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Westfalia - Fra i mulini in bici, in treno a vapore e in battello

di Rondinechevola Contatta l'autore

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GERMANIA - WESTFALIA
MULINI, BICICLETTA, TRENI A VAPORE, BATTELLI E... ALTRO!

di Angela Zolla

Questo viaggio è nato dalla voglia di fare una vacanza che ci permettesse di stare a contatto con la natura e contemporaneamente di scoprire il mondo sconosciuto dei mulini nella parte nord occidentale della Germania lungo il fiume Weser. Abbiamo quindi abbinato spostamenti in bicicletta tra un mulino e l’altro, gite in battello e in treno a vapore e visita a musei della zona. Siamo due “viaggiatori lenti”, per noi il viaggio è inteso in senso lato e incomincia quando si esce dalla porta di casa con lo zaino in spalla. Ci siamo basati su un itinerario chiamato “Westfalische Mühlenstraße”, cioè “strada dei mulini della Westfalia” creato dall’Associazione Mülhenkreis che fornisce una dettagliatissima cartina e il calendario delle manifestazioni che si svolgono a rotazione nei singoli mulini durante l’anno. E’ grazie a questo calendario che abbiamo fatto in modo di trascorrere in zona ben due domeniche, per non perdere viaggi speciali o feste ai mulini. Non avevamo la macchina fotografica digitale, quindi se volete vedere alcune bellissime immagini dei mulini collegatevi al sito istituzionale.

Giovedì - Cena romantica a Brunate

La nostra prima tappa, giovedì, è stata Como, dove siamo arrivati nel pomeriggio e dopo una breve passeggiata sul lungolago abbiamo raggiunto con la funicolare Brunate, da cui si gode un panorama stupendo sulla città, il lago e i monti circostanti. Dopo una cena romantica in una trattoria siamo ritornati con la funicolare a Como, da dove abbiamo preso il treno della notte sul quale ci aspettava una comoda cuccetta.

Venerdì - Col battello sul ponte del canale alto sul fiume, poi a Porta Westfalica, infine pernottamento nell’antico carcere in una cella a due cuccette

Il secondo giorno, venerdì, siamo arrivati in mattinata a Minden, la cittadina più importante della regione. Dopo aver lasciato gli zaini nel deposito a moneta presso la stazione ferroviaria, nel primo pomeriggio abbiamo fatto una singolare crociera fluviale di un paio d’ore: Minden si trova proprio dove il lungo canale navigabile “Mittellandkanal” sovrappassa su un ponte il fiume Weser. Il battello è partito dal “porto superiore” sul lindo canale, e dopo aver attraversato quel ponte sul fiume si è infilato in un’alta e lunga chiusa grazie alla quale siamo scesi di una trentina di metri. Pochi minuti dopo eravamo sul Weser, ed era stupefacente vedere chiatte e barche navigare alte sopra a noi. Dopo un’oretta siamo sbarcati a Porta Westfalica, dove gli alti versanti boscosi si avvicinano a formare una stretta. Da lì parte una passeggiata nel bosco che porta all’imponente monumento “Wilhelm Denkmal” in onore al Kaiser Guglielmo I, dal quale si gode una vista stupenda sul fiume e la pianura sottostante. Ritornati a Minden, abbiamo ritirato gli zaini ed in serata abbiamo raggiunto con la corriera Petershagen. Al centro del paese ci aspettava la nostra “cella per la notte” nel vecchio carcere cittadino del 1913, acquistato quindici anni fa proprio da un avvocato e trasformato nella caratteristica pensioncina “Rast im Knast - Gefängnis im Alten Amtsgericht”, che significa “Riposo al fresco”: spartana, ma molto simpatica per passarci una notte e fingere di esserne “ospiti”. Avevamo a disposizione una cella con una grossa porta metallica con spioncino dall’esterno, due cuccette a castello, un armadio di ferro, un tavolino e le divise a strisce con tanto di cappellino che subito abbiamo deciso di indossare; la finestra con le sbarre era naturalmente in alto. Siamo entrati subito nel nostro ruolo e siamo andati nel cortile interno (oggidì reso allegro da un bel prato verde) per “l’ora d’aria”, dove abbiamo trovato un vivace gruppo di otto donne tutte col pigiama a righe che stavano festeggiando il loro arrivo in questo “albergo” bevendosi una bottiglia di limoncello, e che ci hanno subito coinvolti. Ci siamo divertiti come matti a girare per il paese indossando la nostra divisa a righe, sperando di non essere “acciuffati” in quanto scambiati per evasi. Avremmo potuto cenare nella “trattoria al vecchio fabbro” di fronte, con un menù per carcerati dalle pietanze coi nomi buffi, servite nel piatto di stagno. Abbiamo invece trascorso la serata nell’antica sala delle udienze, oggi sala da pranzo, dove il televisore mostrava un unico programma: una webcam collegata col nido di cicogne sul tetto dell’edificio, al cui interno c’erano cinque cicognini affamatissimi che i genitori non riuscivano a saziare. Siamo stati talmente presi da questo spettacolo che abbiamo deciso di restare a guardarlo a lungo, senza neanche andare al concerto serale al castello del paese.

