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Isole Vergini Britanniche:
Giunti alle Isole Vergini Britanniche passo la nuova dogana (se così si può chiamare una signora che gentilmente controlla i passaporti e ritira i moduli dell'immigrazione) e salgo su un furgoncino che ha l'insegna del noleggiatore d'automobili (Speedy's, la stessa società che possiede anche alcuni traghetti) che ho contattato via internet. Il furgoncino mi scorta nel vicino "rent a car" dove prendo possesso di una Suzuki Grand Vitara prenotata via internet con il seggiolino per Marika; il fuoristrada è indispensabile per muoversi sull'isola in quanto non tutte le strade sono asfaltate e tra buche naturali e dossi artificiali (i "bump") una berlina avrebbe senz'altro una vita breve :-).
Con la cartina stradale alla mano (ricevuta via posta ordinaria in Italia insieme ad altro materiale direttamente dall'ufficio turistico) mi dirigo verso la nostro nuovo alloggio, un appartamento presso il Mango Bay Resort nella Mahoe Bay.
Mi ci vuole poco a capire che mi trovo in un mondo completamente diverso rispetto St.Thomas. Subito noto un atteggiamento diverso dei locali, ho l'impressione che siano più gentili, più disponibili ma forse sono solo più allegri; anche l'aspetto è diverso: la maggior parte ha un fisico asciutto che si contrappone all'alta numero di obesi che avevo notato alle Isole Vergini Americane. Anche il tenore di vita sembra migliore, non ci sono giovani buttati in terra nelle strade o automobili sgangherate e anche quando si entrerò nei giorni seguenti nell'unico negozio di souvenir nessuno tenterà di incollarsi per cercare di vendermi qualcosa e neppure vedrò mai ambulanti nelle strade o nelle spiagge... ma forse è solo un'impressione, forse c'è semplicemente meno gente in giro !
Prima di finire il mio viaggio manifesterò queste impressioni ad un paio di abitanti occidentali da molti anni nell'isola e questi mi confermeranno la sensazione: alle isole Vergini Britanniche, a differenza di altre nazioni dell'area, i neri posseggono tutti un'attività propria e non sono subordinati alle attività dei bianchi, per altro rari, quindi sono tutti molto soddisfatti della propria vita sociale senza diffidenze o pregiudizi; inoltre gli abitanti delle Isole Vergini Britanniche hanno il più alto reddito pro-capite di tutti i Caraibi e questo ne fa un paradiso anche dal lato della criminalità praticamente inesistente, paradiso per niente rovinato dai Casinò e dei grandi resort, un paradiso ben conservato a misura d'uomo dove l'unico vero padrone è la natura. Il tenore di vita, pur senza gli eccessi e gli status simbol occidentali, è talmente buono che la nazione può permettersi di accogliere dalle nazioni più povere Caraibiche immigrati per svolgere i lavori di minor lega come cameriere, collaboratrice domestica, muratore, ecc. Gli immigrati provengono soprattutto dalla Repubblica Domenicana (e questo spiega in parte il perchè sull'isola è abbastanza diffuso lo spagnolo) ma anche da altri paesi e sono ben pagati; tanto per dirne una, la signora che si occupava delle pulizie del nostro appartamento emigrata da Santa Lucia, aveva la baby-sitter che le teneva il figlio durante le ore di lavoro ! Nessuno poi si da da fare a spillare soldi ai turisti o vendere a tutti i costi qualche servizio: "i soldi in queste isole vengono da soli, con facilità e senza bisogno di affannarsi" almeno secondo l'opinione del mio interlocutore !
Ma torniamo a noi che ci dirigiamo verso il resort. La strada principale asfaltata e abbastanza ampia offre scorci di incomparabile bellezza: spiagge deserte bianchissime che subito rapiscono l'anima e... non sono neppure le più belle dell'isola !; lungo la strada gli unici esseri che incrocio sono gruppi di capre a spasso; noto che la vegetazione è meno rigogliosa e verde che a alle Isole vergini Americane e sono più numerosi i cactus a canne d'organo: segno il clima a Virgin Gorda è poco piovoso. Poi ,dopo una decina di minuti, incrocio una strada sterrata piuttosto malconcia: è il bivio per il Mango Bay Resort, da questa strada ammiro la mezzaluna bianca della spiaggia di Pond Bay seguita dalla Savannah Bay e capisco già che di aver fatto molto bene a fermarmi due settimane per poter vivere la vera esperienza Caraibica, non quella delle mondanità dorate, non quella della confusione ma quella della natura incontaminata, quella del relax, quella dell'amaca e della palma, quella dei suoni del creato, quella dell'alzarsi all'aurora e del ritirarsi poco dopo il tramonto, quella del sole e del sale !
