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Danàe e Tatò in Spagna! Barcellona 2007

Scritto da Serena Di Mercione
  • Mercato Boqueria
  • Teatro Museo Dalì
  • Fontana Magica
  • Montserrat
La destinazione per la nostra estate è stata ancora una volta una città spagnola. Dopo la splendida Madrid visitata a Settembre 2006 ora la nostra meta era la sua rivale storica, Barcellona!
In realtà io sono già stata in passato ma solo per tre giorni, in gita scolastica, anche allora vidi cose interessanti ma ho vissuto poco la città poiché ci spostavamo sempre in pullman.
Ora sarebbe stato differente.
Qualche mese prima abbiamo preso i voli della compagnia aerea ClickAir appena sbarcata a Palermo, andata e ritorno 70 euro a persona.
Gli hotel li ho prenotati da booking, 65 euro la doppia senza colazione.
Parlando di hotel ho usato il plurale perché ne ho prenotati due pur rimanendo sempre a Barcellona per la notte. Questo è accaduto x un motivo apparentemente banale ma col senno di poi non mi pento di aver fatto così. In sostanza è accaduto questo: ero indecisa tra due hotel, uno un po’ più spartano, 67 euro a notte in Calle Boquerìa (che, per chi non lo sapesse, si trova in pieno centro, traversa sulle famose Ramblas) l’altro dalle foto appariva decisamente più bello, moderno e curato, costava un po’ meno ma era a qualche fermata metro a nord del centro, vicino il parco Guell.
Dilemma. Finisco per prenotare quest’ultimo ma solo dopo leggo le recensioni degli altri clienti che ne parlano malissimo così mi prende il panico e voglio cambiare ma sono già trascorsi un paio di giorni e la Pension Dalì (quella in centro) non ha più la disponibilità per tutte le dieci notti. Ero tentata di restare ormai su quello prenotato ma son contenta di aver cambiato idea, così alla fine decido che prenoto l’altro in centro per 7 notti e mi tengo il primo solo per le prime 3 notti.
Per la cronaca: i giudizi negativi erano assolutamente veritieri! L’Hotel Puzxet è stata una delusione clamorosa tanto più che uno arriva con l’immagine vista sul sito e si ritrova in qualcosa di totalmente diverso. La stanza che ci hanno dato era tanto piccola che neppure per uso singolo poteva andar bene, invivibile e claustrofobica! Il letto matrimoniale (una piazza e mezzo!) per tutto un lato era costretto a stare attaccato alla parete e l’altro lato lasciava appena lo spazio per passare, poi davanti, ai piedi del letto non c’era più di un metro per lasciare le borse. Il bagno era un metro quadro, e la cosa più fastidiosa era il piatto doccia così piccolo che quando stavi dentro dovevi lavarti con gli avambracci incollati al busto perché muoversi era impossibile e la tendina di plastica ti si appiccicava completamente addosso. Che nervi! Eravamo arrabbiatissimi, per di più lontani dal centro e costretti a circa 400 metri per raggiungere la metro che non sono tanti ma lo diventano se sono in una zona senza alcuna attrattiva. La Pension Dalì invece sapevo già fosse modesta ma mi sono trovata parecchio bene, camera spaziosa, balcone su Calle della Boquerìa e posizione impagabile, trovarsi sulle Ramblas non ha prezzo! E’ vero che con la metro vai ovunque ma vuoi mettere avere l’albergo in pieno centro, poter risalire quando ti pare e non doversi spostare coi mezzi x la sera…
Ma ora vi racconto un po’ ciò che abbiamo visto in questi dieci giorni. Siamo riusciti a vedere tutto ciò che avevo programmato tranne alcune cose e cioè il Tibidabo, la Fondazione Tapiè e il Museo Nazionale al Montjuic x overdose d’arte e infine il Palazzo Guell perché in restauro.

Sabato 16 giugno.
Partenza in perfetto orario da Palermo alle 13:25, atterriamo a Barcellona intorno le 15:30, dall’aereo superiamo le nuvole che quel giorno coprivano la città e vediamo la meravigliosa costa, il mare è agitato ma Barcellona appare splendida anche da lassù.
