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In Moto nel Paese del Sole di Mezzanotte

Scritto da simone buset
  • IL SOLE DI MEZZANOTTE
  • REINE...LA PERLA DELLE LOFOTEN
  • LA TROOLSTGEN
  • IL FIORDO DI GERANGER
Simone & Simona:Viaggio nel paese del sole di mezzanotte
SABATO 29 LUGLIO 2006
Con la moto già carica di tenda e quanto altro,partiamo alle ore 7 da Arezzo, direzione, Norimberga una tappa di 890km, fatta di traffico intenso e un po’ di acquazzoni. Arriviamo a Norimberga alle 18 e non abbiamo voglia di campeggiare, decidiamo quindi per un misero ma accogliente garnì e dopo una cena tipica tedesca e una birra fresca ce ne andiamo a nanna belli morti,domani partiamo per Rostock.
DOMENICA 30 LUGLIO 2006
Svegliati e colazionati, carichiamo la DEAUVILLE per un'altra tappa di 630km, direzione, il porto di Rostock ,imbocchiamo l' autostrada e troviamo nuovamente traffico ma per oggi il tempo sarà buono. Apparte la noiosa autostrada tedesca fatta di boschi e mulini per l'energia eolica,la notizia più allarmante,ci viene data dal ceckin del porto: non ci sono posti sul traghetto che fa spola da Rostock a Trelleborg (svezia), dopo tante sofferenze per l' inglese che poco sappiamo, ci consigliano di partire il giorno dopo, ma con scalo in Danimarca precisamente a Gedser quindi albergo a Rostock, visita della città.
LUNEDI 31 LUGLIO 2006
Ci dirigiamo verso il porto,cambiamo i soldi in corone svedesi e andiamo all'imbarco, che è rapido e la partenza precisa alle 11 .Alle 12 sempre puntuali, sbarchiamo a Gedser in Danimarca e ci accoglie un forte vento trasversale che ci rallenta e non di poco. La Danimarca è una nazione molto a mio parere monotona come strade,la cosa più interessante è invece la traversata che abbiamo fatto sul ponte che collega Copenaghen a Malmo in Svezia,il costo non è economico 150 corone circa 18 euro, ma i paesi scandinavi sono molto molto cari. Passato il confine svedese ci fermiamo per fare benzina e puntiamo verso la località di Granna a sud di Stoccolma, la E4 l'autostrada svedese è gratuita e tenuta bene con qualche restringimento di carreggiata che passa in mezzo a una fittissima foresta di abeti , tempestata di autovelox, il limite è di 110 km/h. Sono le 18 e arriviamo nel paese di Granna proprio sul lago Vattern,un bel paesino famoso per le polkagris( caramelle alla menta peperita), qui iniziano i nostri soggiorni in campeggio e ne troviamo uno decisamente ottimo il Grannastrandens camping che ci consiglia di fare la campingcard, con sconti e agevolazioni per tutti i campeggi in scandinavia, doccia, cenettina in un pub, e mentre ci corichiamo, notiamo nonostante le 22 di sera, che c’è ancora una buona luce.
MARTEDI 1 AGOSTO 2006
Il mattino seguente, facciamo colazione in una stazione di servizio, con tanto di pieno alla moto,il paese dove andremo è impronunciabile Ornskoldsvik a circa 820 km, quindi ne avremo anche oggi. Prendiamo la E4 verso Stoccolma (che non abbiamo visto) e puntiamo a nord, passando tra i boschi le paludi,scorci di mare e paesini colorati, la E4 è diventata a due corsie ed è molto trafficata .Arriviamo al paese intorno alle 18, ci accampiamo in un camping spartano poco fuori dal centro in riva anche qui ad un lago(non ricordo il nome del camping ma ce ne sono a fiumi e per tutte le tasche).La mia guida mi descrive un 'ottimo ristorante di pesce, vicino al porto, il Fina Fisken che serve specialità locali in un’atmosfera piacevole . Il paese non ha molto da offrire, se non per sport invernali e quindi il rientro al camping è imminente ma la novità di oggi è che il sole sta sempre più in buona vista. Domani saremo in Finlandia,e stiamo già sentendo il profumo del NordKapp MERCOLEDI 2 AGOSTO 2006
Ci svegliamo di buon ora,smontiamo la tenda,facciamo benzina e mettiamo qualcosa sotto i denti ( di solito alle stazioni di servizio si risparmia comprando succhi in brik e biscotti oppure le muffin)e partiamo verso la Finlandia, più precisamente a Rovaniemi sede del villaggio di Babbo Natale e del napapiri(il napapiri, il punto che delimita il circolo polare artico). Rovaniemi è una bella città ricca di attrattive turistiche, tagliata dal fiume Komijokie, proprio sulle sue rive sorge il camping dove abbiamo sostato per una notte .Non ci crederete, ma faceva molto caldo, abbiamo fatto un giro tra i negozietti lapponi e cenato in un fast food in città a prezzi ragionevoli, considerando che qui vige l’euro come in Italia, ma con il fuo sono un ora avanti rispetto a noi.
