si percepisce dalla voglia di fare festa. O meglio ‘festi’: sono queste le tradizionali celebrazioni religiose. Ogni paese rende onore al Santo Patrono organizzando sfilate storiche, preghiere, momenti conviviali e, soprattutto, fuochi d’artificio. Quasi in competizione gli uni dagli altri, gli abitanti dei diversi nuclei urbani preparano con fierezza questo momento di grande emozione. L’aspetto più insolito è che i fuochi vengono sparati in qualsiasi momento della giornata: non importa se il sole splende cocente, l’importante è farsi sentire… Con un po’ di fortuna, poi, sarà una gara in calesse lungo le strade dei villaggi ad incantare i vostri obbiettivi: tra bandiere, folklore e spirito di competizione – amichevole - è uno spettacolo da non perdere. E per finire in bellezza, una serata sulla spiaggia: il clima perpetuamente mite invita all’aria aperta e le famiglie maltesi non si lasciano sfuggire l’occasione di una bella grigliata notturna in riva al mare. Così le coste si illuminano di mille fuochi: lì la festa durerà fino all’alba.

Ecco Malta, con i suoi colori, i suoi profumi, le sue sensazioni. Trascorrendovi qualche giorno mi viene spontaneo una domanda: è solo l’incantesimo di Calipso ad avere trattenuto Ulisse in questi lidi per ben sette anni? D’altra parte lo stesso Omero declamò: “Chi non ha avuto subito gli occhi affascinati, l’anima rapita da questi luoghi, non è tra gli immortali”. Noi non siamo dei, ma ugualmente il fascino dell’isola del miele ci ha catturato, con la sua linfa più dolce e suadente…
Tags: Malta, Valletta
© Copyright 2012 Promax Comunication SA | Swiss Made Contatti