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Sorrisi Dalla Turchia

Scritto da sergio prati
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SORRISI DALLA MAGICA TURCHIA
di Katy e Sergio Prati
PERIODO: essendo ormai pensionati abbiamo la fortuna di disporre di tutto il tempo che vogliamo per cui si parte ai primi di giugno ipotizzando un rientro per fine luglio; ciò non toglie che andando via mare e scartando alcuni luoghi che, a qualcuno, magari non interessano si può fare un giro simile nei soliti venti giorni di ferie che papà ufficio concede ai più.
PARTECIPANTI: io e mia moglie, i soliti 120 Kg in due, con il solito Pilote Galaxy che comincia a fare i capricci come vede un cavalcavia; Aldo e Mariangela con un Mirage Alaska 5000 che pur avendo la stessa età del mio motor home non si spaventa di niente; Angelo e Gabriella con un Elnagh Doral vibratile e mangia fusibili che però si è comportato bene.
DOCUMENTAZIONE: tutta quella che è stato possibile recuperare in internet, più una ( ripeto una perché gli altri non ne avevano nessuna ) cartina del paese più il Lonely Planet che si è dimostrato veramente utile.

IDEA DIVERSA:abitando tutti nel nord Italia decidiamo di arrivare in Turchia via terra, per cui il tragitto sarà : Lubiana, Zagabria, Belgrado, Sofia, Edirne (e già siamo in Turchia) Istanbul. Sono circa 2000 Km ma se andassimo a Brindisi e traghettare per Igumenitsa arriveremo a Istanbul dopo circa 2200 Km e in più avremmo la spesa del traghetto ( siamo pensionati !) e il vincolo della partenza e del ritorno al giorno e all'ora prestabilite e noi, spiriti liberi, non accettiamo imposizioni.

PARTENZA: ci si ritrova a Brescia centro alle 9 del mattino e iniziamo la spedizione, fermata a Redipuglia con relativa visita al sacrario e pranzo, poi senza difficoltà si raggiunge Lubiana dove con acume, sagacia e molta fortuna indovino il campeggio Jezica in Dunajska cesta, è ancora relativamente presto e noi siamo relativamente in forza per cui si tirano giù le filippe ( v. bici ) e si và a vedere il triplice ponte, la chiesa di san Nicola, il ponte dei dragoni, la città li vicino e si rientra, la mattina si parte per Zagabria, tutto OK, al confine con la Iugoslavia il doganiere mi chiede cosa trasporto, effetti personali dico e lui ripete effetti personali ? certo dico ogni tanto le mutande me le cambio, perché ? è proibito ? ci fanno passare con aria di sufficienza e facciamo in autostrada i 100 Km che ci separano da Belgrado ( 100 Km = 20 euro, sigh ); lo so che Belgrado vuol dire "la città bianca " ma di bianco non c'è niente, anzi, se dovessi identificare la bellezza con un colore direi che si potrebbe chiamare la città marrone scuro quasi nero; l'autostrada pur mantenendo la cartellonistica a lei adibita passa in mezzo alla città con pulman e pedoni da tutte le parti e macchine desuete che entrano ed escono da ridicole vie di fuga o d'ingresso; comincia ad essere tardino e cerco un posto, magari uno stadio, dove fermarsi per la notte, individuo una costruzione che gli assomiglia e devio, mi ritrovo su un ponticello a schiena d'asino dove passano solo i tram che, notoriamente, sono molto, ma molto più stretti di un camper, siamo in tre su quel ponte e spero che non venga un tram in senso contrario, la fortuna aiuta gli audaci e gli incoscienti e siamo di là, però scopriamo che quello che sembrava un piccolo stadio non è altro che un centro sportivo con posteggio a pagamento, dietro front e filare, cercando di ricollegarsi all'autostrada (dormiremo in una stazione di servizio) com'è ovvio si sbaglia strada e si entra in città : inversione ad u in un semaforo dopo un ponte seguiti da bene auguranti frasi serbiotiche lanciateci amorevolmente dal traffico bloccato, un paio di Km di fuga e si decide di chiedere informazioni, c'è un ragazzo che porta a spasso il cane e gli chiediamo per l'autostrada, lui si sforza di parlare inglese e Aldo si sforza di capirlo, io parlo con il cane, non so chi dei due abbia dato l'informazione giusta, ma troviamo l'autostrada e ci dirigiamo fuori da questa città, però dobbiamo fare gasolio e ci fermiamo ad un distributore, faccio il pieno e considero di pagarlo più o meno una quarantina di euro con la c.c., c'è il logo della visa ma l'inserviente dice : no credit, non abbiamo dinari perciò diciamo tutti e tre : euro, lui armeggia con la calcolatrice e facendoci un cambio a 0.33 anziché a 0.76 ci chiede 72 euro a ognuno, si comincia a protestare e veniamo circondati da dei ragazzotti del tipo o sorridi o ti meno, neanche parlarne di chiamare la polizia che, se mai fosse intervenuta, avrebbe solo raccolto le nostre ceneri, paghiamo e scappiamo, all'uscita dalla città individuo un otopark e ci fermiamo li per la notte in mezzo ai camion : 10 euro.

Al mattino chiediamo all'inserviente se c'è la possibilità di cambiare un pò di euro e lui sorridendo tira fuori un rotolo di dinari, bruciati dall'esperienza del distributore rifiutiamo e partiamo per Nis, ci sono 250 Km di autostrada da fare e ci costano 42 euro a testa scritti su un foglio di carta dal casellante, a Nis nella speranza di farsi furbi andiamo in banca e cambiamo 150 euro a testa a 0.82 ( ce li porteremo dietro quasi tutti per tutto il viaggio, si pranza su uno sterrato immondezzaio vicino ad una scuola e poi si prende la strada per Poirot, strada infame, stretta, in salita dietro ad una fila di camion, tutta un sobbalzo con orridi a lato senza gard rail e sotto la pioggia, non troviamo un distributore, ma per il momento di gasolio ne abbiamo a sufficienza; arrivati in paese ci fermiamo su uno sterrato nei pressi delle rovine di un vecchio castellino e si visita il paese : bellino anche se si è guardati con curiosità sospetta, c'è un unico distributore e ci fermiamo per fare il pieno : finito dice l'inserviente e spegne le luci dei distributori, però da lontano vedo che le riaccende e le macchine si fermano a fare il pieno; dato che era un distributore aperto 24 h / 24 h aspetto che l'inserviente cambi il turno e alle 22.30 mi presento da solo per fare il pieno, ok mi dice l'omino e mi accende l'erogatore, faccio il pieno e chiamo via c.b. Aldo e Angelo per dirgli che la musica è cambiata, al momento di pagare il mio pieno ( 1300 dinari ) mi vengono chiesti 30 euro, no no dico pago in dinari, lui non li vuole io insisto e gli rifilo 1500 dinari : scena comica con l'inserviente che va via e io che gli corro dietro per avere il resto, riesco dopo molte discussioni ad avere 150 dinari e basta, lui spegne i distributori e dice a Aldo e Angelo " diesel finito, no euro no diesel " bonario apprezzamento sulla sua genitrice da parte nostra e andiamo a dormire, al mattino partiamo per Sofia e gli altri fanno il pieno 20 Km più avanti pagando il giusto in dinari.

Alla frontiera aspettiamo solo una ventina di minuti e siamo alla frontiera bulgara dove ci chiedono 22 euro per una vignette che non sappiamo cosa sia, scopriremo più tardi che quella vignetta da diritto ad uno sconto dai meccanici in caso di incidente, sarà anche vero ma per fortuna non l'abbiamo utilizzata, strada buona per Sofia ma circonvallazione un po' mal messa, poi ottima autostrada per Plodviv tutta gratuita e buona strada normale fino a Svilengrad, siamo al confine e facciamo una lunga fila per uscire dalla Bulgaria, nessun intoppo e siamo al confine turco : qui bisogna prima dare i passaporti a cui mettono una marca da bollo da 10 euro, poi si va a piedi in un ufficio lontano con libretto e carta verde, se non ce l'hai in regola ti fanno loro un assicurazione, poi sempre a piedi si va dove passano solo le macchine perché l'uscita tra le garitte è piccola, e si fa vedere al poliziotto il passaporto dell'intestatario del mezzo e il libretto di circolazione, qui rilasciano un attestato di proprietà che è da tesaurizzare perché lo devi mostrare all'uscita dalla Turchia se no lasci li anche i bagagli, ritirato il tutto si va alla ricerca di un doganiere che abbia voglia di lavorare e che venga a controllarti il mezzo, noi l'abbiamo trovato senza voglia, gli abbiamo mostrato il passaporto di tutti i componenti, lui li ha timbrati ( in piedi in mezzo al piazzale ) e con il camper andiamo al prossimo casello : 3 euro per la tassa di soggiorno, ultimo controllo per vedere se è stato fatto tutto e l'ultimo doganiere ci saluta con un sorridente " ciao Italia ", nel frattempo il caro Angelo, visto che tutte le procedure le ha fatte la Gabriella pensa bene di andare in un bancomat seminascosto per prelevare un pò di moneta locale: inserisce la tessera e le viene fuori una bella videata in turco, momento di panico, non rileva il quadratino con la scritta english, schiaccia i pulsanti per digitare una cifra, la videata cambia aspetto ma non la lingua e dopo trenta secondi ritorna alla normalità trattenendosi la carta di credito; ce lo vediamo comparire davanti giustamente preoccupato mentre mi dice " m'hanno rubato la carta !! " dato che è sabato e l'ufficio di quella banca è chiuso fino a lunedì, dato che siamo tutti un po frastornati dalla tensione del passaggio in dogana, dato che lunedì probabilmente saremo già a Istanbul la Gabriella decide, molto intelligentemente, di telefonare a casa per far annullare la carta e andare avanti con la sua. Siamo in Turchia e dopo un centinaio di metri vediamo la prima di una serie infinita di tartarughe che, lentamente, attraversa la strada; arriviamo a Edirne in un battibaleno e vediamo i primi minareti da lontano, la attraversiamo entusiasti e con la D 100, statale per Istanbul, raggiungiamo il Fi-Fi Kamp dove ci piazziamo, c'è pure una piscinetta e Gabri ne approfitta, la sera una compagnia di ragazzi e ragazze del luogo che stavano festeggiando non so cosa ci invitano a ballare con loro così impariamo che i loro balli sono solo un agitar di braccia dondolandosi tra un piede e l'altro al ritmo di una musica che per noi europei non ha ritmo; fatta la nostra bella sporca figura si va a dormire e al mattino con le filippe andiamo in cerca di una banca, la città è a 10 Km e dato che l'arrivo è in salita lasciamo la Katy e la Gabry sedute in un bar e noi cerchiamo una banca che troviamo al centro ( è pieno di banche qui ) lasciamo Mariangela a guardia dei nostri mezzi e entriamo in banca per uscirne 10 minuti dopo accompagnati da una guardia che ci indica un bancomat, e visto che Angelo, chissà perché, comincia a preoccuparsi gli rapino la residua carta di credito e da quella macchinetta gli faccio dare 300 ……..milioni di lire turche ! anche Aldo ne prende 300, io mi inorgoglisco e ritiro mezzo miliardo, ci allontaniamo camminando sulle nuvole sentendoci miliardari e ritroviamo Mariangela seduta su una sedia che una ragazza di un negozio vicino le ha gentilmente offerto per non stancarsi in piedi, ci sentiamo in paradiso e siamo tutti euforici tanto che non riusciamo a capire quanto vale la lira turca, recuperiamo le nostre mogli al bar e vado a pagare le due coche consumate : mazzata, due coca cola = lire turche 1 milione e trecento mila ! torno dai miei con le orecchie alla coker perché cadere dal paradiso fa male e seduti facciamo due conti, ne viene fuori che una lira nuova vale un milione delle vecchie lire e quella lira nuova vale circa 1400 delle nostre vecchie lire; ritorniamo un po meno felici ai camper ma sempre entusiasti, siamo in ferie e dopo pranzo prendiamo il pulman ( 1 £ a persona ) per visitare la città e la nostra prima moschea : BELLISSIMA ! anche se ora so che la moschea di Edirne è una delle più belle del mondo arabo allora non lo sapevo e sono rimasto stupefatto, si riceve una sensazione di misticità e di grandezza unica, non conosco parole adatte per descrivere cos'è e cosa ti lascia una moschea di quel tipo, ma vi garantisco che non ho rimpianto la strada e la fatica né la spesa fatta per arrivare fin qui.
Rientriamo soddisfatti e accaldati al campeggio per un bagnetto in piscina, anche perché abbiamo scoperto un bazar e girovagando per gli empori oltre a spendere per i souvenir abbiamo pure sudato.

