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Il viaggio è stato programmato ed organizzato con le informazioni attinte da Turisti per caso e, in misura minore, dalla Lonely Planet che in questo caso lascia molto a desiderare, e si allinea,come impostazione, alle guide verdi del Touring, con un elenco telefonico di cose da fare e da vedere, in modo asettico, senza un consiglio spassionato o una dritta per risparmiare o viaggiare e vedere di più e meglio. Basti dire che nella visita della baia di Sydney non consiglia di lasciar perdere le crociere organizzate e prendere i traghetti di linea, ma elenca solo le località da visitare. Insomma un’ innalzamento….di stile ed un imborghesimento non supposto dalle Lonely che, in alcuni casi, danno persino il nome del funzionario con cui devi… “parlare” per poter passare per una certa strada, altrimenti vietata, guadagnando tempo e denaro. Inoltre, un edizione massiccia che prende tutta l’Australia, difficilmente consultabile e dispersiva, ma ripeto, scevra di consigli utili, ufficiale ed amorfa. Sono inoltre stati consultati altri siti quali: e naturalmente i siti delle località che si andranno a visitare.
Si è cercato di non ripetere nel racconto, descrizioni ed informazioni reperibili sulla guida ma di citare, piuttosto, impressioni e notizie pratiche di cui si possa aver bisogno durante il viaggio, e per vari motivi non idonee ad essere riportate su una guida.
Turisti per caso
Siamo partiti con la stampa (carattere 8) di un file contenente tutti i racconti sull’Australia apparsi su Turisti per caso dal 2001, che abbiamo creato con copia e incolla. Col senno di poi, avremo dovuto, con un ulteriore copia ed incolla, mettere vicini tutti i commenti su una stessa località, in modo da non dover poi continuamente sfogliare il fascicolo per trovare e leggere i commenti su una località apparsi su racconti diversi. Infatti a Sydney, che era l’ultima meta e ci restavano solo i fogli di Sydney, ci siamo trovati molto meglio.
Aerei:
Volo internazionale:
Le tariffe aumentano intorno al 20 Luglio per il passaggio bassa-alta stagione. Il 23 luglio era l’ultimo giorno di bassa stagione per la Thay con la quale siamo partiti (1209 €/pax A/R). Da consultare comunque anche la Quantas (scalo a Francoforte), più costosa ma offre agevolazioni sui voli interni, e la Cathay (scalo a Honk-Kong). Escluderei la Korean che passa per Seul e che renderebbe più massacrante il già massacrante viaggio. Consiglio di non fare il biglietto oltre Marzo per poter scegliere i posti più economici e il giorno preferito per il ritorno, tanto si può disdire la partenza entro 48 ore perdendo 100 €/testa. Potendo è meglio stare fuori 35 giorni, almeno per il giro che abbiamo fatto noi. Attenzione, non è possibile cambiare il giorno del ritorno, anche se la Compagnia lo consentirebbe a costo zero, perchè i voli da Bangkok per l’Europa, Roma inclusa, sono pieni fino a Ottobre. A Sydney saremo rimasti altri 3 gg ma è stato impossibile.
Voli nazionali australiani
Occorre prenotare dall’Italia per 2 motivi: la tratta per Alice Springs è molto trafficata e si rischia di non poter partire quando si è deciso, facendo sballare il programma successivo e le variazioni sono costose. Inoltre il sistema tariffario, consultabile su Internet, prevede fasce tariffarie via via più costose man mano che si esauriscono quelle meno costose, tipo Red e-deal, oppure gli unici voli che restano sono quelli notturni che rovinano la giornata successiva. Le prenotazioni via Internet sono come al solito eseguibili con carta di credito e viene fornito un codice (ma a noi hanno chiesto sempre e solo i passaporti). Il tempo limite è di 1 h ed il peso di ogni bagaglio non deve superare 20 kg. Ma in una tratta avevamo 29 kg (quantas) ci hanno solo attaccato un etichetta con la raccomandazione di piegare le ginocchia quando si sollevava la valigia e non abbiamo pagato extra.
Le compagnie aeree australiane sono 3: Quantas (più costosa ma unica in alcune tratte: Adelaide- Alice Springs per esempio e Darwin- Cairns), Jetstar (più economica) con cui abbiamo fatto il volo Cairns – Sydney, e Virgin Blue che non abbiamo mai usato.
Alberghi in Australia
Nessun albergo è sotto un certo standard, tipo sulle Dolomiti, dovunque si va si va bene. Dovunque si trova un bollitore e le bustine per il caffè (decaffeinato e non), te, zucchero e a volte cioccolata, condizionatore, frigorifero, ferro da stiro ed asse relativo. Per cui, procurandosi latte e biscotti si può fare colazione in camera. In un caso, ma era un appartamentino, c’era la lavatrice con asciugatore e tutte le stoviglie per cucinare. Le prenotazioni sono inutili nelle grandi città dove siamo stati (Melbourne, ma eravamo appena arrivati, Adelaide e Sydney), ma indispensabili per Yulara (al centro dell’Australia dove c’è il monolite, e prima si prenota meno si spende, fino a rischiare di non trovare posto), per il Kings Canyon, e per Darwin, dove a causa di corse di cavalli abbiamo dovuto dormire in aeroporto dal quale comunque saremo partiti la mattina seguente. Difficoltà abbiamo trovato anche al Kakadu Park, dove abbiamo preso la sistemazione più costosa, ed al Litchfield Park, sempre a nord, dove abbiamo preso la sistemazione più scacciata.