Dopo qualche centinaio di metri mi fermo davanti l'ufficio della direzione del resort dove finalmente conosco Gino, il responsabile della struttura, con il quale da settimane colloquiavo via email in inglese... e con mia grande meraviglia: parla correttamente l'Italiano ! Gino, simpaticissimo e disponibilissimo come il suo ruolo impone, è peruviano ma conosce perfettamente la nostra lingua in quanto ha lavorato insieme alla moglie per molto tempo con Italiani. Parlando del più e del meno vengo a sapere che anche il Mango Bay Resort è stato progettato da Italiani e anche i proprietari lo sono, anche se in questo momento sono in Italia in quanto è bassa stagione. Scoprirò pian piano che Virgin Gorda è quasi un "feudo" italiano (anche se i padroni sono tutti in patria in ferie): infatti accanto al Mango Bay Resort c'è un raffinato ristorante Italiano (Giorgio's Table), ma è chiuso e Giorgio è a Firenze, al Rock Cafè si serve cucina locale e piatti Italiani perchè il proprietario (assente) è italiano e anche alcuni arredamenti della nostra casa provengono dall'Italia e ancora nel supermarket principale il latte è esclusivamente Parmalat, ma anche la passata di pomodori (Pomì), i salumi (Parmacotto), la pasta (Barilla); persino alcune esclusive ville private sono di proprietari Italiani che l'affittano ai vip durante l'alta stagione; e di vip quest'isola ne vede tanti, tutti coloro che alle mondanità in stile "Costa Smeralda" preferiscono la discrezione, la pace e la privacy che offre il posto, la possibilità di fare una vita quasi da "comune mortale" lontani dai paparazzi, dai fans, dagli autografi e con qualche guardia del corpo in meno; mi raccontano che Virgin Gorda sono meta di personaggi come Donatella Versace, Tom Cruise e Steven Spielberg, ma leggo, facendo una ricerca per curiosità su Internet appena tornato, anche Robert De Niro, Harrison Ford e Michael Jackson.
Nonostante tutto questo la vita scorre con ritmi lenti a misura d' Homus Caraibicus e la semplicità e la moderatezza governa l'isola.
Il Mango Bay Resort è un complesso di una manciata di ville ed appartamenti in villette bifamigliari e/o a due piani con tagli diversi a seconda delle esigenze; alcune sono direttamente sul mare, altre, più economiche (la mia è costata circa 120 euro al giorno, anno 2007), si trovano nel retro, immerse in un favoloso giardino tropicale ricco di piante ad alto e basso fusto come Ficus e Palme da Cocco, Cactus e moltissimi fiori: dalle enormi chiome dei Flamboyant rosso sangue agli Hibiscus visitati di tanto in tanto da qualche piccolo Colibrì . Quando dico "nel retro" intendo comunque ad una cinquantina di metri dal mare !!! E' prevista la sola formula di pernottamento in quanto non è nè un hotel, nè un resort vero e proprio: quindi è privo di servizi, tranne quelli di pulizia, non c'è un bar e non c'è uno staff: solo pura pace ! Pace ancora più accentuata dalla bassa stagione tanto che in alcuni giorni saremo gli unici "abitanti" del piccolo comprensorio ! (che chiuderà in Settembre per manutenzione straordinaria). Ovviamente è obbligatorio avere un'automobile per poter scendere in paese a fare rifornimento di cibarie da cucinare nell'ampia cucina. La casa è dotata di ogni confort e sicurezze, dal condizionatore in stanza da letto ai ventilatori a pale, da un enorme frigo tipo americano alla dotazione di stoviglie, dall'estintore alle luci di emergenza. Il nostro appartamento (One Bedroom Garden view Suite, grande all'incirca come casa mia ;-) ) è uno dei più "piccoli" ad eccezione di quelli al secondo piano con cucina esterna sul balcone, ed è formato da una camera da letto (comprensiva di culletta da campeggio) con un suggestivo soffitto mansardato di legno, un ampio bagno con doccia e vasca ed un salone con cucina annessa di proporzioni generose corredato di due divani letto e tv satellitare. All'esterno, oltre una seconda doccia mai fredda e la vaschetta per sciacquarsi i piedi dalla sabbia, c'è un ampio patìo coperto dove poter mangiare su un ampio tavolo di legno, rilassarsi su dei lettini in cuoio e vimini oppure semplicemente cuocere una branzino nel barbecue... ma meglio delle parole parlano le foto (cliccare qui) !