Al mattino partenza per Istanbul, facciamo un po' di normale D 100 e troviamo del gasolio a £ 1.65 ( non l'abbiamo più trovato a quel prezzo, in tutto il giro l'abbiamo sempre pagato da 1.96 a 2.02 quindi se fate il calcolo costa molto ma molto di più che in Italia ) dopo un po' ci annoiamo e prendiamo l'autostrada che ci porta fino a Istanbul ( £ 3.5 ) al casello niente carta di credito, tanto abbiamo il pieno di lire turche, teniamo la direzione aeroporto poi la tangenziale per Bakirkoy, facciamo circa 20 Km, arrivati a Bakirkoy entro nell'abitato perché voglio tenere il mare sulla destra e con la tangenziale ce l'ho a sinistra e il campeggio Ataturk che è prima di Bakirkoy è sul mare, praticamente mi ritrovo su un lungomare che mi riporta a Istanbul, e all'improvviso il campeggio mi appare sulla destra, c'è solo l'insegna all'ingresso, non esistono indicazioni di alcun genere e se l'ho trovato devo dire grazie alla fortuna che mi aveva fatto voltare la testa da quella parte, diversamente saremmo rientrati in Istanbul, il campeggio è grande, ma igienicamente deprimente : il mare è solo del liquame e anche sporco nonostante un ristorante deserto ci si affacci davanti, alcuni polli razzolano liberi ( mi viene in mente l'odissea con i proci tramutati in porci e mi chiedo quale sirena esista da queste parti e se per caso questi polli non siano i turisti di ieri ) i servizi denunciano solo i …. vizi dei frequentatori, le docce non funzionano e l'acqua potabile è salata, però la corrente c'è, basta far fuggire i ragni che ci sono a guardia delle prese, e con una multipla ci attacchiamo tutti e tre, a un paio di isolati c'è un supermercato, una banca e la fermata del pulman che ci porterà in città ( l'81 ) facciamo un po' di provviste con estrema delusione di Angelo che credeva di trovare i fusibili per il suo impianto satellitare che non funziona più da un paio di giorni e lui senza la tv non vive, ma dopo aver finito la sua scorta e dimezzato la mia si è convinto ( anzi l'abbiamo convinto noi ) che non è cambiando un fusibile che si ripara un impianto elettrico andato a ramengo; il giorno dopo visita obbligata : TOPKAPI con i suoi vari palazzi, le armi, il tesoro, l'harem ( che si paga a parte all'interno della visita e si paga pure il telefonino che ti fa da guida ed entri a gruppi all'ora specificata da loro e che in fondo non ne vale la pena e neanche la spesa, ma dato che siamo qua quando ci ricapita l'occasione ? ) per fortuna che, conoscendo l'esperienza fatta da altri e scritta su internet, ci siamo portati dietro di che sfamarci e dissetarci oltre ad un paio di scarpe di ricambio, siamo entrati alle 11 e ne usciamo alle 18 distrutti ( abbiamo la nostra età ! ) e trascinandoci in giro alla ricerca della fermata dell'81 passiamo davanti a S.Sofia : delusione ! l'interno è pieno di tralicci in ferro che vanno fino alla volta ( lavori di restauro dicono ) è molto buia e non si vede niente, anche i famosi mosaici che dalle foto dovrebbero essere splendidi passano nell'anonimato, usciamo più distrutti di prima e chiediamo ad un vigile dove prendere l'81; risposta : a 500 mt c'è la stazione dei treni, prendere il treno, dopo tre fermate prendere il tram e dopo due fermate c'è l'81 ( ? ) va bene, grazie, faccio da per me ! tiro fuori l'immancabile cartina dove sono pubblicizzati i ristoranti e cerco EMINONU che è poi il capolinea di tutti i pulman, è un po' lontano, ma ci arriviamo e tra le centinaia di pulman che intasano il piazzale troviamo l'81 ( anche grazie alla gentilezza di qualche sconosciuto, ma scopriremo dopo che in Turchia la gentilezza è di casa ) rientriamo al campeggio e dopo cena andiamo a nanna ciucciandoci il pollice come bravi bambini.

Ci fermiamo a Istanbul altri 4 lunghi giorni ed ogni giorno è una maratona : moschea Blu ( meravigliosa ), fontana di Teodosio, obelisco egizio, colonna serpentina con obelisco nudo, basilica cisterna, tomba del sultano Ahmet I° e parentame vario, moschea Pascià Rustem, moschea Yeni Camii o dei piccioni, moschea di Solimano, mercatini, artigianato ( via Divan Yolu ) e gran bazar dove si acquistano le immancabili magliette e i sempre utili foulard e anche un po' di uva sultanina di cui Aldo e Angelo sono golosi ( solo che Angelo con la sua intraprendenza chiede mezzo Kg di uvetta ( £ 8/Kg contrattata a 6 ) dà 5 £ ad uno vicino al banco ed esce credendo che Aldo le ritiri il resto, esce anche il tipo vicino al banco e sparisce così Aldo si trova a pagare la sua uvetta il doppio e Angelo che gli chiede il resto, mah ! ) facciamo anche il giro panoramico della città con il bus scoperto ( ogni ora fa lo stesso giro, si può scendere per vedere ciò che interessa e prendere il bus successivo ) così vediamo la torre galata, il castello Dolmbach, piazza Teksin e la signorile via Istikoy, abbiamo anche fatto i barboni e con un panino di Kebab al pollo con melanzane ci siamo seduti sulle molteplici panchine di fronte alla moschea blu ad aspettare il tramonto quando dei fari la illuminano tutta : INDIMENTICABILE !

Partiamo dal campeggio ( 150 £ = 90 euro a camper) e indovinata la tangenziale per il ponte sul Bosforo ( 3 £, in Norvegia ce n'è di più spettacolari, ma costano anche di più ) prendiamo l'autostrada con direzione IZMIT (2 £ ) arrivati a Bursa cerco un camping : niente, un otopark : niente, c'è una nuova autostrada per IZMIR e la prendiamo, ne usciamo a Karacabay perché dobbiamo andare verso Troya, arrivati al paese neanche parlarne di campeggi, Mariangela lancia l'idea del campo sportivo, lo troviamo ( tutti i paesi hanno un campo sportivo ! ) di fronte ad una stazione di polizia ( tutti i campi sportivi sono piantonati dalla polizia ! ), chiediamo al poliziotto di turno se è possibile passare la notte lì, lui telefona al suo capo, probabilmente il suo capo telefona al sindaco o al sultano del luogo e dopo 10 minuti ci dà l'ok, notte tranquilla; al mattino prima di partire voglio fare l'educato e invece faccio l'imbecille : vado con una bottiglia di vino dal poliziotto per ringraziarlo dell'ospitalità e lui, che è in compagnia di altri tre militari, mi oppone un netto rifiuto senza sorrisi, avrò sbagliato omaggio o avrò sbagliato momento ? se fosse stato da solo ? mah ! con una bottiglia in più prendiamo la direzione CANAKKALE : strada bruttina, arrivati al paese ci fermiamo (ma guarda che strano ) dietro allo stadio per la pappa, rapido giro in paese per vedere ( ma potrei dire ammirare ) la piazzetta con la statua di ATATURK, il vaso simbolo della città e i cannoni ( 2 ) usati nella guerra del 15-18 puliti e luccicanti e uno si vede che è stato centrato perché ha una paratia sventrata, il porto, la passeggiata del lungomare e qui scopriamo un cavallo di Troya realizzato con fasciami di navi affondate che è molto più piacevole e interessante dello stupido cavallo posto all'ingresso del sito archeologico che si vede anche da casa mia che è fatto solo per i turisti; ripartiamo per Troya dove arriviamo in tempo per la visita del sito ( 4 £ il camper e 10 £ a persona ) che per altro è mal tenuto, mal organizzato, mal scavato, mal tutto nella sua pochezza ( ma forse io sono un ignorante patentato e ci capisco poco ); all'uscita l'insistenza di un ambulante ci fa andare a campeggiare nel cortile della sua pensione : euro 10 ok considerato che c'è la corrente e le docce con acqua calda da farsi nel bagno di casa sua.