Guida a sinistra:
Terrorizzati dalla guida a sinistra stavo per cedere alle suppliche di mia moglie di prendere gli autobus di linea. Ho resistito ed ho avuto la soddisfazione di un “hai avuto ragione” dalla mia amata consorte. All’inizio si aziona il tergicristallo anzichè la freccia, e ciò capiterà anche sul finire del viaggio e si pensa parecchio prima di imboccare una strada che si para perpendicolare alla nostra: “Devo fare la curva larga o stretta? Devo guardare a sinistra o a destra prima di immettermi ?. Caldamente raccomandato il cambio automatico che evita un pensiero in più oltre quelli già citati. Ampio il ricorso alle rotatorie che ovviamente vanno impegnate in senso orario dando la precedenza alle auto che già la stanno percorrendo. Benzina a costi variabili a seconda della località in cui si va. C’è una cartina (acquistabile in Australia) in cui sono segnate le pompe di benzina che verrà fatta esclusivamente dal guidatore andando a pagare nel vicino baracchino. Il traffico, a parte le grandi città, dove comunque si guida decentemente se non si corre e sopportando qualche meritata clacsonata, è praticamente assente per cui l’handicap della guida a sinistra viene a mancare e anche se le strade sono solo a 2 corsie, con ogni tanto tratti a 4 corsie espressamente aggiunte per facilitare i sorpassi, si può tenere benissimo una media di 140-150 km orari ove non esistono limiti di velocità (nella Stuart Highway, per esempio, che unisce Adelaide con Darwin e taglia trasversalmente l’A. da Sud a Nord. Considerate poi che le auto prese in affitto sono revisionate dalla compagnie (Europcar, Hertz, Avis), per cui la guida è confortevole e sicura, più che in Italia. Il mano stradale è in perfette condizioni e ci si accorge di una differenza solo per una diversa tenuta di strada che si avverte sui 150 km/ora. Le distanze sono in km, ma se uno chiede informazioni, nessuno sa quanti km ci vogliono per arrivare in un certo posto !! La risposta sarà in tempo: 3h e ½, 5h,etc, questo perchè inconsciamente si conosce la distanza, la velocità media che si considera è 90 km/h, e dividendo automaticamente il primo valore per il secondo sia ha il tempo necessario. Da notare che noi siamo sempre arrivati prima nei posti, appunto perchè abbiamo tenuto sempre velocità più elevate di quelle considerate nei vari deplaints e dalle persone interpellate. A parte le grandi città, nella campagna non si incontra nessuno, per cui la guida è ampiamente facilitata e si può correre. Attenti ai Road Trains, autocarri con fino a 4 rimorchi che vanno superati con almeno 1 km di strada libera davanti a se e assolutamente non rallentare se se ne vede qualcuno dietro che cerca di sorpassare. Fare benzina ogni qualvolta si trova un distributore per …evitare brutte sorprese nel Nulla. Inoltre, sembra strano a dirsi, lontano dai grandi centri abitati la segnaletica è carente ed imboccare una strada sconosciuta può significare percorrere decine di km senza incontrare anima o cartelli, con le conseguenze che un guasto può generare.
Il saluto dei rari guidatori che si incrociano nel Nulla australiano, consiste nel sollevare l’indice destro senza lasciare il volante. Sealed significa asfaltata, unsealed significa sterrata, ma a parte alcune strade, le sterrate sono spianate e si può andare anche senza 4WD.
Cibo
Per gli australiani il cibo non è una priorità ed è solo un mezzo per vivere. Abbiamo assaggiato carne di coccodrillo (gommosa e dura), di emù e di canguro (buone), ma la migliore resta la carne di manzo: portano bistecche favolose che a noi piacciono well done. Cercate di non farvi mettere salsette strane che sviliscono il sapore e soprattutto no onion please (cipolla) che mettono dappertutto. Il pesce nazionale è il barramundi che cucinano bene (anche qui solo alla griglia per andare sul sicuro) e poi frutta e patate lesse e fritte. Altro non hanno a parte le aragoste nei posti di mare.
Compagnia Rent a car:
Dall’Italia abbiamo impiegato un sacco di tempo per cercare via Internet una compagnia locale che facesse prezzi competitivi rispetto alle big (Hertz, Europcar, Avis e Thriftly), ma alla fine abbiamo preso 2 volte Hertz ed una Europcar, perchè per esempio solo la Hertz assicura l’auto sia quando si prendono i traghetti sia a Kangaroo Islands, dove l’incontro ravvicinato con animali in corsa è assicurato. A proposito, consiglio caldamente l’assicurazione con “eccesso zero”, cioè in caso di incidente per colpa nostra, o perché gli animali rovinano la macchina, siamo assicurati per eventuali danni alla macchina in affitto e non paghiamo nulla. Spendevamo 34 $/giorno per questa assicurazione, altrimenti se ne possono spendere 28 ma con una franchigia di circa 260 $. Nel prosieguo del racconto ci sarà la conferma della giustezza di questa scelta. Per una serie di circostanze e di link abbiamo prenotato le 2 auto della Hertz dall’Italia con lo sconto del 15%, avendo la tessera ACI per gli sconti (20€). Quando possibile abbiamo chiesto la formula Km illimitati, ma dalle parti di Ayers Rock hanno consentito solo 100 km al giorno perchè il punto di riconsegna (Darwin) era troppo lontano dal punto di presa (Ayers Rock). Al rent-a-car chiedono assolutamente la patente italiana, mentre quella internazionale è opzionale e sarà la polizia a chiederla in caso di controllo, anche se da qualche parte ho letto che basta quella italiana anche per la polizia. Avevamo deciso di non portare la patente italiana, che secondo noi veniva superata da quella internazionale e mia moglie non l’aveva portata mentre io mi ero dimenticato di …..lasciarla a casa…. Che Fortuna !!! La patente internazionale dura 3 anni, a meno che non scada prima quella italiana. Si fa alla motorizzazione civile e costa, fra bolli e cose varie, circa 38 euro. È consigliabile, se non si l’assicurazione con zero eccess,controllare la macchina con il funzionario, quando si ritira, e soprattutto quando si riconsegna (drop off), in modo che venga rilasciata una liberatoria che l’auto è stata riconsegnata come è stata presa.
Comunque le tratte che abbiamo fatto con la macchina in affitto sono state:
Melbourne- Kangaroo Islands- Adelaide con Toyota Camry della Hertz: (km fatti: 2268, kmetraggio illimitato, con assicurazione 0 excess, 60.5 $/giorno 6 gg (affitto auto), 29.46 $ (restituzione in aeroporto), 34 $/giorno x 6 gg (assicurazione Kasko), 106$ (pieno di benzina a fine nolo)= circa 711 $ per 6 gg (Tasse incluse:10%).