Unico piccolo neo, per altro giustificabile dalla stagione estiva, sono le zanzare; a dirla tutta nell'isola non ce ne sono o per lo meno non ne vedo, ma all'interno del nostro appartamento (e appena fuori nel patìo) si, tante !; nonostante le zanzariere, ne entrano parecchie a causa delle pareti scorrevoli di vetro lasciate aperte dalla signora delle pulizie ed i miei fidi diffusori di insetticida a batteria nonchè le piastrine del fornelletto elettrico (110V) pare non facciano effetto, nemmeno se abbinate all'aria condizionata. Poi finalmente la soluzione definitiva, "lapalissiana": una robusta spruzzata di insetticida spray nei punti "giusti" e fine delle zanzare per sempre !
Un'ultima particolarità: non esistono chiavi di casa, nè è possibile chiudersi dall'interno: semplicemente non servono ! :-): non esiste criminalità e tutti si fidano di tutti, tant'è che anche quando dovrò partire, potrò tranquillamente lasciare la jeep noleggiata abbandonata sul molo con le chiavi nel cruscotto anzichè riportarla indietro al noleggiatore.
Nella deserta spiaggia di Mahoe Bay (deserta nel senso che anche quando sono occupate le altre abitazioni difficilmente si intravede qualcuno) abbiamo a disposizione gratuitamente lettini, canoe, cayak, materassini, galleggianti, un'amaca, tavolini, asciugamani e quant'altro può servire per allietare un soggiorno balneare.
Noi ci organizziamo le giornate in questa maniera: la mattina andiamo nelle spiagge più lontane con la jeep, il pomeriggio dopo un pisolino digestivo oppure dopo aver sbrigato faccende del tipo fare la spesa, fare benzina, fare qualche foto panoramica o esplorare un nuovo itinerario, andiamo al mare di fronte casa sino al tramonto ed oltre.
Lo snorkeling da riva, che faccio rigorosamente tutte i pomeriggi, è tra i migliori dell'isola: i fondali, pieni di tane, sono ricchi di coralli non sbiancati, spugne e gorgonie colorate, spirografi, grossi granchi, pesci palla anche di notevoli dimensioni, pesci pappagallo, pesci scatola, pesci trombetta, pesci farfalla, grandi banchi di pesci chirurgo blu ed il resto della "banda" tra cui tartarughe di varie grandezze per niente intimidite dalla presenza umana.
Un giorno una delle tartarughe della zona, di taglia medio-piccola (circa 50 cm di carapace) mi segue come fanno di solito le tartarughe di Virgin Gorda, ma molto più insistemente che altre; allora io dopo aver scattato le foto di rito, mi avvicino lentamente con la mano e da sotto il guscio dolcemente riesco a guidarla verso riva. In pratica si fa letteralmente prendere in mano senza dar segni di nervosismo, senza doverla trattenere a forza, tanto da riuscire a portarla dalle mie figlie che la possono osservarla ed accarezzarla. Poi dopo cinque minuti uno sbattere di pinne mi fa capire che la sua dose di tolleranza è terminata e ringraziandola per la pazienza accordataci la lascio andare alle sue faccende.
Insieme a me vari pellicani pattugliano la zona a caccia di piccoli pesci, talvolta sfiorandomi durante i loro lanci-immersioni !
Il rito pomeridiano: dopo aver snorkellato un'oretta da solo, continuo a farlo insieme a mia figlia Maeva, poi quando il sole incomincia a calare nascondendosi dietro le isolette di fronte alla spaggia: "The Dogs", mia moglie Maria torna a casa insieme a Marika a preparare la cena e fare la doccia ,mentre io e Maeva rimaniamo nelle caldissime e calme acque sino a quando diventa buio pesto !
"The Dogs" sono un gruppo di isole a qualche miglio di distanza dalla costa, nel canale di Sir Francis Drake, di chiara formazione vulcanica (quella in posizione centrale, George, ha proprio la classica forma del cono vulcanico perfetto) e sono famose ai sub per le grotte ed i canali sottomarini dove si riposano gli squali nutrice.
Le spiagge raggiungibili da terra...
Buona parte di Virgin Gorda è circondata dal reef ma solo il litorale a Nord-Ovest/Ovest è realmente balneabile in quanto riparato da barriere coralline "multiple" e dai venti; la parte a Sud-Est/Est, nonostante abbia anch'essa dei lembi di barriera, è sferzata dai rigori dell'Oceano Atlantico con coste spesso prive di spiagge.
Le spiagge a Nord-Ovest sono formate da lunghe mezzelune di sabbia corallina bianca mentre quelle completamente ad Ovest, più corte, oltre alla sabbia accecante sono caratterizzate da grandi massi di granito con un effetto paesaggistico notevole; posso affermare senza esagerare che queste piccole spiagge valgono da sole l'intero viaggio !
