Prenota tra più di 200.000 strutture Prenota

Compleanno a Stoccolma

Scritto da Donata Magliocchetti
  • Lo Skansen - Borgo Rurale
  • Segels Torg
  • Panorama al Tramonto
  • Centro Storico all'Imbrunire
8 Febbraio: ore 9.40; sono in aeroporto a Ciampino e tra dieci minuti c'è l'imbarco. Nel frattempo rispondo ai vari messaggi di
auguri...eh si perchè con l'eccitazione per il viaggio quasi quasi dimenticavo che oggi è il mio compleanno! La giornata è
bellissima, il volo piacevole e si riesce a vedere un bel panorama almeno alle'altezza delle Alpi, dopodichè nuvoloni a tappeto
fino a destinazione. Alle 13.20 il volo arriva puntualissimo, prendo un panino e uno yogurt nello shop del minuscolo aeroporto di
Skavsta e salgo sul bus che mi porterà a Stoccolma in un ora e mezza circa. Lungo il tragitto ho modo di ammirare la campagna
svedese, incantevole: prati e pascoli a perdita d'occhio e ogni tanto qualche tipica fattoria dipinta di rosso. Tanti tanti alberi,
betulle e pini di tutte le dimensioni e ogni tanto un laghetto calmo e traquillo. Arrivo a Stoccolma e ci metto un po' per capire
come funziona la metro, devo dire che le indicazioni non sono individuabili con molta facilità, comunque salgo sulla linea
Pendeltag e scendo alla fermata Barkarby, a due passi c'è l'Hotel Welcome, dove ho prenotato la mia stanza. Già dal sito internet
dell'hotel mi era sembrata un'ottima sistemazione, dal vivo è anche meglio. Tutto molto curato e pulito, il personale molto
cortese e la mia stanza è comoda e confortevole, con tanto di televisore LCD appeso ai piedi del letto. Do una rapida sistemata
al bagaglio e siccome è già tardi decido di non andare in centro, ma di dare un'occhiata all'IKEA locale che dista solo un paio di
chilometri dall'hotel. Nessuna sorpresa, l'IKEA locale è identica alla nostra, stessi mobili, stessi complementi e stesso cibo nel
ristorante. Pure gli stessi prezzi. Ritorno in hotel in autobus e vedo che anche nel centro della città le case sono molto colorate:
gialle, rosse, azzurre, con le porte e le finestre bianche. Tra le altre cose noto una cosa curiosa, in ogni casa c'è una lampada
accesa sul davanzale di ogni finestra, e che passando per strada si vede tutto all'interno delle abitazioni, perchè ci sono tutte le
luci accese e non ci sono ne serrande ne tende a proteggere dall'esterno. Mi sembra di capire che qui abbiamo un vero culto per
la luce, sarà perchè ne vedono poca. Decido di cenare nel ristorante dell'hotel, che ha un'atmosfera davvero accogliente, con la
moquette e le luci soffuse. Il menù è un po' scarno, mi accontento di una insalata con prosciutto e formaggio condita con salsa
allo yogurt e accompagnata da pane e burro, comunque ottima. Vado a nanna, la stanchezza comincia a farsi sentire.
9 Febbraio: dopo una nottata non proprio riposante a causa, incredibilmente, del caldo e anche dei cuscini troppo bassi, mi alzo.
Dopo un'abbondante colazione a base di latte e caffè, pane nero buonissimo, burro, marmellata, uno yogurt di una bontà
inimmaginabile, e tanto altro, esco alla scoperta di Stoccolma. Però decido una piccola variazione al programma previsto: dato
che la linea metro che va dall'hotel al centro prosegue fino ad arrivare ad una piccola città della costa, Nynasham, decido di
arrivarci per vedere il mar Baltico e altri panorami della Svezia. Arrivo a Nynasham alle 11.00, dopo un'ora di viaggio attraverso la
periferia di Stoccolma caratterizzata di volta in volta da grattaceli altissimi e piccoli villaggi con case tutte di legno; immancabili le
foreste di pini e betulle e tante fattorie, nelle quali ogni tanto si vedono cavalli particolari con grosse zampe che curiosamente
sono coperti da una sorta di cappotto! La cittadina è molto carina, è un piccolo porticciolo sul Baltico, la cui vista è però limitata
dagli alberi. Faccio un rapido giro e risalgo sulla metro, stavolta in direzione centro. Durante il viaggio ho modo di notare le
celeberrime donne svedesi, devo dire molto belle, gli uomini, al contrario, non mi sembrano memorabili. Arrivo a Stoccolma e mi
inoltro in quella che è la città vecchia, Gamla Stan, il quartiere medioevale racchiuso in un isolotto. Le sue stradine pulite e curate
sono davvero pittoresche con le case incredibilmente colorate, altissime e con un numero esagerato di finestre. L'atmosfera
generale è quella di un libro di favole. Non ci sono moltissimi turisti in giro, è pur sempre Febbraio, e non fa nemmeno molto
freddo, considerando che mi aspettavo una temperatura sotto zero e che invece ci sono otto gradi. Dopo la bella passeggiata nel
centro comincio a avere un po' di fame. Mi dirigo al ristorante Zum Franziskaner, consigliatissimo sulle guide, ma scopro con
disappunto che è chiuso per ferie, mi metto quindi alla ricerca di un'alternativa. Dovo aver camminato per un po' mi fermo al