GIOVEDI 3 AGOSTO 2006 Km450
Durante la notte, (si fa per dire che qua non è mai buio ed è veramente irritante) a piovuto ed è scesa la temperatura, l’indomani mattina smontiamo tutto e andiamo a visitare il villaggio di Santa Claus che delimita il punto d’inizio del circolo polare artico (66° 32’ 35’’ latitudine nord), merita davvero la pena di fermarsi, perché ha un’ atmosfera magica, sembra di essere a natale,ci sono negozi e ristoranti con prezzi da paura,e inoltre il suggestivo ufficio postale di Babbo Natale,con migliaia di lettere da tutto il mondo scritte dai bambini,potete scrivere cartoline con la possibilità di farle recapitare anche a natale .Dopo infinite foto alle 10 ripartiamo per il paese di Karasjok in Norvegia,mancano ormai meno di 1000 km al traguardo. Durante il viaggio troviamo renne a branchi,perfino in galleria,la prudenza qui è al massimo. Il paesaggio cambia bruscamente,gli alberi si diradano e si abbassano, ci rendiamo conto che siamo nella tundra ,il cielo da l’impressione di schiacciarci e tutto attorno si fa di un colore giallastro per via dei licheni. Abbandoniamo la E75 per fare la 92, qui inizia un tratto abbastanza lungo dove praticamente non ci abita nessuno,quindi ultimo rifornimento nel paese di Kaarnanen e ci muoviamo verso il confine. Durante il tragitto, incrociamo una sola auto, oltre alle solite renne che gironzolano nelle paludi che ci circondano, non vediamo più nessuno.Ecco la dogana che delimita il confine tra Finlandia e Norvegia, prima di oltrepassarlo pranziamo in un ristorante li vicino che ci cucina un ottimo salmone con patate. Attraversato il confine,mancano solo 23 km a Karasjok,che raggiungiamo con una temperatura fredda e un forte vento che soffia da nord,decidiamo di pernottare in campeggio ma in una delle tante casine (hittie) che costano di più di una piazzola ma sei al calduccio e dormi in morbidi materassi(portate sacchi a pelo perché nei materassi c’è di tutto),il camping si chiama Karasjok camping,e il proprietario è una persona simpatica che ci consiglia la visita al Sàpmi park (parco a tema sulla vita dei lapponi),li troviamo uno strano ristorante, il Gammen formato da quattro capanne sami collegate tra loro,dove si mangia praticamente sdraiati su pelli di renna attorno ad un braciere,la cena è tipica: renna con gelato ai mirtilli (ottima), paghiamo il salato conto e c’è ne andiamo a dormire. Prima di dormire…………Beh penso a domani!!!!!!!!!!!!a Caponord……….WOW
VENERDI 4 AGOSTO 2006
Pronti per la giornata che ci ricorderemo per sempre, carichiamo il Deauville, e proseguiamo verso Caponord,solo 270 km e saremo in vetta all’ Europa. Il tempo è orrendo,piove, tira vento forte e fa molto freddo (6gradi).Arriviamo al casello del Kafjord il nuovissimo tunnel sottomarino che ci porta nel fiordo di
Mageroya, dove si deve pagare sia all’entrata che all’uscita,il tunnel scende sotto il livello del mare e il freddo all’interno è notevole. All’ uscita solo 30 km ci separano dalla meta, troviamo il camping a Honnisvag il paese principale,molto carino con tutte le case colorate in mezzo ai fiordi. Il camping in questione si chiama Nordkapp camping, abbiamo optato per la casetta per la quale abbiamo sborsato 900nkr, con angolo cottura e riscaldamento. Posiamo i bagagli e partiamo per il Nordkapp,qui adesso non esiste nessun tipo di vegetazione, se non licheni e fiori artici,le renne pascolano a fiumi (anche nel campeggio) e