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Buenos aires, la citta' del tango: la vera origine del tango raccontata da un 'tano'

di Il Cammino Della Musica Contatta l'autore

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Come non parlare un po’ di questo genere musicale che ha tanto di italiano. A sfatare miti e leggende del Tango argentino è Fabio B., un amico conosciuto poco dopo il mio arrivo nella favolosa capitale argentina, terra di emigrazione.

Persona disponibilissima e cordiale, è nato in Argentina ma ha origini italiane e, con la madre veneta ed il padre lombardo, ha fin da piccolo vissuto nel barrio del Tango: el barrio de Abasto o Balvanera, ora parte dell’immenso centro di Buenos Aires, un tempo centro periferico di commercio di generi alimentari, culla del Tango e ancora… quartiere dove viveva e cantava il mitico Carlos Gardel.

Fabio qui gestisce, con il fratello, un negozio di ottica. Si trova in Avenida Corrientes, una delle principali strade di Buenos Aires e lo hanno chiamato “OPTICA ITALVENETA”. Una caratteristica particolare di Buenos Aires, è che passeggiando per la città si notano ovunque insegne di negozi, bar, ristoranti e pizzerie che portano un nome tipicamente italiano. A tratti sembra di girare per una metropoli italiana, poi il cantilenante castellano dei porteños, che penetra nelle orecchie, crea un paradosso di identità e mi scaraventa di nuovo in Sud America (non che mi dispiaccia!!). Abbandonata la sede del lavoro, io e Fabio siamo andati un po’ a spasso per il quartiere caratteristico della sua infanzia.

Il Mercato di Abasto, raggiungibile prendendo la linea “B” della metropolitana e scendendo a “Estación Carlos Gardel” è un edificio gigantesco, dove un tempo arrivavano carri e treni carichi di generi alimentari per venderli all’ingrosso nel piano terra, e al dettaglio nei piani superiori. Fabio racconta che andava con la madre a scegliere il pollo più grasso per poi ritirarlo dopo qualche minuto, spellato e pronto per il forno. Ora il mercato e’ diventato un grosso centro commerciale moderno, c’è addirittura una ruota panoramica all’interno che va purtroppo a coprire l’antico orologio gigante che segnava la fine dei lavori. A tratti si notano angoli di costruzione vecchia e originale e tra i vari prodotti esposti, sono istallate fotografie suggestive che riportano i momenti significativi degli emigranti che sbarcavano a La Boca, e le immagini del lavoro in questo mercato. Si tratta di un vero museo dentro ad un supermercato!! In una zona dell’edificio, c’è la famosa piazza del “Zorsal” così nominata in ricordo del soprannome di Carlos Gardel “El Zorsal Criollo”, un uccello caratteristico di queste zone; qui si susseguono manifestazioni culturali, concerti di Tango e altri generi artistici.

La connessione tra questo posto ed il Tango e’ fondamentale: c’e’ infatti una foto, tra le tante, che immortala uomini che ballano tra loro, e dei musici che suonano il bandoneón, poi chitarre appoggiate al fianco dei banchi di lavoro.

Ecco quindi sfatata le leggenda che narra che gli uomini ballavano il Tango tra loro, in modo da esorcizzare la noia, nell’attesa di aspettare il proprio turno per incontrare la “bella” dei bordelli di Buenos Aires!! E’ vero che inizialmente il ballo era eseguito tra una coppia di uomini, ma per il semplice motivo che le donne non potevano permettersi di ballare una musica che parlava di sesso, di trasgressione, di vizi e delitti: sarebbero state considerate delle meretrici; stiamo parlando degli inizi del ‘900.

A proposito di questo argomento, Fabio mi ha regalato due preziosi libri: “Letras de Tango” e “Todo Tango” di Josè Gabello (Ed. Libertador), dove vengono analizzati tutti i temi dei più famosi Tango, sottolineando le somiglianze di alcuni termini con i vari dialetti italiani e i termini del Lunfardo.

Il Tango quindi è nato nel mercato e nei bar di questo bel quartiere abitato da masse di italiani migrati (non molto raccomandato di notte) e non nei bordelli di Buenos Aires. Poi e’ stato portato anche nei luoghi della trasgressione e ha invaso tutta Buenos Aires, donandole quella indole malinconica che caratterizza questa splendida città.

Passeggiando per il barrio, Fabio mi porta a vedere quel che ormai resta del locale dove si esibì per la prima volta Carlos Gardel, uno dei più conosciuti interpreti del Tango. Ora c’è un edificio in costruzione…nemmeno bello. Però è stata conservata la casa dell’artista che ora è un museo e tutto intorno, gli edifici sono decorati con “il filetto” che portavano i carri e i camion di allora. Inoltre da poco è stata avviata un’opera di decorazione delle case con i temi dei più famosi Tango interpretati dall’artista. Bello, ma troppo turistico per i miei gusti.

Ne avrei da dire moltissimo; le leggende che ho sentito sul Tango raccontate da vecchi ed esperti del settore, sono tra le più svariate e contraddittorie. Del resto un aspetto che rende ancor più affascinate questa musica unica nel suo genere è proprio la sua inspiegabile, molteplice origine.

Curiosità: Carlos Gardel, prima di cominciare a cantare, era molto grasso, poi trovando la sua strada si è "rilassato" ed è diventato come lo conosciamo. Le prime canzoni che interpretava erano canzoni napoletane. Partecipava al coro della parrocchia S. Carlos di Buenos Aires.




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