Sovvertiamo il programma serale che ci vedeva in centro al Barri Gotic per un primo giro poiché dal pullman Salvo ha notato la fiera dell’auto in Piazza di Spagna e vuole andarci prima che termini, così passiamo tutta la serata tra auto di ogni marca e di ogni modello in un contesto fieristico bellissimo. La zona di Piazza di Spagna è già molto bella ma allestita per l’evento è ancor più animata e spettacolare. Ammiriamo anche il famoso quanto kitch spettacolo delle fontane che danzano a tempo di musica illuminate coi colori dell’arcobaleno (Font Magica). La serata è fresca e piacevole, la fiera è affolatissima ma chiude troppo presto, alle 21 dobbiamo già uscire. Ma siamo sufficientemente stanchi così dopo una lunga passeggiata tra i giardini del Montjuic nei pressi del Museo Nazionale, ci dirigiamo nel nostro “grande” hotel.

Domenica 17 giugno
Facciamo colazione in una panetteria vicino la fermata metro Lesseps nei pressi del nostro albergo e poi ci muoviamo in direzione della prima metà giornaliera. Premetto che non so se a Barcellona ci siano abbonamenti metro più convenienti ma noi abbiamo optato per un carnet da 10 corse (7 euro) e in quei 10 giorni ne abbiamo usati 2 a testa.
Quasi ogni giorno abbiamo stravolto il programma che mi ero fatta ma comunque alla fine abbiamo visto ciò che dovevamo.
Quella mattina siamo andati alla scoperta di uno dei fantastici edifici progettati dal più grande architetto di Barcellona, Gaudì. L’edificio in questione è la Casa Milà, detta anche La Pedrera. L’ingresso 9 euro ben spesi. Va detto che molte attrazioni della città sono parecchio care però per quanto mi riguarda ne è sempre valsa la pena poiché si è trattato sempre di attrazioni originali e uniche nel loro genere (nel caso di Barcellona capolavori di architettura modernista) “vivere” un luogo molto caratteristico e particolare come può essere una casa progettata da uno strambo architetto è decisamente più divertente, coinvolgente e si imprime anche meglio nella memoria.
La Pedrera è uno di questi luoghi magici e particolari. Si trova in un elegante e centrale quartiere della città il cui fulcro è il Passeig de Gracìa, una lunga e larga strada costeggiata da importanti edifici e numerosi negozi prestigiosi.
La visita alla Pedrera (la cui costruzione fù terminata nel 1910) è costituita da quattro tappe fondamentali, la prima è quella di ammirare l’esterno ondulato della facciata. Poi una volta dentro è permesso visitare un piano in cui è possibile camminare tra gli interni di un appartamento arredato secondo il gusto del tempo. Ma oltre i bellissimi arredi di in stile modernista il vero fascino è scoprire le varie prospettive di questo luogo completamente costituito da linee curve, ogni stanza, ogni cavità sembra essere nata dal passaggio un corso d’acqua tra i sassi che scorrendo ha modellato gli ambienti dalle strane geometrie curve. Poi si raggiunge un piano in cui ci si ritrova come dentro la pancia di un grande animale marino! E’ un unico ambiente in mattoni rossi che si snoda seguendo strane curve e di cui l’attrattiva maggiore è la copertura a volta costituita da una fitta successione di archi a parabola che caratterizzano l’intero ambiente facendolo sembrare appunto lo scheletro di un qualche animale. In questo ambiente si trova una mostra su Gaudì che raccoglie alcuni suoi studi ed è proprio qui che si capisce quanto questo architetto si ispirasse alle forme della natura per le sue architetture pazzesche che in fondo non inventano nulla poiché le forme da lui usate la natura le usa già da millenni. La sua genialità sta nell’averle applicate ad una disciplina che solitamente si è sempre avvalsa di linee dritte e razionali. Così dentro delle teche di vetro troverete i bozzetti dell’artista affiancati ad una pigna o ad un alveare, o ancora a qualche strana foglia o pianta e quasi certamente penserete “ecco come diavolo gli è venuto in mente di far così!”
L’ultima tappa della visita è il bellissimo terrazzo dal quale oltre al panorama eccezionale si potranno ancora scoprire le follie di Gaudì che qui si manifestano attraverso strani camini che sembrano gruppi di guerrieri che ti osservano.