In Agosto gli arenili sono praticamente deserti ad eccezione di quelli con i graniti che, più famosi, si riempivano di qualche turista in escursione poco prima dell'ora di pranzo; mi ha colpito anche molto l'orizzonte: totalmente sgombro di imbarcazioni (anche solo di passaggio) ad esclusione di Devils Bay.
Tutte le coste sono considerate un bene pubblico quindi l'accesso è sempre consentito anche quando per farlo bisogna transitare all'interno di un resort o utilizzare una strada privata.
La maggior parte dei nomi delle spiagge sono curiosamente ridondanti tra le Isole Vergini (sia USA che UK).
Se sentite dei rumori nella boscaglia antistante le spiagge, comprese le più sperdute, nessuna paura: si tratta probabilmente di una famigliola di: gallo+gallina+pulcini (oramai inselvatichite in tutta l'isola) oppure di qualche grossa lucertola blu (onnivore, visto che rubano persino i panini vuoti!); non sono presenti invece le iguana come in altre isole dell'arcipelago.
Ogni spiaggia ad esclusione di Little Dix Bay e di quasi tutta Savannah Bay è adatta allo snorkeling vicino riva, in particolar modo consiglio Mahoe Bay e ancor più Long Bay; a questo proposito volevo raccontare un episodio accaduto in quest'ultima baia.
Mentre porto con me Maeva in acque con visibilità prossima allo zero a causa dei fitti banchi di pesce novello (uno spettacolo degno di un documentario televisivo), a pochissima distanza dal bagnasciuga, spunta all'improvviso ad un metro da noi un enorme Tarpon (Megalops atlanticus) di almeno un paio di metri (misurandolo ad occhio: prendendo come riferimento la mia testa e le mie pinne).
Mia figlia si spaventa a morte e vorrebbe scappare...ma una occasione cosi' rara non va sprecata, quindi la trattengo tenendola stretta con la mano, impedendole la fuga. A dire il vero fa impressione anche a me: il Tarpon è un pesce che da adulto raggiunge tranquillamente i due metri e mezzo, dalla pelle metallizzata lucente, molto massiccio, più massiccio di uno squalo e dalla tipica espressione, solo in apparenza, poco rassicurante a causa del taglio obliquo della sua grande bocca. Ci guarda, non è per nulla intimidito e noi guardiamo lui, poi improvvisamente un pellicano si getta in acqua tra noi ed il pesce, anzi sopra il pesce, per catturare qualche avannotto; il tarpon si desta e con la bocca spalancata si mette in verticale,a testa all'insù, come per voler "risucchaire" l'intero uccello, che però scappa goffamente decollando dalla superficie.
Uno schemetto delle spiagge da Nord-Ovest verso Ovest:
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Long Bay. La meno facile da raggiungere. Dalla strada principale che parte da Spanish Town bisogna andare verso Nord; superato il cartello che indica Savannah Bay, continuare sulla strada principale sino ad incontrare sulla sinistra una strada bianca che si arrampica sulla collina con le indicazioni per il Mango Bay Resort; prendere questa strada ma anzichè entrare nel resort bisogna proseguire sulla destra lungo collina nella strada sterrata.
La strada panoramica, che alterna salite a discese, che in corrispondenza di alcune ville private ed un piccolo resort, diventa cementata, poi di nuovo sterrata e così via. Si deve superare Nail Bay. Ad un certo punto la strada punta inesorabilmente verso la montagna (si ricongiungerà alla statale che porta al Nord Sound), bisogna allora lasciarla e scendere sulla sinistra in una strada sconnessa che porta al mare nei pressi di una casa abbandonata. Bisogna entrare con la jeep in qualche metro di vegetazione (ancora sulla sinistra) per arrivare direttamente in spiaggia: vale la pena soprattutto se si fa snorkeling da riva: ottimo fondale che degrada velocemente, molti pesci, tartarughe comprese, soprattutto seguendo gli scogli verso Ovest.
Banchi infiniti di avannotti seguiti da predatori. Super-deserta !!!
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Mahoe Bay. E' la spiaggia del Mango Bay Resort.
Da Spanish Town verso Nord; superato il cartello che indica Savannah Bay, continuare sulla strada principale sino ad incontrare sulla sinistra una strada bianca che si arrampica sulla collina con le indicazioni per il Mango Bay Resort ed il ristornate Giorgio's Table. Si entra liberamente nel resort e si parcheggia alla fine della strada in discesa in un piazzale di cemento.
Un chilometro di spiaggia bianca con alcune ville esclusive nascoste dalla vegetazione.
Ottimo snorkeling, tartarughe comprese, a pochi metri dalla riva oppure seguendo la scogliera verso est.
