Cosa Dal
Dove Al Opzioni di ricerca

Edimburgo Dove dormire

DIVERTIMENTO IN EDIMBURGO

Scopri i locali e le associazioni in Edimburgo:

ATTIVITA' COMMERCIALI IN EDIMBURGO

Scopri le agenzie immobiliari, i tour operator e le agenzie viaggio in Edimburgo:

Guide Turistiche

Utili a trovare informazioni per organizzare le tue vacanze

  • Guida Mayrhofen
    • Una delle più belle valli del Tirolo, in Austria, al cospetto della grandiosa catena delle Zillertaler Alpen – ovvero le Alpi Aurine – culminanti nei 3510 metri del Hochfeiler – cioè il Gran Pilastro – in un’invidiabile sintesi di tutte le bellezze e... >>>
  • Guida Masio, uno splendido angolo di monferrato
    • Masio sorge sulla sponda destra del fiume Tanaro, in provincia di Alessandria, al confine con la provincia di Asti. Il paese si sviluppa sulle prime colline del Basso Monferrato, affacciate sulla Valle del Tanaro: uno splendido punto panoramico, così... >>>
  • Guida Marotta
    • Lontano dalle folle di altre località balneari della Riviera Adriatica, Marotta offre al turista la sua incantevole spiaggia sabbiosa e la sua tranquillità, nel solco di una secolare tradizione marinara. Una località ideale per le famiglie, nella più... >>>
  • Guida Roisan
    • La località di Roisan sorge a 870 metri di altitudine e a soli 7 chilometri da Aosta. Immersa tra vigneti e frutteti, vanta una spettacolare vista panoramica sul capoluogo valdostano, ma altresì sul Monte Emilius e sul Grand Combin. L'allevamento e l... >>>
  • Guida Lione
    • L’antica capitale della Gallia, tra le più importanti città dell’Impero Romano, può vantare un centro storico di grandissimo interesse, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. In una coreografica posizione naturale, alla confluenza dei fiumi ... >>>

EDIMBURGO, GRAN BRETAGNA

COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI

INVIA LA TUA GUIDA

Sei già registrato? Accedi al pannello di controllo e invia il tuo racconto,
altrimenti iscriviti qui:
la registrazione è del tutto gratuita!

ITINERARI DI VIAGGIO

ULTIMI 5 RACCONTI INSERITI

OFFERTE IN PRIMO PIANO

Per una panoramica completa sulle migliori offerte turistico alberghiere effettua una ricerca nella pagina dove presentiamo tutte le offerte speciali

Diario di Scozia

di agdagagdag Contatta l'autore

VOTA IL RACCONTO!
Se hai trovato il racconto interessante e di tuo gradimento lascia il tuo voto

 Dimensione Guida Dimensioni del testo piccole Dimensioni del testo medie Dimensioni del testo grandi


Venerdì 04 Maggio - ore 15:10 - Cuneo
Dopo 3 mesi di siccità e di previsioni catastrofiche sulla veniente estate italiana, ha deciso di piovere proprio a Maggio. Questo non ci rovina i piani, ma sicuramente ce li complica: attraversare le Alpi, si sa, non è una passeggiata.
E ora passiamo alle presentazioni:
Danilo (22), chi vi scrive, e Lorena (21) che sta finendo di prepararsi.
Stefano (23) e Naomi (25) che si stanno occupando di ritirare il camper che abbiamo noleggiato da Skyrent a Carmagnola.
Prima tappa: Sommariva del Bosco, dove caricheranno il mezzo con i loro effetti personali.
Seconda tappa: Cuneo, dove noialtri provvederemo a riempire il camper con quel che ci compete (speriamo che ci stia tutto perché è solo un 4 posti!!).
Prepariamo da mesi questo viaggio e ora, finalmente, il giorno della partenza è arrivato. Non ci resta che goderci questo viaggio nonostante le difficoltà che presenterà.
La prima di queste è l’attraversamento delle Alpi; dato che siamo a Cuneo si è deciso di evitare il Frejus (con le sue tariffe elevate) ma di passare dal Colle della Maddalena. Pioggia a bassa quota significa neve più su, ma i Carabinieri di Pietraporzio (a cui ho telefonato stamattina) dicono che, nonostante il nevischio, la strada è pulita. Mio suocero Sergio, quale autoctono esperto delle valli cuneesi, ci ha suggerito di percorrerlo con la luce del giorno: la montagna diventa pericolosa col buio.
Appena arriveranno Stefano e Naomi caricheremo e partiremo: l’obiettivo è scendere dalle montagne francesi entro sera. Poi ci fermeremo per una cena veloce a base di focaccia, dopodiché via di nuovo verso Calais.