Il giorno dopo, docciati e riposati si parte alla volta di Pergamo, prima di Edremit c'è un colle da fare, la strada è stretta e già risente dell'aria del mare perché è molto scivolosa, la facciamo in 1° dietro un bilico autocisterna che sbanda da tutte le parti e noi con lei, quando si incrocia un altro camion ci si ferma tutti e ……si prega di non scivolare addosso a qualcuno, trovare quell'autocisterna è stata una fortuna perché sembrava di viaggiare sull'olio e sicuramente, a strada libera, saremo andati a sbattere da qualche parte; arrivati in paese con la scusa di comperare del formaggio del luogo ci fermiamo per allentare la tensione e si decide di deviare per Oren che è sul mare; lì giunti ci fermiamo in mezzo a delle villette residenziali con una bella spiaggia di fronte, Angelo e Gabry vanno a fare il bagno e io preparo i bistecconi ai ferri mentre un anziano inquilino / proprietario della villa a fianco viene a chiedere informazioni sul nostro modo di viaggiare e da dove arriviamo, cortesia per cortesia le chiedo se diamo fastidio con i nostri camper : no off course ! si mangia e si và, salutati dal vicino, con una pessima strada tutta un cantiere, con molti tratti di sterrato prima di arrivare a Pergamo dove troviamo l'ufficio turistico chiuso, ho notizia di due campeggi, ma di insegne neanche a parlarne, uno dei due è il Berksoy ( l'altro era il Caravan camping e l'abbiamo trovato il giorno dopo, ma chiuso ) per cui ( ormai smaliziato ) chiedo informazioni per l'hotel Berksoy e mi dicono che si trova all'inizio del paese, di fatti c'è, e c'è anche la scritta autokamp sbiadita su un muro scrostato, ma tanto basta, ci accampiamo nel prato dietro l'albergo, c'è la corrente, le docce si fanno nei servizi della piscina dell'hotel che per noi è gratuita e l'inserviente ci comunica che alla sera si festeggerà un matrimonio, molto bene, musica fino alle tre e buona/mala notte ! Al mattino si prende il pulman per l'acropoli ( avremmo anche potuto arrivarci con un camper, ma del senno del poi ne son piene le fosse ) che ci porta fino in fondo al paese ( dove c'è la basilica rossa ), per salire all'acropoli bisogna prendere un taxi, dove sono i taxi ? chiedo all'autista, lui ci guarda, sorride, non ci fa scendere e riparte, si ferma in mezzo al paese dove vedo che in una viuzza sono fermi 6 o 7 taxi, scende anche lui e si mette a parlare con i tassisti, dopo 5 minuti poggia le mani su uno di loro e ci fa : lui amico, no problem e ci molla, non so di chi sia amico questo lui perciò contratto : siamo in sei quindi due taxi, ci devono portare su, aspettarci ( almeno un'ora ) e riportarci giù, riesco a definire 15 £ a taxi per portarci su, aspettarci e se li ritroviamo quando usciamo altre 15 £ per portarci giù; la visita all'acropoli è stata interessante ( almeno per me ), per Angelo invece sono solo " prede ecie " che in dialetto bresciano vuol dire " pietre vecchie " con intonazione leggermente dispregiativa, Aldo invece è una scatola chiusa : guarda, ammira, chiede, ogni tanto lo sento dire "bello " e riempe di fotogrammi la telecamera, per adesso sta immagazzinando sensazioni, le apprezzerà quando le avrà digerite. Dopo un'ora e mezza usciamo, i tassisti sono ancora lì, e scendiamo, ci fanno scendere ( sarà un caso ) proprio davanti alla basilica rossa e al momento di pagare mi vengono chieste 30 £ invece di 15, lo guardo, sorrido, le do 15 £ e battendole una mano sulla spalla dico : ti è andata male e scendo, la basilica rossa la guardiamo da fuori perché proprio non ci ispirava, io e Katy prendiamo il bus mentre gli altri vanno a piedi, nel pomeriggio si dovrà andare all'ascleption ed è meglio non stancarsi eccessivamente; invece nel pomeriggio siamo tutti eccessivamente stanchi e dato che l'alternativa è la piscina preferiamo l'alternativa con in più un'ora di tennis nel campo attiguo ( campo pessimo con erbacce ); dopo cena c'è un'altra festa in albergo con della musica quindi si va a ballare ( ma non eravamo stanchi ? ) Aldo e Angelo, con le rispettive consorti, danno spettacolo con i loro passi, poi scopriamo che la festa era per la circoncisione di un bambino di nove anni che le verrà fatta domani; è una tradizione molto sentita, il ragazzo è vestito come un principe con tanto di mantello con alamari, copricapo con pennacchio ed è accompagnato dai genitori orgogliosi di mostrare a tutti il figliolo ( ne abbiamo visti a decine per la strada ) ad una certa ora questo ragazzo viene messo su una sedia con a fianco i genitori e gli ospiti in fila indiana, le donne da una parte, gli uomini dall'altra, ad uno ad uno si avvicinano, baciano i genitori, prima il padre, poi la madre, baciano il ragazzo, le mettono in tasca una busta o le appuntano sul petto una medaglia che è poi una grossa moneta d'oro, le dicono delle frasi bene auguranti e si allontanano felici ed orgogliosi di esserci stati, ho notato che il ragazzo sorrideva, ma era un po' confuso, evidentemente nessuno gli ha spiegato bene, se non per sommi capi ed in modo molto leggero, cosa gli capiterà domani : sì, diventerà uomo, siamo tutti uomini, ma io con tutto il rispetto preferisco di gran lunga la nostra cara e vecchia 1° comunione che lascia le mie care parti intime come mamma le ha fatte e come il vivere comune le ha modificate. ( mi viene spontanea una cattiveria e la dico : chissà se c'è una stessa festa anche per l'infibulazione ? )

Al mattino lasciamo l'albergo pagando con la c.c. e con i camper raggiungiamo l'ascleption ( 10 £ / camper per il posteggio ) ingresso altre 10 £, trovato molto bello, in particolare l'anfiteatro quasi a strapiombo sulla vallata, migliore dell'acropoli e ci perdiamo la mattinata ignorando il " prede ecie " ricorrente, so che ci deve essere una sorgente da qualche parte di acqua molto leggera che, dicono, abbia contribuito alle ricerche chimico-mediche di Esculapio e soci ai loro tempi, lo dico agli altri, Angelo trova un rigagnolo che fuoriesce da un gradino e beve, e l'ha pure trovata buona, dopo un po' si trova la vera sorgente fontana e Angelo ribeve, alla fine si esce, io contento, Aldo con la filmina piena e Angelo dissetato, e si parte con direzione IZMIR, si compra dell'ottima frutta e a poco prezzo sulle bancarelle che abbondano lungo la strada ed entrando in città, visto che è mezzogiorno passato, intravedo un cortile cintato con un capannone che sembra in disuso con dell'ombra in fondo, entriamo con l'intenzione di mangiare ed un guardiano sbucato da chissà dove ci corre incontro, ci fa posteggiare all'ombra, ci indica una canna per l'acqua e per farci vedere che è potabile ne beve un sorso, saluta e se ne và, perfetto, mangiamo, riposino e quando partiamo lo andiamo a salutare con una bottiglia di vino, lui ringrazia, ci accompagna all'uscita, ferma il traffico sulla statale e ci fa uscire, cosa volere di più ? uscendo da IZMIR non trovo la statale per SELCUK così prendo l'autostrada per HYDIN e usciamo a TORBOLI ( 30 Km £ 1.5 ) a Selcuk due cartelli turistici indicano : EFESO a destra 2 Km e MERYEMMANA diritto 7 Km, decido per MERYEMMANA e poi andremo a PAMMUK per trovare un campeggio sul mare, Efeso lo vedremo con comodo un altro giorno.
La strada inizia a salire e subito dopo un ingresso secondario per Efeso una bellissima statua della Madonna ci costringe alla fermata per la solita irriverente fotografia, si prosegue in 1° e 2° con l'acqua del motore che sfiora i 100 gradi, arrivati all'ingresso del sito dove si dice sia morta la Madonna, prima di un grande e curatissimo piazzale in salita, bisogna fare il biglietto ( 11 £ a persona ) è un salasso ma ormai siamo qua, così scopriamo che sulla capanna dove, si dice, abitava e morì la Madonna hanno costruito una cappella, si respira pace e tranquillità, una parete del vialetto è coperta da straccetti annodati ( simboli di voti fatti da altri visitatori ) ne usciamo qualcuno più leggero e qualcuno più leggero………di 22 £, ma non tutti sono uguali e ognuno sente le cose a modo suo; ritorniamo a Selcuk e puntiamo verso Pammuk , c'è un altro ingresso, molto più grande, per Efeso e c'è pure l'insegna di un campeggio, ma abbiamo detto mare e dunque mare sia, a metà strada c'è un altro campeggio, ma è in rovina e poi è lontano dal mare, si prosegue e subito dopo un grandioso acqua splash la strada sale e si discende in mezzo a mega alberghi con vista su un mare che è uno spettacolo, arrivati al livello del bagnasciuga subito dopo una curva individuo sulla sinistra un'insegna : Mokamp, entro di brutto, chiedo se è un campeggio e alla risposta affermativa ci piazziamo; il campeggio è anche bello e ombreggiato da eucalipti, peccato per i servizi da classificarsi a livello di topaia chiedendo scusa ai topi; ci facciamo due giorni di mare e una passeggiata in bici fino a KUSADASI che è una cittadina così piacevole da farmi cambiare programma : il giorno dopo lasceremo il campeggio e andremo a EFESO, ma al ritorno andremo a Kusadasi, campeggio ONDER che anche se stretto e lungo è un signor campeggio con tanto di piscina e campi da tennis; detto fatto, partenza per Efeso che dire meravigliosa è dire poco, bisogna esserci per apprezzare queste cose e non credo che le stupide parole di un vagabondo come me possano rendere l'idea di quello che è questo sito, se qualcuno ha avuto la fortuna di visitare Pompei e le è piaciuta, qui ne resterà innamorato, anche questo vale la fatica e la spesa, fosse anche solo questo ! al pomeriggio arriviamo all'ONDER, visitina all'isola dei piccioni con la sua fortezza e alla sera per la felicità delle femminucce e per l'amaro in bocca dei maschietti un gran bel giro per il bazar.