Sabato - Il “Giro delle cicogne” in bici fra i mulini lungo il Weser

Il terzo giorno, sabato, il gestore del “carcere” che ci ha noleggiato le biciclette per i prossimi due giorni, è stato così gentile da portare con un furgone noi e le bici al “Mühlencafè Zum Letzten Streich“, cioè “Caffè al mulino all’ultimo scherzo” a Großenheerse, dove abbiamo trascorso le successive due notti. E’ un piccolo edificio, una volta utilizzato dai mugnai, proprio di fronte ad un bel mulino a vento di 150 anni, con un basamento molto ampio alto un paio di metri di terra, con indubbia funzione di isolamento termico per la cantina così ricavata. Il nostro programma prevedeva di percorrere con la bicicletta l’”itinerario delle cicogne” di 52 km, per scoprire vari tipi di mulini, ed anche i nidi delle cicogne sopra alti “trespoli” nei cortili delle case o sui i tetti delle case di campagna. Abbiamo incontrato dapprima il mulino a vento “Heimser Windmühle” a forma quasi di fungo, tutto intonacato di bianco, con il tetto di legno che si gira secondo la direzione del vento; successivamente a Döhren il “Plaggen Mühle”, un mulino ad acqua con la facciata a graticcio cioè decorata con travi in legno a vista; ecco più tardi il “Bockwindmühle” di Neuenknick: un mulino a vento tutto di legno, che visto da lontano sembra quasi un missile. I mulini di questo tipo sono appoggiati su una struttura conica che fa da perno: al variare della direzione del vento non viene ruotata solo la “testa” con le pale, ma tutto l’edificio. Più avanti c’era il mulino a vento di pietra scura di Bierde, del 1802, quindi il “Klostermühle”, mulino sia a vento che ad acqua di Lahde, che una simpatica vecchietta che abita di fronte ci ha permesso di visitare capillarmente, e di scoprire nei vari piani i macchinari ancora intatti. Presso Petershagen, poi, abbiamo visto il “Pottmühle”, un mulino a vento di pietre chiare con una balaustra in legno tutto attorno quasi a metà altezza, alla quale il mugnaio assicurava i tiranti che fermavano la “testa” del mulino con le pale, dopo averla orientata in funzione del vento, oppure bloccava le pale quando il mulino doveva restare a riposo. Tutti questi mulini sono privati, e sono curati come gioiellini dagli appassionati proprietari riuniti nell’associazione “Mühlenkreis”.

Domenica - Col treno a vapore alla miniera di ferro, poi col battello al mulino di Südhemmern in festa per la visita del re di Prussia, infine col treno a vapore a Minden

Il quarto giorno, domenica, dopo un’abbondante colazione ci siamo subito messi in bicicletta lungo una pista ciclabile di 11 chilometri ricavata da una ferrovia dismessa, per raggiungere Petershagen. Dopo poche pedalate, mentre procedevamo su strade sterrate tra i campi di grano gialli con papaveri rossi, abbiamo scorto una famigliola di leprotti che stava facendo colazione. Era bellissimo ammirarli saltellare felici uno dietro l’altro nel grano, fra un silenzio e una pace irreale per noi che veniamo dalla città. Parcheggiate le bici, con la corriera siamo arrivati a Minden per una gita molto varia di tutta la giornata, organizzata dalla locale ferrovia museo: al mattino con un treno a vapore abbiamo raggiunto la “miniera di ferro e della storia della terra” di Kleinenbremen, con visita guidata alle gallerie sotterranee e all’annesso museo minerario e geologico. Nei pressi si trova l’“Hartingsmühle”, un mulino ad acqua appositamente in funzione, nei cui ambienti due dolcissime anziane signore vestite come nell’800 ci hanno offerto dolci fatti con la farina appena macinata e bevande calde. Nel pomeriggio una corriera speciale ci ha portati a Minden, da dove partiva un battello che dopo una piacevolissima ora di navigazione lungo il Mittellandkanal ci ha fatti sbarcare al mulino a vento di Südhemmern di pietra, intonacato di bianco solo da un lato, con un bellissimo effetto ottico. Vi era in corso una festa, con la partecipazione del "Re di Prussia" in persona, in visita alle sue terre! Anche gli altri partecipanti indossavano vestiti d’epoca, c’era la banda del paese e si poteva entrare nel mulino funzionante dove gli appassionati macinavano il grano e spiegavano i vari passaggi dal cereale alla farina. Anche qui si potevano assaggiare i dolci appena fatti. Da Südhemmern siamo rientrati a Minden con un altro treno a vapore, da lì col bus a Petershagen dove abbiamo ripreso le biciclette lasciate alla mattina, e sotto un cielo nero siamo alla fine arrivati al Großenheerser Mühle dove ci aspettava un’ottima cena.