Partenza da Cuneo - ore 17:34 - km 0

Sabato 05 Maggio - ore 10:20 - Nei pressi di Reims

Siamo sulla A26 che diventerà A4 e poi di nuovo A26: certo che sono strane ste autostrade francesi; strane ma ampie e scorrevoli, complimenti! Tra l’altro è da Lyon che non paghiamo pedaggi: se continua così fino a Calais chissà quanto sborseremo in una volta sola. Nel breve tratto tra Grenoble e Lyon (cca 100 km) ci sono partiti sui 15 €…
Comunque ho un po’ da raccontare su quel che è successo nelle ultime 17 ore. Allora, vediamo un po’…
Partenza in ottimo orario, verso le 17:30; abbiamo perso qualche minuti perché quelli della Skyrent si erano dimenticati di chiudere il rubinetto d’emergenza dell’acqua che scatta quando la temperatura è bassa da far gelare i tubi. Comunque, niente di grave: telefonatina, spiegazione in diretta e problema risolto.
Stefano, che ormai è entrato in simbiosi col camper, si rimette al volante. Io mi procuro le mappe e mi immergo nel ruolo del navigatore (per la precisione Ste ha portato il palmare col GPS; il TomTom installato, però, per ora lo facciamo riposare – il buon vecchio cervello, finché funziona bene, lo vogliamo sfruttare). Le ragazze, finito di sistemare le ultime cianfrusaglie, iniziano i loro interminabili discorsi. Io e Ste suggeriamo loro di non terminarli tutti entro sera, dato che ci sono altri 16 giorni di viaggio.
Ci dirigiamo verso il Colle della Maddalena; la pioggia ci accompagna imperterrita, anche se non è troppo forte. Man mano che si sale la strada si restringe e incrociare i tir rende più avvincente il tragitto. Entro un’oretta e mezza raggiungiamo la vetta: la strada è pulita ma bagnata, a lato troviamo neve in quantità e i tornanti si fanno stretti e ripidi, ma Stefano è inarrestabile. Come il Pantani dei tempi migliori si divora la salita, conquista il Gran Premio della Montagna e affronta in scioltezza la discesa dal versante francesa. Io, Lory e Naomi, nel frattempo, facciamo finta di fidarci ciecamente di lui.
Più tardi ci fermiamo per la cena veloce a Gap, considerandola la fine della zona montuosa. Con questo in mente e convinti che, dopo la breve salita davanti a noi, ci attenda una discesa agevole e una sconfinata pianura, mi accingo alla guida del camper per la prima volta nella mia vita.
Come esordio non è disastroso, ma quasi. Non finiamo giù per i dirupi, ma quasi. Non gratto le marce ogni volta, ma quasi. Non sudo sangue, ma quasi. Ovviamente anche gli altri sono in apprensione, soprattutto Ste, che comunque finge di mantenere la calma, dandomi consigli a tempo di musica. Sono i 60 km più brutti della mia vita, dato che la difficoltà non è dovuta totalmente alla mia inettitudine, ma il problema è che le strade si inerpicano su e giù per le montagne subalpine, con salite ripide, tornanti e discese infide. Il tutto farcito da un buio ingannevole e, a tratti, pauroso. A La Mure decidiamo di fare cambio alla guida, anche per recuperare un po’ di tempo, dato che la mia andatura inesperta ha un po’ penalizzato le ottime tempistiche conquistate precedentemente. A quel punto dichiaro pubblicamente le mie scuse per aver insistito a passare dal Colle: il Frejus sarebbe stato molto probabilmente meno traumatico.
Comunque, la notte è inoltrata e le ragazze mezze esauste cercano di dormire sedute nella dinette, ma l’impresa è ardua. Poverine!!
Stefano regge bene nonostante l’orario e ci porta sani e salvi fino ad un’area di sosta sull’autostrada, dopo Lyon. Io sono mezzo morto, Stefano si rende conto di non essere concentratissimo e allora si decide di fermarsi a riposare un’oretta. Sono le 2:20 del mattino. Prepariamo i letti dopo una breve passeggiata e ci si butta esanimi sui “materassi”.
Apro gli occhi all’improvviso, guardo l’orologio: sono le 5:55!! Massì! Meglio così! Un po’ di riposo in più non guasta…Chiamo Stefano, ci ricomponiamo e ripartiamo.
Mi metto alla guida convinto, anche perché al mattino sono bello carico, mentre Ste ha i suoi tempi di ripresa. Oggi è tutta un’altra cosa!! Entro breve entro in simbiosi col “mezzo” e l’autostrada mi infonde coraggio: bella, diritta e spaziosa, anche se ancora sotto la pioggia. Le ore passano e il tempo alterna pioggia decisa a sprazzi di cielo sereno. Dopo 330 km, un paio di soste e un pieno di gasolio, Stefano mi da il cambio alla guida e così ho la possibilità di scrivere questa pagina e mezza di squadernino, mentre ascoltiamo i cd mp3 che ci siamo diligentemente preparati per il viaggio e mentre con Stefano discorro dell’impatto della civiltà sul paesaggio rurale francese.
Bene…nel frattempo abbiamo passato il casello di Reims (€50 circa da Lyon) e siamo a 200 km da Calais. Il programma avanza senza intoppi (non parliamo troppo presto)! Il tempo è notevolmente migliorato: c’è il Sole!! Evviva!! E’ mezzogiorno…