Ayers Rock- Darwin con Toyota Tarago della Hertz: (km fatti 2873, kmetraggio gratis: 100 km/giorno, con assicurazione con 250$ di franchigia, 101 $/giorno x 10gg (affitto auto), 150$ (restituzione in aeroporto), 28$/giorno x 10 gg (assicurazione kasko con franchigia) + 0.25 cent/km extra (2873 km extra) + spese di cancelleria !! = circa 2300$ per 10 gg (Tasse incluse: 10%).
Cairns-Cairn con Toyota Tarago della Europcar:
Jet Lag:
“Se riusciamo a dormire nel tratto Roma Bankgok (Roma 15.10-1.45, quando a Melbourne è notte 23.20-9.45), guadagneremo un giorno e fregheremo il Jet Lag”; morale: talmente eccitati che non chiuderemo occhi dall’inizio alla fine del viaggio aereo, salvo piccoli pisolini dettati più dalla noia che dal sonno. Il mio medico mi sconsiglia pastiglie e tisane artificiali ma solo un po’ di valeriana che nella fretta dimenticheremo di prendere. I primi 2 giorni il Jet Lag si fa sentire e ci ritroviamo, a Melbourne, addormentati sugli autobus o persino camminando…!!! Il terzo giorno la situazione migliora anche perché devo guidare. L’avvertenza è di fermarsi a smaltire il sonno, che prende verso le 16 (le 8 italiane), e che mi costringerà per 3 volte a fermarmi in una piazzola. Al ritorno il Jet Lag costringe alla resa verso le 19 (le 3 di notte australiane) e levataccie ed incontri con gli altri membri della famiglia alle 3 di mattina, però è meno traumatico perchè si può stare a casa a smaltire.
Inizio escursioni:
L’orario di inizio viene rispettato in modo maniacale, per cui non pensate che ci sia il minuto accademico: se ci siete bene altrimenti perdete la gita. Per facilitare a volte dicono che la crociera parte alle 10.44… !!! e partirà alle 10.45.
Carte di credito:
Accettate dovunque la VISA e la Mastercard, molto meno la American Express e la Diner per le quali, una volta, sono arrivati a chiederci fino al 4% in più di sovrattassa, ma nei grandi alberghi o per il rent a car viene accettata.
Cellulari:
Con il passport della vodaphone, attivabile gratuitamente, pagavamo 1 euro parlando per ½ ora al ricevimento di telefonate dall’Italia e con la stessa tariffa del piano tariffario italiano (più 1 euro) se a telefonare eravamo noi in Italia. Gli SMS costano 0.5 euro, quelli ricevuti sono gratis. Abbiamo quindi deciso di non comprare tessere telefoniche australiane ed abbiamo comunicato con SMS tra di noi e con i nostri amici che ci hanno raggiunto una settimana dopo il 31 Luglio a Kangaroo Islands.
Cambio:
Si usano i dollari australiani AUD ($). Ho cambiato in Italia in banca (dopo averli prenotati 20 gg prima) 1199 euro (incluse commissioni) per il corrispettivo di 2000 $ (rapporto $/€ 0.6 cioè un dollaro viene dato in cambio di 0.6 euro), mentre in Australia il cambio è a 0.64 più le commissioni che si aggirano intorno a 10 $, quindi non conviene. All’aeroporto di Adelaide il cambio era pessimo (0.65 $/€ per chi compra $ con € e 0.55$/€ per chi compra € con $ (per un dollaro ti danno 0.55 euro) con commissioni di 8$ fino a 400$ e del 2% oltre i 400$ sia acquistati che venduti). Per 100 euro quindi danno: 100/0.65=154$-8=146$ cioè 100/146= 0.68$/€ !! In Italia li abbiamo comprati a 0.6$/€, quindi su 100 euro mi hanno dato 100/0.6=167$, quindi una differenza di 21$ ogni 100 euro (167$-146$) e di 210$ ogni 1000 euro. Ogni 1000 euro quindi si perdono 210*0.6=126 euro, il 12.6% !!!!!!
Ma, a parte piccole eccezioni, fisa and clips take away e le mance, si paga sempre e tutto con carta di credito. Un $ (AUD) è quindi 0.6 euro, cioè un pò meno di 1160 Lire: moltiplicate per 1000 ed aggiungete il 10%. Esempio: 400$ sono 400.000 + 40.000= 440.000 Lire.
Australiani:
Popolo sveglio, gentile e disponibile. Non avido di denaro ma preciso ed attento. In ogni situazione pare che esista una procedura, che tutti conoscono, e che non è tuttavia elastica. Ovviamente la procedura sarà stata messa a punto ed ottimizzata fino a trovare un compromesso fra gli interessi del cliente e quelli del gestore. Per cui assolutamente inutile chiedere: è possibile…., potrei…., richieste che cominciano in questo modo e non vengono neppure considerate, prima ancora di arrivare alla sostanza, perché ritenute di carattere edonistico, e ricevono una risposta negativa. A meno che uno ha evidente bisogno, allora la musica cambia diametralmente. Tra loro scherzano e si lanciano battute, stanno sempre allegri e pare che non abbiano problemi. Inglesi non sono perchè pur essendo discreti, si interessano a te ed intervengono spontaneamente se vedono che sei in difficoltà: gli inglesi sono tanto discreti che anche se sei moribondo per terra non intervengono, perché devi ..chiederglielo altrimenti la considerano un’ “”interferenza”” nella sfera privata !!. Nulla a che fare con gli americani per i quali contano solo i soldi e il dinamismo. Qui l’efficienza non è cercata a tutti i costi ma è un punto di arrivo naturale. Evidentemente dovendo ricominciare daccapo 2 secoli fa, hanno fatto tesoro degli errori di 4000 anni di sviluppo occidentale. La cosa che colpisce è il metterti a tuo agio col sorriso e con la spontanea fiducia che trapela e che hanno al primo incontro. Anche tra loro quando si incontrano per la prima volta cominciano a parlare in modo semplice e fiducioso. Grande popolo.