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Pond Bay. La strada bianca che porta a Pond Bay partendo da quella principale che da Spanish Town va verso il Nord è sbarrata. L'unico modo per arrivarci quindi è a piedi lasciando l'auto in uno dei quattro punti:
1) nella strada principale, nel punto in cui l'isola si restringe nel suo minimo, cioè dove c'è lo sbarramento con dei massi.
2) nella strada bianca prima di entrare nel Mango Bay Resort, quindi seguire sulla sinistra a piedi una stradina che si immerge nella vegetazione fitta.
In tutte e due i casi prima di arrivare in spiaggia si passa per piccolo stagno.
3) presso il parcheggio del Giorgio's Table, poi arrampicarsi sulle rocce e raggiungerla via mare tornando indietro verso ovest.
4) a Savannah Bay, proseguendo via spiaggia, scavalcando poi una serie di rocce verso est.
La spiaggia assomiglia molto all'attigua Savannah Bay quindi tanto vale andare in quest'ultima più agevolmente raggiungibile.
Nella vegetazione che orla la spiaggia ci sono degli ombrelloni di fibra di palma liberi a disposizione.
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Savannah Bay. Percorrendo la strada principale che da Spanish Town va verso Nord, dopo pochi chilometri si arriva in uno dei due punti in cui l'isola si assottiglia. Qui c'è un cartello che indica Savannah Bay, girare a sinistra nella strada bianca. Si parcheggia a pochi metri dall'arenile dove si può occupare uno dei tre ombrelloni fatti di fibra di palma a disposizione di chiunque. In Agosto l'ho trovata deserta: max 2 persone all'ora di punta, quelle della foto a fianco, su circa mezzo chilometro di lunghezza.
-----------------------------------------------------------------------Little Dix Bay. Da Spanish Town ci sono delle traverse che portano verso la Little Dix Bay. Attenzione a non prendere quella super dissestata che dal porto va verso la collina perchè alla fine, dopo molto, è sbarrata !
Consiglio di seguire dal porto (The Valley) la strada verso "Crab Hill" e poi girare a sinistra dove c'è il cartello (quando ci sono andato io era caduto a terra) "Little Dix Street".
Per accedere alla spiaggia bisogna entrare nell'unico luogo di "relativa" mondanità: il Little Dix Bay Resort, un lussuoso resort costruito negli anni sessanta da Rockefeller, meta ideale per gli statici italiani in viaggio di nozze. All'entrata c'è un cancello con una guardia armata che gentilissima, una volta appurato che non siamo clienti del resort, ci farà entrare e parcheggiare nel vicino parcheggio taxi e visitatori.
A due passi c'è una lunga spiaggia bianca, poco frequentata, orlata di cocchi, ma troppo "civilizzata" per i miei gusti, leggi: ombrelloni e sdraio affittabili (ma noi ci siamo messi comodamente sulla sabbia con i nostri asciugamani senza che nessuno dello staff ci proponesse l'affitto).
La struttura è anche un polo di attrazione per gli abitanti dell'isola in quanto possiede un ristorante alla carta e a buffet (il buffet è un solo giorno solo alla settimana) a disposizione anche degli esterni e vari campi da tennis prenotabili.
Il mare cristallino non ha coralli, nè rocce (solo sabbia) ed è quindi inadatto allo snorkeling; le uniche forme di vita avvistate nei pressi di una piattaforma galleggiante sono state un grande barracuda ed un timido pesce vacca.
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Trunk Bay. Partendo da Spanish Town, andando verso Ovest, meno di un chilometro dopo la rotatoria di fronte al Rock Cafè, è la prima spiaggia raggiungibile via terra di tipo granitico. Trunk Bay (da non scambiare con Trunk Bay a St.John) ha alle spalle alcune ville private ed è raggiungibile a piedi solo da Spring Bay passando via mare oppure arrampicandosi sulle rocce in direzione Nord;
Per la non facilissima accessibilità è deserta.
La sabbia è bianca corallina, nonostante le rocce granitiche siano scure, di chiara origine vulcanica.
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Spring Bay. Secondo me è la spiaggia più bella dell'isola. Non che Devils Bay sia meno affascinante ma quest'ultima, avendo l'accesso ai suggestivi "The Baths", è ovviamente più frequentata.
Spring Bay si raggiunge da Spanish Town seguendo la strada che va verso Ovest (superando a sinistra la rotatoria di fronte al Rock Cafè); una volta trovato il cartello che la indica girare a destra sulla strada bianca e parcheggiare dopo poco nel piazzale sterrato, accanto ai grandi cactus a canne d'organo. Dal parcheggio, attiguo ad una villa privata, parte un viottolo percorribile a piedi (5 minuti) che, dopo aver superato un paio di altalene di catene e pneumatici, arriva in spiaggia.