Calais - ore 16:00

Avevo parlato troppo presto!!!
Ora ci troviamo sul traghetto della P&O Ferries che ci porterà a Dover, ma fino ad un’oretta fa eravamo nell’Ufficio Immigrazione del Regno Unito e per un pelo non ci saremmo imbarcati.
Ma comincio dall’inizio…
Arrivare al Car Ferry di Calais è semplicissimo: basta seguire la strada principale che è la naturale prosecuzione dell’autostrada – a proposito, Reims-Calais € 28 – e si giunge dritto dritto alla zona di imbarco.
Comunque io e Ste scendiamo e, con quel che resta del nostro inglese, compriamo un biglietto della P&O per 4 adulti e un camper: € 158!! Torniamo e riferiamo alle ragazze; ci aspettavamo un po’ di meno, ma ci dobbiamo adeguare, non c’è molto da fare. Mentre siamo in coda, aprono un altro ingresso e ci precipitiamo convinti di accelerare le pratiche (secondo il tipo che ci ha venduto il biglietto, il traghetto partirà alle 16:10 mentre in realtà sul biglietto c’è scritto 15:50 e la nave è partita alle 16:00) e ignari del pastrocchio che ci aspetta.
Introduco il misfatto: circa una settimana fa, dopo essere tornato dal servizio, mi accorgo che il numero di carta d’identità della prima facciata è un po’ sbiadito, così ho la “buona” idea di ripassare con la penna alcuni caratteri, copiandoli dall’ultima facciata dove invece tutta la scritta è chiarissima.
Ora torniamo a Calais: dopo aver esaminato con successo le carte d’identità di Ste, Nao e Lory, la signorina al casello corruccia la fronte davanti alla mia carta e chiude lo sportellino. Vi lascio immaginare gli sguardi e le battute che iniziano a girare all’interno del camper. Qualche minuto dopo la signorina rende palese il suo dubbio e ci invita ad accostarci in un luogo che Lorena tradurrà come “dietro la ‘silver car’”, ovvero la macchina grigia. Ormai è evidente che quel mio accorgimento non era piaciuto alla polizia inglese di confine.
Ci accomodiamo nel suddetto ufficio e aspettiamo che qualcuno ci dica qualcosa o che mi permettano di spiegare, dato che non mi è stata data ancora la possibilità. Con la mente comincio a vedere sfumare la tanto agognata vacanza. Sapere che non solo io, ma anche gli altri 3 potrebbero veder infrangersi il sogno di arrivare in Scozia mi irrita, innervosisce e impaurisce.
Dopo una mezz’oretta d’agonia un ufficiale grassottello sulla cinquantina mi spiega molto gentilmente che la mia carta d’identità sembra contraffatta, ma che hanno appurato che non ci sono problemi (dopo avermi chiesto la patente e dopo aver compilato e firmato un modulino). Mi consiglia vivamente di cambiarla il prima possibile e di goderci il viaggio in Inghilterra, spiegandoci che nei prossimi giorni il tempo dovrebbe migliorare (almeno così dice di aver capito Lorena). Gli chiedo un attestato del fatto che posso girare liberamente nell’UK, ma mi dice che non può farmelo. Usciamo dall’ufficio sollevati, ma quest’esperienza si è abbattuta come un macigno sul mio collo e penso che mi perseguiterà per tutto il viaggio, sperando di non ripetere questa trafila anche al ritorno.
Dopo gli opportuni controlli al camper ci mettiamo in coda, aspettiamo un’altra mezz’oretta e carichiamo il veicolo sul traghetto. Cerchiamo un posto a sedere in quella che secondo Stefano dovrebbe essere la prua in modo da ammirare le scogliere di Dover (e che invece si rivelerà la poppa) e ascoltiamo i i primi messaggi audio per i passeggeri. Dopo aver fatto qualche foto per passare il tempo, Lory, Nao e Ste appoggiano la testa al sedile e provano ad appisolarsi, mentre io mi sfogo su questo foglio.

Arrivo nei pressi di York - ore 01:00 - km 1626

Domenica 06 Maggio - ore 19:00 - Tra York e Newcastle (A1)

