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Un Breve Viaggio nel Piccolo Continente delle Canarie

Scritto da chiara calabresi
  • tramonto dalla spiaggia di Puerto Rico
  • Il faro di Mas Palomas
Ormai è passato un mese dal nostro viaggio in quello che viene soprannominato il “Piccolo Continente” delle Canarie…Si perché Gran Canaria è esattamente questo,uno splendido continente in miniatura racchiuso in 1560 kmq dove il paesaggio non è mai lo stesso, dove la vista può spaziare e divertirsi a trovare piccoli panorami mozzafiato, così diversi tra loro eppure così ben amalgamati, come i tasselli colorati di un mosaico…E quei colori sono pura estasi per gli occhi, che cercano avidi di catturare quelle immagini,quegli scorci, che rimarranno impressi per sempre nella memoria:dai toni caldi e dorati delle spiagge a quelli bruni delle rocce vulcaniche,dalla trasparenza delle baie al blu profondo del mare aperto.
Arriviamo all’aeroporto di Gran Canaria animate del nostro sano entusiasmo e desiderose di comporre pezzo dopo pezzo il nostro fantastico mosaico.Abbiamo deciso che il primo giorno lo passeremo a Puerto Rico, anche perché è qui che alloggiamo,e soprattutto perchè dopo il viaggio aereo da Roma,l’estenuante attesa alla fermata dei “guaguas”con valige al seguito,e il viaggio dall’aeroporto al nostro albergo vogliamo goderci un po’ di meritato riposo!
Sul pullman che ci preleva dall’aeroporto per portarci a destinazione comincio già a immaginare come sarà questa Gran Canaria.Devo confessare che un po’ di ansia me la portavo appresso da Roma, motivata dal semplice fatto che l’isola che avevamo scelto come meta della nostra breve vacanza(che sarebbe durata 3 giorni per poi volare verso Madrid per altri 4 giorni) non è forse la più rinomata dell’arcipelago delle Canarie:reggerà il confront conTenerife,Lanzarote,Fuerteventura?Ero emozionata,ma soprattutto curiosa.Cercavo di distrarmi, osservando il paesaggio fuori dal finestrino,provavo a scorgere ogni piccolo accenno di nota positiva dell’isola, quei particolari che spuntavano all’ improvviso, che coincidevano con lo spicchio di mare al di là dell’autostrada o con la vista delle prime palme, come se dovessi assicurarmi che tutto era al suo posto: l’oceano c’era, le palme,i cactus e i rilievi rocciosi anche.Bene!Fin qui nessuna sorpresa..ma non vedevo ugualmente l’ora di arrivare a Puerto Rico per rilassarmi e sperare di trovare il primo tassello della nostra vacanza.
Finalmente arriviamo.Scendiamo dal pullman e un po’ disorientate chiediamo del nostro albergo.Pare sia abbarbicato sulla roccia insieme a tutte le altre strutture alberghiere di Puerto Rico: immense distese di cemento incastonate nella roccia vulcanica.Certo a prima vista non è il massimo, ma ogni cosa ha il suo fascino penso.E penso anche che tra poco la nostra vacanza comincerà sul serio.
Comincia da qui,dalla splendida spiaggia di Amadores,nella parte meridionale dell’isola:sabbia bianca,finissima,affollata di turisti,per la maggior parte inglesi.Una mezza luna incantevole riparata dalle scogliere che si immergono nel mare,che la custodiscono,uno spicchio di spiaggia decorata qua a là da altissime palme e aiuole ricche di fiori colorati:splendida!Tutto intorno negozi di souvenir e piccoli ristorantini italiani,spagnoli,inglesi:ce n’è per tutti i gusti.Decidiamo di cenare in uno di questi con le tipiche tapas spagnole,tortilla e un buon bicchiere di sangria;prima però aspettiamo il tramonto.Un simpatico vecchietto ci ha rivelato che dal punto dove eravamo il tramonto sarebbe stato davvero suggestivo..eh si!davvero un bell’effetto sorpresa!Ci siamo messe sugli scogli ad aspettare..che cominciasse lo spettacolo.Più il sole scendeva verso la linea dell’orizzonte,più prendeva forma la sagoma dell’isola di Tenerife.Sembrava così vicina e nitida e compariva a poco a poco, nel punto stesso dove qualche ora prima non avremmo sospettato che fosse.Eravamo estasiate e soddisfatte per quella piccola, preziosa scoperta.Poi,così come è apparsa,l’isola ci ha lasciate,svanendo insieme al sole,destandoci dall’incanto e ricordandoci che le tapas ci aspettavano!