E siamo di nuovo in partenza verso l'interno con destinazione PAMUKKALE, si arriva verso le 13 e lo spettacolo che la natura ci mostra, e che si inizia a vedere già da lontano, è grandioso : se qualcuno è stato alle cascate di Saturnia moltiplichi per 100 o 200 l'immagine e ancora è lontano da quello che si vede qui, è una parete alta direi 3 o 400 mt. e larga 6 o700 tutta bianca disseminata di cascate di rocce bianche e vasche di varie dimensioni, dal piazzale sulla strada si intravedono file di turisti camminare in salita su questa specie di neve dura, mentre siamo lì imbambolati nell'ammirare questo sogno un tipo ci corre incontro urlando : camping, 8 euro, dare piscina, bar, elettrico, seguire me, lo guardo : sei caro, gli dico, ti do 10 £, ok dice lui va bene, e ci troviamo nel cortile alberato di una pensioncina che, oltre a servizi molto ben tenuti, ha al suo interno una piscina, ha pure una pattuglia di figli tra cui uno che parla correttamente l'inglese nonostante la giovane età ( 12 - 13 anni ), così lui parlando e noi gesticolando otteniamo le informazioni necessarie per la visita di queste " cascate di cotone " ( pamuk vuol dire cotone e kale vuol dire chiesa o volta ) si passa il pomeriggio in piscina rimandando al giorno dopo la passeggiata sul……cotone che si è rivelata entusiasmante sotto tutti gli aspetti.
Si cammina a piedi nudi per non rovinare il pavimento di carbonato di calcio che l'acqua calda deposita raffreddandosi nella sua corsa verso il basso, nelle vasche che si formano naturalmente e a volte pensili l'acqua assume una colorazione celeste che ti lascia senza fiato ( anche perché la salita è ripidina ); stanno facendo mastodontici lavori di ristrutturazione e penso che tra 2 o 3 anni sarà un paradiso diverso, magari a pagamento, magari più bello ma non così naturale come l'abbiamo visto noi ( e già si notava nella carenza d'acqua e nei lavori di sbancamento la mano distruttrice dell'uomo ) nella speranza che ingegneri e architetti preposti all'uopo siano anche amanti della natura e non solo del c.c. diamo anche un'occhiatina al sito archeologico di HIERAPOLIS ( scoperto o scavato mi risulta da italiani ) e poi chiediamo a quel maledetto vigliacco figlio di un turco che parla inglese se è possibile andare in bici a KARAHAYIT per vedere il geiser di acqua ferruginosa; il ragazzo dice che non ci sono problemi, mentre il padre consiglia di prendere una macchina, la distanza non è abissale, saranno 10 - 15 Km al massimo, chiedo se c'è salita e la cara carogna, con sufficienza inclina appena la mano, ma " a little " dice, quindi andiamo. ASSASSINO ! se scalavo le dolomiti mi stancavo meno, arriviamo al geiser che mi sento una larva, noto appena un paio di vasche d'acqua rosso scuro con della gente attorno che tiene i piedi a bagno ( ho saputo dopo che è acqua a 50 gradi ) e in testa una montagnola tutta striata di rosso con varie tonalità che lascia filtrare dell'acqua, naturalmente bollente, visto in un momento diverso sarebbe anche bello, ma quello non era il momento, ritorno al camper grazie al fatto che la strada era in discesa e con uno sguardo d'odio verso chi so io si va a dormire.

Alla sveglia si parte per AFRODISIA, bello il museo all'ingresso ( eravamo solo noi a visitarlo ) ci sono delle statue eccezionali, quasi intatte, e mostre di monete e monili del periodo, mentre stiamo guardando queste reliquie suona un allarme, ci guardiamo attorno perplessi, poi vediamo che Angelo, annoiato da queste prede ecie ci sta aspettando graziosamente appoggiato alla cornice di una vetrinetta, vieni qui, dico, no no,dice, fate con comodo, no, dico, vieni qui, perché, fa lui, perché se non togli la mano dalla cornice qui andiamo in galera tutti e sei, si stacca e con sorrisi di scusa verso i guardiani che stavano accorrendo visitiamo il sito : bello, c'è un Odeon in marmo bianco tutto scolpito che è quasi intatto, c'è il ……….. parco giochi di Afrodite ( dove si dice facesse le sue brave orge ) con quasi tutte le colonne in piedi, c'è il campo sportivo ( io lo chiamo così ) ovale che mi ha ricordato il film Ben Hur con tutte le gradinate attorno, peccato sia coperto da erbacce; ne usciamo come al solito : chi contento, chi annoiato chi con la filmina piena; pappa di fronte al comando della gendarmeria e poi via verso MARMARIS dove credevo di arrivare costeggiando il mare, invece c'è salita da 2° e dopo pochi Km mi ritrovo circondato da montagne, facciamo una trentina di Km e dopo aver rifiutato il bivio per BOZBURUN dove avrebbe dovuto esserci un campeggio sul mare ma che mi portava tra altre montagne tiro dritto, dopo un po' la strada scende al mare, c'è un camping, ma è a metà strada tra un accampamento di indiani e un campo nomadi, rifiuto anche quello e si ritorna a salire, lassù in alto un cancello arrugginito tiene compagnia ad un arrugginito cartello che una volta diceva " camping IMBUKTU " lascio i compagni in strada ed entro nello sterrato d'ingresso, due curve e mi corre incontro un tipo : camping giù, buono, elettrico, 2 Km; ok quanto vuoi ? 11 £, va bene, chiamo gli altri per cb che non mi rispondono ma arrivano e facciamo questi due km di sterrato con stretti tornanti con una pendenza che mi preoccupa per il ritorno, il camping è ottimo per tende, ma per tre camper messi assieme è orrendo con piante e cespugli da tutte le parti, con la solita buona volontà ci piazziamo facendo spostare due macchine e andiamo a vedere il mare : fantastico, sembra un fiordo norvegese con l'acqua calma, calda e cristallina, perfetto, andiamo a preparare la pappa e mentre controllo la cottura dei fagiolini con un occhio al percorso di domani e un bicchiere di fresca acqua dall'altra, la mia dolce metà con l'aiuto di Aldo mi urtano facendomi versare il beveraggio addosso, proprio mentre la madre di famiglia della tenda vicina si presenta con un vassoio con 4 bicchieri di the alla mela, lo zucchero e dei wafers, ospitalità ? benvenuto ? gentilezza ? educazione ? beh qualunque cosa sia noi la dovremmo imparare ! grazie signora turca con tenda, marito e due figli appresso, m'hai dato un ricordo e m'hai insegnato qualcosa.

La mattina il mare è liscio come l'olio, dall'altra parte del fiordo alte montagne verdi di vegetazione danno un senso di serenità, quasi quasi faccio il bagnetto, ma la mia dolce metà, forse per gelosia, mi comunica che è vittima di un attacco di labirintite, per cui in camper, al buio e in silenzio mentre gli altri si godono il mare, poi si decide di pranzare al ristorantino-bugigattolo-fai da te del camping : rapina ! 6 oratine d'allevamento fatte ai ferri, insalata e patate fritte = 160 £ vale a dire 100 euro, bene domani scappiamo e tanti saluti al mare.
La strada che da MARMARIS porta a FETHIYE è una cosa tra le più orrende fin qui viste, tutta curve, salite e discese e interruzioni, poi passata Fethiye le cose migliorano, a KEMER mi trovo un cartello per SAKLIKENT che indica diritto mentre la mia cartina e l'indicazione per KAS dicono a destra, do ragione alla cartina e giro a destra, un po' di strada piacevole e mentre aspetto il cartello per TLOS che doveva precedere di una decina di km quello per SAKLIKENT mi trovo improvvisamente SAKLIKENT sulla sinistra, giro : stradina di campagna ma asfaltata, trattori che vanno e vengono, ponticelli, c'è un incrocio dove si sono dimenticati d'asfaltare : TLOS a sinistra e SAKLIKENT a destra, un po' di sterrato e poi ristorantini dove si mangia sdraiati sui tappeti con tanti cuscini per schienale ed infine eccoci arrivati; un ragazzo ristoratore mi dice con un buon inglese che il posteggio è gratis, che l'ingresso alle gole costa £ 2.25, che c'è da bagnarsi, che si può fare solo 4 dei 18 km della gola perché bisogna fermarsi ad una cascata e che se vogliamo mangiare da lui una trota al forno ci costa solo 6 £ compresa l'insalata o le patate, l'acqua è a parte, considerata l'ora ( le 13 ) la stanchezza, l'assenza di viveri nelle nostre cambuse e quello che abbiamo pagato al camping fai da te accettiamo subito, così ci troviamo sdraiati su delle stuoie, appoggiati a dei cuscini con un tavolo rotondo alto una spanna e con i piedi scalzi a mangiare insalata mista, patatine fritte ( buone ) e una squisita trota ( un po' piccolina ) cotta su un letto di alloro dentro un vassoio di pietra scura con carote, cipolle, zucchine e patate tutto messo a cuocere in un forno a legna, cosa vuoi di più dalla vita ? un paio d'ali grazie per vedere le gole ! invece preso il ticket d'ingresso e dopo aver ammirato i bungalows sugli alberi del vicino campus ci troviamo su una passerella in legno piantata nella roccia a 4 - 5 mt dalle rapide, poi …… poi …… poi la passerella finisce, le rapide no ! se vuoi andare avanti entri nell'acqua gelida fino all'ombelico e dove la corrente è più impetuosa ( impetuosa è un eufemismo : ti travolge ) c'è una corda, per cui sei venuto fin qui ? adesso t'attacchi, difatti messo negli zaini soldi e documenti avvolti nei sacchetti di plastica dell'Auchan ci attacchiamo, la mia tata davanti e io dietro che gli tengo la corda tesa perché non scivoli via, difatti in mezzo alle rapide lei scivola via e vedo solo la sua mano fuori dall'acqua aggrappata alla corda; dico : dai salta fuori, beviamo poi in camper, e lei, aiutata da un misterioso bagnino montanaro del luogo riemerge con lo sguardo acquoso dell'odio nei miei confronti; beh ormai ti sei bagnata,che fai ? andiamo ? il resto è una bellissima passeggiata in fondo ad una gola con l'acqua alle caviglie / ginocchia tra i ciotoli e un mucchio di gente entusiasta; per saperne di più bisogna venire.