Lunedì - In bici per mulini attorno a Minden

Il quinto giorno, lunedì, è stato dedicato ad un percorso di circa 40 km. in bici per la campagna attorno a Minden, per vedere altri 10 mulini, ogni volta uno diverso dall’altro. Dapprima l’imponente mulino a vento di Meißen, con un grande terrapieno erboso attorno, poi il mulino “Schiffmühle”, le cui pale ruotano spinte dalle acque del Weser; nei pressi il panciuto “Rodenbecker Mühle”, a vento, tutto bianco con una balaustra di legno scuro; quindi lo “Stemmer Mühle”, metà di pietra grezza scura e metà intonacato candido. Abbiamo proseguito con il “Grossenheider Königsmühle” a Todtenhausen, mulino a vento del 1731 di pietra grigia ed un tetto a cappuccio anch’esso grigio; nei pressi, lungo gli argini del fiume Weser, si trova anche il “Valentinsmühle”, che ha un po’ la forma ed il colore di un uovo, con le pale decorate con strisce gialle; l’anziano simpatico mugnaio entusiasta, che ci fa manutenzione, non smetteva di mostrarcene i segreti e raccontarci il suo funzionamento. Più tardi, è stato emozionante pranzare al sacco sotto il “Meßlinger Mühle”: un mulino a vento tutto di legno “a galleria”, cioè con un largo terrazzo che lo percorre per tutta la sua circonferenza a circa 3 metri di altezza per permettere al mugnaio di bloccare e sbloccare le pale; purtroppo non c’era nessuno che avesse potuto invitarci a visitarlo. Al pomeriggio abbiamo raggiunto il “Wegholmer Mühle”, con la base in pietra naturale ed il resto dipinto di bianco, attiguo ad una bella casetta moderna abitata da una famiglia con cui avremmo voluto fare cambio di casa. Siamo poi arrivati al mulino presso Hartum, di tipo olandese, che fungeva anche da abitazione, di pietra grezza, e poi al mulino a vento a Dützen, mezzo bianco e mezzo nero col tetto girevole e l’entrata di pietra che forma quasi una piccola galleria. Restituite le bici, siamo andati col treno a Bad Oeynhausen, località molto famosa per le sue “terme reali” situate in un grande parco con giardino in stile inglese e stupende fontane. Attraverso giardini e viali con ville neoclassiche abbiamo raggiunto la tranquilla confortevole pensione “Friesenmädel“, che ci ha ospitato per le successive due notti.

Martedì – La città di Minden ed i suoi musei, poi il museo delle favole a Bad Oeynhausen

Per il sesto giorno, martedì, abbiamo previsto di dedicarci alla visita di Minden e dei suoi musei. Abbiamo iniziato con la città bassa presso le rive del fiume Weser, dove si trovano il duomo gotico, il municipio, le eleganti case di borghesi e commercianti e la “Fischerstadt“, città dei pescatori con i suoi vicoletti tipici e le accoglienti casette, poi siamo saliti alla città alta dove si trova la vecchia zecca. Abbiamo girato tra i vicoli dell’antico quartiere dei vignaioli con le numerose casette a graticcio, e siamo rimasti affascinati dalla visita al “Mindener Museum”, museo storico della città, disposto entro una serie di case a graticcio adiacenti. Al pomeriggio abbiamo visitato il museo prussiano del Basso Reno e Westfalia, quindi siamo ritornati a Bad Oeynhausen proprio in tempo per il “Deutsches Märchenmuseum”, museo tedesco delle favole situato in una lussuosa villa Jugendstil al bordo del parco cittadino: nelle sue sale si trovano affascinanti libri ed ingenui disegni originali dell’ottocento, che riguardano favole - specialmente quelle dei fratelli Grimm - e leggende dell’area del Weser.