colonie di uccelli sorvolano e nidificano lungo la suggestiva e selvaggia strada che stiamo percorrendo. Incontriamo altri motociclisti, ma il cartello delle distanze si fa sempre più generoso, forza ci siete,corre sempre più veloce l’asfalto sotto di noi. L’ emozione è fortissima.Ultima curva poi il piccolo rettilineo, eccolo……….. Lo vediamo, il cartello NORDKAPP,mi fermo proprio accanto,spengo la moto………….missione compiuta…………MA……….. Paghiamo altre 190krn a testa che ci danno l’opportunità di entrare ed uscire da Caponord per 48 ore. Visitiamo il Nordkapphallen(un posto che o si odia o si ama), un centro per turisti,con storia del fiordo,ristorante,cappella ecumenica,negozio,musei thailandese e ufficio postale. Ci affacciamo nel terrazzo che si protrae a picco sul mare artico e sappiamo che a 550km da noi, ci sono le prime isole del polo nord,le Svalbard.Foto di rito sotto il maestoso mappamondo che indica il punto più a nord d’Europa (71° 10’ 21” latitudine nord),ma, ahinoi causa tempo brutto, questa sera non sarà visibile il fenomeno del sole a mezzanotte. Rientriamo nel centro visitatori, un pozzo di guadagno perché i prezzi sono irreali(perònon tutti i giorni sei qua),ma acquistiamo souvenir di vario genere,spediamo cartoline con tanto di timbro ufficiale e compriamo il certificato che attesta il raggiungimento del Nordkapp,compilato, timbrato e firmato. CHE SODDISFAZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Adesso ritorniamo al camping dove acquistiamo la cena nel supermarket di Honnisvag giro breve del paesino, poi tra una chiacchiera e l’altra sull’impresa riuscita, ci concediamo il meritato riposo.
SABATO 5 AGOSTO 2006
Con un sole e un cielo splendente(finalmente), decidiamo di fare il giro del fiordo, davvero suggestivo,e visitiamo i paesini intorno(fateli tutti), Gjesvaer,Skarsvag Kamoyvaer,posti irreali, remoti, selvaggi, che emanano profumi di piena solitudine, il tutto contornato da alcune specie di fiori,laghi,essiccatori per lo stoccafisso e picchi sul mare che tolgono il fiato. Nel pomeriggio optiamo per una sontuosa dormita(la stanchezza si è fatta sentire). Al risveglio partiamo per ritornare a Caponord, dove ceneremo al ristorante prendendo il menù artico, il tempo è magnifico e fra qualche ora la natura farà il resto .Abbiamo visto tante cose belle, il sole a mezzanotte non ha eguali.Il vento pungente non ci da tregua,ma siamo troppo impegnati dal fenomeno di questo sole che cala all’ orizzonte e……….puff ritorna a farsi alto nel cielo.Guardiamo l’ora ed è mezzanotte passata (impossibile ancora tutta questa luce!),ahinoi salutiamo Caponord, con la promessa di ritornarci in futuro e torniamo al camping,all’una di notte il sole è bello alto come fosse pomeriggio.
DOMENICA 6 AGOSTO 2006
Oltre al sole di mezzanotte e al paesaggio fuori dal comune, Nordkapp non offre altro, quindi dopo 2 giorni, decidiamo di partire per le isole Lofoten.Partiamo con un tempo non bello e con il solito vento freddo, iniziamo a percorrere la costa norvegese, i suoi fiordi sono magnifici peccato che per percorrere i 410 km che ci separano da Tromso c’è voluto una giornata,motivo, il traffico intenso e le vie tortuose, ma ne è valsa la pena. Dopo la burrasca presa per tutto il viaggio, decidiamo di sostare a Tromso, ma se potete evitarla è meglio perché non offre niente di suggestivo(almeno per noi). Il campeggio è il Tromso camping(casetta 2 letti 400 krn).