Ed eccoci ancora in viaggio, questo però dovrebbe essere l’ultimo in direzione Scozia. Siamo partiti da York diretti verso gli Scottish Borders ma prima abbiamo fatto una capatina al Castle Howard, poche miglia fuori da York, vicino a Malton. Quando siamo arrivati purtroppo era già chiuso ed erano solo le 17:20! Da queste parti si va a dormire con le galline a quanto pare…
Comunque, dato che Ste e Nao non ne avevano molta voglia, ci siamo intrufolati solo io e Lory. Mi aspettavo che fosse una bella residenza, ma non così tanto; e dire che non siamo neanche entrati negli edifici!! Siamo rimasti totalmente affascinati dalla sua architettura del 18° secolo e dai paesaggi idilliaci che la circondano. Sicuramente da vedere!! Ho fatto qualche foto di corsa ma avremmo dovuto dedicarle più tempo.
In ogni caso, da Dover a York di certo non ci siamo teletrasportati, quindi mi sembra doveroso narrare gli avvenimenti delle ore trascorse ieri sera e stamattina.
C’è da dire che le famosissime scogliere di Dover sono davvero uno spettacolo!! La traversata effettiva della Manica è durata un’oretta. Dal ponte del traghetto io e Ste ci siamo sbizzarriti a fotografare questi bianchi e altissimi muraglioni naturali e i gabbiani onnipresenti sulle nostre teste.
Quale massimo esperto di guida di camper Stefano si appronta alla guida una volta approdati a Dover. I controlli degli ufficiali inglesi da questo lato sono meno puntigliosi così non c’è bisogno, per fortuna, di mostrare i documenti. Mentre Stefano brillantemente si abitua alla guida a sinistra, Naomi cade rovinosamente nel piccolo corridoio interno al camper durante una curva e si sbuccia le ginocchia: il tutto per prendersi un bicchiere d’acqua. Comunque dopo una risata mista tra isterico e disperato, Nao si riprende dal misfatto.
Io metto a frutto le mie ottime doti di navigatore, ma alla prima rotonda sbagliamo strada e prendiamo per Deal invece di Canterbury. L’errore però si rivela una bellissima opportunità di ammirare questi paeselli tipicamente “english-style”, con le villette a schiera e il praticello davanti. Notiamo che qui c’è l’abitudine di parcheggiare lungo la strada anche se è molto stretta: in Italia sarebbero tutti addirittura “divieto di fermata”.
Nonostante ciò, dopo qualche slalom, ci portiamo sulla M2 in direzione Londra. Sull’autostrada è molto più semplice guidare e il tutto è favorito dal fatto che non cade una goccia, ma il sole, che lentamente si abbassa, dipinge paesaggi colorati e rilassanti intorno a noi. Decidiamo di prendere la M25 (London Orbital) percorrendola dal lato meridionale in direzione M1 che ci porterà nel nord dell’Inghilterra.
Dato che Stefano guida da diverse ore, nonostante la traversata, e dato che abbiamo portato indietro l’ora, ma che per il nostro stomaco sono già le 19:30, decidiamo di fermarci a cenare presso un autogrill con un ampio parcheggio, un po’ dopo Sevenoaks. Finalmente una cena normale!! Lory e Nao si danno da fare e preparano una bella pastasciutta che ci divoriamo in fretta: altro che focacce e panini inghiottiti al volo…la cucina italiana ci ristora come si deve!!
Dopo cena io e Ste ne approfittiamo per raderci la barba nei puliti bagni dell’autogrill che hanno anche l’acqua calda, pure troppo, dato che ogni volta ci scottiamo quando cerchiamo di sciacquarci.
Non passa molto e ripartiamo: stavolta guido io. E’ emozionante guidare a sinistra sull’autostrada di una delle città più popolose del mondo. Man mano il traffico aumenta ma non combino pasticci e dopo centinaia di km, a Leicester, Stefano mi da il cambio alla guida: sono circa le 22:00.
Stefano ci porta fino alla fine della M1, a Barnsley, ma è ovviamente cotto, come anche le ragazze che cercano di dormire anche se sballottate qua e là. Io, durante le 2 ore di guida di Ste, mi sono riposato una mezz’oretta e ho recuperato qualche energia, così, nonostante i miei 3 compagni non siano molto d’accordo, mi metto al volante in direzione York. All’1:00 di notte trovo un mega-parcheggio quasi del tutto vuoto e, anche se con un po’ di apprensione, decidiamo di pernottarvi.
Dato che c’è bisogno di dormire decidiamo di svegliarci alle 10:00 e saltare l’adunanza (abbiamo all’attivo solo 3 ore e mezzo di sonno decente).
La dormita, anche se non comodissima, è provvidenziale. Oltretutto non siamo più soli ma il parcheggio è pieno di inglesi che fanno colazione al McDonald’s qui davanti: ma come si fa?!?
Comunque, da bravi Testimoni, ci studiamo la Torre (dopo la prima colazione mangiata in tranquillità) e poi ci dirigiamo a York, che dista pochi km. Cerchiamo un parcheggio ma sono tutti pieni tranne uno. Riusciamo ad entrare ma è tutto pieno! (più tardi capiremo che ha lo stesso nome di un altro parcheggio nella stessa via: alla faccia della concorrenza sleale). Entro pochi minuti si libera un parcheggio. A vederlo sembra stretto, infatti c’era parcheggiata una Micra, ma il pericolo è il nostro mestiere!! Scendo e grido a Stefano come fare manovra. Lui esegue alla perfezione ogni particolare delle mie istruzioni e il capolavoro è degno di lode! Un parcheggio in retro col camper tra una Porsche Carrera blu e una BMW X5 grigia!
Caricati dalla buona riuscita dell’impresa ci incamminiamo verso il centro della città. Facciamo un paio di foto alla Clifford Tower e passeggiamo circondati dalle solite tipiche casette inglesi.
Col cibo vogliamo andare sul sicuro quindi entriamo da PizzaHut: buono senza dubbio, ma la cameriera non ha molta voglia di capirci e quindi non entriamo in sintonia.
Dopo pranzo ci dirigiamo al Minster, bellissima cattedrale gotica alla quale dedichiamo qualche foto ricordo, e poi alla Treasurer’s House di cui visitiamo il giardino e la tea-house, in quanto gratuiti.
Torniamo al parcheggio, paghiamo £ 5 e ci dirigiamo al Castle Howard di cui sopra.
Ora siamo quasi in Scozia, mancano pochissimi km. I paesaggi sono favolosi e la strada, seppur scomoda (A696), ci da la possibilità di goderceli in modo più pieno.
Mi permetto di dare un consiglio a chiunque voglia ripetere il nostro percorso: tra Malton e Thirsk, in zona Helmsley, a nord di York, c’è una spettacolare ma pericolosissima discesa con il 25% di dislivello. Ovviamente noi non abbiamo seguito le indicazioni che consigliavano un percorso più agevole per i camper e abbiamo dovuto ricorrere alla fede nel momento peggiore in mezzo ai ripidi tornanti, ma voi fatelo!!!
Comunque è ora che smetta di scrivere, sta diventando buio e sono le 21:30. La Scozia è alle porte e la cena anche!!