Drottnninggatan, in Drottnninggatan 67, vicino a Segels Torg. Mi sembra molto chic, mi fanno accomodare ad un tavolino con
poltroncine davanti alla vetrata che da sulla strada, nella quale c'è un viavai di gente, turisti soprattutto. Studio il menù, con
traduzione in inglese e decido di ordinare una combinazione di menù che prevede tra portate, tra le quali una a base di
salmone, del quale vado pazza. Intanto mentre aspetto scrivo qualche cartolina. La prima portata è proprio un fagottino di
salmone ripieno con gamberetti e mousse di formaggio, il tutto decorato con caviale (pochissimo per la verità) e una specie di
erbetta che non conosco, il tutto comunque ottimo, vorrei che non finisse mai! La seconda portata è una bistecca adagiata su
salsa di funghi, accompagnata da barbabietole rosse, cetriolini in agrodolce e patate al forno. Anche qui niente da dire. Per finire
mousse di cioccolato con ribes. Devo dire che l'approccio alla cucina svedese è stato più che positivo! Dopo il lauto pranzo torno a
Gamla Stan per completare la visita. Tappa successiva il Katarinahissen, l'ascensore panoramico dal quale si vede tutta
Stoccolma illuminata a giorno! Da qui torno al centro a piedi facendo una lunga passeggiata sulla riva del quartiere Sodelmann,
dalla quale gli scorci da fotografare sono infiniti. Prima di prendere la metro acquisto del latte e un muffin in un supermercato,
quello che basta per una cena leggera in hotel. Dopo cena, sulla tv svedese danno il film La Ragazza con l'Orecchino di Perla, in
inglese perchè qui non doppiano le versioni originali, con sottotitoli in svedese. Riesco comunque a seguirlo bene con il mio
scarso inglese.
10 Febbraio: mi sveglio presto, devo fare la valigia. Alle 8.40, dopo la solita ottima colazione, sono alla stazione di Barkarby per
andare al centro. Qui lascio il mio fedele trolley al comodo deposito bagagli automatico e parto alla scoperta dello Skansen, il
parco-museo che si trova sull'isola Djurgarten. Comincio la visita dal borgo urbano, dove ci sono case e botteghe trasportate da
tutte le zone della Svezia e nelle quali alcuni "personaggi" vivono e lavoro come si faceva alla fine del 1700. Continuo la visita
attraverso le varie zone, tra quelle più belle l'accampamento Sami e lo zoo, nel quale si trovano animali nordici come la lince, le
renne, l'orso bruno e le simpaticissime foche, che giocano nascondersi con i numerosissimi turisti presenti. Per pranzo torno al
borgo urbano, dove al ristorante Stora Gungan (che significa la grande altalena), dove ci sono le cameriere con la cuffietta di
cotone e la cassa è una di quelle a manovella, e dove ordino un sandwich al formaggio, un dolce alla cannella e le mitiche
kotbullar, le polpettine svedesi che si mangiano anche all'IKEA, solo che queste sono davvero ottime, servite con cetriolini,
patate bollite con tutta la buccia, pane e burro e l'immancabile salsa di mirtilli. A parte la bontà del cibo ho notato che è tutto
freschissimo, soprattutto le verdure. Dopo pranzo faccio acquisti nella boutique dello Skanses e il giro del Djurgarten in autobus
con tappa allo Junibachen, il museo dedicato ai bambini, incentrato in particolare sulle favole di Astrid Lindgren, la creatrice di
Pippi Calzelunghe. Un posto in cui tutti tornano all'improvviso ad avere 10 anni! Ultima tappa della mia visita il Vasamuseet; in
un primo tempo volevo evitarlo ma devo dire che valeva la pena visitarlo, a parte tutto l'allestimento e il film sulla storia di
questo vascello maledetto, è proprio il vascello stesso a colpire per la sua grandiosità e per la ricchezza delle decorazioni. Alle
17.00, riprendo l'autobus per l'aeroporto, arriviamo alle 18.30. E' molto presto quindi decido di fare un giro a Nykoping, la
cittadina in cui ha sede l'aeroporto. Prendo un autobus e scendo al centro del paesotto, non c'è un'anima in giro! Io e altri 4 o 5
turisti che hanno avuto la mia stessa idea e che girano per le stradine della città con il loro trolley. Vorrei cenare in qualche posto
ma gli unici ristoranti aperti sono cinesi o fastfood, quindi decido di tornare in aeroporto, e sono solo le otto di sera! Dovrò starci
dodici lunghissime ore, trascorse a sgranocchiare panini e dolcetti, a spendere le ultime corone e a cercare di dormire un po' sulle
scomode sedie del bar. Finalmente arrivano le 5 del mattino per fare il checkin, dopodichè colazione e finalmente alle 7.00
l'imbarco e partenza. Sull'aereo non riesco a tenere gli occhi aperti, quindi a malincuore e rinunciando al panorama schiaccio un
pisolino di un'oretta. Fino a Roma il tempo è bellissimo, faccio le ultime foto sulle Alpi e al momento dell'atterraggio alla città
eterna. Il viaggio è finito, soddisfatta e piuttosto addormentata vado incontro a mio padre che è venuto a prendermi.
Tags: Stoccolma, Svezia, Donatella
© Copyright 2012 Promax Comunication SA | Swiss Made Contatti