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Il Giardino Segreto

Scritto da Tilde Rezzonico
E così, questa fu la mia vacanza: mi persi tra giardini incantati e rifuggii dalle strade e dal torpido odore di asfalto e benzina.
Camminai per sentieri di terra battuta e strette vie che portavano verso luoghi arcani. Eccone uno!

No, non è un fotomontaggio: i colori forse sì, stregati nelle loro dissolvenze. Ma lui, il giardino, esiste davvero: si trova a Pura, villaggio del Malcantone, e appare di colpo a chi dalla strada forestale dei Mondini scende verso l'albergo Paladina. Al centro una scala in granito che sale fino a una costruzione bianco - verde, appena intravista tra le preziose sfumature degli alberi: fughe di verde e di nero, e ombre talvolta dissolte e ricostruite dal vento che vien giù dal Lerna.
In primo piano lavanda color indaco, e poi fiori bianchi, forse tropicali, e palme.
Se un bambino passasse di qui, forse vedrebbe le fate... lo no, alla mia età si è certi (o si crede) che le fate siano morte: ma che la bellezza rimane, e la si può scoprire a due passi dalla propria città.

Ma il giardino ha anche altri angoli e altri colori! C'è un vialetto in terra battuta bordato di cipressi: sì, proprio come quelli cantati dal Carducci, non troppo alti e un po' ribelli, che nelle potature asimmetriche suscitano un'idea di innocente scapigliatura. Il sentiero poi si perde in fondo, e chissà dove finisce... Avrei potuto scoprirlo facilmente, non volli perché mi piace il mistero, e preferisco ciò che rimane nascosto. Però immaginai che laggiù, oltre i cipressi, ci fosse un corso d'acqua: bordato di betulle o di castagni, forse percorso da piccole onde di un pallido argento venato di verde.

Ecco, queste furono le mie vacanze: non cercai vie sconosciute, volli solo conoscere angoli - sperduti o meno - del mio paese. E, in un certo senso, realizzare un sogno...
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