Coccodrilli
Ci sono i Freshy, di acqua dolce ed i Salty, di acqua salata che però risalgono il corso dei fiumi e si confondono con i primi, a differenza dei quali sono aggressivi e pericolosi per tutto ciò che si trova sui bordi di un fiume (per non parlare di quello che c’è nel fiume) e misura 60x60x60. Infatti le aggressioni sui bordi fluviali da parte dei salty si sono avuti per animali, bambini, o per uomini accovvaciati e che quindi rientravano nelle dimensioni standard. Sono animali preistorici, terribili visu ma estremamente intelligenti e sensibili: alcuni trasportati da Cairns alla costa opposta del Cape York Peninsula, hanno ritrovato il luogo di origine percorrendo fino a 1500 km. In genere, ma non sempre, stanno sulla riva immobili con la bocca spalancata che a dire che forse sono Made in China non si andrebbe molto lontano, altrimenti li si vede nuotare per brevi tratti. I due si riconoscono perché nei salty i canini inferiori restano fuori dalla mandibola ad abbracciare la mascella, per cui non si vedono a bocca chiusa. Se il coccodrillo ha la bocca aperta, nel dubbio, è meglio non avvicinarsi.
Quando andare:
La stagione secca va da maggio a ottobre e si ha il vantaggio di poter raggiungere tutti i posti con un clima caldo –umido accettabile, e le cascate non sono nel pieno dell’attività. La stagione umida va da Novembre ad Aprile e si ha il vantaggio di una maggiore quantità di acqua, ma alcune zone non sono praticabili ed il clima è caldo-umido insopportabile.
Osservazioni:
Alle 5 del pomeriggio l’attività cessa e tutti si ritirano a casa, a parte i servizi essenziali (benzina, posta,….). Persino a Melbourne abbiamo avuto difficoltà a trovare un ristorante alle 7 di sera anche perché i ristoranti non sono evidenti e segnalati a grandi luci come da noi e spesso occorre andarseli a cercare con via e numero civico alla mano. Ogni paesino, anche il più sperduto, ha un centro informazioni condotto da giovanissimi o da anziani, forse in pensione, ed offre un opuscolo con i punti da vedere intorno che spesso non sono granchè ma sono fatti talmente bene, dal punto di vista formale ed organizzativo che viene la voglia di vederli; cioè suscitano aspettativa. In ogni caso ogni punto è corredato da pannelli istruttivi e didattici che, in modo semplice e con il minimo di parole, spiegano la geologia, l’habitat e l’ecosistema del luogo che si visita: veramente elegante, culturale, istruttivo e di buon gusto. Se facessimo noi la stessa cosa, ci vorrebbero 20 anni per visitare l’Italia….!!!! Ma abbiamo la cultura per farlo??
L’itinerario seguito è stato il seguente: Melbourne, Ocean Road, Kankaroo Islands, Adelaide > Alice Springs (aereo Quantas: 613$ in 3), >Ayers Rock (aereo Quantas: 561.36$ in 3), Tennant Creek, Katherine, Kakadù Nat. Park, Litchfield, Darwin > Cairns (aereo Quantas:1264$ in 3), Port Douglas, Cape Tribulation, Cairns > Sydney (aereo Jetstar: 453$ in 3). Dal 23 Luglio (partenza) al 19 agosto (ritorno).
Per l’Ocean Road occorre un giorno in più per fermarsi oziosamente a Port Fairy, Robe, Coorong Park e fare qualche passeggiata in più nella foresta pluviale.
A Kangaroo Islands bastano ed avanzano 3 giorni, basta alzarsi presto,specie se si va in inverno quando alle 18 è buio.
Nel Red Center è assolutamente necessario prenotare dall’Italia in modo che si può scegliere l’albergo meno costoso o il pacchetto più conveniente. Avendo una 4WD, la zona sarebbe più interessante ed avventurosa.
Kakadu Park: anche qui è consigliabile prenotare perché oltre quelle 3-4 sistemazioni non ce ne sono altre.
Darwin: abbiamo dormito in aeroporto per mancanza di alloggio, ma tutto sommato eravamo di passaggio. Basta accertarsi che ci sia posto con qualche e-mail dall’Italia.
Reef e Cape Tribulation: è la parte che abbiamo curato meno e le conseguenze si sono fatte sentire. Data l’impraticabilità della Barriera Corallina tutti i giorni andata e ritorno, in quanto distante 50 km, cosa che nessuno aveva mai segnalato, perché evidentemente l’amore degli sposini in viaggio di nozze cancella tutto il resto, potevamo pianificare l’affitto, con un gruppo di una barca (o barcone) che ci portasse sul Reef, ormeggiasse vicino ad un’isola, magari senza sbarcare (il soggiorno sulle isole costa anche 500 € a persona (!!!!) e la mattina dopo ripartisse per altra località sul Reef. In questo modo si sarebbe risparmiato l’albergo a Cairns e, magari spendendo qualcosa in più, saremo stati padroni del reef per 3 giorni. Oppure potevamo prendere un piccolo aereo da turismo in 6, per portarci su un isola la mattina e riportarci indietro la sera, permettendoci di fare ilbagno entrando in acqua ed uscendone utilizzando le gambe come nelle barriere che già conosciamo. Ma non sapevamo e neppure ora, dove affittare l’aereo o se i barconi per piccoli gruppi esistevano, quale era il loro prezzo e dove trovarli. Probabilmente al porto di Cairns avremo trovato maggiori ragguagli, ma non ci abbiamo pensato e, ripeto, abbiamo organizzato male questo tratto.
Sydney: città stupenda: è inutile prenotare perché l’offerta è molto alta ed entro certi limiti è possibile contrattare.
Wheater
Sembra di essere a Londra: tempo inaspettatamente variabile con giornate di sole fort alternate a cali di tempertura e pioggerellina sottile. Qualche temporale lo ha fatto: da notare che le piogge non sono state mai accompagnate da tuoni e fulmini. Il carattere discreto e silenzioso degli Australiani è stato mutuato anche al tempo atmosferico !!