Usciti dalla Pedrera ci dirigiamo verso il centro storico e pranziamo con delle tapas proprio in Calle Boquerìa, dove ci trova l’hotel in cui più avanti ci saremmo spostati. Patatas bravas, crocchette al pollo e calamari in pastella accompagnati da un quartino di bianco e una coca circa 20 euro. (va detto che a differenza di Madrid qui ci hanno fregato moltissime volte perché i prezzi delle tapas sono assurdi, bisogna stare attentissimi e chiedere prima il prezzo, oppure farsi consigliare un posto dove è già certo che si spende poco perché altrimenti vi ritroverete come noi l’ultima sera che siamo entrati in un affollato e attraente bar di tapas in Calle de Ferran e dopo aver ordinato un piatto con 7 bruschette differenti abbiamo scoperto che ognuna di quelle fettine di pane con uno sputo di condimento sopra costava ben 3 euro!!! 21euro per un piatto di tapas! Bastardi!!! Abbiamo rimpianto il mitico Museo du Jamon a Madrid dove spessissimo andavamo e con 6 euro in due ce ne andavamo sufficientemente sazi grazie agli assaggi di salame, jamon (prosciutto iberico) olive e tortilla! Senza paragoni!
Per un breack digestivo ci siamo spaparanzati in una panca su Piazza Catalunya, fulcro della città, estremo nord della Rambla sulla quale si affaccia il colosso Corte Ingles, 8 piani di grandi magazzini dove saremmo stati nei prossimi giorni.
Nel primo pomeriggio altro mitico edificio di Gaudì, la Casa Batlò. Questo ci è piaciuto ancora di più. Eravamo fortemente tentati di non andare visto che l’ingresso costa ben 16.50€ a persona, una cifra altissima ma ancora una volta ci siamo trovati a dire che sono stati soldi ben spesi perché la casa è semplicemente meravigliosa e per 16,50 € non ci si può perdere un tale capolavoro se sei arrivato fino a Barcellona x visitarne i tesori. Si può risparmiare sui voli, gli alberghi e quant’altro ma non te ne puoi andare senza vedere una cosa simile e tanto unica nel suo genere! Come per La Pedrera anche qui le forme sembrano nate da acqua che scorre tra i sassi. L’appartamento del committente, il signor Batlò (da cui l’edificio prende il nome) è sensazionale! Le stanze si snodano elegantemente fino al salone centrale che affaccia sul Passeig de Gracìa mediante una elaborata vetrata dalla struttura in legno e i vetri colorati, tutto rigorosamente artigianale. Difatti con Gaudì collaboravano moltissime maestranze per la realizzazione dei suoi particolarissimi progetti. Bravissimi falegnami, vetrai e altri artigiani davano vita ai disegni azzardati dell’architetto e così la storia dell’architettura si è arricchita di gioielli come questi.
La passeggiata culturale di questa giornata dedicata a Gaudì si è conclusa con la visita dell’edificio forse più famoso di Barcellona e cioè la chiesa della Sagrada Familia, imponente cattedrale modernista di ispirazione gotica che impegnò l’architetto per la maggior parte della sua vita e che tutt’oggi è in fase di costruzione.





Lunedì 18 Giugno
In questa giornata abbiamo scelto di girovagare per le caratteristiche stradine del centro storico (Barri Gotic) senza una meta precisa ma con l’intento di assaporare atmosfere locali, profumi, scorci e suggestioni. La passeggiata è cominciata sulle Ramblas per addentrarsi poi nella nota Calle de Ferran, una vivace strada costeggiata da negozi, alcuni di artigianato molto carini. A tal proposito vorrei dire che Barcellona (e il centro storico in particolare) ha moltissimi negozi di “artesan” (artigianatoappunto) molto interessanti poiché spesso mostrano il talento di giovani designer e stilisti locali e gli oggetti e i vestiti che si possono acquistare sono davvero unici ed originali!
Calle de Ferran nel suo estremo più prossimo alle Ramblas dà accesso, da un arco laterale, alla splendida Placa Real, mentre sul lato opposto termina su un’altra importante piazza, quella di S.Jaume sulla quale si affacciano importanti edifici storici come il Municipio (Casa de la Ciudad) e la sede del governo catalano (Palau de la Generalitat). A destra di quest’ultimo, oltrepassando un delizioso ponte tra due palazzi che inevitabilmente riporta alla memoria il più noto Ponte dei sospiri di Venezia, e giungendo alla fine di Carrer del Bisbe Irurita ci si ritrova su una grande piazza che fa da palcoscenico alla bellissima Cattedrale gotica (La Seu). La visita al suo interno include anche il suggestivo chiostro la cui atmosfera è imperdibile e dove risulta piacevole riposare un po’ per godere di quell’aria tranquilla che sembra immutata nel tempo.