LUNEDI 7 AGOSTO 2006
All’indomani,ci svegliamo con pioggia, decidiamo quindi di fare colazione in campeggio, dove apprendiamo dal telegiornale locale che causa maltempo i traghetti per le Lofoten sono sospesi per mare grosso. Allora decidiamo di partire alla volta Narvik, slittando di un altro giorno la visita alle Lofoten(per vedere il fascino di queste è necessario un tempo più gradevole).Anche Narvik non è che sia un gran che, l’unica cosa che non scorderemo della città, sono le 2 pizze con coca e birra pagate 41 euro(non male vero!)Alloggiamo al Narvik camping, ma ancora fa freddo e piove, quindi prendiamo la solita casetta a 500krn. Sole o non sole domani andremo alle Lofoten
MARTEDI 8 AGOSTO 2006
Il sole non si vede nemmeno stamani, le nuvole grigie non promettono nulla di buono,ora però, partiamo ugualmente e passeremo dalle Vesteralen (allungando di non poco il viaggio) dove ci imbarcheremo per le Lofoten(tragitto di circa 25 minuti di traghetto).Arriviamo a Melbu,il traghetto parte per Fiskebol,il marinaio mi consiglia di stare con la moto, causa mare mosso.Arriviamo al porto in orario,e puntiamo per Svolvar , il capoluogo, troviamo alloggio al campeggio Orsvagvaer camping situato a pochi km dal centro, in una posizione magnifica ( 350 krn per casetta).Sistemato il tutto andiamo a fare la gita in barca di due ore, al fiordo più famoso della Norvegia: il Trollfiord.Con la motonave (molte agenzie organizzano questa escursione,occhio ai prezzi) salpiamo dal porto di Svolvaer e con un mare da film d’ avventura raggiungiamo questo meraviglioso fiordo chiuso, circondato da cime innevate,casette colorate,cascate,e impressionanti aquile di mare.Sosta di una mezz ‘ora accompagnata da merenda offerta dall’equipaggio,e prova di pesca con il capitano della motonave (davvero originale).Rientriamo al porto, ceniamo al ristorante adiacente l’imbarco il famoso Bacalao (vi consigliamo di prendere la pasta piccante ai gamberetti 130krn).Poi riposiamo perché domani ci attende il giro delle Lofoten.
MERCOLEDI 9 AGOSTO 2006
Finalmente sole senza nubi,il clima quasi estivo ci fa partire di buon ora alla scoperta delle Lofoten,con la moto scarica di bagagli (finalmente) imbocchiamo la E10 per percorrere le 4 isole(Austvagoy,Vestvagoy,Flakstadoy e Moskenesoy collegate tra loro da ponti),sono la vera essenza della Norvegia settentrionale. Il paesaggio è notevole e la macchina fotografica scatta foto a raffica,visitiamo il paese di Reine , considerata la perla della regione (non pensavamo esistesse un posto).Dopo una passeggiata per la cittadina,puntiamo verso A (si chiama così con un pallino sopra la A e sta a indicare l’ultima lettera dell’alfabeto,come lo è il paese, ultimo su questa isola.)Bellissimo villaggio di pescatori su delle palafitte, dove è sede il museo dello stoccafisso e dell’olio di fegato di merluzzo,(da vedere).Il proprietario che parla un italiano perfetto ci offre uno spuntino prima di spiegarci la lavorazione dello stoccafisso (il 75% dello stoccafisso esportato viene in Italia).Il paese non offre altro se non un bellissimo panorama e un’ odore pessimo di pesce,decidiamo di partire per completare la visita delle Lofoten, passiamo per le spiagge di Ramberg e Flakstad dall’ aspetto caraibico, ma, mettendo un piede in acqua, ci ricordiamo a che latitudine siamo. Prendiamo la stradaRv815,una strada non molto trafficata se non da turisti dove ammiriamo le vere Lofoten,ma come tutte le favole arriva il lupo cattivo. Il lupo in questione ci sbuca da un fosso davanti a noi,con un laser in mano,è la polizia che ci rileva un superamento del limite di soli 20km/h (facevamo 80 il limite era 60) e dopo vari please,ci rifila una multa di 8000krn(circa 916 euro),che paghiamo in carta di credito. Lasciamo i lupi alle altre prede, beccati dal laser e incazzati come belve, torniamo al camping, cena a base di baccalà incazzato, e andiamo a letto incazzati.