Si riprende la strada per KAS, saliscendi di ordinaria amministrazione, a KAS so che c'è un campeggio, non è segnalato ( e ci mancherebbe ) ma il lonely planet e un ristoratore me lo fanno trovare : 20 £ a camper, passeggiata in paese molto bella e troviamo il tour per KEKOVA e la città sommersa : £ 30 a persona, Angelo preferisce fare diving e dal campeggio gli prenoto l'uscita in mare : 2 immersioni 60 euro, la mattina alle 9.30 siamo all'agenzia = in pulmino fino a KEKOVA ( 40 minuti ) poi in battello, ci fanno fare il bagno in un acqua splendida, ci portano a vedere i resti di abitazioni Lice ( città sommersa, s'intravedono le fondamenta e niente di più ) a mangiare su un isolotto dove ci sono tre o quattro trattorie ( self service ) e un fortino sul cocuzzolo della collinetta con bastioni Lici, bizantini e romani, poi a fare il bagno in una grotta e un altro in una bella ansa dove, data la bellezza, si fermano anche dei battelli privati, si rientra alle 19.30, cosa vuoi di più per trenta lire ?

Adesso tocca a CHIMERA, partiamo da KAS e ci accorgiamo che a 200 mt dal campeggio c'è un teatro romano e alcune tombe Lice, guardiamo il tutto e poi con un continuo saliscendi arriviamo a KALE dove c'è la chiesa di San Nicola o santa Klaus o Babbo Natale che dir si voglia, un po' ridicola a 38 gradi la statua del babbo natale che conosciamo noi con il vestito rosso, degna di nota invece la statua del santo vestito da frate con dei bambini intorno posta di fronte alla chiesa omonima. Il programma prevedeva solo questo, ma da delle cartoline scopro che MIRA ( a 2 km ) offre qualcosa di eccezionale, ci andiamo subito, parcheggio nel piazzale - otoparc - posteggio di un ristorante che c'è di fronte all'ingresso di questo sito ed entriamo ( £ 2 a persona ) quello che c'è da vedere non è tanto il teatro : bello, di circa 10.000 posti, tenuto bene, con raffinate sculture quasi intatte, ma le abitazioni scavate nella roccia, come a Matera, ma impreziosite con sculture sempre scavate nella roccia e chiuse con muri, con colonne, finestre, e porte , se poi pensate che queste abitazioni sono una sopra l'altra converrete con me che valeva la pena di una visita, bene, ripartiamo alla volta di CHIMERA, si costeggia il mare con una bella strada nuova tutta curve, nel percorso una caletta con acqua verde ci chiama per un magnifico bagno, come deluderla ? poi sorpassata la turistica FINIKE e KUMLUCA mi trovo l'indicazione OLIMPOS e CAVUSKOY sulla destra, la mia cartina mi da insieme OLIMPUS e CHIMERA quindi devio, faccio 15 km di strada stretta e malissimo asfaltata dove tutto balla ( precipita nel gavone di Angelo anche la ruota di scorta ) e arrivati a OLIMPUS non trovo l'indicazione per CHIMERA, uno studente mi convince a tornare indietro, ritorno sulla statale e dopo neanche 1 km trovo il cartello CHIMERA, strada piccola ma bella, all'ultimo paese, dove nessuno capisce che vivono con il turismo, la strada diventa sterrata e dopo un paio di km finisce con una pineta, ore 20.30, frugale cena e poi armati di pila cominciamo a salire ( dopo aver pagato £ 2 ) per un sentiero che all'inizio è acciottolato, poi a gradini fatti di pietra di diverse misure e poi solo più sassoso e ripido, trascino la mia dolce metà tra un masso e una storta con la pila accesa in mano e dopo 4 o 5 soste per riprendere fiato nel giro di mezz'ora ( gli altri vigliacchi mi hanno abbandonato e sono saliti più svelti di me ) arriviamo alle fiammelle = S P E T T A C O L A R I ! ! ! perdiamo un'oretta a guardare e filmare queste fiammelle che escono dal terreno e scendiamo, io mi sento più umano, mia moglie più stanca, gli altri……. vanno a dormire !