Time
+8 ore di differenza con l’Italia (9 quando non c’è l’ora legale). Le ore diventano 8.30 ad Adelaide perché ci si avvicina a Ovest. Nei 29 gg di soggiorno australiano abbiamo perso completamente la nozione del tempo, senza sapere che numero e che giorno della settimana era. Non abbiamo letto un giornale italiano ed abbiamo vissuto in un cliam di deresponsabilizzazioen, nella totale inconsapevolezza di quanto succedeva nel nostro paese.
Note:
A forza di guardare il rugby in televisione, ci siamo appassionati !! A differenza del football americano, i giocatori non sono per nulla bardati con caschi e armature varie, eppure i placcaggi non sembrano meno cruenti, però mi pare che, contrariamente agli USA, può essere placcato solo il giocatore che ha la palla e che quindi se lo aspetta. La palla si passa al compagno solo all’indietro, o si porta con se in avanti oppure la si calcia in avanti. Bene, gli sforzi disperati per portarle palla verso la meta avversaria si risolvono tutti con grandi ammucchiate di giocatori. Una volta abbiamo assistito anche ad una rissa con tanto di cazzotti, spintoni e rincorse attraverso il campo.
1° - 23 Luglio Domenica
Il 23 luglio finalmente i ¾ della famiglia (siamo in 3) partono per l’Australia (A). Dopo aver prenotato mesi prima con la solita preoccupazione che capiti qualcosa fino alla data della partenza, siamo usciti alle 11.30 da casa e alle 13.30 siamo a Fiumicino con l’aereo che parte alle 15.30. Da notare che, conoscendo moglie e figlia, avevo detto loro che l’ aereo partiva 2 ore prima dell’orario effettivo...!!!!. Morale: siamo arrivati in zona Cesarini. Siamo sul satellite, uscita C30, il personale della Thai ci saluta con il tipico saluto Taillandese: le mani giunte ed abbassando leggermente il capo. Sono riuscito, grazie alla mia altezza, e a dei problemi di circolazione (veri) a farmi mettere nei posti vicini all’uscita di sicurezza (53 a-b-c) nella tratta Roma-Bankok e con una promessa, che non sarà mantenuta, dello stesso trattamento fra Bankok e Sydney. Sono le 15.45 e l’aereo (3628 € 3 persone A/R Roma Melbourne), rulla sulla pista e parte. Abbiamo una fame da lupi e dopo un’ora dal decollo ci portano il pranzo con le solite cose sfiziose ma di pessimo gusto delle compagnie aeree. In più ti lasciano il vassoio per un’ora prima di ritirarlo, cosa insopportabile per chi,come, me ha anche problemi di …. incontinenza. Durante il volo mi verrà portato, su mia richiesta, un altro secondo di carne.
La Thay serve alcolici a bordo ed all’ennesima richiesta di whysky, lo stuart chiude in faccia la tenda della cambusa ad una turista spagnola che si incazza, urla e cerca di afferrare la bottiglia spingendo contro la parete lo stuart che cerca di fermarla; mi alzo per dividerli ma lo stuart la mette KO con perfette mosse di lotta giapponese.
All’arrivo a Bankgok, la aspetterà la polizia, che dopo un breve interrogatorio la lascerà andare dopo grandi risate e tutto finirà a tarallucci e whisky !! Siamo nel paese dei Thay ma ci pare di essere in…Italia !!
2° -24 Luglio Lunedì
Sono le 7 (ora locale: +5 rispetto a Roma (con l’ora legale, altrimenti si aumenta di un’altra ora)) e siamo sopra Bankgok dopo 10 h di volo, intravediamo i sobborghi, c’è un fiume e, contrariamente alle nostre aspettative di foreste tropicali ed impenetrabili, ci colpisce la miriade di casette molto basse, sparse dappertutto: pensiamo che anche qui il territorio è rovinato dall’urbanizzazione selvaggia, ci chiediamo ancora se italiani e thaillandesi abbiano origini comuni. Ci colpisce anche l’incredibile quantità di acqua: fiumiciattoli, pozze (risaie?) e canali dappertutto. Ci fanno scendere e passare il bagaglio a mano ai Raggi X. Alle 8.10 imbarco per Sydney dove arriviamo alle 20.20 (ora locale: +3 rispetto a Bankgok e + 8 rispetto a Roma) dopo 9h 10 min di volo Andiamo alla zona transiti e ci fanno ripassare il bagaglio a mano ai Raggi X. Partiamo alle 21.45 con un altro aereo per Melbourne dove arriviamo alle 22.50, dopo uno spuntino con pane e salame. A Melbourne c’è freddo ma per fortuna ci siamo portati le giacche a vento che si renderanno utili anche in altre fasi del viaggio (qui è inverno !!!, anche se è più mite del nostro).
In aeroporto, dopo il controllo passaporti, ed il ritiro bagaglio (che avviene in tempi rapidissimi ed i bagagli stanno già girando quando arriviamo) ci fanno passare al vaglio di un ufficiale sanitario che ci sequestra un panino con prosciutto ed un arancio portati per sicurezza dall’Italia. Questo fatto ci fa ridere, anche se ne comprendiamo il motivo, pensando al casino che gli australiani fecero il secolo scorso, quando alla fine della costruzione della ferrovia lasciarono liberi i cammelli, liberarono cammelli e volpi che diventarono un flagello, liberarono 24 conigli, importati dall’Europa, che moltiplicandosi distrussero buona parte del foraggio facendo così morire migliaia di capi di bestiame. È proprio vero che si passa da un eccesso all’altro !!!. Ci chiedono se siamo stati in contatto con animali, se abbiamo visitato fattorie nel nostro paese, se abbiamo animali con noi: rispondiamo no a tutto per default per evitare disguidi. Ci domandano se abbiamo farmaci e al mio sì aggiungono loro (sigh) che si tratta di medicine per uso personale e ci fanno passare. Al panino si aggiungono le prugne secche dall’Italia (just in case), ma per fortuna non ne avremo bisogno. Prendiamo un taxì alle 24 (39.5 $) quando mi accorgo di aver perso 2 passaporti: ma no forse sono in fondo alla borsa tracolla rossa che mi porto sempre appresso. Alle 0.30 del 24 Luglio arriviamo al BackPacker (180 $/2 notti stanza tripla con colazione inclusa), in Franklin Street, prenotato dall’Italia e scelto perchè si trova nella stessa via dove dopodomani alla Hertz ritireremo la Toyota Camry con aria condizionata e lettore CD che ci porterà per 6 giorni da Melbourne ad Adelaide passando per Kangaroo Islands: la colazione è compresa (un cornetto salato ed un cappuccino (sigh) ed il bagno è in corridoio (doppio sigh) ed il termosifone ad olio in camera non funziona perchè non c’è tensione nelle prese (triplo sigh). Con il senno di poi saremo potuti andare al Ibis hotel che è in Therry street che è parallela alla Franklin street (Hertz) ed è sicuramente più confortevole (99$/giorno camera doppia + charge per 3° persona). In camera mi accorgo che la perdita del passaporto è reale: angoscia e disperazione. Che fare? Ambasciata, consolato, polizia ?. Abbiamo letto che i clandestini in Australia sono tenuti in campo di accoglienza sine die…., no a noi non capiterà, non siamo mica extracomunitari !!, peggio siamo extra- oceaniari. Continuare il viaggio interno senza passaporto ma con la sola patente internazionale ? E poi alla partenza dall’Australia? Mi ricordo che il controllo passaporti era prima del sequestro del panino e forse l’ho lasciato vicino all’ufficiale sanitario, o forse mi è caduto nel tragitto per il taxi, ma comunque il passaporto è in area aeroporto. Aprendo le valige ci accorgiamo che da due valigie è sparito il lucchetto e sono stati rotti gli anelli della chiusura a lampo a cui si attaccava. Controllimao il bagaglio ma fortunatamente non manca nulla.