La serata la passiamo sorseggiando sangria e passeggiando per Puerto Rico,pensando già a cosa avremmo fatto il giorno seguente.In camera,stesa sul letto,prima di prendere sonno,penso che finora questa Gran Canaria mi piace e che sicuramente non mi deluderà,penso che la prima tesserina del mosaico l’ho già fatta mia.Ha i colori caldi di un tramonto rarissimo:il giallo,l’arancio,i riflessi dorati dei raggi del sole sul mare…
Secondo giorno:abbiamo deciso che oggi ci dirigiamo verso Maspalomas,passeremo la giornata a Las Dunas:250 ettari di dune sul mare,originatesi dall’azione del vento che soffia dall’oceano e che nei secoli ha modellato la sabbia di questa parte incantevole di costa.E’ un piccolo deserto che costituisce insieme allo stagno e al palmeto una riserva naturale dove abbiamo osservato innumerevoli specie di uccelli riposarsi tra i canneti e i cespugli di quell’oasi,incuranti dei turisti curiosi che si soffermavano in quel punto per fotografarli.Percorriamo il viale che costeggia la riserva e che ci porta in spiaggia.Il caldo si fa sentire,la sabbia scotta,ma abbiamo deciso di addentrarci nelle dune e di avvicinarci ai cammelli che aspettano i turisti per le escursioni.
Dall’alto delle dune questa zona è ancora più bella:si vede l’antico faro,nella zona più affollata di Maspalomas, dove ci sono,bar,negozi e zone di passeggio,si vedono le montagne verso l’interno,la chilometrica distesa di sabbia che arriva fino a Playa del Inglès.Il vento è forte e capisco il motivo di queste enormi montagne di sabbia e il perché dei numerosi appassionati di surf e windsurf che si preparano a riva con le loro attrezzature ad affrontare il mare.Le onde sono grandi e non esitano ogni tanto a fare qualche scherzo inaspettato ai turisti che si godono il sole sui loro asciugamani in riva al mare e che all’improvviso si ritrovano bagnati dalla testa ai piedi! Certo,penso, niente a che vedere con la tranquillità di Los Amadores.Sorprendente come a distanza di pochi chilometri possano coesistere delle realtà così diverse.Il pomeriggio ricordo che mi sono appisolata sotto l’ombra di un cespuglio,con il vento che cullava i miei pensieri.Quando ho aperto gli occhi quel pomeriggio c’erano ancora intorno i colori del deserto,i lievi saliscendi delle dune che si perdevano tra il verde dell’oasi..e tutto era ormai impresso nella memoria e nel nuovo pezzetto di mosaico che piano piano prendeva forma.