Arrivo a Jedburgh - ore 22:10 - km 1916

Lunedì 07 Maggio - ore 22:05 - Musselburgh

Ah, oggi è stata una giornata più riposante rispetto a quelle precedenti.
Tutto parte da ieri sera: dopo aver oltrepassato il confine scozzese arriviamo al paesino di Jedburgh, abbastanza sfiniti dalle curve della zona collinare appena percorsa. Ci sistemiamo nel parcheggio principale all’ingresso del centro abitato e, dato che non vi sono segnalazioni che impediscano il pernottamento, decidiamo di cenare e poi passarvi la notte. Mentre Lory e Nao preparano la cena, io e Ste ci giriamo a piedi il paesino in cerca di una fontana dove rifornirci di acqua potabile, ma nada.
Il mattino seguente dovremmo svegliarci alle 9:30, ma gli operai che stanno imbastendo delle impalcature di legno intorno ai fusti ancora giovani degli alberi del parcheggio, ci svegliano coi loro rumori. Colazione e poi via, in direzione nord, verso i MidLothian.
Arriviamo a Melrose, sede di una famosa abbazia, ma i ruderi costano £ 5 a testa, quindi facciamo una foto da fuori i cancelli e ripartiamo. Ci dirigiamo alla Abbotsford House, residenza del famoso scrittore sette-ottocentesco Walter Scott, ma è in fase di ristrutturazione e costa £ 6 a testa. Preferiamo tenere i soldi per visitare la ben più celebre Rosslyn Chapel, così passiamo oltre e vi ci dirigiamo passando da Peebles, per non imboscarci in strade secondarie pericolose. Già che ci siamo proviamo a raggiungere la Traquair House, ma dato che la strada si restringe e diventa più ripida, desistiamo dall’intento.
Finalmente giungiamo a Rosslyn, verso le 13:30, e parcheggiamo vicino alla celeberrima chiesa. L’ingresso è di £ 7 a testa, e a Ste e Nao regalano una guida (che Ste sta ancora leggendo stasera). Rivediamo le minuziose opere d’arte degli scultori che si sono avvicendati nella decorazione dell’edificio religioso e che l’hanno riempita di immagini altamente simboliche, miste tra cristianesimo, paganesimo e superstizione. Già che ci siamo scendiamo nella cripta, giusto per sentirci come fossimo all’interno del libro e film “Il codice Da Vinci”. Dall’alto delle impalcature esterne si godono degli ottimi paesaggi, mentre le indicazioni che dirigono ad un improbabile castello, sembrano perdersi nella boscaglia trafitta da un sentiero terroso.
Si riparte alla volta di Edimburgo. Tramite la guide-map procuratami via internet sul sito dell’Ufficio Turistico Scozzese, scegliamo il Drum Mhor Caravan Park di Musselburgh e, solo dopo l’uso del palmare e dell’aiuto di una signora di mezz’età, lo troviamo. Sono quasi le 3:00 del pomeriggio e stiamo morendo di fame, quindi facciamo il biglietto (£ 18 per 4 persone con caravan su piazzola ghiaiosa; dotazione di elettricità, bagni, acqua potabile e scarico acque nere e grigie) e ci abbuffiamo a tavola.
Non passa molto e il cielo coperto si produce in una fitta ma sottile pioggia che raffredda l’aria e fa venire il mal di testa. Ci concediamo un’oretta di dormita dopo aver caricato il serbatoio dell’acqua ed esserci collegati ai cavi elettrici. Al risveglio provo a scaricare la cassetta del WC, ma ci riesco a stento, a causa dei frequenti conati di vomito provocati dalle “zaffate” d’aria fetida. Più tardi approfittiamo delle docce (10p) e, mentre le ragazze si lavano, io e Ste ci rilassiamo giocando a poker con fiches di plastica e sorseggiando Sprite, come fossimo in un saloon del far west. E’ di nuovo ora di cena, così liberiamo il tavolo e facciamo spazio nello stomaco.
Ora sono le 23:00. E’ ora di andare a dormire perché domani mattina visiteremo la capitale della Scozia, Edimburgo. Buona notte!!

Arrivo a Stirling - ore 19:45 - km 2124

Martedì 08 Maggio - ore 23:30 - Stirling

E’ tardi, sono stanco e un po’ assonnato per via della birra, ma tanto devo aspettare almeno la mezzanotte per addormentarmi: dopo spiegherò perché.
Stamattina ci siamo svegliati alle 7:30, nonostante Stefano abbia attentato al nostro riposo mettendo la sveglia alle 6:30 (in realtà semplicemente non aveva cambiato l’orario della sveglia adeguandolo al fuso inglese). Mi alzo subito, smonto il letto e, mentre gli altri si stirano e iniziano a preparare colazione, vado a radermi nel bagno del campeggio. Mi sento un bel po’ meno “profugo” rispetto all’ultima volta che mi sono raso la barba (autogrill Londra). Dopodichè colazione con Scrittura del giorno e via.
Ci copriamo bene perché, nonostante il tempo sia variabile senza pioggia, il vento tira forte. Ci facciamo cambiare le banconote in monete e andiamo in cerca del bus 26 rosso che dovrebbe condurci direttamente al centro di Edimburgo (sui bus non viene dato il resto quindi bisogna procurarsi i soldi esatti).
Usciamo dal campeggio e giriamo a destra: non l’avessimo mai fatto!! Lì inizia un’odissea che va avanti una mezz’oretta. Camminiamo e camminiamo, ma la fermata del bus latita. Inizia a piovere e siamo senza ombrello. Quando troviamo una fermata non è quella giusta. Vado in un vivaio a chiedere informazioni e due signore gentilissime mi danno spiegazioni. Proviamo ad attuarle ma niente: il 26 rosso non si trova. Ad un certo punto passa un bus e chiediamo al conducente se porta al centro di Edimburgo; lui dice di sì e per noi è più che sufficiente. Ci mettiamo d’accordo che ci avviserà quando arriveremo in Princes Street e così accade.
Subito rimaniamo affascinati da un altissimo monumento annerito dagli agenti atmosferici, ma Lory non sta bene, quindi cerchiamo un bagno pubblico: lì lei si sfoga e tutti procediamo più tranquilli. Ci dirigiamo verso il Royal Mile con le cartine procurateci al campeggio e ammiriamo i tipici taxi e le famose cabine telefoniche rosse.
Lungo il percorso che porta al castello ci imbattiamo in una cattedrale: St Giles. Da fuori è molto bella ma sembra piccolina; da dentro ammiriamo le splendide vetrate decorate con avvenimenti biblici: personalmente non ne avevo mai viste di così belle! Successivamente incontriamo tanti negozietti di kilt e simili, ma procediamo diritti al castello. L’ingresso è caro (£ 11 a testa) ma c’è molto da vedere ed è tutto molto ben tenuto; guai a saltare questa tappa obbligatoria! Non ve lo racconto nei particolari, ma i cannoni, le stanze buie, gli appartamenti reali, la sala con le armi, i gioielli della corona e il mausoleo dedicato ai caduti scozzesi sono molto interessanti e si fanno guardare con piacere. Alle 13:00, come da tradizione, c’è lo sparo del cannone e noi non ce lo facciamo sfuggire.
Dopo varie richieste a negozianti e passanti, riusciamo a trovare un McDonald’s in una traversa nella parte est di Princes Street e ci ingozziamo di schifezze gustose. Dopo pranzo ci dedichiamo per un’oretta e mezza allo shopping, con grande partecipazione delle ragazze. Compriamo souvenir e cartoline, come da manuale del turista. Ad un certo punto mi viene in mente che non abbiamo preso i francobolli, così mollo tutti e mi metto in cerca di qualche esercente che li venda, ma con scarsi risultati. Infine trovo l’ufficio postale e faccio la coda con circa 25 persone davanti a me.
Alt!! Il resto ve lo racconto domani, perché è mezzanotte e devo fare il biglietto del parcheggio. Poi dritto nel letto a fare la nanna.