3° -25 Luglio Martedì
Alle 5 di mattina mi alzo per andare all’aeroporto a cercare il portafoglio, non senza prima aver segnalato al portiere di notte la mancanza di corrente in camera.. È freddo e la nebbia non mi fa vedere a più di 1 metro: l’atmosfera ideale per Jack lo Squartatore. Dopo 15min di quella che resterà una delle più belle ed emozionanti passeggiate del viaggio, aiutandomi con una cartina che a malapena riesco a leggere e che consulto sotto i lampioni gialli, arrivo alla stazione degli autobus in Spencer Street alla Southern Cross Station. Le navette partono ogni 30 min e in 40 min sono all’aeroporto (15 $ one way, 24 $ A/R). Domando ad una signora della Quantas che mi invia all’ufficio oggetti smarriti dove una signora mi chiede se i passaporti avevano la copertina… Ecco, penso, li ha visti e si vuole sincerare che siano i nostri. Invece no: sfoglia un librone e….Nulla, nessuno li ha portati. “Veda al customer office, dice, veda se sono la”. Vado, chiedo se… e dopo 5 minuti arriva una signora trionfante con i passaporti in mano. La abbraccerei, cosa che faccio baciandola su entrambe le guance. Torno in albergo rivitalizzato e dopo un rapido racconto, preceduto dalla solita scena madre che non li ho trovati ed invece eccoli qua, facciamo colazione e alle 10 usciamo.
Il centro di Melbourne è piccolo e si può girare tutto a piedi. Melbourne è una città austera che emana cultura e serietà. Sembra anche una piccola città come può essere Cremona o Piacenza ed invece ha 3 milioni di abitanti ma….non li dimostra. La prima meta è un giro panoramico con un tranvetto (City Circle tram) che fa un percorso circolare, passa ogni 5- min ed è gratuito. Si può salire, visitare e scendere. Il tram finisce le corse alle 17.30 o 18.
Vediamo alla nostra destra il Parlamento con un cartello che espone gli orari delle visite guidate gratuite, scendiamo ai Carlton Gardens e siamo al Museo di Melbourne con descrizione della vita degli aborigeni e Imax annesso (3D sul Reef-biglietto unico da 17 $ adulti e 12 $ fino a <16 anni, che scende a 16 e 8 $ per i clienti dei Backpackers, come noi, e mi hanno creduto sulla parola). Sono tanto sinceri e gentili questi australiani che passa la voglia di “arrangiarsi” come spesso capita da altre parti del mondo……ed infatti non capiterà mai salvo di far passare mia figlia (15 anni) ed il figlio degli amici (16 anni) per 14 enni, quando capitava, ma non ci hanno mai chiesto nessun riscontro, anzi a volte lo hanno suggerito loro di dire che avevano 14 anni e ci hanno dato il biglietto scontato. Ancora il Jet Lag e sul tram la testa crolla, gli occhi si chiudono e perdiamo conoscenza per qualche secondo. Arriviamo a piedi a Cardigan street che percorriamo per un pezzo, poi torniamo indietro e da Victoria street arriviamo al Queen Victoria Market, antico mercato e giriamo fra le bancarelle che espongono pesci freschi di tutte le dimensioni. Controlliamo i prezzi della frutta: circa come in Italia a parte le banane a 15$/kg per una tempesta che ha distrutto le piantagioni di banane delle zone tropicali australiane dove sono coltivate. Sempre con il free-tram scendiamo nella Flinder street all’ altezza di King street ed andiamo in Collins street dove c’è l’ingresso al Melbourne observation deck (le Rialto Towers) a vedere il panorama: bellissimo, luci dappertutto ed una visione d’assieme della città (34 $ in 3, con sconto per -15 anni).
Andiamo a cena al Duke of Kent a Troble Street: venendo da Flinder Street e camminando sulla Queen Street, si gira a sinistra all’incrocio con La Troble street e dopo 40 m, sulla sinistra, c’è il ristorante: 3 bistecche welldone e le solite patate lesse con 2 birre ed una coca cola (70 $ in 3).