Mercoledì – Il museo all’aria aperta ed il museo delle auto a Bad Oeynhausen

Il settimo giorno, mercoledì, al mattino abbiamo raggiungiamo il “Museumshof im Siekertal”, in un grande e bel parco naturale raggiungibile a piedi dal centro: illustra la vita contadina del 19° secolo, esposta in case tipiche dal 1739 fra le quali un forno, un affumicatoio e un mulino ad acqua sull’ Osterbach. Nel pomeriggio ci siamo goduti il museo “Motortechnica”, che in un contesto gradevolissimo, con manichini o ricostruzioni di ambienti, presenta oltre 220 moto a partire dal 1886 e ben oltre 100 automobili a partire dal 1887, fra cui molti pezzi unici, nonché una collezione di veicoli militari ed anche velivoli delle due guerre mondiali. Alla fine, da Bad Oeynhausen abbiamo raggiunto in treno il paesino di Holzhausen, presso un valico nella catena collinosa dei Wiehengebirge, dove abbiamo trovato alloggio per due notti alla piacevole casa Blotevogel.

Giovedì – In bici ai bellissimi mulini presso Destel, alla fabbrica di birra Barre a Lübbecke ed al romantico paesetto di case a graticcio di Offelten

Al mattino dell’ottavo giorno, giovedì, dopo aver noleggiato le bici a Lübbecke, abbiamo raggiunto prima il “Kolthoffsche Mühle”, un mulino a vento esagonale del 1922 tutto in legno, con grandi pale e una balaustra che gli corre tutto attorno, situato in un prato verdissimo fra piccolissime casette bianche a graticcio presso Levern. A poca distanza c’è anche il “Windmühle Destel”, di tipo olandese “a galleria”, cioè tutto in legno, circondato alla base da una galleria di alberi e perciò uno dei più affascinanti. Ci siamo poi spostati poi a Lübbecke per visitare la fabbrica della Barre Brau con annesso museo storico. Nelle antiche cantine a volta della birreria storica sono mostrate in modo interessante lo sviluppo tecnico della birrificazione e la storia della Barre, una delle più antiche Pils della Germania, mediante innumerevoli macchinari e reperti espositivi. Accanto al museo si trova un ristorante i cui tavoli sono intorno ad un’enorme antica affascinante lucida caldaia di rame per la fermentazione; qui abbiamo gustato un ottimo pranzo a base di piatti preparati con la birra. Al pomeriggio le bici ci hanno portato al villaggio di Offelten, considerato quello meglio conservato della regione con le tipiche case–fattoria del ‘700. Sono decorate esternamente con travi in legno dipinte di verde, colore che secondo la tradizione respingeva le mosche; hanno portali enormi, per permettere di entrare direttamente con il carro trainato dai cavalli, bellissimi perché intagliati con motivi di fiori e cuori; sull’architrave c’è la data di costruzione con le iniziali dei proprietari; i giardini sono curati con gerani ed aiole di fiori. Alla fine siamo ritornati alla casa di Holzhausen.

Venerdì - A sud del Wiehengebirge, con pranzo nell’ex mulino ad acqua di Hüllhorst e poi al mulino a cavallo (coi cavalli all’interno)

La nona giornata, venerdì, è iniziata con la visita di Holzhausen, dove presso un parco con laghetto si trovano un castelletto ed un mulino ad acqua in un edificio a graticcio. Poi ci siamo dedicati ad esplorare la zona a sud di Lübbecke: a Hüllhorst abbiamo scoperto che lo “Husenmühle”, un vecchio mulino ad acqua ancora funzionante con un’enorme ruota di legno, è trasformato in un caratteristico ristorante, del quale abbiamo approfittato per il pranzo. Non molto distante si trova Oberbauerschaft, dove abbiamo trovato un’antica fattoria con le stalle, la casa padronale, i granai ed un singolare “Roßmühle”, mulino a cavalli del 1797. L’anziana simpatica proprietaria ci ha mostrato orgogliosa l’autorizzazione originale per macinare, e ci ha spiegato che il mulino funzionava grazie a due cavalli situati all’interno, attaccati a una pertica collegata alle macine per le granaglie ed a tre enormi martelli sempre di legno che battendo sul piani di pietra frantumavano la canapa prima della tessitura. Infine abbiamo raggiunto il villaggio di Obermehnen presso Lübbecke, dove abbiamo pernottato nell’antica casa “Lebensart“a graticcio; la nostra sistemazione era un graziosissimo miniappartamento, arredato con assai buon gusto, ricavato dalle antiche stalle per i cavalli; il ricchissimo cocktail di benvenuto fattoci trovare dalla simpatica padrona di casa è stato memorabile.

