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Un bel “ponte” è l’occasione per scoprire la città di Reims e le sue cantine di champagne, coccolato e curato dal vigneron, lentamente degustato dagli avventori per coglierne il suo delicato quanto sofisticato sapore e farsi solleticare dalle sue bollicine. Per avere una prima idea della città facciamo un giro su un trenino turistico. Essendo domenica è tutto chiuso e quindi c’è una calma quasi irreale (si constata, poi, che anche con la riapertura dei negozi e degli uffici, la città non è affatto caotica). A fine giro, impedibile è la Cathédrale de Notre-Dame, patrimonio dell’Unesco, capolavoro gotico, in cui sono stati consacrati i re francesi. Ci si incanta ad ammirare le coloratissime vetrate attraverso le quali il sole si diverte creando dei giochi di luce straordinari. Dalla cattedrale si passa al Palais du Tau, cosiddetto per la forma a “T” della sua pianta, nel quale si trovano il tesoro e il museo della cattedrale. La visita al Musée Le Vergeur, ce lo fa apparire il più piccolo museo del mondo, perché, appena entrati, è già finito! Lungo la strada da Reims al nostro hotel si ammirano le dolci colline con gli appezzamenti di uve selezionate che producono il pregiato liquido con le bollicine (in autunno le viti saranno certamente ancora più belle perché piene di foglie e cariche delle loro uve). Finalmente ci ritiriamo nel nostro albergo a Rilly la Montagne, graziosissimo villaggio “seduto” su milioni di bottiglie: le cantine qui, come in tutta la regione, sono forse più numerose delle case! Il nostro ospite ci mostra la sua piccola ma fornita cave: con l’orgoglio tipico di chi produce con la fatica delle proprie mani un gioiello così prezioso, ci illustra il suo metodo champenois e, per provare la bontà delle propria produzione, fa saltare il tappo ad una delle bottiglie migliori. Per cena i proprietari del nostro albergo ci consigliano un ristorante sulle vicine colline dove si gustano i piatti locali e si brinda, neanche a dirlo, con champagne (la vittoria dello scudetto da parte del Milan è una buona scusa!). Inatteso, sulla via del ritorno, in mezzo ai boschi, nel buio più nero, è l’incontro con un “Bambi” più spaventato di noi che scompare nel fitto del bosco con la stessa rapidità con cui è apparso. La giornata successiva la spendiamo nelle sale del Musée des Beaux-Arts e in quelle di Saint-Remi, per poi dedicarci alla visita di una Maison di champagne. Scegliamo la Taittinger anche perché le sue cantine sono quelle della abbazia benedettina di Saint-Nicaise, distrutta durante la rivoluzione francese, e conservano resti della stessa: alla temperatura di circa 12° riposano milioni di bottiglie, distribuite in km di corridoi, pazientemente controllate finchè non raggiungono il momento giusto per essere consumate. Dopo aver solo guardato le bottiglie distese, finalmente degustiamo, con molto piacere, un buon calice del prezioso nettare e acquistiamo altre bottiglie (dopo quelle che già stipano il bagagliaio sin dalla partenza dal nostro albergo, dove lo champagne è altrettanto buono e meno costoso).
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