La mattina di buon'ora ( 8.30 ) partenza, si deve arrivare almeno a MANAVGAT perché bisogna spostarsi in Cappadocia, sfogliando il lonely planet scopro che ad ANTALYA ci sono le cascate del DUDES,perché non vederle ? direzione aeroporto poi seguo i cartelli e le trovo, è un parco cintato ( £ 1 per entrare £ 2.5 per posteggiare ) con vialetti, alberi, verde, panchine e tavolini dove la gente del luogo, ma anche di città, ( è a 10 km ) viene a mangiare al fresco, la cascata c'è ed è anche bella con una gran massa d'acqua, c'è perfino uno spazioso cunicolo scavato nella roccia dietro la cascata che grazie a delle grosse aperture ti fa vedere l'acqua che cade dall'interno della cascata, bello spettacolo, riposati e rinfrescati torniamo ai camper per mangiare. Nel mezzo del pranzo udiamo un grido di dolore di Angelo che si ritrova improvvisamente senz'acqua e aveva fatto il pieno prima di partire, dato che lui è il tipo che quando la moglie lava i piatti lui fa il rabbocco, la cosa diventa preoccupante, guardo sotto il suo camper e vedo del bagnato, prima deduzione : hai il serbatoio delle acque chiare con una falla, Aldo va sotto il camper e dice : la falla non è nel serbatoio delle acque chiare e poi scende a goccia a goccia, non può aver svuotato il serbatoio; rifacciamo il pieno con dell'acqua potabile usata per irrigare e la Gabriella sente la pompa mettersi in moto : scoperto l'arcano, uno dei due ( è sempre l'altro naturalmente ) ha lasciato aperto accidentalmente il rubinetto della doccia e l'acqua si è travasata dal serbatoio delle acque pulite a quello delle acque grigie, ma dato che il secondo è più piccolo del primo l'acqua travasa per troppo pieno, lo dimostra il tappetino inzuppato della doccia; si riparte e si raggiunge MANAVGAT che è ancora presto, so che c'è un campeggio al sito di SIDE ma quando dico che l'alternativa è di arrivare a BEYSEHIR sul lago Aldo spinge per il lago, viene accontentato, purtroppo a CEVIZLI quando ci sono ancora 90 km da fare la strada diventa una mulattiera con asfalto sconnesso prima, senza asfalto poi, tutta una curva con ripide salite e altrettanto ripide discese, si viaggia in seconda e in terza quando va bene e i brutti giudizi cominciano a fioccare, finalmente alle 20 si arriva al lago, è grandissimo, lo costeggiamo per un po', poi uno spiazzo molto grande sulla riva ci invita a fermarci, si cena tranquilli poi arrivano gli invasori = meschini, zanzare, pappataci, elicotteri strani che riescono a passare attraverso le zanzariere, in pochi minuti finiamo le bombolette spray e la pazienza, si decide di allontanarsi da questo inferno e dopo pochi km si arriva in paese, un posto isolato qualunque è meglio di dove si era, usciamo perfino a fare due passi sul lungolago : molto carino, da sotto un tendone sentiamo della musica, entriamo invitati dai sorrisi della gente : è una festa di matrimonio e gli sposi stanno ballando in pista ( i loro balli, non i nostri ) ci sediamo in disparte per guardare, sentire e non disturbare e subito ci vengono offerte delle bottigliette con dell'aranciata, dopo dieci minuti pure un pezzo di torta, bene, aspettiamo ancora 20 minuti, poi visto che le bomboniere non arrivano torniamo ai camper a fare la nanna; al mattino si parte : direzione KONYA, superata di slancio prendiamo la strada per AKSARAY in mezzo a sconfinate distese di campi di grano, a bordo strada notiamo degli strani animaletti che assomigliano a dei topi, ma sono chiari di pelo, camminano strisciando la pancia sul terreno e, ogni tanto, si alzano sulle zampe posteriori; il terrore dei topi fa dire alle donne di allontanarsi in fretta, io, per allentare la tensione, ipotizzo che siano tartarughe uscite dal guscio per prendere un poco di fresco, ma nessuno mi crede, pazienza; prima del paese ci fermiamo per fare il pieno, pago con carta di credito e, guarda te che combinazione, guardo la cifra : avevo fatto un pieno di £ 97.50 e la ricevuta dice 977.50, lo faccio notare e il tipo la straccia, mi chiede scusa, no problem dice e me ne fa un altra con su scritta la cifra giusta, si, dico, ma anche se non l'ho firmata a te rimane l'altra e ci puoi mettere su uno scarabocchio qualunque, nel mentre suona il telefono, lui parla, in turco naturalmente, mi richiede la carta di credito, sembra dire i miei numeri al telefono, me la restituisce e con un ok ok no problem chiude la faccenda, vado via tra l'arrabbiato e il perplesso studiando cosa posso fare; sono un po tardo di mente, ma arrivati al primo paese mi fermo vicino a dei vigili, so che loro hanno poca importanza nel tessuto sociale, perciò chiedo l'ubicazione della caserma della gendarmeria, me la danno, ci vado e chiedo di parlare con l'ufficiale di guardia, mi si presenta un giovane che tutto subito mi dice che loro sono dei militari, le rispondo che ci sono venuto apposta e le spiego il fatto, mi fa accomodare nel suo ufficio e dopo aver capito bene che sono un turista in difficoltà comincia a fare una serie di telefonate sia con il telefono fisso che con il suo cellulare, mi chiede la carta di credito, dice a qualcuno i numeri della mia carta e dopo un quarto d'ora, dopo un ultima telefonata mi comunica che una pattuglia era andata dal benzinaio per controllo e che la sede della visa le aveva confermato la cancellazione del primo scontrino, grazie giovane ufficiale cortese ed efficiente, mi hai tolto un peso dal cuore e ripartiamo, stanno facendo la seconda corsia per cui l'interminabile strada dritta tra campi di grano è parecchio sconnessa, poi arriviamo a GOREME e ci fermiamo incantati a vedere lo spettacolo di questa specie di trulli naturali, anche qui non si può descrivere questo spettacolo, ma garantisco che ne vale la pena : Cerchiamo un campeggio, ho il nome del KAYA Camping ma mi dicono che è a tre km dal paese mentre il BERLIN è all'uscita del paese e prima del GOREME Camping, ok si decide per il BERLIN ( 16 £ a camper ) e ci fermiamo; una passeggiatina in paese dopo cena ci porta ( chissà come mai ) a bere del the in un negozio di tappeti che al motto di " solo guardare " ci sciorina davanti una trentina di tappeti, alla mia dolce metà piacciono solo ( ma sarà un caso ? ) quelli in seta e li vuole anche chiari, chi ci ha agganciato fa venire subito il solito amico che parla italiano e dato che di quei tipi di tappeti non ne hanno tanti dice che domani mattina ci porta in una fabbrica di tappeti, " passo alle 9 ? " NO, dormiamo, se vuoi passa alle 9.30, ciao e andiamo a dormire. Al mattino stacco il mio camper e in sei andiamo alla scoperta della cappadocia alle 8.30, per strada ci si ferma per la solita meravigliosa foto del momento e ci viene incontro proprio lui che dice che ci aveva promesso la fabbrica di tappeti e fabbrica deve essere. Mannaggia a lui, SINAN si chiama, e questa volta ne usciamo con due tappeti, uno io e uno Angelo e con il conto corrente depauperato, però la visita è stata interessante, a partire dai bachi da seta fino al tappeto finito e ( sigh ) acquistato ( intendiamoci, bisogna contrattare e tenere duro, sono riuscito ad ottenere un prezzo di un terzo di quello che mi avevano chiesto, non dico che l'affare l'ho fatto io, però sono rimasto soddisfatto dell'acquisto e tanto mi basta ); dopo è di prammatica la fabbrica delle ceramiche e ci porta sempre lui, ma qui glissiamo e ne usciamo senza danni; allora la nostra autodichiaratasi guida ci offre per 80 euro un giro in pulmino, no grazie, allora un volo in mongolfiera di h 1.5 al prezzo di 140 euro ( da fare almeno una volta nella vita ) : a ri no, a ri grazie, e finalmente ci stacchiamo, acquisti di verdure a AVANOS e si ritorna al camper : pappa e riposino, alle 17 rieccolo all'attacco : dovete venire a vedere fabbrica di gioielli a ORTHISAR poi vi faccio vedere valle dei piccioni e poi tramonto su vallata dal castello, solo 20 euro per tutti e sei, va bene, basta che poi te ne vai, vediamo la valle dei piccioni che si annidavano nei buchi di questi camini ed i locali li nutrivano per raccoglierne lo sterco da usare come concime, la fabbrica dei gioielli ( usciti salvi ) e il tramonto dal castello ( formazione rocciosa sul cocuzzolo di una collina tutta scavata per ricavarne stanze ) poi ritorna alla carica con la mongolfiera e all'ennesimo rifiuto ci porta a vedere un ristorante dove si fa spettacolo tipo danza del ventre e altro : 20 euro tutto compreso, va bene, ci penseremo domani, ciao.
D'accordo che abbiamo visto cose interessanti e che sia anche stato piacevole, ma ora lasciaci scoprire le cose da per noi così come abbiamo fatto finora, a ri ciao e buonanotte. Al mattino scappiamo a piedi dal campeggio alle 8.20 come spie senza dire a nessuno dove andiamo e andiamo al museo all'aperto di GOREME per vedere le chiese rupestri : chiesine scavate nella roccia dedicate a diversi santi, poco più grandi delle abitazioni ma con colonnine e altarini e raffigurazioni cristiane, purtroppo gli ottomani ( o i musulmani ? ) non accettando per religione l'iconografia hanno sfregiato o addirittura cancellato la gran parte di questi dipinti murali che sono comunque ancora oggi bellissimi, si finisce il giro che è ora di pranzo, per cui si rispetta l'ora e poi riposino, alle 17 stacchiamo il camper di Aldo e si va a visitare la valle dei camini delle fate a DEVRENI = molti pinnacoli di terra dura con grosse pietre sul cocuzzolo creati con il tempo dalla natura grazie, dicono, ad una erosione diversificata del terreno : curiosi, belli e superfotografati, al rientro a qualcuno viene voglia di pizza e in un locale con scritta " pizza " chiediamo tre pizze da portare via, dice no problem, dico hai le scatole per portarle via, dice no problem e dopo dieci minuti ci consegna un sacchetto di plastica con dentro dei fogli di giornale, dentro ai giornali ci sono le nostre pizze arrotolate tutte assieme; a me è toccata la pizza con la pagina sportiva, a Angelo quella con la pagina della cultura e ad Aldo gli annunci economici, vedremo domani mattina chi non ha digerito le ultime notizie. Al mattino si decide di andare a vedere una città sotterranea, scegliamo quella di OZKONAK che sarà più piccola ma è sempre interessante, in più offre il vantaggio di avere pochi turisti e quando sei nelle ultime stanze a 5 piani sotto terra con per uscita un cunicolo alto un metro e largo 50 cm se ti trovi davanti un pulman di cinesi che procede in senso contrario come fai a dirgli : voglio uscire ? visita molto interessante se si pensa che ogni stanza, scavata in serie una dietro l'altra continuando a scendere, aveva una specie di macina da molino che sbarrava la porta d'ingresso a discrezione degli abitanti; usciti da questi inferi torniamo ai camper per mangiare, prenotiamo la serata al ristorante telefonando alla guida fai da te che si chiama SINAN e verso sera andiamo a ORTHISAR per vedere il castello scavato nella roccia; ovvio che senza Sinan non lo troviamo, però ci accontentiamo del cocuzzolo in centro al paese che grazie a scale interne ed esterne permette di arrivare in cima dove sventola la bandiera turca e si gode uno spettacolo favoloso dei dintorni, alla sera, visto che avevamo concordato 120 euro la cena con spettacolo per 6 più 20 euro all'autista con pulmino andata e ritorno, aspettiamo fiduciosi, difatti il dolmen arriva puntuale e ci porta al ristorante, spettacolo con i Dervisci, balli locali e danza del ventre : caratteristico e piacevole, finita la cena visto che la musica continua Angelo, Aldo e mogli danno un secondo spettacolo con i loro passi europei - latino - americani, qualche giapponese applaude e torniamo felici ai camper; domani Angelo ci lascia ( non ha più fusibili per il televisore e vuole portare il camper dal meccanico per aggiustare l'impianto elettrico e ………. rifare il pieno di fusibili prima che il meccanico vada in ferie ) noi proseguiremo verso il NEMRUT DAGI e sarà una lunga tirata.

Il risveglio mi dice che sarà, per me, una brutta giornata, ho una gomma a terra e lavoriamo una buona mezz'ora per sostituirla ( mai cambiato una gomma in vent'anni di camper ) alla fine, salutato Angelo, ci avviamo verso AVANOS, dobbiamo far riparare la gomma e prendere dei soldi in un bancomat; il gommista ( in turco : OTO ELASTIK ) è un ragazzo quindicenne che però sa il fatto suo e messo a bagno la gomma scopro che è il cerchione che perde ( troppe strade sconnesse ) mi mette una camera d'aria all'interno e la tengo di scorta anche se ha il cerchione crepato, ( 25 £ ) ritiriamo un po' di soldi, un po' di viveri e un altro po' di souvenir da un simpatico e molto economico venditore ( dopo il ponte in alto a sinistra, è l'unico bugigattolo con merce fuori, se imposti la contrattazione con il sorriso alla fine oltre ad aver strappato un buon prezzo lui e sua moglie ti offrono anche il the ) e si va verso KAHRAMANMARAS passando da KAISER, BUNYAN, PINARBASI e GOKSUN, strada infelice, in più il caldo fonde l'asfalto e sembra di viaggiare sul bagnato, tra tante salite da 1° e 2° con relative ripide discese facciamo anche un passo di 2000 mt e quando ormai esausti siamo a 40 km dalla meta mi scoppia una gomma ( posteriore per fortuna ) attimo di panico con lacrime di spavento di mia moglie e siamo di nuovo al lavoro, i copertoni sono coperti da due dita di catrame e sassi, Aldo mi da la sua ruota di scorta, la mia con il cerchione crepato e le strade in queste condizioni non durerebbe a lungo, arrivati in città ( sono le 21 ) cerco e trovo l'otopark ma c'è una tale confusione di taxi e pulmini che scappiamo impauriti, troviamo posto nel cortile di una fabbrica chiusa, frugale cena e un po' abbacchiati si va a dormire; la mattina mi rendo conto d'aver dormito di fronte ad un panificio industriale e c'è il capo impastatore che sta guardando i camper, sorrido, due parole gesticolate, poi gli faccio vedere ciò che resta della mia gomma, non so come l'abbia intuito che ho bisogno di un gommista comunque la ha capito, prende un ragazzo e mi fa accompagnare da un gommista = copertoni marca " LASSA ", pressione massima 69 psi e tanti saluti al mio treno di gomme per camping, così come tanti saluti a 260 £ ( rapina ), sorseggiamo un the offertoci da un negoziante vicino e andiamo a vedere il bazar, normalmente caotico e considerato che siamo all'interno della Turchia un po' preoccupante per via del nostro abbigliamento, poi il famoso gelato da YASAR PASTANESI in TRABZON CADDESI 2, il proprietario dice che ha lavorato in Italia,ma non si ricorda la città, il locale è pieno di attrezzi d'epoca, caratteristico, chiediamo un gelato seduti al tavolino, Aldo butta là un chocolat e come risposta ottiene un vanillin, no dice " chocolat " e il cameriere dice o k, difatti arrivano quattro tranci di parallelepipedo alla vaniglia su dei piatti con coltello e forchetta, qui il gelato è talmente denso che si mangia con le posate come fosse una bistecca. Ripartiamo alla volta di KAHTA, strada discreta tra sterminati campi di grano e arriviamo nel paesino al primo pomeriggio, alle prime case un pulmino, superandoci sulla destra ci chiede di fermarci : è il proprietario della pensione KOMMAGENE che nel cortile fa da campeggio ( 10 £ con la corrente ) o k, lo seguiamo e ci piazziamo in questo cortiletto strano, chiuso da una catena, ma con servizi e acqua calda; il tipo fa anche da agenzia turistica e contrattiamo la visita al monte Nemrut facendo il percorso più lungo, lui ci chiede 130 euro, mi pare esagerato e partiamo con le contrattazioni, riesco a spuntare un 100 euro quando le informazioni che avevo parlavano di 60 - 80 euro, pazienza, visita al paese dove il lonely planet mi dice che non c'è niente da vedere e le do ragione e pensiamo al riposo.