Sabbia bianca e massi spettacolari di granito con incastonate delle palme da cocco. Per chi è stato alle Seychelles e, più precisamente all'isola di La Digue nella spiaggia ripresa da molti spot pubblicitari di Anse Source D'Argent, troverà molte similitudini...solo che a Virgin Gorda in questa stagione il mare è più calmo e cristallino.
Un discreto snorkeling con grandi banchi di pesci chirurgo blu e tartarughe; il mare dopo una decina di metri sprofonda abbastanza in fretta tra le grandi rocce.
La spiaggia è generalmente deserta il mattino presto: le uniche persone incontrate sono state una coppia di giovani fidanzati locali che dopo una bella fumata di "Ganja", si sono buttati in acqua, "appartandosi" in una delle calette e poi sorridenti (e ci credo !!!) sono andati via salutandoci. Verso la tarda mattinata (after 11.00) la spiaggia invece si anima con qualche turista portato via mare in escursione (con relativi ombrelloni) e con un posticcio luogo di ristoro arrangiato tra panche e tavoli messi a disposizione all'entrata.
Basta però superare una curva dell'arenile per trovare l'altro pezzo di spiaggia completamente vuoto.
Una "dritta" per essere soli nelle due spiagge più frequentate (Spring e Devils Bay) è andare di domenica: il giorno è sacro e persino le attività locali legate al turismo come le escursioni sono interrotte.
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Devils Bay. La strada che da Spanish Town va verso Ovest finisce direttamente in uno spiazzale con parcheggio e minirotatoria, un ristorantino informale (Top of the Baths) ed una casupola di legno che funge da cassa per entrare a Devils Bay e relativi "The Baths" ("i bagni"); ovviamente la cassa ha orari "caraibici" tant'è che andando comodamente in spiaggia alle 8,30 non l'ho mai trovata aperta ! Per raggiungere la spiaggia bisogna percorrere un viottolo a piedi che in alcuni tratti è piuttosto tortuoso e sdrucciolevole !
Una volta arrivati sulla sinistra c'è l'entrata ai "The Baths" mentre sulla destra c'è la spiaggia dei "diavoli". Poco prima di entrare in spiaggia, nella boscaglia, ci sono una serie di servizi gratuiti come bagni "puliti" e cassette di sicurezza, mentre un modesto beach-bar di legno gestito da un rasta permette di poter acquistare una bibita o gustare seduti un rhuml e mangiare del fish & chips.
Il posto è incantevole, superiore ad ogni aspettativa, simile (come Spring Bay), se non migliore, alla spiaggia Seychellese ma per questo è il posto preferito dai proprietari dei piccoli yacht che attraccano a largo che poi, con i gommoni ,si avvicinano alla spiaggia legandoli alla corda fissata a qualche decina di metri dalla battigia oltre la quale non dovrebbero andare.
Vicino al bar una signora vende qualche maglietta su un banchetto...sempre tutto questo (dalle barche all'olezzo di fritto) after 11.00 e mai di domenica... chi come me va presto non trova nessuno e soprattutto prende i posti migliori all'ombra di una pianta !
Snorkeling piacevole, anche se non eccelso, tra i massi. Divertente perdersi nei stretti corridoi formati dalle rocce affioranti facendo attenzione quando si va in apnea a non finire incastrati in qualche anfratto o sbattere la testa in una cavità sottomarina.
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The Bath:
Nella parte più a Ovest di Devils Bay un cartello indica l'entrata della grotte (cave) di "The Bath". In realtà non si tratta di grotte vere e proprie, ma di una serie di enormi massi di granito che, scagliati milioni di anni fa dalla furia di uno dei tanti vulcani della zona, hanno creato un suggestivo labirinto di corridoi, stanze buie e zone semi all'aperto nel quale il mare entra a formare piscine e fiumiciattoli.
L'entrata è angusta, un buco nel quale bisogna abbassarsi per passare, ma poi tutto è molto grande e non presenta nessun problema nemmeno ai più claustrofobici. La prima sala è qualcosa di emozionante: una spiaggetta all'asciutto che degrada lentamente in un androne di acqua trasparente che mano mano raggiunge una profondità di circa un metro; il tutto tra due pareti di roccia che formano un tetto spiovente nel quale filtra da una apertura nel soffitto un raggio di sole: non c'è nessuno e l'unico suono è quello un pò mistico del mare che s'infrange tentando di penetrare da qualche feritoia tra i graniti; l'effetto dei riflessi dell'acqua che si specchiano nelle buie volte completano la magia del luogo.