GIOVEDI 10 AGOSTO 2006
Malgrado l’accaduto,al mattino decidiamo come da programma di ripartire dalle CARE Lofoten e di proseguire il viaggio di ritorno dalla strada artica. Ci imbarchiamo a Svolvaer per Stutvik (circa un ora e mezza di traversata),per dirigersi verso Mosjoen,man mano che scendiamo, il paesaggio riacquista un normale aspetto,anche le renne si fanno meno visibili e la vegetazione si infittisce. La strada artica la E6 è molto più veloce e diretta, lascia comunque qualche bello scorcio paesaggistico (la consigliamo).Oltrepassiamo il circolo polare artico,questa volta da Mo I Rana, con annesso altro napapiiri shop, e arriviamo a Mosjoen in serata(non ricordiamo i chilometri percorsi).Finalmente ripiantiamo la tenda al campeggio Mosjoen camping, proprio lungo la E6,un paesino tranquillo ma senza interessanti itinerari, ma ormai il meglio lo avevamo visto. Una buona cena a base di filetto di renna e poi ………… A nanna.
VENERDI 11 AGOSTO 2006
Dopo una dormita come si deve,(oramai la luce intensa della notte è diventata una penombra),montiamo in sella alla Deauville per proseguire il viaggio versoTrondheim.La E6 sempre più rettilinea ci porta in città nel primo pomeriggio,qui il campeggio è davvero ottimo Sandmoen camping 12km a sud dalla città. Trondheim è veramente splendida, ricca di negozi e divertimenti,ristoranti e centri commerciali,musei e chiese, ma ahinoi, il tempo che staremo qui è di una giornata. La vera attrazione comunque è stata un raduno in piazza di macchine americane anni 60, un vero sballo (sono molto frequenti in Norvegia) e fra musiche country e balli decidiamo che è ora della cena, troviamo un buon ristorante italiano che ci soddisfa alla grande,poi come i più valorosi cavalieri è arrivato il momento del meritato riposo.
SABATO 12 AGOSTO 2006
Alesund è la nostra prossima tappa,però dopo aver fatto la Trollstigen (la scala dei troll) e il fiordo di Geranger.La Trollstigen si prende seguendo l’ indicazione per Valldal ,la RV63, sono 11 tornanti con una pendenza del 12% una strada che toglie il fiato con un imponente cascata che la costeggia,qui notiamo l’unico cartello che avverte l’attraversamento dei troll ,in cima il panorama è da sballo. Scambiamo quattro chiacchiere(dicamo a gesti) con due motociclisti norvegesi che ci illustrano la strada per il fiordo di Geranger,non perdiamo altro tempo e dopo foto a più non posso partiamo. In questa giornata abbiamo preso la bellezza di 8 traghetti che fanno la spola fra i fiordi con corse che durano una decina di minuti, finalmente arriviamo sul terrazzo che domina il fiordo di Geranger. Non potete immaginare la natura cosa è capace di creare.Ancora drogati dall’ immagine di Geranger,proseguiamo per Alesund,che raggiungiamo in serata,montata la tenda al camping Volsdalen ce ne andiamo un po’ per la graziosa cittadina (una passeggiata per smaltire la cena), poi il ritorno al camping.
DOMENICA 13 AGOSTO 2006
La sveglia ci comunica che è ora di svegliarsi,quindi dopo le solite routine mattutine,decidiamo di partire per Oslo,la capitale. Imbocchiamo la E6 che oramai è diventata del tutto dritta e scorrevole, perciò i 533 km di distanza, ce li beviamo alla grande. Passiamo nei pressi di Lillehammer (sede dei giochi olimpici invernali nel 1994), quando oramai mancano 150 km per Oslo. Dopo una sosta per il pranzo, apprendo dalla guida che per entrare in città i veicoli devono pagare (le moto no), ci ritroviamo in una selva di strada e serpentoni di auto che sfrecciano a destra e manca, sempre la guida ci segnala l’Oslo fjordcamping a conduzione familiare,( EVITATELO, è tenuto da schifo e poi è invaso da zingari e gente poco fidata), purtroppo il tempo peggiora e non ci fa uscire dal campeggio,perché il nostro itinerario era di prendere l’autobus per il centro(è sconsigliata la moto visto che Oslo è piena di sensi unici e gente balorda).La cena in campeggio non ve la raccontiamo perché non merita commenti.