Mercoledì 09 Maggio - ore 14:00 - Tra Stirling e Perth (A9)

Eccomi tornato! Con la pancia piena ci stiamo dirigendo al maestoso Glamis Castle. Ma devo ancora finire di raccontare da ieri sera. Allora…
Dopo aver comprato i francobolli torno di corsa dai miei 3 compagni scattando un paio di foto spettacolari agli ultimi scorci di Edimburgo. Passano diversi pullman, finché non arriva il nostro 26 rosso diretto a Trenent. Ci accordiamo col guidatore affinché ci porti effettivamente vicino al campeggio. Il breve viaggio sembra non finire mai, causa traffico congestionante e caldo estivo mediterraneo. Il bimbo scozzese seduto davanti a noi ci distrae, parlando da solo e alle sue sorelle. Stefano chiede un segnale al guidatore e lui molto gentilmente ci indica la strada da percorrere a piedi per arrivare a destinazione.
Una volta arrivati al campeggio (dopo quasi un’ora di bus) io mi precipito in bagno, mentre le ragazze vanno a lavare i piatti e a sistemare il camper, e mentre Stefano controlla acqua, elettricità e WC. Scarichiamo le acque sporche e restituiamo le chiavi del bagno.
Partiamo in direzione Stirling: sono le 17:40. Decidiamo di allungare leggermente per percorrere il famoso Forth Bridge: £ 1 per godere di un bello spettacolo. Costeggiamo il fiume fino a Stirling dove, dopo 2 o 3 parcheggi per auto in cui non possiamo entrare causa altezza, troviamo un parcheggio temporaneo in zona stazione ferroviaria. Costa £ 3,50 al giorno, indipendentemente dall’orario d’arrivo.
Le ragazze vogliono farsi “più belle” per uscire, quindi nel frattempo scrivo le cartoline. Usciamo con l’obiettivo di cenare in un tipico pub scozzese ma dopo aver girovagato per ¾ d’ora, ci arrendiamo al fatto che qui dopo una certa ora (tra le 19:00 e le 21:00 al massimo) non servono più cibo, ma solo bevande. Quindi ci rifugiamo in una poco invitante pizzeria d’asporto italiana, dove lavorano 2 italiani, che non sanno quasi più parlare italiano, e 2 cino-japo-coreani. Io e Lory prendiamo una pizza al prosciutto e Stefano una tonno-e-cipolle, mentre Nao è un po’ schifata e non prende niente. Mangiamo su una panchina e torniamo verso il camper, ma io e Lory decidiamo di andare lo stesso al pub mentre Ste e Nao hanno paura di aver a che fare con gli ubriaconi (questa è la versione ufficiale), quindi non entrano e tornano al parcheggio.
Il pub è molto carino, ci sono gruppi di uomini che discutono di chissà cosa ma anche coppiette che parlano sui divanetti. Ordino una pinta di Guinness Rossa e Lory prende un tè caldo al limone. Nonostante il cambio sfavorevole spendiamo poco e siamo soddisfatti. L’ambiente è accogliente e, per combinazione, siamo da “soli” a parlare nel giorno del nostro 5° anniversario dal momento in cui si mettemmo insieme.
Verso le 23:00 torniamo al camper e troviamo Ste e Nao già a letto che ci aspettano per dormire. Trasformiamo la dinette in letto e, mentre Lory inizia ad appisolarsi, io scrivo alcune righe in questo diario di viaggio. Vado a pagare il biglietto per il giorno successivo alle 00:04 e mi addormento anch’io.
Stamattina ci svegliamo alle 8:00 ma perdiamo tempo e tra sistemazioni, colazioni e lavaggi vari usciamo solo alle 9:40. Camminiamo per il centro storico, caratterizzato da un gotico non più curato, fino al castello. Stavolta è Nao che ha bisogno di un bagno così, mentre lei si “sfoga”, noi 3 organizziamo la giornata di visite: visiteremo il Castello e non la torre dedicata al grande William Wallace. Naomi torna, concorda con la scelta e acquistiamo i biglietti: £ 8,50 a testa ma non ce ne pentiamo. Il castello è davvero bello!! Forse si possono visitare più locali rispetto al castello di Edimburgo e quel che è certo è che si possono ammirare le splendide colline che circondano la città; le nuvole, che hanno sostituito il bellissimo sole di ieri, creano giochi d’ombra nei paesaggi vellutati tutt’intorno a noi; il Wallace Monument lo ammiriamo da quassù.
Dopo aver speso tutta la mattinata qui, torniamo al camper, pranziamo e partiamo subito per Glamis. Non vogliamo fare di nuovo l’errore di arrivare tardi e non poterlo visitare, come è successo col Castle Howard.
Ora sono le 14:55 e siamo tra Dundee e Forfar; tra non molto arriveremo, siamo abbastanza in anticipo. Meno male! Alla prossima…
P.S. Nel viaggio verso Dundee pioveva ma ora sembra essere tornato il sole. Fa così da stamattina presto. Non si capisce mai niente con questo tempo così variabile!

