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Albania. i poveri della porta accanto.argirocastro: patrimonio dell'umanità.

di vissariou Contatta l'autore

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.1.
I POVERI DELLA PORTA ACCANTO (Albania) Settembre 2005

L’Albania e’ a due passi. Come Organizzazione Non Profit (One Earth) ci avviamo da Volos-Grecia per raggiungere Arghirocastro, solo 40 minuti da Ioannina.
E’ li’ che sono previsti e sono in fase di avanzata attuazione due Ambulatori medici a fine essenzialmente preventivo e un Centro di Attivita’ Sociali.
Ci aspettano le autorita’ del posto: il Sindaco delle Comunita’ di paesi attorno ad Argirocastro e il Presidente della locale Organizzazione Non Profit.
I piu’ parlano correttamente greco, il Presidente francese e italiano, quindi no problem per intenderci.
L’ albergo e’ decente e pulito e nuovo, c’e’ ancora qualche macchia di vernice fresca sul pavimento, materassi ammucchiati su muri, letti smontati da montare, televisione e aria condizionata in camera, ma mancano gli armadi...ancora in costruzione.
Per questo lo nominano FIRST. E’ il migliore della zona ( solo 17 euro per la doppia, espresso ½ euro...stipendio medio impiegato statale 200 euro mensili)
Guardiamo dalle nostre finestre il Castello e piu’ sotto le case con tanti depositi per l’acqua,che manca costantemente. La strada e’ strapiena di auto Mercedes di ogni tipo e eta’, che si possono qui facilmente trovare a un prezzo che oscilla sulle 5.000 euro.
Scendiamo sulla strada: tantissimi fiori...di plastica sulle porte dei negozi poco illuminati( la corrente eletrica e’ scarsa, spesso si interrompe.. e’ tutta di importazione), la farmacia del centro e’ scarsamente fornita, gli scambiatori non ufficiali di moneta mostrandoci kg di moneta locale, ci invitano a cambiare a un prezzo che non prevede le commissioni bancarie.( e’ molto piu’ pratico, dicono!)
Ma noi non cediamo, l’euro e’ accettato benevolmente e decidiamo di utilizzarlo.
Ci arrampichiamo per viuzze strettissime e con tante pietre e sassi che rendono il manto stradale caratteristico e scivoloso e arriviamo finalmente al Castello.
Castello con ricca collezione di vecchi cannoni, mitragliatrici e bazuka a ricordo di una guerra difensiva mai combattuta e un ampia antica piazza d’armi, oggi utilizzata per le rappresentazioni del quadriennale festival del Folklore.
Si gode un panorama spettacolare. Il nostro sguardo scivola sulle vecchie case del centro coi tetti di pietra. Alcuni sono in rovina, ma, ora che Argirocastro e’ stato dichiarato dall’Unesco Pratrimonio dell’Umanita’, si attendono capitali per la ricostruzione. Come verranno gestiti i fondi? Ci rispondera’, nella riunione organizzativa prevista per domani, il presidente della ONP locale: l’Unesco aprira’ qui degli uffici, o sara’ dato incarico a una Organizzazione Inglese del Pricipe Tale o..non si sa! E gli albanesi?

Giorno successivo:
Incontro ufficiale colle strutture locali: chiediamo lo stato dei lavori, la presenza del personale medico e paramedico per la gestione degli ambulatori medici previsti dal programma, del personale per il Centro Sociale. La discussione si sposta sulla strutturazione del Servizio Sanitario Nazionale, sulla assistenza sanitaria e farmaceutica. I dati non sono precisi: mi sembra di capire che non esiste una assicurazione sociale pet tutti (il sindaco mi riferisce che solo il 25 % circa ne gode, ma ogni cittadino puo’ recarsi all’ospedale per visita medica e eventuale ricovero, tutto gratuito.
Un pizzico di interesse sui costi della vita e sugli stipendi: il sindaco gode di uno stipendio di 500 euro, l’impiegato statale- maestro 200 euro, l’affitto va da 50 a 150 euro mensili, il medico ospedaliero circa 350 euro mensili. Fiorisce quindi il ricorso alla bustarelle e alla vendita anomala di farmaci.

.2.
Il collega del posto mi mostra un elettrocardiografo in ottime condizioni che non viene utilizzato da tempo per mancanza di carta di registrazione. La popolazione locale che ha in cura, e’ in massima parte anziana. I giovani preferiscono andare a lavorare, come manovali, nella vicina Grecia e prendere un salario che e’ tre volte quello del medico locale.
Tornando costruiscono case: non importa se non esiste sistema fognante ne’ raccolta organizzata dei rifiuti, l’acqua e’ scarsa e l’energia elettrica e’ insufficiente. Intanto mi faccio la casa, poi si vedra’!

Giorno successivo:

Paradiso nel deserto: ospedale militare di Arghirocastro.
Una struttura sanitaria militare greca, si e’ impiantata nella sede di una vecchia caserma locale con tanto di bunker ad agni angolo prima perennemente in attivita’ per una guerra di invasione che non e’ mai arrivata ed ora ricettacolo di immondizie.
Ma la’ in alto si erge la nuova palazzina dell’ospedale: linda, pulita e ordinata.
Natascia, la direttrice amministrativa , ci accoglie e ci mostra la funzionalita’ del centro, tra gente che apetta ordinatamente il proprio turno. Stare in fila ad aspettare e’ stata per loro un’attivita giornaliera, ai vecchi tempi.
Chiedo ai colleghi e mi rendo conto dell’ottimo lavoro da loro espletato.
Con Kostas, direttore medico ci fermiamo uno po’ a convalidare quello che a lungo abbiamo discusso ieri sera in una taverna del centro di Arghirocastro: inesistente smaltimento dei rifiuti, inquinamento delle falde acquifere, frequenti blak out. Ci congediamo e mi ricorda: attento, quello che lasciate negli ambulatori, potreste ritrovarlo un giorno in vendita in qualche farmacia della zona.!

Noi rimaniamo ottimisti; crediamo che anche se una percentuale dei capitali allo scopo proferiti si dileguino per vie incontrollate, rimane il prodotto del nostro lavoro che non e’ solo la costruzione o l’organizzazione di strutture, ma anche e soprattutto la sensibilizzazione pei problemi dei piu’ poveri di noi.

Concludiamo la serata sul rouf garden dell’albergo.
I nostri ritmi prevedono le ore piccole...qui alle 11 di sera non c’e piu’ gente per le strade.
Ne approfittiamo per scambiarci opinioni e sensazioni a caldo, ma nel bel mezzo della nostra accanita discussione sulla necessita’ di essere se’ stessi, prima di intervenire sulla vita degli altri…se ne va la corrente elettrica e con essa quel fracasso di musica ritmata orientale ad alto volume che si ascolta, a quest’ora, solo sul rouf garden del FIRST Hotel.
Tutto cio’ ci comunica una sensazione di pace. Ah! se non fosse che stiamo al settimo piano e che possiamo scendere in camera solo coll’ascensore, visto che le scale di emergenza son serrate con chiavistello!
Il personale interviene: ospitale e gentile, come tutti quelli che abbiamo incontrato.

Giovanni Albino
Vice Presidente ONP One Earth

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