C'è un percorso ufficiale, con scalette di legno ed una robusta corda di aiuto nei passaggi più difficili (consiglio vivamente di andare scalzi per non scivolare sulle rocce, tanto non c'è nulla di appuntito o tagliente) che si fa in un quarto d'ora o poco più ma avendo tempo (io e Maeva ci siamo divertiti in sacco di volte) è bello perdersi nel labirinto scovando tutti gli anfratti, i corridoi più stretti, i percorsi ciechi e più bui, i tratti che con l'alta marea si fanno a nuoto, magari con una macchinetta fotografica impermeabile per fare (come ho fatto) un reportage completo.
Una dritta: nei The Baths la temperatura è sempre fresca, quindi in caso di caldo eccessivo oppure di acquazzone improvviso (che per fortuna non mi è capitato) può essere un'idea entrarvi e stendere magari un telo-mare o due (di più non entrano) nella prima "stanza" dotata di una mini-spiaggetta.
Spanish Town:
Abituato alle caotiche cittadine delle isole Vergini Americane come Charlotte Amalie e Cruz Bay mi aspetto qualcosa di simile anche a Virgin Gorda, tant'è che volutamente non ho comprato i regalini di rito da riportare in patria per rimandare gli acquisti ad un ipotetico mercatino locale del capoluogo Spanish Town. Il primo giorno sbarco a The Valley, il porto, o meglio dovrei dire il molo, di Virgin Gorda dove attraccano i piccoli traghetti di linea e dove c'è una pseudo-dogana e, come raccontato sopra, mi reco dal noleggiatore passando per la strada principale dove scorgo solo poche casette di legno. Il giorno seguente, verso la tarda mattinata, percorro in lungo ed in largo la via che passa dove, secondo la cartina, ci dovrebbe essere Spanish Town, ma a parte qualche sporadico locale, un porticciolo turistico, una farmacia e una piccola struttura chiusa della Croce Rossa non trovo nulla, non vedo quartieri, condomini, ville, attività commerciali di rilievo come meccanici, negozi di abbigliamento...neanche un semplice gommista...non vedo nulla e quel poco che scorgo sembra chiuso, disabitato: evidentemente, epnso, ho sbagliato strada. La sorpresa arriva quando chiedo a Gino: "dovè Spanish Town ?" e lui: "ma ci sei passato dentro, hai presente il porticciolo con il parcheggio ? beh! quello era il centro !" In effetti tutta l'isola, che poi non è così piccola, fa meno di 2000 abitanti e una buona metà vive al Nord (Nord Sound) dove attraccano un buon numero di barche turistiche e dove le spiagge non sono per nulla belle oltre che raggiungibili in buona parte solo via mare (quindi distanti anni luce dalla mia vacanza). Dunque Spanish Town, il capoluogo, si riassume in poche centinaia di metri di strada con qualche ristorante , alcuni chiusi per la bassa stagione, con un unico centro: Yacht Harbour dove si concentrano le maggiori attività della zona: porto turistico, dove attraccano piccoli panfili privati battenti bandiera nera con teschio piratesco, supermarket con prezzi calmierati dal fatto che oltre ai ricchi diportisti vengono a spendere anche i locali (essendo il più relativamente fornito dell'isola), rimessaggio, bar, banca con ATM, negozietto di souvenir, rivendita di alcolici fornita di ogni rhum Caraibico compreso il rhum locale, il Pusser's (il rhum ufficiale della Marina Britannica), cabine telefoniche, taxi...tutto in una manciata di decine di metri divise tra banchine, parcheggio e un piccolo portico.
La "periferia" di Spanish Town è formata da poche altre case e ville private, un paio di modesti hotel, un paio di supermercati (uno meno fornito, il Rosy's ed un'altro con rivendita solo all'ingrosso), alcune chiese relative alle diverse confessioni religiose, un negozio di casalinghi, una scuola elementare, una Nursery-Clinic, il piccolo aeroporto (che vede ben pochi voli a settimana) ed il desalinizzatore principale.
Nessun mercatino, nessuna bancarella, nessun ambulante.
La vita scorre con altri ritmi e con altre priorità e per le esigenze non primarie bisogna rivolgersi altrove.
Ad esempio la Nursery-Clinic non è, come pensavo, la clinica dove si partorisce, ma solo la clinica dove si fanno i controlli pre-parto, poi si partorisce prendendo un traghetto o un water-taxi a Tortòla. Le scuole sono solo elementari, per le medie o le superiori si prende la mattina il traghetto per Tortòla, per l'università ci si trasferisce a Barbados o in Jamaica. Se si vuole acquistare un capo d'abbigliamento o fare un'analisi medica o andare in ospedale si va a Tortòla, se si vuole un bel televisore si va a Tortòla, quando non addirittura, per qualcosa di più specialistico, non si va a St.Thomas nelle Vergini Americane. Anche i rifornimenti alimentari sono provenienti da ogni parte del mondo (salumi e latti uht Italiani, acqua oligominerale Fijana, latte fresco da St.Thomas, carne dagli Stati Uniti e così via...) mentre l'acqua che esce dai rubinetti, potabile, è tutta desanilizzata sull'isola, cioè proveniente dal mare e filtrata con apposite resine, sia prodotta con desalinizzatori privati (come al Mango Bay Resort) che proveniente via conduttura o via camion-cisterna dal desalinizzatore principale.
