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JERSEY, GRAN BRETAGNA

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La "grande" del Canale

di Cichicichi Contatta l'autore

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La nostra momentanea residenza a Bruxelles ci ha fatto apparire “fattibile” un “salto” all’isola di Jersey, nel Canale della Manica.
L’organizzazione del soggiorno si è rivelata un tantino laboriosa: per trovare il fast ferry con orari comodi (ma mica poi tanto!) e prezzi più ragionevoli; l’albergo che ‘accettasse’ i bambini (quasi alla stregua degli animali domestici) e disponesse di piscina e altri eventuali diletti rigorosamente al coperto per occupare il tempo in caso di pioggia, vista la latitudine.
E, finalmente, si parte! Prima tappa, St. Malo, punto di partenza dei traghetti diretti alle Isole del Canale, utile per trascorrere la notte, ma, soprattutto per visitare il suo acquario e far rimpinzare noi adulti di ostriche ottime e a buon mercato. Nell’acquario l'entusiasmo dei bimbi è grande per gli 8 squali, che nuotano in una grande vasca circolare insieme a 4 tartarughe; per i pesci e le altre creature marine che abitano i vari mari dai più freddi a quelli tropicali (tra cui una piovra e una aragosta di 5 chili, che il papà avrebbe volentieri gustato a tavola…); per il viaggio in un vero sottomarino, il Nautibus, che ci ha fatto provare la sensazione di una vera immersione nelle profondità dell’oceano; per l’emozione di potere non solo guardare i pesci ma anche di potere toccare razze e altre specie atlantiche nel bacino riservato a questa attività. Esaurita la visita all’acquario abbiamo fatto una passeggiata sui bastioni della città, per la seconda volta (avevamo già visitato S. Malo in un'altra occasione), per godere del bellissimo paesaggio sulla baia, da una parte, e sulle belle costruzioni verso l’interno della città. Anche questa volta non abbiamo potuto visitare il Fort National, perché accessibile solo con la bassa marea (magari ci troveremo qui una terza volta…). Giretto su Le petit train de Saint-Malo per concludere la bella giornata sulla costa bretone. Dopo la cena a base di gamberi e salmone per i piccoli, di ostriche e champagne per i grandi, siamo andati a nanna. Al mattino presto imbarco per raggiungere la nostra destinazione finale: Jersey. La navigazione (con Condor Ferries) attraverso un mare solo apparentemente piatto, in realtà inanellato di onde mosse da un vento umido, ci ha fatto temere sull’esito positivo della nostra vacanza. Lo sbarco con cambio di fuso orario e di marcia ci ha spaventati e quasi fatti pentire della scelta fatta! Ma il passare delle ore dedicate alla prima esplorazione dei dintorni del nostro hotel ci ha riappacificati con Jersey. Morale: ci siamo trovati dinanzi a rocce ripide e scoscese che precipitano senza preavviso nel fragore delle onde, montagne di acqua che si spezzano e addolciscono in baie bassissime e profonde di cipriosa sabbia dorata; prati verdissimi macchiati dal rossiccio della tipica mucca di Jersey che vi pascola indisturbata (e a cui è dedicata una statua nel centro della capitale); villette basse a tinte pastello, circondate da giardini amorevolmente curati e prodighi dei fiori più vari e colorati. Il tempo è stato complessivamente bello e caldo: un paio di giorni c’è stata pioggia e nebbia ma abbiamo trovato da fare ugualmente. Ottima la scelta dell’albergo: il Bergerac Hotel con piscina coperta, angolo giochi per bambini, sauna, beauty saloon in cui abbiamo consumato anche tutte le nostre cene (per i piccoli è previsto un menu speciale veramente buono oltre che bello da vedere). A poca distanza, scendendo stretti scalini attraverso un bel boschetto, si apre una piccola conca di sabbia dorata di fronte alla quale si trova un isolotto con la torre rotonda di Janvrin’s Tomb, raggiungibile con la bassa marea, dove abbiamo fatto i nostri giochi da spiaggia.
Numerose le attrazioni di questo lembo di terra, orgogliosa del suo governo indipendente dal sapore antico. Non lontano dall’albergo, verso la capitale, è aperta alle visite una buffa casa con annesso giardino completamente decorati di conchiglie: animali, santi, nanetti, sirene tutto adorno delle conchiglie che si trovano sulle spiagge di Jersey.
Per le strade della capitale, St. Hélier, l’unico grosso centro (nel resto dell’isola ci sono infatti solo graziosi villaggi di campagna o borghi marinari) si passeggia attraverso banche, negozi eleganti, pub e numerosi giardini pubblici. Con il classico trenino turistico si ha una bella visione di insieme. Non abbiamo mancato la visita al Marittime Museum & Occupation Tapestry Gallery: il primo è un eccitante museo marittimo in cui conoscere, tra le altre cose, le onde, il movimento delle maree, la vita dei naviganti; il secondo racconta la vita di Jersey durante la seconda guerra mondiale attraverso 12 coloratissimi pannelli ricamati dalla comunità locale. Interessante il Central Market coloratissimo, ricco di bancarelle con fiori di ogni tipo e frutta. The Waterfront Centre offre numerose occasioni di svago con cinema, ristoranti, bar e piscine. Il balletto dell’alta e bassa marea scherza ogni sei ore con le coste dell’isola, aprendo o chiudendo varchi inaspettati: una buffa barca anfibio, il Puddle ducks, risparmia a turisti pigri o con bimbi (come nel nostro caso) una lunga passeggiata o nuotata, a seconda del momento, per raggiungere il St. Elisabeth Castle che ha difeso l’isola per più di 300 anni. Un altro castello molto interessante è il Mont Orgueil, sulla baia di Gorey, costruito a difesa contro i francesi, in cui sono previste rappresentazioni in costume. Non lontano da qui, abbiamo visitato Hamptonne Country Life Museum, ricostruzione di fattorie, giardini, colture e allevamenti della vita ai tempi della Guerra Civile Inglese, con personaggi in costume che raccontano cosa facevano e come gli abitanti della zona vivevano.
Immancabile la visita allo zoo di Jersey, “that’s not a zoo”. Indimenticabili i colori di Jersey e il profumo di mare ovunque presente. E, cosa che ci ha fatto sentire quasi Robinson Crusoe, a cosí breve distanza da casa, condizione rarissima per noi italiani in ogni dove nel mondo, il sentire la meraviglia e la curiosità per la nostra nazionalità, evidentemente inusuale per le vie di questa sorprendente Jersey.

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