Ma tanta cultura smuove l’appetito e non meno la sete e così una volta fuori dalla cattedrale ci lasciamo tentare da un fresco gelatino.
Ma in quel mentre un’altra frivola tentazione ci sorprende! Ci lasciamo convincere a fare un tour col simpatico bici-taxy che con 6 euro ci scorazza tra le viuzze del centro fino a Port Vell lasciandoci in spiaggia alla Barceloneta. Qui non ero mai stata neppure nelle precedenti visite della città e non pensavo ci fosse una spiaggia del genere. Grandi spazi, non troppo affollata, doccie pubbliche, acqua discreta (non limpida ma si dice che sia stata bonificata tutta la zona), moltissimi locali e arietta decisamente piacevole, vitale e allegra.
Ma per un bagnetto saremmo tornati in seguito. Intanto Salvo si accontentava di sbirciare qualche creatura in topless anche se alcune l’hanno parecchio deluso (dovrebbero vietarlo dopo una certa età!) 
Con la metro risaliamo verso le Ramblas e ci dirigiamo verso il Museo di Arte Contemporanea nel quartiere El Raval. Per giungervi abbiamo percorso la graziosa strada Carrer d’Elisabets dove vi sono diversi locali e negozi (molti di strumenti musicali)
Ma data l’imminente pioggerellina che sta per scendere decidiamo di entrare nel mitico centro commerciale de Il Corte Ingles in Placa de Catalunya. Ci vorrebbero giorni per visitarlo tutto ma un giretto vale la pena quanto meno per il sensazionale panorama che si gode dall’ultimo piano dove si trova il ristorante self-service (peraltro non caro per cui accessibilissimo per uno spuntino o un pasto) così ci ritroviamo a cenare in compagnia di una vista mozzafiato su Barcellona al tramonto.

Martedì 19 Giugno.
Oggi ci attendeva lo spostamento d’albergo così intorno le 9 lasciamo quell’angusta bettola che ci aveva delusi enormemente e raggiungiamo la Pension Dalì decisamente più attraente per la posizione geografica, modestissima la camera ma spaziosa e pulita. Ci sentiamo sollevati e a nostro agio. Lasciamo i bagagli e raggiungiamo la Stazione Sants (vi si ferma la metro e da lì è possibile raggiungere molte località) e facciamo i biglietti andata e ritorno per Tarragona (10€ circa). Questa graziosa località si trova a circa 100 km a sud-ovest di Barcellona e conserva molti degli splendori dell’epoca romana, tra tutti il bellissimo anfiteatro che si affaccia sul mare. Non avendo idea di come è strutturata la cittadina scegliamo prima un tour su un trenino turistico (5€) per avere un’idea e non stancarci troppo e poi siamo tornati a vedere ciò che ci interessava maggiormente. Salendo verso il centro storico l’imponente cattedrale gotica conquista e cattura lo sguardo tant’è, si dice, che sia una tra le più belle dell’intera Catalogna.
Davanti la facciata principale si diparte una stradina in discesa verso la zona più bassa dalla quale eravamo partiti, vi sono diversi locali e negozi, ma noi scegliamo di pranzare in un ristorante su una grande piazza che si apre su un fianco di questa strada. Capiamo che per una vera buona paella forse ci vuole una buona dose di fortuna e conoscenza dei posti tuttavia per la modica cifra di 12 euro a testa ce ne viene servita una discreta e decisamente migliore da quelle intraviste in città nei tanti locali “acchiappa turisti”
Riscendiamo verso la stazione percorrendo il belvedere che si affaccia sulla spiaggia e rientriamo a Barcellona.
In serata scegliamo ancora una volta le stradine del centro e dalla già citata Calle de Ferran ci spostiamo nella nota Carrer de Montcada, una tra le stradine più antiche e frequentate del centro storico dove, tra importanti musei ospitati in bellissimi palazzi con i cortili interni, si susseguono anche diversi bar de tapas. Uno tra i più famosi della città è El Xampanyet, affollatissimo fino all’inverosimile ma decidiamo che attendere un po’ vale la pena e difatti anche se in piedi riusciamo a gustare qualche tapas e un piattino di “preziosissimo” (poche fettine 10€!) del mitico Jamon de Serrano, gusto strepitoso che non avrei più voluto togliermi dalla bocca!