Partenza per il famoso monte alle 14 con altre 5 persone, l'autista devia verso KARAKUS e vediamo il tumulo che copre le tombe dei parenti del Re MITRIDATE II° e le tre colonne superstiti, poi si arriva al ponte romano sul CENDERE ( è una riproduzione perché l'originale fu abbattuto da una cisterna impazzita anni fa e da allora hanno costruito un ponte nuovo un pò più lontano e rifatto questo per i turisti ), guardiamo con più interesse la gola da cui esce il fiume e dove alcuni ragazzi stanno facendo il bagno in compagnia di alcune capre, da lontano vediamo anche il castello di KOCAHISAR perché l'autista non si ferma, mentre si ferma sopra un ponticello " selgiuchide " ( i selgiuchidi erano un'antica popolazione del luogo ) che non so come abbia fatto a sopportare il peso del pulmino, e poi prosegue fino ad incrociare un sentiero e lì si ferma, scendiamo e risaliamo a piedi la collina lungo una mulattiera : una, due, tre steli commemorativi ancora in buono stato e la quarta fa impressione per come si sia potuto mantenere così perfetta : è la stele che raffigura MITRIDATE mentre stringe la mano a ERACLE ( che sarebbe poi Ercole e se qualcuno lo va a vedere è quello nudo ) sotto e a lato la roccia piatta porta un minimo di sei metri quadrati di scritte in greco ( penso ) e c'è un foro di un paio di metri che apre la strada ad una malconcia scalinata scavata nella roccia e molto ripida, dovrebbe scendere di circa 150 mt ma ci dicono che dopo 70 mt è interrotta da detriti, ci viene offerto un the e ripartiamo verso la vetta : strada impossibile, impraticabile, brutta, mal fatta, tutta deformata, lastricata di pavè molto grossi e staccati uno dall'altro e a volte anche staccati dal terreno e lasciati in mezzo alla strada che costeggia precipizi paurosi senza la parvenza di un paracarro; si arriva in cima deglutendo le budella e rimettendo al loro posto le pupille ( e io che volevo venirci con il camper ! ) e qui ci sono i famosi 500 mt da fare a piedi lungo una pietraia che a volte è scalinata, a volte sentiero e a volte è quello che è, immaginate di camminare lungo i binari della ferrovia, togliete i binari e le traversine, mettete quello che resta a 40 gradi di salita e avrete una vaga idea di ciò che vi aspetta. Certo, in cima lo spettacolo è stupendo, come bellissime sono le teste di queste divinità; penso che il buon Antioco dovesse essere un tantino megalomane per farsi fare una tomba così, ma tant'è, aspettiamo il calar del sole che però, data la foschia che persiste, ci dà un tramonto in montagna come tanti altri, senza nessun cambiamento del colore delle statue ( ed io che ero venuto fino qui quasi esclusivamente per vedere le varie tonalità del rosa che queste " teste " alte più di un metro e cadute dai loro corpi assumono al sorgere e al calar del sole ) e si rientra, stessa litigata con le interiora nella discesa e, udite udite, dato che facciamo la via più breve, come finisce questo dissestato pavè inizia una bella stradina fatta con ……… gli auto bloccanti, sì proprio quelli che noi usiamo per dare signorilità a giardini e vialetti, righe bianche ai lati e, prima di arrivare a NARINCE ho visto perfino 2 campeggini, torniamo ai camper : io sono soddisfatto, Aldo è perplesso ( a lui piace la montagna, ma fatta a piedi ) le donne stanche e preoccupate per la cena; intanto per domani c'è la diga di ATATURK, URFA e HARRAN da vedere, ricordi e sensazioni chiudiamoli nel cassetto della memoria, li tireremo fuori in altri momenti.

Al mattino mentre ci apprestiamo a partire quel simpatico lavativo del proprietario ( Kadir Erdem si chiama ) viene a dirci che non ci conviene andare con i camper ad URFA e HARRAN : strada brutta e molto caldo, invece con il suo pulmino ci porta alla diga, a URFA ( ribattezzata SANLIURFA per eroici motivi bellici ) e ad HARRAN e ci fa vedere quello che vogliamo, il tutto per 250 £, contratto più per abitudine che per altro e strappo un 230 £ e una notte gratis in campeggio; ok si parte e così vediamo la diga : impressionante, è una delle più grandi del mondo, il solo muro della diga misura Km 1.8 e dato che non era segnata nella mia cartina non l'avrei trovata di sicuro ( prima di ADIYAMAN venendo da GOLBASI c'è il bivio per SANLIURFA e ATATURK BARRIYE che sarebbe la diga ) poi vediamo i bei giardini di SANLIURFA con le carpe sacre, che per il fatto che sono sacre nessuno le pesca né le mangia, ma tutti le buttano da mangiare e loro diventano dei pesciolini di mezzo metro e moriranno di vecchiaia, le mura, la casa di ABRAMO ora luogo di preghiera e il bazar; poi andiamo ad HARRAN dove visitiamo le case ad alveare ( come i nostri trulli, ma fatti di fango e paglia ), l'unica torre sulle mura ( che non ci sono più ) rimasta in piedi e la KALE ormai ridotta ad un ammasso di macerie, da notare di positivo che tutta la zona, che confina con la Siria e con il deserto di cui si intravedono le dune in lontananza è di un bel verde dovuto alle piantagioni di cotone che da quando è arrivata l'acqua della diga ha cancellato il deserto che qui imperava da secoli.
Torniamo a KAHTA ripassando dalla diga e ci fermiamo a rinfrescarci le mani nelle stranamente gelide acque dell'Eufrate ( l'autista si lava mani, piedi, collo e fronte, ma per lui il fiume è sacro ! ).

E' stato un bel viaggio e tra l'altro penso che mi ricorderò per molto tempo i meravigliosi occhi di alcune ragazze velate fino al naso che senza parlare ti chiedevano molte cose ………… o forse solo un po' di LIBERTA' !!!

Finito, abbiamo raggiunto l'ultimo traguardo prefissatoci, ora bisogna pensare ad un riposante rientro, quindi lasciata KAHTA ci spostiamo a GAZIANTEP su una discreta strada che costeggia piantagioni di cotone e alberi di Pistacchio ( GAZIANTEP è la prima esportatrice mondiale di questo frutto e quel golosone di Aldo ne compera subito 1 Kg per i suoi dopocena ); parcheggiamo nel parco FUAR di fronte al museo, ci godiamo la cittadella ed il bazar ( chiuso, ma le donne trovano il modo di comperare un artistico piatto in rame stagnato ) e il giorno dopo si parte direzione mare, speriamo di arrivarci e di trovare un campeggio se no ………. ci penseremo il giorno dopo ancora, invece mi complimento con me medesimo perché mi sono ricordato di aver visto un'indicazione verde tipo autostrada prima di entrare in città che indicava ADANA, torniamo indietro di qualche Km e lo ritrovo : è un'autostrada bellissima che non avevo segnato sulla cartina, tre corsie per ogni senso di marcia e pochissimo traffico, devono averla aperta da poco, al casello non c'è nessuno e attaccato fuori c'è un blocchetto di biglietti con su scritto GAZIANTEP, ne ritiro uno e ci facciamo 320 Km ( £ 4.5 ) di sogno fino a ERDEMLI dove finisce ( però ho visto anche l'indicazione ANKARA ) cerchiamo un campeggio e lo troviamo fuori ERDEMLI, non è un gran che, però è sul mare, ci chiedono 20 euro a notte, dico : lire turche no euro, sono tre ragazzi e si parlano tra loro poi uno fa : 20 £ a camper, guardo Aldo e gli dico : andiamo via, è troppo caro, e quando stiamo per montare sui camper uno ci corre dietro e ci fa capire che le 20 £ sono per due camper, o k ci fermiamo, così abbiamo la piacevole sorpresa di un mare calmo e tiepido e, alla sera, la spiacevole sorpresa che durante la cena passa un ragazzo con un cannoncino fumogeno a scoppio per fare la disinfestazione : cena addio perché il fumo viene sparato da tutte le parti e anche addosso a noi; andiamo a dormire digiuni però senza zanzare !