4° -26 Luglio Mercoledì Melbourne-Cobden via Apollo Bay (282 km)
Sveglia alle 6.30, colazione (8-9) gratis e poi si va alla Hertz. Abbiamo dormito bene, siamo attivi e svegli. Il tempo è incerto, il cielo è grigio-celeste ma non sappiamo se perchè è coperto o perchè è ancora mezzo buio. Preparo i bagagli mentre chi si fa la doccia e chi smanetta oziosamente col cellulare. Alla Hertz, a 80 m dall’albergo, ci chiedono patente italiana e internazionale, ci danno la cartina di Melbourne, le indicazioni per l’Ocean Road e la cartina di Adelaide dove arriveremo il 31 luglio. L’addetto ci fa visionare l’auto (Camry Toyota con aria condizionata e lettore CD) per eventuali danni esistenti,anche se con l’eccess pari a 0 non dovremo averne bisogno, e ci da indicazioni sull’uso del cambio automatico. Praticamente ci sono solo 2 pedali, quello sinistro è il freno (piede sinistro) e quello destro è l’acceleratore (destro), c’è poi all’estrema sinistra in alto un poggia piede sinistro. La macchina cambia automaticamente quando raggiunge una certa velocità; c’è poi la retromarcia, la marcia bassa (per salite ripide), il folle e la posizione di parcheggio: queste 4 posizioni si inseriscono con una leva posta sulla sinistra del volante, ma in pratica, si usa solo la prima e l’ultima. Ai semafori leggermente in salita non c’è bisogno di premere il freno perchè la macchina resta ferma automaticamente, mentre avanza lentamente in pianura senza premere l’acceleratore. Usciamo da Melbourne in direzione Geelong e facciamo il primo errore dirigendoci verso l’aeroporto, ma una signora al semaforo ci fa segno di invertire la marcia ed imbocchiamo la strada giusta. Sono le 10.30 quando usciamo da Melbourne con la Princes Fwy, diretti verso Geelong. Sole stupendo e caldo. Da Melbourne a Geelong sono 75 km (55 min secondo le stime australiane di 80 km/h di media). Alle 11.00 siamo alle porte di Geelong, prendo confidenza con la macchina e tiro un pò. Ci fermiamo al centro informazioni per sosta tecnica. Il tempo è come a Londra: uno scroscio improvviso di pioggia e poi sole accecante, ora è coperto ma non piove. Facciamo rifornimento in un supermercato di acqua, biscotti e frutta. Da Geelong a Torquay 24 km (1/2h) e da qui inizia la Great Ocean Road (GOR). A Torquay facciamo una deviazione per la spiaggia di Bells Beach ma di surfisti nessuna traccia. Alle 12 siamo a 91 km da Apollo Bay e a 167 da Port Campbell. Passiamo ad Anglesea e Lorne e le vedute della costa sono davvero spettacolari: le rocce di calcare sono basse, levigate e arancioni e contrastano con il blù dell’oceano. Ad Apollo Bay mangiamo al “The Bay Leaf Cafe” 2 ottimi stinchi lessi (37.1$) con patate e Emanuela si rovescia addosso la zuppa bollente che, giustamente, non ci riportano. Dopo Apollo Bay si entra nell’ Otway Nat. Park e nella foresta pluviale dove restiamo immersi. Arriviamo alle 16 a Lavers Hill dove c’è un crocevia che a sinistra continua l’Ocean Road per Port Campbell e a destra porta sulla C155. Si prende a destra la C155 e dopo il bivio per Ferguson, si svolta a destra dove è scritto Triplet Falls e lì c’è nella Sky Forrest la Trip Top Walk (17$), una passerella su cui si sale e che si snoda attraverso e vicino alle cime degli eucalipti ed è comunque interessante l’originalità della costruzione. Alle 16.15 siamo al centro visitatori: il parco chiude alle 17 e la passeggiata dura un ora. Rinunciamo, torniamo a Lavers Hill, riprendiamo la Ocean Road e ci dirigiamo verso Princetown da dove imbocchiamo la C166 per Simpson e per Cobden, verso l’interno, dove erroneamente abbiamo prenotato la 1° notte sull’ Ocean Road. Potevamo, senza prenotazione, pernottare sulla costa dove gli alloggi tipo B&B non mancano, ma dall’Italia non si riusciva a capire come era la situazione alloggi. Passiamo per Simpson dove ceniamo in un emporio, di quelli che si vedono nei film sulla provincia americana e gestito da un’ intera famiglia. Mangiamo fish and chips e vediamo una macchina con cassone, con 2 mucche sopra: l’autista entra nell’emporio e chiede un bicchiere di latte. Ripartiamo e dopo 23 km arriviamo a Cobden, nel B&B (Grand Central) prenotato dall’Italia (150 $), eccessivo a conti fatti per lo standard del posto, ma comunque la stanza è grande e rifinita e la colazione è compresa. Il B&B è stato messo su da 2 tedeschi che dopo il viaggio di nozze,sono rimasti in Nuova Zelanda, dove la signora ci dice che ha lasciato il cuore anche se si vive meglio in Australia. Ci fa un interessante discorso sul fatto che in Australia non esistono praticamente le leggi e l’ordine, a suo dire, è basato sulla scarsa, ma onesta, popolazione. Cosa che ci farà riflettere anche in funzione del discorso che ci farà il tassista di Sydney. La giornata è finita, una bella doccia e poi a letto che domani ci aspettano i 12 apostoli.
5° -27 Luglio Giovedì Cobden – Mount Gambier via Port Fairy (360 km)
Ci alziamo alle 6 ed alle 7 facciamo una ricca colazione. Quello che era stato definito un errore, si rivelerà una piacevole digressione dal percorso turistico ed un assaggio della provincia australiana.