LUNEDI 14 AGOSTO 2006
Dopo una notte pensierosa per la paura di essere depredati dai nomadi,ci svegliamo con un tempo molto incerto,incateniamo la moto a dovere, con la speranza al ritorno di trovare tutto, prendiamo l’autobus per il centro. All’ arrivo nella piazza dei terminal, decidiamo di proseguire per la strada principale Karl Johans gate ricca di locali e negozietti per tutti i gusti, alla fine di questa si trova il Det Kongelige Slott ,ovvero il palazzo reale, ma ahinoi la pioggia si fa viva e abbandoniamo subito il giro turistico per prendere l’ autobus che ci porterà a Drobak, un delizioso borgo sul lungomare, con tante casette di legno e cittadina del Natale di Oslo (qui una visita fatela pure ne vale la pena).Da vedere il negozio che vende addobbi natalizi e l’ufficio di Babbo Natale. Pranziamo in un ristorantino prima di riprendere l’autobus per Oslo. Ora che non piove visitiamo un po’ di centro e centri commerciali(a noi Oslo non è piaciuta anche forse perché il mal tempo non ci ha permesso di vederla al meglio).Acquistiamo dei salumi e del pane per la cena e sotto un nuovo diluvio ce ne torniamo al camping. Inventario delle cose lasciate in balia dei predoni,ma non manca niente per fortuna. Consumiamo pane e salame nella nostra tana,e poi sotto il temporale ci addormentiamo.
MARTEDI 15 AGOSTO 2006
Leviamo le tende alla svelta da questo orrendo campeggio,e colazionati in qualche modo partiamo alla volta della Germania,La E6 ci porterà fino in Svezia,il tempo non sembra aiutarci nemmeno questa volta.
Poco dopo il confine svedese, abbiamo rischiato di farsi male seriamente per un incidente, l’auto che ci ha sorpassato (facevamo oltre 150Km/h) ha preso sotto le sue ruote, uno spessore di legno, come quelli che si usano per le roulotte(circa 30 cm),scaraventandolo a folle potenza all’ altezza del casco,il vetro e montanti del Deauville sono stati disintegrati totalmente,e dalla botta presa sul casco il mio Nolan 102 modulare ha rotto il meccanismo di apertura. Non chiedetemi come ho fatto a non sbandare o a non cadere, sta di fatto che stavo bene e Simona pure .Ci fermiamo per riprendersi dallo spavento e constatiamo i danni, che al cospetto di quello che poteva succedere sono nulli. La cosa che più mi da preoccupazione, sono i 2000 km e passa che ci separano da casa, farli senza parabrezza, saranno snervanti. Infatti appena ripartiti, la pressione dell’aria si fa subito sentire, ma non ci potevamo fare nulla, inizia anche a piovere forte (mancava solo lei).Siamo in prossimità di Malmo, bagnati il giusto paghiamo il pedaggio per il ponte che ci riporta a Copenaghen, mi accorgo che sarà una traversata lunga,perché il forte vento che tira di traverso ci procurerà qualche problema. Difatti abbiamo fatto tutto il ponte in seconda e nella corsia di emergenza,un vero spavento vi assicuro, non abbiamo mai sentito un vento così forte. Arrivati in territorio danese ci fermiamo per benzina e cibarie, io sono veramente a pezzi, quindi decidiamo di sostare un paio di giorni a Copenaghen, un po’ per la stanchezza, un po’ per riprendersi dallo spavento e visitare la capitale. Conosciamo una coppia di Torino, che con la loro Suzuki 750 hanno fatto il nostro stesso tour .Conoscevano il campeggio più vicino alla città, così li abbiamo seguiti (sempre sotto l’acqua), e all’arrivo abbiamo piantato le nostre tende praticamente in un pantano. Fra una chiacchiera e l’altra optiamo con i ragazzi torinesi una visita della città, ma questa volta senza le moto, perché il centro di Copenaghen è un po’ incasinato, quindi prendiamo la metrò(efficiente davvero), e scendiamo proprio a Tivoli( parco giochi nel centro), rifornimento di contanti e piccola visita nel centro. Cena a base di kebab poi rientro in tenda.
