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Itinerario di Architettura Moderna e Contemporanea (Capitolo 5) - Marsiglia / Barcellona

Scritto da giovanni bellinvia
  • benvenuti a Barcellona
  • torre Agbar - Barcellona
  • centro congressi al Forum - Barcellona
  • pergola fotovoltaica Forum - Barcellona
Siamo in viaggio già da qualche ora: la ragazza seduta sul sedile posteriore dell’auto che ci sorpassa, con una macchinetta usa e getta, ci fotografa… ovviamente, non fotografa noi. Protagonista della foto, è la nostra macchina; di colore electric orange non passa di certo inosservata.

Mentre il paesaggio che attraversiamo cambia ancora una volta -e il verde lascia il posto al giallo- Simon, in un improvvisato karaoke, sovrappone la sua voce a quella di Cesaria Evora che dall’impianto stereo della nostra macchina canta Besame mucho… siamo in Spagna.

Ma come si può pensare di vedere Barcellona, o qualsiasi altra città, in mezza giornata… Impossibile, ovviamente! E dovendo, per forza di cose, rimanerci per così poco tempo, cosa guardare? Bella domanda… Di estremamente recente c’è l’intera area a conclusione della Diagonal, oggetto di grandi trasformazioni e stravolgimenti: da no-man’s land -zona occupata esclusivamente da case popolari, inceneritori, depuratori, centrali elettriche- a sede del Forum Universale delle Culture 2004, evento internazionale incentrato -non senza polemiche- sui temi della sostenibilità, della diversità e della pace; è qui che decidiamo di passare il nostro unico pomeriggio spagnolo. Sono curioso di vedere quello che è stato definito come un banale parco tematico, frammentaria accozzaglia di progetti se paragonato al progetto preliminare di Eduard Bru, Enric Miralles e Josep Lluís Mateo redatto nel 1999.

Percorrendo l’avinguda Diagonal ho la possibilità di constatare come la torre Agbar (Jean Nouvel/1999-in corso), nuovo landmark a forma di fuso del capoluogo catalano, sia già in fase di costruzione avanzata. La logica compositiva è chiara: la torre tende a smaterializzarsi verso l’alto, caratterizzata da una doppia “pelle”. La prima è costituita da pannelli metallici colorati a rivestimento delle pareti perimetrali in calcestruzzo -si va dal rosso mattone, al blu e al grigio- mentre la seconda, più esterna, è trasparente ed eterea, ed è costituita da frangisole in vetro. Smaterializzazione accentuata dall’effetto pixel dell’immaginaria griglia modulare a passo quadrato, guida per l’apertura, quindi solo apparentemente casuale, delle bucature. Anche qui come a Basilea in alcuni punti i tram viaggiano su corsie verdi trattate a prato, con una piccola differenza, però: a Barcellona, onde evitarne una fine certa, queste aiole carrabili sono accessoriate con potenti impianti di irrigazione. Una scelta discutibile, a mio avviso… Ci sono cantieri e fermento ovunque. Carrer de Josep Pla separa il parco progettato da Enric Miralles e Benedetta Tagliabue -praticamente ultimato- dal discutibile centro commerciale Diagonal Mar (Robert A.M. Stern/1999) e dall’hotel Princess (Oscar Tusquets/2004) dovuti agli investimenti del gruppo americano Hines. Parcheggiamo ed entriamo nel Forum. Andiamo con ordine: prima le esposizioni. Voices è ospitata nel centro congressi internazionale (MAP Architects - Josep Lluís Mateo/2001-2004) e tratta della ricchezza della comunicazione umana come espressione delle diversità culturali. Cities/corners, sempre ospitata nel centro congressi internazionale, è un tributo agli incroci/angoli considerati elementi generatori delle complessità urbane, riferimenti sociali, culturali ed economici. Attraversiamo la piazza (Martínez Lapeña-Torres Arquitectos), seconda per dimensione solo a piazza Tienanmen a Pechino -un mantello di asfalto colorato steso su infrastrutture, impianti e depuratori- fino a raggiungere la pergola fotovoltaica. Una scalinata ci porta a livello del mare.

Inhabiting the world, all’interno di uno degli enormi locali ricavati al di sotto della piazza, è incentrata sul rapporto uomo/ pianeta terra; non sono riportati solo dati e numeri preoccupanti: all’analisi segue una proposta concreta per risolvere il problema dell’inquinamento acustico ed ambientale a Barcellona. Molto, molto interessante.

Nel grande volume blu -apparentemente sospeso- di forma triangolare, il centro congressi (Herzog & De Meuron/2000-2004), è allestita l’esposizione Barcelona Progrés, dedicata alle trasformazioni del capoluogo catalano, riprodotto per l'occasione in un modello di 200 metri quadrati. Decisamente deludente l’auditorium del Mar (FOA - Alejandro Zaera-Polo, Farshid Moussavi/2004), capace di contenere 3.000 persone, dove assistiamo allo spettacolo El gigante de los 7 mares.

Protagonista un pesce meccanico -mutazione genetica causata dall'inquinamento- alto più di 10 metri, mosso da 20 attori/acrobati e realizzato con ferro, legno e pelle. Una scenografia post-atomica che, a tratti, ricorda Waterworld. Un giudizio sintetico sul Forum? Progettualmente sicuramente dispersivo; per il resto tutto dipende da come verranno gestite queste attrezzature da settembre 2004, termine dell'evento internazionale. Ridendo e scherzando sono le 20.00 e non sappiamo ancora dove dormiremo questa notte. Michele, il regista del corto che, in parte, documenterà il nostro viaggio, alloggia all’hotel Monegal, a un passo da plaça de Catalunya. Gentilmente, ci prenota una stanza. Una rinfrescata e siamo nuovamente in strada. La città è viva, brulica di gente. Nulla a che vedere con l’inquietante silenzio svizzero: è questo l’habitat naturale per Simon. Facile percepirlo. Percorriamo la rambla fino al monumento dedicato a Cristoforo Colombo, al mare e ci dirigiamo verso Barceloneta. Per la cena scegliamo -crepi l’avarizia- il ristorante Emperador uno dei tanti ospitati nel palau del Mar. Il logo del locale -un pescione con una corona- doveva, quuanto meno, insospettirmi: si servono solo pietanze a base di pesce ma ormai siamo seduti al tavolo e tanto vale fare anche questa esperienza. Ma si, facciamoci del male: vado contro la mia natura e ordino la paella al nero di seppia… Questa sera siamo veramente stanchi. Solo di passaggio dal Maremagnum, assistiamo al fermo di un ragazzo da parte della polizia mentre sediamo sulla rambla de Mar (Helio Piñón, Albert Viaplana/1990-1993): tutt’attorno gente, locali e noi…a fatica ci scambiamo due parole. Abbiamo entrambi bisogno di riposare: domani la partenza è programmata non prima delle 10.00…

(to be continued)
Tags: architettura, architettura moderna, architettura contemporanea, Barcellona, Marsiglia, Jean Nouvel, Herzog & De Meuron
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