Alle 8 partiamo per Lavers Hill, dobbiamo andare nella Sky Forest non vista ieri. Ci perdiamo e facciamo decine di km sulla strada sbagliata, probabilmente su una strada che porta alla Princes Hwy poi facciamo segno ad un furgoncino, che si ferma e che identifichiamo, dalla scritta, con il man per lo spurgo dei pozzi neri. Ci offre di precederci fino alla retta via ed al bivio si ferma, scende dalla machina e,messi i gomiti sulfinestrino, dalla parte di mia moglie, comincia a chiacchierare perché ha saputo che siamo italiani. È stato nei dintorni di Roma e a Firenze per lavoro. È un tipetto sui 60 e ci accorgiamo che è sdentato e mezzo calvo; dato il posto ed il potere che gli riconosciamo per la conoscenza che ha del territorio, potrebbe essere uno dei montanari di “Un tranquillo week end di paura”. Arriviamo…indenni… alla Sky Forrest tramite una strada che ci riporta a Lavers Hill direttamente, senza quindi passare vicino a Princetown come all’andata con gli ultimi 30 km di magnifica strada sterrata in mezzo alla foresta pluviale, e siamo solo noi. Imbocchiamo la C155, arriviamo alla Sky Forrest (17 $, 9 $ bambini -16 anni, tot per noi 43 $) e facciamo un bellissimo giro di circa ½ km sulla struttura metallica alta 25 m, ma ha una piattaforma alta 47 m da cui si vede tutta la foresta pluviale, e gira attorno alle cime degli gli eucaliptus. È ciò che rimane della foresta preistorica primordiale quando l’Australia si staccò dall’ Antartide per dirigersi verso nord. Uno cammina con le cime degli alberi attorno a se. Durata totale 1h, ristoro e punto vendita alla fine. Rifornimento benzina a Lavers Hill (costo 148c/l. Facciamo 74$+56c: 50.38 l. (1700 Lit/l). e subito dopo Princetown facciamo un giro in elicottero (420$) di 40 min sui 12 apostoli e la costa circostante, di uno stupendo colore arancione a picco sul mare e tutta coperta di verde.
In effetti è l’unico modo per vedere bene i 12 apostoli, che non abbiamo contato, perchè da un certo punto in poi la strada corre interna e si può vedere la costa solo dai lookout panoramici. Il pilota cerca di fare una visita guidata aerea, attraverso le cuffie e microfono che abbiamo in dotazione, ma non capiamo nulla. Soddisfatti, riprendiamo la GOR e, prima di Port Campbell, ci fermiamo al lookout per vedere Gorge and Loch, un arco che se ne sta li solo soletto fra la costa e l’oceano. Sembra un arco trionfale romano. Prima di Port Campbell ci sono dei tratti di costa bassi dove a sinistra c’è l’oceano e a destra la foresta pluviale fitta fitta. Arriviamo a Port Campbell, tipico villaggio di pescatori sull’oceano, tipo quello del film “La tempesta perfetta” (una strada larga costeggiata a negozietti e magazzini, ma le case dove sono ??) e mangiamo Fish and Chips. Chiedo cozze crude e mi fanno vedere una porzione di cozze congelate sgusciate che “ Se voi te le scongelo”, No, grazie, ma in un villaggio di pescatori….ecco….pensavo….. “Se vuoi pesce fresco devi andare a pescartelo”. Prendo una porzione di gamberetti (fresca o già scongelata?): 5 gamberetti 10 $. Alle 16 partiamo da Port Campbell ed alle 20, correndo un pò, ormai ho il pieno controllo della Camry, siamo a Mont Gambier (3 ore di auto con 1 ora di sosta per riposare fino alle 17.30), quindi 3 ore di guida nette. Poco prima di entrare a Mont Gambier c’è un lodge: Jubelle Motor Inn, dove paghiamo 136 $ stanza + cena in 3 (3 belle bistecche con salsa: 75 $ la stanza e 61 $ la cena. Osservo che le condizioni di sicurezza in Australia sono inferiori a quelle nostre: fili elettrici volanti, ciabatte con fino a 7 spine attaccate. La stanza non è delle migliori ma siamo di passaggio. L’obiettivo era arrivare fino a Robe, a 125 km, ma eravamo troppo stanchi.
6° -28 Luglio Venerdì Mount Gambier – Kingscote (387 km)
Sono le 8 di mattina e stiamo andando a visitare il Lago azzurro di Mont Gambier e poi partiremo per Cape Jervis dove abbiamo prenotato (dall’Italia) il traghetto Sealink per le 18. Visto il lago, nulla di eccezionale in confronto al lago di Albano, ma lo pubblicizzavano come un lago da un azzurro intensisimo, imperdibile, alle 8.45 ripartiamo per il Coorong park, ultima meta prima di arrivare a Cape Jervis. Passiamo per Millicent e vediamo il bivio per Beachport. A 15 km da Robe, sono le 10.15,vediamo dei laghi alla nostra sinistra. Alle 10.30 arriviamo a Robe ma prendiamo la circonvallazione e non lo attraversiamo (peccato perchè pare che meriti visto che è un paesello carino antico). Dopo Robe il paesaggio è stupendo, le nuvole enormi in un cielo di un celeste profondo che ci ripaga dell’azzurro profondo inesistente del lago. Alberi stranissimi con tronchi contorti ed antichi: tutto sa di primordiale e primitivo. Da notare che la strada è tutta per noi e l’incontro con un veicolo in senso inverso è un avvenimento da commentare. L’autista saluta alzando l’indice dal volante e comincerò anche io a farlo. Il navigatore “umano” di bordo insiste a dire che le pare che il cielo sia più basso che un Europa, non so in base a quale osservazione o principio fisico, ma si sa l’intuito femminile va oltre ogni legge scientifica Comincia a piovere, poi spunta il sole cocente ed accendiamo e spegniamo in continuazione l’aria condizionata. Alle 10.50 siamo a Kingstone, dove c’è il monumento ad un’ enorme aragosta davanti ad un ristorante che però è chiuso. Mangiamo qualcosa e ripartiamo (Benzina 142.9 c/l la normale mentre il tipo Premium (maggiore numero di ottani) arriva a 148.9 c/l (61 $ di pieno). Alle 11.30, sempre in auto, siamo all’interno del Coorong park e a sinistra si intravvedono dune di sabbie oltre le quali c’è il mare che non vediamo. Non vediamo il 28 Mile, segnalato da Davide Santachiara (cfr. Turisti per caso), alla cui altezza una stradina portava vicino alle dune. Ormai è 1 ora che non incrocio altre auto, tengo i 110/120 km/h e la strada è bella larga. Alle 12 siamo in vista di Drawon Creek, da dove dovrebbe cominciare una strada sterrata interna al parco. Alle 12.10 siamo alla Loop Road, alla nostra sinistra, con un cartello marrone che invita alla Scenic Road dove andiamo e la strada è ghiaiosa ma percorribilissima a 50/60 orari. Usciamo dalla Loop Road e riprendiamo l’asfalto e alle 13.45 si