Arrivo a Pitlochry - ore 20:15 - km 2327

Giovedì 10 Maggio - ore 13:25 - Crathie

Il castello di Glamis è Bello con la B maiuscola!
Siamo arrivati alle 15:30. £ 7,50 a testa e parcheggio compreso, con una cartina del comprensorio per ognuno. Sole e pioggia fine continuano ad alternarsi. Facciamo 2 foto alle mucche lì intorno e un altro paio al castello elegantemente imponente.
Dopo 10 minuti inizia la visita guidata. Rimaniamo sorpresi quando ci vengono dati 4 raccoglitori (gratis ma da restituire) con tutte le informazioni dettagliate in italiano relative ad ogni ambiente che andremo a visitare. Stanza dopo stanza rimaniamo stupiti dalla bellezza e dalla cura con cui vengono tenute le stanze del castello, ancora in parte abitato dai discendenti della genia Lyon. I soffitti elaborati, gli arredi intarsiati, le pareti decorate: sicuramente questo è il più bel castello tra quelli visitati, in materia di camere interne. Ci sono alcune stanze con gli oggetti della Regina Madre, che qui passò la sua infanzia. Ci dispiace terminare la visita di questo castello, i cui bagni sono superlativi (li abbiamo provati). Tra l’altro si racconta che ci siano 3 o 4 fantasmi qui, ma ovviamente quando chiedo alla guida se lei ne ha mai visti, lei dice di no sorridendo.
All’uscita dall’edificio, dopo aver visitato anche il colorato e particolare “Giardino Italiano”, io e Ste cerchiamo la stanza segreta identificabile da una finestra non visibile dall’interno. Un’anziana signora distinta ci indica qual è, allorché capiamo che è la proprietaria di questa splendida dimora. Ci buttiamo nel negozio di cianfrusaglie e compriamo degli altri souvenir.
Lasciamo un po’ nostalgicamente il castello diretti a Pitlochry, quando ormai sono le 18:00 circa. La distanza non è eccessiva, ma le strade assumono sempre di più una connotazione montana, così la velocità si riduce e le ragazze soffrono un po’ il viaggio. Una volta a Pitlochry decidiamo di vedere la Queen’s View prima di cenare. La strada è ancora peggio di quelle precedenti, ma una volta lassù il panorama ripaga la sofferenza.

Sono tornato! Prima ho dovuto interrompere per pranzare e poi siamo andati a vedere il Balmoral Castle. Dove ero arrivato? Ah, sì…
Alla Queen’s View il paesaggio è paradisiaco: nella valle scorre il lago e sui crinali si estendono sconfinate distese di vegetazione.
Torniamo a Pitlochry e, dopo un paio di tentativi, ci fermiamo in un parcheggio vicino al Tourist Information Center. E’ gratis fino alle 8:00 del mattino. Mentre le ragazze si riprendono dallo shock intestinale dovuto al viaggio, io e Ste cerchiamo un posto dove prelevare i soldi (siamo totalmente a secco) e un pub. Preleviamo alla Bank of Scotland e riferiamo alle ragazze i risultati della ricerca. Si mangia in camper e dopo cena andiamo in un pub a prenderci una birrozza: l’unica Rossa è di una marca sconosciuta e il tè, che vogliono le ragazze per scaldarsi, non lo fanno più perché “the kitchen is closed”. Io e Steci accontentiamo mentre Lory e Nao restano a secco, purtroppo.
Passa un’oretta e torniamo al camper per dormire. Sono le 23:30.
Suona la sveglia alle 8:00. Mentre gli altri sbadigliano, stropicciano gli occhi e si stirano le braccia, io mi cambio in velocità e vado a pagare il biglietto per 2 ore, fino alle 10:00: £ 1. Facciamo colazione e ci sistemiamo solo in un’ora, così alle 9:00 andiamo a fare un po’ di spesa in una drogheria dato che stiamo consumando le provviste di cibo velocemente. Alle 10:10 lasciamo il parcheggio e facciamo il pieno di diesel. Non troviamo subito la A924 che, insieme alla B950, ci permette di tagliare abbastanza strada in modo da raggiungere la A93 che porterà ad Aberdeen, così non ci allontaniamo da Pitlochry fino alle 10:30. Anzi, in questi 20 minuti facciamo un salto al Blair Castle pochi km più a nord per fare qualche foto, ma solo per avvicinarsi bisogna pagare il biglietto d’ingresso. Scendo dal camper e corrompo il bigliettaio che mi permette di arrivare fino al parcheggio, fare una foto e andare via senza pagare. Salutiamo e ringraziamo questo gentilissimo signore di una certa età.
Le due strade che portano alla A93 sono di quelle “vomita tutto” ma è molto carino vedere greggi di pecore che brucano tranquillamente l’erba di questi verdi pendii e a ridosso della strada. Incontriamo bus, pullman turistici, fuoristrada e macchinine utilitarie, ma con un po’ di buon senso passiamo tutti. Ci immettiamo sulla A93 che percorre la Glen Shee e la Glen Clunie, il cui incontro è delimitato da un picco chiamato “Devil’s Elbow”: il nome potrebbe incutere timore ma l’esperienza delle Alpi francesi ci ha forgiato e questo 12% di salita è gioco da ragazzi. A parte l’aspetto stradale, non so come spiegare a parole il fascino di queste valli solcate da torrenti d’acqua torbida e da declivi brulli e colorati.
Verso Braemar intravedo un castello ma Stefano non parcheggia subito, così corro mezzo km indietro: la fatica è sprecata perché un cancello di legno sbarra l’ingresso al cortile e l’edificio sembra abbandonato e tenuto male. Faccio la foto solo per non rendere vana la corsa.
Ci dirigiamo a Crathie per vedere il Balmoral Castle ma, per non pagare il parcheggio, ci accostiamo in uno spiazzo lungo la strada e pranziamo. A tal punto torniamo al parcheggio, paghiamo 70p di sosta e giungiamo al castello a piedi. Costa £ 7 a testa: il prezzo ci spaventa un po’ ma la bigliettaia ci assicura che c’è la guida audio in italiano compresa nel prezzo; inoltre da fuori è un bel castello e, considerando che una residenza della famiglia reale britannica, pensiamo che lo sia anche dentro. Giungiamo in cima alla rampa d’ingresso che penetra i boschi, trasportati da un trattore adibito allo scopo: un po’ primitivo!! Ritiriamo le guide audio lasciando una cauzione di £ 5 per ogni “cornetta” e ci avviamo. Ben presto scopriamo che è stata un po’ una fregatura, perché si parla un po’ di tutto tranne che delle stanze interne del castello, che non si possono nemmeno visitare. Dopo aver fatto il giro tra gli orti e i prati che circondano la residenza, entriamo nella Sala da Ballo in cui sono stati appesi dei quadri qua e là e sono stati piazzati degli abiti regali nel centro della stanza. Usufruiamo delle toilette e usciamo un po’ delusi. Va giusto bene che ha smesso di piovigginare.
Recuperiamo il camper verso le 17:15 e ci dirigiamo ad Aberdeen dove finalmente assisteremo ad una adunanza nella Sala del Regno locale. Lungo la strada, poco dopo Banchory, diamo una sbirciatina al Crathes Castle che ovviamente è già chiuso (ore 18:00), così scendiamo solo io e Lory e faccio una foto dal cancello.
Ora sono le 18:15 e siamo all’ingresso di Aberdeen. Non ci resta che digitare l’indirizzo della Sala sul palmare e goderci la compagnia dei nostri fratelli cristiani, cercando di capirci l’un con l’altro. Abbiamo 40 minuti perché l’adunanza inizia alle 19:00: anche i TdG qui fanno tutto presto…

