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Slovenia in Moto

Scritto da ale moro
  • sentiero rilke
  • autista e passeggera
Gli ingredienti sono pochi ma buoni: una moto comoda anche per il passeggero ed una giornata a disposizione, possibilmente di sole, grazie 
Dopodichè non serve altro per regalarsi una gita che nel giro di una giornata permette di tuffare gli occhi nelle onde del mare o respirare il profumo del bosco.
La Slovenia è a portata di mano/moto e da qualche mese a questa parte ha eliminato anche la noia della frontiera; l’ingresso nella Comunità Europea significa che da Trieste si fila dritti, godendo peraltro di prezzi carburante assai più convenienti, per cui aspettate di uscire dalla nostra esosa Italia per fare il pieno.
L’itinerario proposto e ampiamente testato parte, come comoda base (ottime paste, peraltro), dal bar pasticceria "Costa dei Barbari " di Sistiana, frazione di Duino/Aurisina e termine dell'autostrada A4 Torino-Milano-Venezia-Trieste. Tra Duino e Sistiana si snoda il sentiero dedicato al poeta austriaco Rainer Maria Rilke, circa 2 km sul bordo delle falesie a strapiombo sul mare.
Ma torniamo in moto: partiti!
Passando per il Vallone (ovvero la SS 55 dell’Isonzo, così detta perchè ricalca il Vallone di Gorizia, una frattura dell’altipiano del Carso) si arriva a Gorizia, si sconfina nella vicina Nova Gorica e si prende la strada che costeggia il fiume Isonzo, godendo di un paesaggio incantevole: si viaggia così vicino al fiume, al punto di aver l’impressione di essere in barca.
Giunti a Kanal, si attraversa il ponte a due archi sul fiume, in mezzo alle rocce; costruito nel 1580 (ma si dice che un precedente ponte sia esistito vicino alla casa “Petrucka” già al tempo dei Romani) ed inizialmente in legno presso la parte più antica del paese, quella medioevale, passa nei secoli storie di crolli e ricostruzioni, a causa delle guerre. Oggi è il trampolino per il campionato mondiale di tuffi da grandi altezze; i coraggiosi si lanciano nell'Isonzo da 23 metri, dopo che il ponte, alto 17 metri, è stato alzato di altri 6.

Si prosegue fino a Most na Soci (Ponte sull'Isonzo, dallo sloveno Most, ponte e Soča, Isonzo), dove arriva il momento di una rilassante sosta al chiosco in riva al laghetto, ammirando il battello a ruota modello Mississippi, carico di turisti in gita.

Di nuovo in sella, si riprende a salire fino a Tolmino e poi Kobarid (Caporetto ), drammatico teatro durante la prima guerra mondiale della dodicesima guerra dell’Isonzo (ottobre 1917), terribile per le perdite da entrambe le parti. Il fuoco dell’artiglieria, i lanciamine, i lanciagas e la pioggia di granate, chiudendo nel sangue con l’irruzione delle truppe d’assalto tedesche nelle trincee italiane, colme di morti e moribondi, inferse una sconfitta impressionante al nostro esercito
Un museo, insignito del premio per i musei del Consiglio d'Europa, oggi conserva memoria dei tragici fatti.

Tornati indietro a Most na Soci, da lì raggiungiamo, sulle colline, Idrija, famosa per le miniere di mercurio, per il museo delle macchine minerarie e per l’enorme ruota di legno usata per aspirare l’acqua dalle gallerie. I turisti possono scendere con elmetto e luce in testa nelle viscere del Pozzo di Antonio, risalente al 1500, infilandosi nelle gallerie ed osservare come per cinque secoli si estrasse il cinabro. Uomini in miniera e donne al tombolo: Idrija è rinomata anche per le sue merlettaie e, da ventisette anni, per il Festival del Merletto, di richiamo europeo; quest’anno va dal 20 al 22 giugno e in abbinata con l’artigianato mostra anche la preparazione degli žlikrof, i tortelloni locali, offerti poi in degustazione.


Riprendiamo la strada per affrontare con ebbrezza e cautela le curve da capogiro sulla salita di Godovic, arrivando a Planina, dove un passo ben noto agli addetti ai lavori funge da luogo di incontro e di osservazione delle pieghe che i motociclisti tirano su quei tornanti.
Avanti fino a Postoina (Postumia) dalle celebri grotte, le più grandi del Carso: 20 km. di caverne, gioia degli speleologi e degli speleobiologi – l’habitat sotterraneo conta 130 specie d’animali, tra cui il proteo - e visitatissime, aperte al pubblico già dal 1819.
Postoina vanta anche il particolare castello di Predjama, da oltre settecento anni appoggiato ad una parete rocciosa verticale di 123 m. ed accessibile solo da una parte.


Il rientro ci fa attraversare Postoina , Razdrto e Senosece, toccando Sezana (Sesana) – nel cui comune si trova Lipica (Lipizza), conosciuta per l'allevamento dei cavalli lipizzani e per la scuderia fondata nel 1580 - e riapprodando in Italia al varco Fernetti; si può dedicare attenzione allo stomaco in uno qualsiasi dei mille ristorantini (le gostilne) lungo il tragitto, specialità maialino allo spiedo e grigliate.
Morale del viaggio: più di trecento chilometri immersi nella natura, paesaggi incantevoli e curve, curve, curve. Consigliatissimo.



Alessandra & Domenico
Tags: moto, slovenia, curve, trieste, duino, gorizia, tuffi, natura, cavalli lipizzani, most, ponte, isonzo, caporetto, falesie, bosco, mare, rilke
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