Terminiamo la passeggiata serale nei pressi di Port Vell e del Maremagnum (edificio che raccoglie molti locali, ristoranti, negozi e cinema)

Mercoledì 20 Giugno
La mattina di questa quinta giornata ci vede nuovamente attraversare suggestive stradine della città vecchia questa volta più a nord-est, verso la parte alta del quartiere La Ribera, meta prescelta è il Palau de La Musica Catalana. Il tragitto che scegliamo ci lascia scoprire vivacissime stradine per lo shopping che si snodano nei pressi di Carrer de Portafferissa e Carrer de Cucurulla sino alla più moderna Avinguda del’Angel (tutta zona pedonale) Ci soffermiamo anche qualche minuto nella graziosa chiesa di Santa Maria del Pì, attraversiamo la via Laietana e giungiamo al Palau de la Musica. L’edificio, opera dell’architetto modernista Montaner e dichiarato patrimonio universale dall’Unesco, può apparire per certi versi pacchiano ma rimane comunque di una bellezza sconcertante, impreziosito da una colorata cascata di decorazioni floreali di cui la rosa ne è il simbolo principale. L’ingresso al teatro costa circa 9€ ma comprende una visita guidata (unico modo per visitarne l’interno). Tutti gli spazi sono molto belli, dall’atrio alla scalinata, sino ad arrivare alla sala da concerto che tutt’oggi ospita eventi musicali di vario genere, l’edificio peraltro è sede storica dell’Orfeo Catalano.
Per il pranzo torniamo alla Boquerìa e scegliamo uno dei fantastichi chioschetti in cui è possibile accomodarsi sugli sgabelli davanti al bancone imbandito di ogni prelibatezza (spesso dopo un’attesa interminabile per un paio di posti a sedere) “El Quim de la Boquerìa” è di certo uno tra i migliori difatti nei giorni successivi non siamo più riusciti a sederci tanto era sempre affollatissimo. Scegliamo un piatto tipico come le Patatas Bravas e delle polpettine ma la scelta è parecchio varia e a quanto pare uno dei piatti più gettonati sono dei cappuccetti serviti su un letto di uova fritte
Nel pomeriggio era in programma di tornare a Carrer de Montcada per la visita dei musei che vi si trovano. Il più importante è il Museo Picasso ma lo scartiamo scoraggiati dalla lunghissima fila per l’acquisto dei biglietti e perché io l’ho già visitato in passato. Così decidiamo di fare un giro nel grazioso Museo di Arte Precolombiana anch’esso ospitato in un antico palazzo con un ombrato cortile interno, caratteristica dei palazzi siti in questa strada. Più avanti anche il Museo Tessile e in fondo alla strada, che sbocca in una graziosa piazza, si trova la bellissima chiesa di Santa Maria del Mar in stile gotico catalano che essendo stata costruita in soli 55 anni presenta uno stile abbastanza uniforme.
Con la metro decidiamo di dirigerci verso il quartiere dell’Eixample in particolare nella zona del Quadrat d’Or passeggiando tra il Passeig de Gracia e Avinguda Diagonal sbirciando tra le vetrine di elegantissimi negozi.
Dopo questo bel giro riscendiamo verso Plaza Catalunya e ceniamo nuovamente all’ottavo piano del Corte Ingles col solito meraviglioso tramonto sulla città di Barcellona.

Giovedì 21 giugno
Escursione fuori porta. Nuovamente raggiungiamo la Stazione Sants e prendiamo un biglietto andata e ritorno per Figueras con sosta intermedia a Girona (costo circa 20€ a persona, non molto economico in effetti)
Le due località ci sono piaciute molto. Figueras non è particolarmente bella, almeno rispetto ad altre località visitate, ma il Teatro-Museo Dalì che ospita è qualcosa di straordinario! Un viaggio surreale nel pazzo mondo di questo incredibile artista. Ovunque lo sguardo si posi c’è sempre un’espressione di stupore a seguirlo. Una tecnica pittorica eccellente associata ad una fantasia fertile e delirante fanno di Dalì uno degli artisti più grandi del secolo scorso e non per niente, essendo contemporaneo di Picasso ci fù anche una sorta di rivalità tra i due sebbene Dalì fosse più giovane.