Al mattino si riparte e si torna indietro a cercare l'autostrada per ANKARA, la troviamo e tutto fila liscio per un 80 Km, a PONZANI finisce, c'è l'ultimo cartello che indica ANKARA, ma la strada te la scegli tu, prendiamo direzione AKSARAY anche perché non siamo ancora andati nella valle di IHLARA che è li vicino e non la voglio perdere, un colle dietro ad un camion ai 30 all'ora, poi la discesa e poi un rettilineo infinito in mezzo a ciò che sembra deserto, vediamo anche due trombe d'aria ( ma non hai paura ? mi chiede Mariangela preoccupata ) ( stai attento Sergio mi dice Aldo con voce seria ) in effetti il cavallo dei miei pantaloni non era normale, ma scherzandoci su si passa nel polverone, e poi erano relativamente lontane; finalmente arriviamo a AKSARAY, spesa per un po' di viveri e prendiamo la deviazione per IHLARA, come arriviamo in zona scorgiamo altri camini delle fate e altri trulli che una volta erano abitati, molto bello, arriviamo a BELISIRMA dove ho notizia di una marea di scalini per scendere nella valle e, fatta la ripida, anzi ripidissima discesa scopriamo che il ristorante che c'è giù fa anche campeggio, benissimo, ci piazziamo e visitiamo il paesino che presenta una chiesa rupestre molto bella, con accanto un frantoio per l'olio, c'è ancora la vite, il girabarchino e i pali per lo schiacciamento e la relativa fossa di raccolta, a fianco un'altra grotta presenta una macina da molino, con il palo dove si attaccava l'asino per farla girare e, in parte, c'è il forno dove si cuoceva il pane, soddisfatti giriamo per le catapecchie che costituiscono il paese e ci imbattiamo in una bimbetta di 5 o 6 anni che tiene nelle pieghe della gonna - pantalone - lenzuolino delle meline acerbe non più grosse di un'albicocca, ci dice " alò " ( versione turca di hello ) e ci offre una di queste mele a testa, le dico brava, grazie, ciao e le do mezza lira, si allontana sorridendo, ma non saprò mai se per la mezza lira o se per il piacere di aver parlato con un'altra persona; la sera cena a base di pesce nel ristorantino del nostro ospite e a nanna; il risveglio ci vede pronti per visitare questa valle, è una bella passeggiata su un sentiero a volte interrotto da macigni che costeggia un calmo torrente, tutto intorno, oltre agli alberi, si alza a strapiombo la montagna con i suoi buchi che testimoniano di antiche abitazioni, 2 o 3 chiesette scavate nella roccia meritano la scarpinata fin lassù; anche oggi qualche cosa per cui ne è valsa la pena ! domani si va ad ANKARA, ritorno alla civiltà ? si e la civiltà con il suo progresso mi si presenta subito alla partenza quando il simpatico gestore del campeggio nel salutarmi mi ferma dicendomi che ho un problema e guarda una gomma, scendo e la guardo anch'io ………e 3 !!! ho bucato un'altra volta ! ripromettendomi di dire tutte le più brutte parole più tardi ci mettiamo all'opera Aldo ed io e la sostituiamo ( ormai siamo esperti ), un po' di apprensione per i primi 200 mt di salita molto ripidi, ma i camper hanno riposato e ci portano su da bravi ragazzi, ritorniamo ad AKSARAY e alla deviazione per ANKARA ci fermiamo in un grosso distributore con ristorante, lavaggio e ( meno male ) oto elastic, consegno la gomma bucata e dopo mezz'ora me la rimontano ( avevo messo quella di scorta di Aldo perché la mia ha sempre il cerchione crepato ) nell'attesa uno che era li che non faceva niente prende uno spazzolone e un secchio d'acqua e mi lava il davanti del camper senza che nessuno gli abbia detto niente; quant'è ? chiedo al gommista, 5 lire dice lui, bene, pago poi faccio l'americano, prendo una lira e la do al gommista dicendo " for the boy " che sarebbe il ragazzino che gli ha dato assistenza, sorrisi, saluti, cenni con la mano e andiamo; mi sono sentito molto verme, magari americano ma sempre verme pensando che mezz'ora di lavoro e l'attrezzatura usata l'ho pagata meno di 7000 lirette di una volta.

Arriviamo ad ANKARA per una strada che è il solito interminabile rettilineo e che costeggia per una settantina di Km il lago salato di TUZ con le sue piatte sponde bianche di sale e qui, ad ANKARA, visto che il traffico è caotico, visto che la moschea KOCATEPE ( una delle più grandi del mondo ) non è visitabile, visto che la tomba di ATATURK chiude alle 17 e sono le 16.15, visto che non c'è campeggio e considerato che di ANKARA non ce ne frega niente tiriamo diritto con l'autostrada per ISTANBUL che però finisce dopo BOLU e qui ci fermiamo nel piazzale di un distributore di benzina per il meritato riposo, dormirò tranquillo, tanto c'è anche un oto elastic in quest'area di servizio …….. e lo lascio senza lavoro perché al mattino partiamo dopo una notte tranquilla e con le gomme a posto.

La traversata di ISTANBUL è il solito incubo con autostrada a tre corsie intasata di camion che viaggiano a 90 / 100 all'ora e ogni tanto ce n'è uno che arranca ai 30 con relativo ingorgo di camion in terza corsia e macchine che sorpassano da tutte le parti, 40 minuti in questa bolgia e ne usciamo, più vecchi di 10 anni ma ne usciamo, piccola sosta per rinfrancare spirito e corpo e si va verso EDIRNE, dove è iniziato il nostro giro; si ritorna al campeggio FIFI, si rifà il giro in pulman ( sempre 1 £ con il n° 4 ) do un'ultima occhiata alla moschea ( sempre meravigliosa ), al rientro vediamo salire sul pulman due graziose signore dal volto conosciuto : sono due camperiste come noi conosciute in Marocco, a volte il mondo è proprio piccolo ! baci, abbracci e resoconti del nostro peregrinare e poi dopo cene a nanna, domani ci aspettano le lungaggini burocratiche della frontiera, e di fatti le troviamo tutte queste lungaggini, da una coda scarognata con due pulmini sospetti che dopo un andirivieni di gente in divisa e non si decidono a farli mettere da parte per ispezionarli e poi cominciare a smontarli dopo un violento alterco con uomini e donne che occupavano il mezzo; e dato che erano distanziati tra loro la scena e la perdita di tempo si è ripetuta, e dopo aver perso più di mezz'ora alla ricerca dell'ipotetico ufficio dove far timbrare la fattura del tappeto acquistato in cappadocia senza averlo trovato ( le fatture glie le ho spedite ugualmente perché sono troppo buono ) alle 13.30 ( eravamo in frontiera alle 9.30 ) siamo in Bulgaria e ci fermiamo a mangiare; purtroppo per me il fastidioso mal di gola che mi perseguitava già da GAZIENTEP ( preso sul monte NEMRUT ) e che ho tentato di curare con Vivin C prima e con tachipirina poi comincia ad avere il sopravvento ( direte voi : la tachipirina non ha mai curato un mal di gola ! lo so dico io, ma avendo a disposizione solo enterogermina, imodium e tachipirina cosa potevo prendere ? scherzi a parte sembro una farmacia ambulante quando vado in giro , ma quando succede un inconveniente scopri che ti manca il necessario mentre hai tutto il superfluo ) dopo una mini siesta si riparte alla volta di SOFIA, strada decente in attesa dell'autostrada e, in un lungo rettilineo, mentre sto guardando la cartina arriva la sorpresa : sto viaggiando ai 70 / 80 all'ora, curva stretta che faccio anche bene e poi polizia già con il braccio alzato, neanche ci fossimo dati appuntamento, mi fermo 50 mt dopo e Aldo è dietro a me, il tipo parla solo bulgaro e Aldo gli chiede in inglese cosa vuole, vuole i passaporti ! ( non dovrebbe chiedere la patente ? ) Aldo chiede perché e lui con un dito sul contachilometri dice che andavamo ai 100 mentre la strada dice 40, ritira i passaporti e ci fa capire di andare al comando di polizia, pagare una multa e poi tornare da lui; messa così la situazione puzza di bruciato, dico con fare autoritario ( sono alto 1.65 e peso 50 Kg ) pago qui, quant'è ? lui scrive sull'angolo di una cartina un 70 senza specificare la valuta, sorrido compiacente e le faccio segna di abbassare, lui prende un passaporto chiuso e agitandolo mi fa : italiano eh ? si, dico io, di Brescia, vicino a Palermo, e lui scrive leggero, leggero un 50 sempre sulla stessa cartina, tiro fuori 2 fogli da 20 lire bulgare e lo guardo, lui li copre con la cartina e ci ri dà i passaporti che prendiamo subito e andiamo complimentandoci con sua madre. La tangenziale di SOFIA è tutto meno che una tangenziale, ma la passiamo indenni anche se ogni 5 -6 Km c'è una pattuglia con telecamera, traversiamo velocemente la frontiera e siamo in IUGOSLAVIA, stessa strada infame fatta all'andata e stessa fermata a POIROT, ma la febbre comincia a farsi sentire, ho 38 e prendo l'ennesima tachipirina mentre chiedo a Aldo di informarsi sull'esistenza di una farmacia o di un pronto soccorso e vado a dormire, nella notte io arrivo a 39 e mia moglie cambia lenzuola e asciugamani a ripetizione, al mattino Aldo trova una farmacia e con l'aiuto di una signora canadese mi porta una scatola di antibiotici : 16 pillole euro 1.50 bene si può ripartire, Aldo prende la strada verso PLITVICE e la CROAZIA io prendo la strada verso casa dove troverò il mio dottore ………. si, in ferie, pazienza, mi curerò da solo, tanto i bellissimi ricordi che ho della Turchia non c'è febbre che me li possa cancellare; la febbre passa, i ricordi restano !

Ah, dimenticavo, quel simpatico musone sempre perplesso di Aldo è anche mio fratello e a lui e sua moglie vanno i miei complimenti per avermi sopportato.


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