MERCOLEDI 16 AGOSTO 2006
Questa mattina il sole è bello splendente e senza nubi, quindi ci organizziamo per una sontuosa visita di Copenaghen con tanto di giro in battello fra i suggestivi canali. Dopo una vera colazione in un bar (finalmente), riprendiamo la stessa metrò e iniziamo il tour della città. Davvero molto bella, ci sono tante cose da vedere e da fare come il giro che abbiamo fatto con il battello, che ci ha portato fino alla sirenetta (simbolo della città ma niente di particolare).Poi cambio della guardia al palazzo reale, i giardini con castello del re,il pittoresco porto con romantici locali e case colorate e le stradine piene di negozietti che vendono proprio di tutto (assaggiate le birre locali sono ottime).Dopo tutta questa giornata passata a consumare non più gomme ma suole, è ora di tornare alla base,spendiamo le ultime banconote danesi (non ci vuole molto in Danimarca:è cara), riprendiamo la metrò. Mangiamo le cibarie comprate in un market,poi ci organizziamo con la coppia di Torino per il porto d’ imbarco per la Germania e la strada da fare per il rientro in Italia. Dopo aver sistemato un po’ di bagagli entriamo nei nostri sacchi a pelo.
GIOVEDI 17 AGOSTO 2006
Smontiamo le tende sotto un’acquazzone (come al solito),carichiamo la Deauville (che brutta senza parabrezza ), destinazione il porto di Rodbyhvan dove ci imbarcheremo per Puttgarden in Germania, qui il tempo è buono e sembra promettere bene per il viaggio che ci porterà fino a Monaco. Salutiamo i nostri amici torinesi all’altezza per lo svincolo di Francoforte e dopo le foto ricordo,ognuno imbocca la propria strada di ritorno. Oramai la fatica di questo viaggio si fa sempre più sentire quindi decidiamo di fermarsi poco dopo la città bavarese in una piccolo paesino (non ricordo il nome ero troppo cotto), qui pernotteremo in un garnì con tanto di soffice letto e morbide lenzuola. Dopo la cenettina nel ristorante annesso con tanto di litro di birra, il meritato riposo, domani saremo ad Arezzo.
VENERDI 18 AGOSTO 2006
Erano giorni che non dormivamo così comodi e al buio, una bella colazione per intraprendere i 650 km circa che ci mancano per arrivare a casa. Partiamo di buon ora e puntiamo dritto per l’Italia. Non raccontiamo altro del viaggio, perché l’autostrada non ha molto da raccontare. Alle ore 15 circa paghiamo il pedaggio al casello di Arezzo, e con la sbarra che si chiude alle spalle, dichiariamo fine al viaggio.

COMMENTO: Questo viaggio ci ha lasciato un profondo segno, che ci porteremo dietro per molto tempo, un viaggio fatto da soli senza supporti al seguito, un tour che ha richiesto un forte spirito di adattamento un po’ a tutto, che ha richiesto anche sacrifici il quale hanno generato i suoi frutti, un viaggio che Vi auguriamo di cuore a tutti Voi bikers e non,di affrontare per provare le stesse emozioni nostre.

INFORMAZIONI UTILI:
Abbigliamento: per il viaggio un buon capo tecnico vi aiuterà ad affrontare il clima che di continuo cambia, per gli abiti consigliamo un vestiario primavera autunno.
Dove dormire: se Volete spendere poco o meglio salvare il portafoglio la tenda (fino a che reggete le basse temperature) è l’ unico alloggio di risparmio,poi in alternativa casette di legno o ostelli. State lontano dagli alberghi.
Dove mangiare: la colazione è meglio nelle aree di servizio, i pranzi nei chiostri lungo la strada vi soddisferanno, la cena andate pure al ristorante,ma attenzione ai costi, se volete iniziare una dieta, beh! avete scelto i posti giusti.
Soldi: non portatevi molto contante, i bancomat ce ne sono a migliaia,la carte di credito le accettano tutti le più gettonate sono la Visa e la Mastercard, usano le carte di credito anche per comprarsi le sigarette.
Strade: tutte tenute bene apparte qualche tratto al nord, le autostrade sono gratuite, il vero pericolo sono le renne fate molta attenzione, sono la principale causa di incidenti mortali per quanto riguarda le moto.
Guida:le guide da noi usate sono le Loney Planet,davvero ottime ricche di informazioni utili e costi, mentre per la cartografia abbiamo scelto il Touring club italiano.
Chilometri: circa 11000



Tags: CAPONORD
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