Nel visitare questo sito abbiamo anche scoperto un’abiltità di Dalì che ignoravamo e cioè la sua pregevole arte orafa, difatti a fianco al Teatro è possibile visitare anche una collezione di manufatti orafi molto particolari, alcuni decisamente straordinari come “il cuore pulsante” un gioiello contenente un cuore completamente rivestito di pietre preziose, presumibilmente rubini, che grazie a qualche macchingegno posto al suo interno si muove esattamente come un cuore vero, pulsa e batte davanti agli occhi curiosi e stupiti di chi l’osserva.
Tornati verso la stazione ci fermiamo proprio di fronte essa per mangiare qualcosa e scegliamo un localino spartano sulla piazza ma dove fanno un buon pollo allo spiedo con patatine. Economico e abbondante.
Così ripreso il treno nel primo pomeriggio siamo già a Girona.
Girona è una località molto bella, il centro storico in particolare è un gioiello tutto da scoprire che mostra i segni delle varie colonizzazioni. Passeggiare tra i violetti che zigzagano tra antichi edifici è stata una preziosa esperienze. Attraversando un vicoletto sovrastato da un’antico arco romano si apre davanti gli occhi un’ampia piazza dominata prevalentemente da un’imponenete scalinata che conduce in cima fino alla Cattedrale di Santa Maria, mirabile esempio gotico di chiesa ad unica navata, la più grande d’Europa. Oltre alla Cattedrale si possono ammirare gli adiacenti chiostri romanici e il Tesoro che tra le varie opere sacre custodisce un preziosissimo ed antico reperto, l’Arazzo della Creazione, risalente al Duecento. Uscendo dalla Cattedrale ci siamo diretti verso un altro bel sito, i Bagni Arabi. Sebbene costruiti su modello romano e moresco questi bagni termali risalgono al XII secolo e tra le varie sale il frigidario con la piscina ottagonale è particolarmente bello (circa 3 € l’ingresso) Abbiamo proseguito la scoperta di Girona passeggiando tra i vicoli del centro storico dove peraltro era in corso qualche festa per cui su vari cortili e piazzette c’erano dei cantanti giovani ed esordienti che rallegravano l’atmosfera e la nostra passeggiata.
Rientrati a Barcellona per la cena scegliamo il locale proprio di fronte al nostro hotel in Calle de la Boquerìa per qualche tapas e un po’ di sangrìa.

Venerdì 22 Giugno
Con la metro ci dirigiamo alla fermata “Parallel”, proseguiamo con la funivia fino a Montjuic e infine con la funicolare raggiungiamo la cima dove si trova il Castello del Montjuic. La vista è già mozzafiato dalla funicolare ma raggiunto il castello il panorama è ancora più sorprendente ed emozionante! Si vede tutta Barcellona e il suo porto e se ne può apprezzare quindi la grandezza e la conformazione. Anche da lassù non sfugge la Sagrada Famiglia che svetta sui palazzi con le sue bizzarre forme neogotiche moderniste. Ridiscesi dal castello visitiamo la Fondazione Joan Mirò che espone moltissimi suoi capolavori anche di grande dimensione, sculture e opere di altri artisti contemporanei e amici di Mirò. Per pranzo un panino (rigorosamente con jamon!) in uno dei chioschetti tra i giardini del Montjuic, nei pressi del Palau National e poi un riposino in un panchina davanti la già citata Font Magica.
Nel pomeriggio ci dedichiamo a visitare il Poble Espanyol, particolare luogo che racchiude la ricostruzione di alcuni degli edifici storici più famosi della Spagna e che ospita numerosi negozi di artigianato locale e ristoranti, una sorta di fiera permanente ma veramente molto ben fatta. Il “Villaggio Spagnolo” fu costruito in appena 13 mesi in occasione dell’Esposizione Mondiale del 1929 al fine di mostrare le diversità architettoniche del paese e doveva essere smantellato subito dopo ma per fortuna questo non avvenne perché il risultato è davvero eccezionale ed originale, sarebbe stato un peccato per la città privarsene. Gli artigiani che vi lavorano sono molto bravi e non è difficile fare begli acquisti in questo luogo.