Sabato - In bici a nord del Wiehengebirge, attraverso la selvaggia grande torbiera, poi alla festa al mulino di Eickhorst

Il giro del decimo giorno, sabato, è stato di circa 37 Km a Est di Lübbecke. Il primo mulino del mattino era ad Eilhausen dove su un ponte a tre archi abbiamo trovato un mulino ad acqua che risale al 1781, e che purtroppo a seguito della deviazione del canale che lo alimentava è rimasto a secco. Più avanti, per una stradina agricola, siamo arrivati all’ “Eilhauser Königsmühle“, mulino a vento tipo olandese “a galleria”, cioè circondato in basso da una larga balaustra; nel prato antistante c’erano un tavolino di pietra e panche, che ci invitavano ad una pausa ristoratrice. Le bici ci hanno poi portati ad attraversare l’area detta Großes Torfmoor cioè “grande torbiera”, oggidì riserva naturalistica protetta, dove abbiamo pedalato nel silenzio più totale circondati da una natura incontaminata. Ritornati sulla “via dei Mulini” abbiamo incontrato il mulino a vento “Auf der Höchte”, la cui forma è una via di mezzo fra un fungo ed un uovo, di pietre scure intonacato di bianco solo da un lato. La sorpresa più gradita ci aspettava tuttavia al mulino a vento ad Eickhorst, anche lui intonacato di bianco solo da un lato con sul tetto una seconda e più piccola pala che permette di ruotare il tetto in base alla direzione del vento. Era in corso la festa del mulino, rimesso in moto per l’occasione: gli appassionati macinavano la farina, che distintissime signore in costume tradizionale impastavano e cuocevano velocemente sotto forma di grandi tartine di pane, che appena fatto veniva condito con ottimo miele di campagna. La banda del paese suonava intanto musiche da ballo liscio.

Domenica - Sulla ferrovia-museo a Uchte, poi al mulino a cavallo (coi cavalli fuori) di Rahden, infine al mulino di Oppenwehe in festa

Al mattino dell’undicesimo giorno, domenica, abbiamo fatto una gita andata-ritorno su una ferrovia museo fra Rahden e Uchte, su cui circola una panoramica automotrice storica chiamata Schienenbus, per tornare indietro nel tempo. Lungo il viaggio abbiamo visto un paesaggio tranquillo, con casette circondate da fiori ed animali da cortile; anzi, proprio lungo l’itinerario il treno ha dovuto faticare di tromba per convincere un fagiano a farlo passare; un leprotto, invece, appena ci ha visti non si è fatto pregare ed è balzato subito fuori dalla sede ferroviaria. A metà giornata, tornati a Rahden, abbiamo pedalato fino al Museumshof: è una vera fattoria-museo con tutti gli edifici annessi, che ricrea il modo di vivere del 19° secolo. Abbiamo visto in funzione tutte le antiche attività artigianali che vi si svolgevano. Il pezzo più prezioso è stato il Roßmühle, mulino a cavallo: un piccolo edificio quadrato a graticcio con un alto tetto spiovente, con un alto perno al centro collegato ad una lunghissima grossa pertica, alla cui estremità era attaccato un paio di cavalli; certamente questi cavalli, che lavoravano all’esterno del mulino, saranno stati più felici di quelli dell’altro mulino a cavalli di venerdì, che si trovavano invece all’interno e non vedevano mai alcun panorama. Successivamente le bici ci hanno portati al paesetto di Oppenwehe, dove non abbiamo avuto difficoltà a trovare l’alto “Bockwindmühle” di legno, appoggiato su un enorme perno conico dello stesso materiale. Le pale giravano, e all’interno due giovani mugnai appassionati erano all’opera. Quanti strani rumori di battute e scricchiolii, come tremava tutta la struttura interna di legno, che fascino vedere queste macchine tutte ad incastri di legno che funzionavano ancora perfettamente. Lunghe leve comandavano la velocità delle pale ed il tipo di macinazione. Con la farina venivano subito cucinati pane e dolci per i turisti in vecchi forni di pietra. Abbiamo passato una giornata d’altri tempi con rumori e profumi antichi, dove è inimmaginabile la vita frenetica delle nostra città.

Lunedì - in viaggio per l’Italia continuando a sognare

Il dodicesimo giorno, lunedì, e stato dedicato ad un piacevole viaggio di ritorno. Siamo arrivati a casa con tantissime immagini, ed il solo sapere che in tutta la Germania ci sono ben 1709 mulini, associati fra di loro e raggruppati attorno a percorsi turistici come quello appena concluso, ha stimolato i nostri sogni per il futuro.

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