Il giorno dopo decidiamo di far visita a Las Palmas, capitale di Grancanaria nonché della comunità autonoma di tutte le Canarie.Guida alla mano ci svegliamo prestissimo per goderci la giornata fin dall’inizio,anche perché oggi è il nostro ultimo giorno qui a Grancanaria e domani sera saremo di nuovo in volo verso Madrid per trascorrere altri quattro giorni di vacanza in terra spagnola.Il tragitto per arrivare dall’altra parte dell’isola dura all’incirca un’ora e mezza (argh!).Las Palmas si trova infatti sull’estremità nord-est e dobbiamo prendere due linee di bus che ci lasciano in un grande capolinea al parco di San Telmo dove convergono moltissime linee provenienti dai quartieri della città e anche da tutta l’isola.La prima impressione che ho è quella di trovarmi in una città frenetica, stimolante,intenta ad accogliere le visite dei turisti che arrivano numerosi.La guida ci suggerisce di visitare Las Palmas partendo dalla fantastica spiaggia di Las Canteras,una delle più belle e conosciute di questa zona,quindi dal capolinea dei bus che si trova a Plaza de los escritores nella parte sud della città,davanti al parco di San Telmo,dobbiamo prendere un altro bus che risale verso nord,dove si trova la spiaggia.Arriviamo per l’ora di pranzo,la spiaggia è affollata,si fatica a trovare un posto,anche perché il lungomare è pieno di bar e locali che attirano i turisti.Il tempo oggi non è un granchè,le nuvole sembrano aumentare sempre di più,il vento soffia da mare e crea delle onde un po’ minacciose che però non ci scoraggiano dal tuffarci appena arriviamo.E’ bello il contrasto che il grigio del cielo crea con il blu del mare e con il bianco delle onde,ed è ancora più suggestivo goderci questo spettacolo mentre la corrente ci fa fare avanti e indietro sulla riva.Purtroppo dobbiamo lasciare quasi subito la spiaggia se vogliamo visitare la città,quindi il tempo di un bagno veloce e di un panino e siamo di nuovo in moto,alla scoperta di Las Palmas.Il quartiere dove si trova Las Canteras è il Barrio de Las Coloradas e in questa area si trova il Castillo de la Luz, una fortezza del sedicesimo secolo, e il Parco di Santa Catalina, una zona commerciale adatta allo shopping e dove sono concentrati molti alberghi. Da qui parte un bus turistico che a pagamento conduce nei luoghi più interessanti della città.
Il centro storico cittadino corrisponde invece al nucelo storico di Vegueta-Triana,che è la zona verso cui siamo dirette e che decidiamo di visitare, situato qualche chilometro più a sud, lungo la costa orientale e dominato dalla cattedrale di Santa Ana. Vegeta,come apprendiamo dalla guida, fu di fatto la prima fondazione della città che prese il nome di Las Palmas proprio per i tronchi di palma utilizzati per recintare il primo insediamento militare.Un paio di scatti al Patio de los Naranjos (Cortile degli Aranci) della Cattedrale, un gioiello architettonicoche ospita il Museo de Arte Sacro (Mueso Diocesano d’Arte Sacra)e proseguiamo verso la Casa Museo de Colón (Casa Museo di Colombo), che testimonia il passaggio nella cittá dello scopritore d’America.Purtroppo il tempo scarseggia e non possiamo vedere l’intera città,per questo,vincolate dagli orari dei guaguas rimaniamo nei pressi di Triana-Vegueta.Ci addentriamo nel quartiere e arriviamo a Plaza del Espiritu Santo(Piazza dello Spirito Santo),circondata dalle principali case signorili di Vegueta,dove al centro è situato un tabernacolo in pietra,e poi a Calle de Triana dove ci soffermiamo a fare acquisti e ad ammirare le facciate moderniste degli edifici.Rimaniamo particolarmente colpite quando tornando al Parco di San Telmo notiamo la presenza di un simpatico chiosco in stile modernista dai colori sgargianti fatto di cemento e con decorazioni in ferro battuto che ospita un bar,dove ci fermiamo a prendere un aperitivo prima di tornare alla nostra base.Il pullman infatti è già lì che ci aspetta,saliamo,un po’ stanche,vorrei poggiare la testa sul sedile e chiudere gli occhi,ma l’autista ha pensato bene di accompagnare il nostro viaggio di ritorno a Puerto Rico con un sottofondo di musica latino americana di una radio locale!Magari il riposino lo rimandiamo a un’altra volta.Mi metto allora a scorrere le foto sulla digitale,ripercorro gli scatti di questa giornata passata a Las Palmas,la spiaggia di Las Canterai era favolosa ma la scoperta di quelle piccole isole nella città lo è stata ancora di più.Las Palmas è semplicemente sorprendente,gli stili architettonici così diversi ma che si fondono alla perfezione tra loro,come i paesaggi dell’isola,i colori differenti delle facciate degli edifici in stile coloniale,modernista,arabeggiante.Las Palmas è movimento e colore,è una piccola isola all’interno di un piccolo continente..che trae la sua bellezza da questi piccoli frammenti di paradiso che hanno reso il nostro breve ma intenso soggiorno semplicemente indimenticabile.




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