Torniamo in albergo a riposare e poi per la cena facciamo una pessima scelta optando per un locale citato nella mia guida, “El Convento” non lontano dal mercato de la Boquerìa. Il locale è carino e sembra molto frequentato ma scopriamo che in realtà non ha nulla di eccezionale e la paella che ci portano è tra le peggiori mai mangiate se consideriamo un ingrediente alquanto indesiderato: ben 2 capelli!!!! A questo punto meglio la paella “turistica” a buon mercato nei vari localini spartani che sono sparsi in città piuttosto che questa più costosa e di eguale pessima qualità. In pratica abbiamo pagato solo la bellezza del locale. Disgustati ce ne andiamo consolandoci con uno pseudo gelato italiano tra i vicoli del Barrio Gotico.


Sabato 23 e Domenica 24 Giugno, Festa di Sant Joan.
Questo secondo e ultimo week end spagnolo lo trascorriamo un po’ più rilassati, ormai abbiamo visitato più o meno ogni cosa che ci interessava e ce la prendiamo comoda. Sabato dedichiamo la mattinata al bellissimo Parc Guell, un po’ fuori mano, dalla metro (Lesseps) c’è un po’ di strada a piedi da fare e anche un tratto in salita) ma una volta raggiunto il parco non mancano certo le occasioni di riposarsi negli angoli più segreti o più frequentati di questo originale parco che in origine comprendeva nel suo progetto la costruzione di varie case residenziali ma che poi rimase solo un parco appunto. Ovviamente si parla sempre del celebre architetto Gaudì e all’interno del parco si può visitare quella che fù la sua dimora, molto più semplice di quanto ci si aspetti da una rtista come Gaudì ma con al suo interno preziosi mobili modernisti. Durante la visita al parco la sosta più gradevole è stata quella all’ombra di un portico dove due bravissimi musicisti diffondevano note jazz ricreando un’atmosfera magica. Impossibile resistere all’acquisto del loro CD e difatti tutt’oggi i Marambò (questo il loro nome) ci tengono compagnia anche adesso che siamo tornati a casa…
Per pranzo volevamo ritentare la fortuna ed attendere che si liberassero due sgabelli davanti al bancone di “El Quim” al mercato Boquerìa ma questa volta l’attesa è stata davvero troppo lunga e ci siamo visti costretti a rinunciare per non prendere a cazzotti gli indifferenti clienti seduti che continuavano ad ordinare varie portate con tutto il loro comodo a distanza di tempo una dall’altra come se non vedessero la folla esausta che attendeva ad un palmo dalle loro schiene!
Così ci sediamo in un locale vicino (sotto i portici laterali del mercato, a sinistra dell’ingresso dalle Ramblas) e ordiniamo una mega porzione di frittura di “pescado”, non male ed economica.
Ma non contenti torniamo da El Quim e ordiniamo, restando in piedi, una razion di patata brava! Almeno quella ecchecavolo!!!
Poi un po’ di shopping nei pressi di Portaferissa e serata sulle Ramblas. dal Maremagnum a Placa de Catalunya in attesa dei giochi pirotecnici in onore della festa di Sant Joan.
Falò in spiaggia e notte brava lasciano un po’ il segno su Barcellona che si sveglia un po’ lentamente e malconcia alla domenica, noi raggiungiamo l’Acquarium per pentirci subito dopo la visita dello stesso. Che abbiate bambini o meno 16 € sono davvero un prezzo sprecato per questo acquario! Non vale davvero quel che costa! È un normalissimo acquario neanche particolarmente bello o emozionante, neppure tanto grande. Bella la mega vasca con gli squali che si attraversa da sotto passando dei tunnel, niente altro. Per fortuna nel prezzo è compreso un menù al ristorante dell’acquarium e così per pranzo abbiamo una pseudo pizza (uno spicchio, stile Spizzico), patatine e coca cola.