Il resto dell'isola:
Tolte le spiagge meravigliose descritte, resta solo da fare un giro di mezza giornata per esplorare il resto dell'isola.
La strada cementata, che va verso l'aeroporto, finisce a Sud, dopo una grande villa coloniale, a Copper Mine Point, dove ci sono le uniche rovine importanti dell'isola: in un promontorio battuto dai venti si scorge la ciminiera ed i locali semidiroccati dell'antica miniera di rame dell'isola utilizzata prima ancora dell'arrivo dei bianchi e rimasta attiva sino al 20° secolo quando il crollo mondiale dei prezzi del rame la rese poco conveniente da sfruttare.
Andando verso Nord, superando quindi il bivio per il Mango Bay Resort, restando sulla strada principale asfaltata si sale verso Gorda Peak (414 metri), il punto più alto dell'isola dove poter scattare da alcuni punti panoramici attrezzati (in pratica un paio di balconi di legno) delle foto suggestive. In questa zona gli amanti del trekking potranno inoltrarsi nei percorsi segnalati del Parco Nazionale.
Continuando sulla strada che, tra curve e salite/discese mozzafiato, regala emozioni soprattutto incrociando qualche grosso autocarro, si arriva in un altro mondo, molto diverso da quello della parte più a Ovest, pieno di piccoli localini di legno dove bere birra o mangiare un boccone, piccoli attracchi ed isolette (come Saba Rock, vedi la webcam) attrezzate per il diporto: è il Nord Sound. Per chi non possiede un' imbarcazione questa zona ha scarsa importanza in quanto non ci sono spiagge degne di quelle precedentemente visitate ed inoltre la strada finisce a Leverick Bay (dove c'è un resort), il resto del Nord-Est dell'isola, più di un terzo della sua lunghezza, è raggiungibile solo via mare.
E Tortòla ?
Prima di partire avevo intenzione di visitare anche Tortòla, dove si trova la capitale delle Isole Vergini Britanniche, ma dopo aver appreso sia da letture, che dagli abitanti di Virgin Gorda, che non è un granchè come spiagge e natura (troppo antropizzata) e poichè il car-ferry non esiste (la compagnia è fallita da anni) e per visitarla rimane solo il ferry-passeggeri abbinato ad un taxi, rinuncio.
Inoltre il coloratissimo e fantastico carnevale che si svolge a Tortòla (con tanto di elezione di Miss BVI), della durata di vari giorni, è terminato purtroppo il giorno in cui sono arrivato alle Vergini Britanniche :-(
I locali dove mangiare:
Non sono il più indicato a descriverli poichè in genere quando viaggio (per motivi economici e non di gusto) cerco di arrangiarmi il più possibile con il cibo cucinato da noi e questo è valso soprattutto a Virgin Gorda in quanto avevo a disposizione una cucina ben attrezzata e della buona carne, pesce e frutta tropicale da acquistare al supermarket.
Tuttavia ho fatto delle eccezioni. Considerando che molti locali erano chiusi per la bassa stagione (di Domenica a pranzo poi ne ho trovato aperto solo uno, il Fisher Cove) consiglio di andare la sera al Rock Cafè, dove gustare le famose aragoste di Anegata (l'unica isola non vulcanica, un atollo corallino, delle Isole Vergini Britanniche, a Nord di Virgin Gorda) mangiando o internamente in un ambiente elegante frequentato in Agosto soprattutto dai locali, tra divani, piano bar e bancone dove i cocktail a base di rhum si susseguono in una interminabile sequenza oppure nel patìo esterno tra la vegetazione, le tonde rocce granitiche ed una cascatella.
Il più formale e (relativamente) lussuoso è invece il Chez Bambo all'inizio di Spanish Town ma non l'ho testato personalmente.
Un'altro locale (a pranzo tutto per noi: siamo stati gli unici clienti !) molto suggestivo soprattutto di giorno è il Fisher Cove, un ristorante, hotel, nonchè parco giochi per i bimbi, dai prezzi abbastanza buoni in un ambiente informale. Suggestivo perchè si mangia in un'ampia terrazza che si affaccia in un mare blu intenso, dove poter gustare vari piatti Creoli veramente speciali come i gamberoni fritti nella pastella di cocco ! slurp ! ...il tutto accompagnato come sempre da una glaciale Piña Colada !
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