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E' stato a ottobre di qualche anno fa, quando si presentò mia cugina a casa mia, chiedendomi se ero disposta ad accompagnarla a Lourdes, perchè aveva fatto un voto da anni,aveva ricevuto la grazia richiesta e non aveva trovato nessuno fino ad allora che l'accompagnasse a mantenere la sua promessa con ...l'al di là.
Era inquieta,timorosa,angosciata all'idea che anch'io le dicessi di no. In fondo insegnavo, anche lei lavorava nella scuola e sapeva che non è facile prendere ferie, al di fuori dei periodi di vacanze. Inoltre avevo una mamma a casa anziana e malata,due figlie da seguire ed un marito.
L'ho guardata e mi è sembrata disperata e preoccupata di non poter onorare il suo voto. Ho pensato si e no 30 secondi: mi piace viaggiare, conosco benissimo il francese, potevo chiedere 3 giorni con la legge 104 e me lo potevo permettere economicamente.
Le dissi di sì. In fondo ero stata a Lourdes da ragazzina, avevo 14 anni, con i miei genitori, come tappa di un giro turistico in Francia, e non mi era parsa così male.
La vidi come un'occasione per fare nello stesso tempo un'opera buona e prendermi una piccola vacanza, che di sicuro non mi avrebbe fatto male.
Fu con questo spirito che partimmo con la Romana Pellegrinaggi. Sull'aereo c'era il padre spirituale, che ci accompagnava, e già dalla partenza sembrava un viaggio diverso dagli altri.
Arrivati, il tempo di pranzare in fretta, posare i bagagli e subito l'appuntamento per la visita alla grotta.
Io e mia cugina ce la siamo presa un po' più comoda degli altri, che sapevano, ci siamo fatte una rapida doccia e siamo scese con 2, dico 2, minuti di ritardo.
Neanche il tempo di un caffè, erano già andati via tutti!!
Ci siamo sentite due miserelle, la giornata già si metteva male.
A naso abbiamo cercato di raggiungere il gruppo, ma non lo abbiamo trovato. Così abbiamo visitato un po' a caso i vari luoghi sacri, ma non era la stessa cosa. Ci sentivamo "diverse", demotivate ed esposte al pubblico ludibrio, come quelle che erano andate a fare "le turiste", invece che il pellegrinaggio.
Purtroppo avevano ragione. Nessuno ci aveva detto nulla, eravamo noi a fare queste congetture.
osì, per non far più brutte figure, le volte successive eravamo sempre le prime al raduno. E' stato un tour de force: messe alle sei di mattina, processioni nel pomeriggio, fiaccolate la sera.
Era straodinario vedere i malati nelle lettighe portati in processione dai volontari sotto la pioggia! Mai vista una cosa del genere!
Tuttavia un pomeriggio la stanchezza ci aveva preso e, dopo il pranzo, abbiamo deciso di stenderci un po' sul letto per riposarci. Ci eravamo appena docciate e stavamo mettendoci i pigiami per riposare una mezz'ora, quando sentimmo suonare le campane del santuario.
A quel punto io l'ho pensato, mia cugina l'ha detto:"Ci stanno chiamando".
Ci siamo vestite in fretta ed abbiamo seguito scrupolosamente il programma. Siamo andate alla piscina, poi alla grotta e, mentre eravamo in fila per passare davanti alla statua della Madonna, dall'alto si è materializzata una rosa bianca, che è caduta addosso ad una signora davanti a noi!
La signora l'ha raccolta in preda alla commozione e ad un tremore sconvolgente.
Tutti gli astanti, comprese noi, sono rimasti senza fiato. Sopra la grotta c'è la roccia della montagna, nessuna "terrazza" da dove qualcuno potesse lanciare qualcosa, nessuna possibilità di equivoco! Tutti, senza parlare, abbiamo concluso il giro con maggiore devozione. Avevamo capito, avevamo capito qualcosa che sfugge alla razionalità umana.
Prima di cena, dopo questo fatto, io e mia cugina ci siamo sedute ad un bar a prenderci un gelato. Non abbiamo detto niente, ma ci sentivamo fuori posto. Tutto a Lourdes parla di qualcosa di soprannaturale.
Le strade, i negozi di souvenirs, la tanto deprecata commercializzazione, quella Francia sempre così organizzata, lì tutto aveva un chè di diverso.
Bisogna saperlo capire, bisogna saperlo ascoltare. E' un richiamo impellente, è una voce, che non puoi far finta di non sentire.
Io ho sempre pensato che nulla avviene per caso e non ringrazierò mai abbastanza mia cugina, per avermi dato l'occasione di riscoprire qualcosa, che avevo forse un po' trascurato..... l'occasione di ritrovare me stessa.
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