Poi decidiamo di andare in spiaggia e così da Port Vell raggiungiamo la Barcelloneta, ci godiamo un po’ di sole e proseguiamo oltre verso il Port Olimpic scoprendo altre spiaggie e altri locali davvero bellini posti tutti uno accanto all’altro. Alcuni sono davvero belli e chic, mi colpisce uno che ha uno stile etnico molto curato, grandi cuscini sparsi per terra e tavolini bassi, bello davvero. Ammiriamo da vicino il pesciolone metallico progettato da Frank O. Gehry e continuiamo il giretto sul lungomare fino al molo di Xaloc. Da segnalare un ottimo posticino per mangiare, non abbiamo idea di quali fossero i prezzi di quei graziosi ristoranti sul lungomare ma noi scegliamo di girare l’angolo, proprio a destra dell’edificio all’ombra della grande scultura-pesce di Gehry e scopriamo un fast food molto carino, orientale, che serve pietanze leggere e fresce, ottimi panini abbondantemente conditi con prodotti buoni e freschi, insalate, dolci e quant’altro, tutto a prezzi davvero bassi rispetto quanto fino a quel giorno provato a Barcellona. Non ne ricordo il nome ma non è difficile trovarlo poiché è proprio vicino al pesciolone (fianco destro, non proprio sotto ma sul lato esterno dell’edificio), ha due ingressi e fuori si pubblicizza con cartelli che sottolineano la genuinità, la freschezza e soprattutto la leggerezza dei prodotti venduti.
Con un po’ di fatica raggiungiamo il Parco della Ciutadella, dalla mappa pare vicino ma in realtà non è proprio una bella passeggiata quella sotto il sole sulle larghe strade alle spalle del Port Olimpic e poi una volta raggiunto scopriamo che l’ingresso al parco è sul lato nord così ci tocca camminare ancora, ma una volta dentro ci stendiamo sull’erba per un sano riposino, anzi chiamiamola col giusto nome, siesta!
Torniamo in hotel per rinfrescarci, facciamo una siesta bis e in serata decidiamo di dare una seconda chance alla nostra guida sui consigli per mangiare e prendiamo la metro unicamente per raggiungere una zona a nord ovest di Barcellona (Sarrìa), scendiamo con la metro alla fermata Sarrìa e a piedi cerchiamo Carrer Major de Sarrìa, troviamo la stradina (e l’intera zona) deserta ma si capisce che di giorno questa strada sarà, per quel quartiere, un fulcro commerciale e molto vitale perché il quartiere è residenziale ma su questa via si trovano molti negozi. (infatti sulla guida è spiegato che Sarrìa era un antico villaggio ora divenuto zona residenziale) L’unica presenza umana la avvistiamo proprio davanti quella che dovrebbe essere la nostra meta suggerita dalla guida che stavolta ci azzecca. Bar Tomàs, semplicissimo e spartano ma molto accogliente, affollato e vivace, tante tapas da scegliere, prezzi economici e le migliori patatas bravas della città! Così si dice e noi non osiamo smentire, son buone per davvero e le mangiamo di gusto assieme ad altre tapas specialità della casa.

Lunedì 25 Giugno
Il nostro ultimo giorno in Spagna scegliamo di passarlo in un’altra località nei pressi di Barcellona e sarà questa l’escursione fuori porta più interessante dell’intera vacanza. La meta è Montserrat, località arroccata tra i monti dove in cima si trova l’omonimo Monastero. Raggiungere questa località non è complicato ma occorre cambiare diversi mezzi, non so a tutt’oggi se abbiam fatto bene ma noi abbiamo scelto di comprare un pacchetto turistico al costo di 30€ circa a persona che consentiva di prendere tutti i mezzi necessari per raggiungere il monastero (a partire dalla metro a Barcellona) e che comprendeva un pranzo (ottimo e abbondante) in un serf service a Montserrat (pensate che proprio qui abbiamo mangiato la pella più buona rispetto gli altri posti precedentemente provati, gustosissima e abbondante). Il biglietto comprendeva la metro, il treno fino a Montserrat, la “cremallera” fino in cima al monastero e giri illimitati sulle due funicolari che dal monastero consentono la visita ai vari eremi sulle cime della montagna. Inoltre l’ingresso al Museo e allo spazio audiovisivo del complesso monasteriale.
Il sito religioso è posto in un contesto panoramico davvero eccezionale, descriverlo è difficile e anche la guida non ci aveva dato la giusta percezione di quale meraviglia ci aspettasse. Il monte dove è incastonato il Monastero è caratterizzato da una conformazione particolare con rocce dalla forma verticale allungata e dalle sue vette è possibile ammirare a perdita d’occhio parte della Catalogna. Un luogo davvero unico e indimenticabile. Un ottimo palcoscenico dal quale salutare Barcellona e le terre circostanti con la solita speranza che accompagna la fine di ogni viaggio e cioè quella di tornarci, un giorno…
Tags: barcellona, spagna
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