Arrivo a Stonehaven - ore 23:50 - km 2550

Venerdì 11 Maggio - ore 12:15 - Nei pressi di Aberdeen (A90)

Evvai!! Sono troppo contento!! Siamo riusciti ad assistere all’adunanza!
Siamo entrati alle 19:25 perché ci abbiamo messo un sacco a trovare un parcheggio per il camper. Mentre Stefano si sbarba, noi 3 ci prepariamo. Quando arriviamo alla Sala stiamo quasi 5 minuti fuori, forse perché non notano che stiamo suonando il campanello già da un po’. Finalmente ci viene ad aprire un fratello alto e magro sulla cinquantina al quale diciamo che siamo italiani e glielo dimostriamo subito chiedendogli dov’è il bagno per prima cosa. Mentre Ste, Nao e Lory ne usufruiscono io entro nella sala principale durante la Scuola di Ministero e scrivo su un foglietto i nostri nomi e le congregazioni di appartenenza per dare i nostri saluti. Ci sono 2 congregazioni nella sala e noi stiamo assistendo all’adunanza della Aberdeen Deevale. L’usciere è ovviamente molto gentile: ci prepara 4 sedie in fondo e cerca di ripetere le scritte in italiano, cavandosela discretamente bene: si chiama George.
Riesco a seguire abbastanza bene i discorsi di esercitazione, ma intanto notiamo che nello stesso locale si radunano anche i gruppi cinese e polacco; infatti la famiglia seduta davanti a noi segue con le pubblicazioni in polacco. Diversamente da noi italiani, qui non ci si alza per il cantico finché non parte la musica. Agli annunci i nostri saluti non vengono letti dall’usciere amichevole ma da un altro fratello che, come diciamo noi istruiti, pronuncia un po’ a “muzzu”. L’adunanza per fare discepoli scorre velocemente e dopo il cantico conclusivo alcuni fratelli scozzesi vengono a salutarci. Tra loro ci sono: Diane, Sandra, Steve e Vicky. Proprio quest’ultima è estremamente gentile e disponibile. Dopo aver spiegato “chi siamo, dove andiamo e qual è lo scopo della vita”, le chiediamo se c’è qualche posto “carino ma non caro” dove cenare. Lei ci dice di aspettare e torna con un foglietto sul quale ha disegnato la strada per arrivare in zona ristoranti. Prima di andare via ci facciamo lasciare il suo indirizzo e-mail e vado a dare un ultimo saluto a George del quale ho avuto il piacere di fare la conoscenza (assomiglia un po’ al protagonista di Schindler’s List).
Seguiamo le indicazioni di Vicky e giungiamo in Union Street, la via centrale. Dopo aver esaminato accuratamente i prezzi di alcuni locali carini, decidiamo di entrare da Halo, un ristorante di cucina italiana in cui i camerieri parlano esclusivamente inglese. Pizza soffice e fragrante accompagnata da una Peroni. Alle 22:45 usciamo dal locale e torniamo al camper.
Dato che per il mattino successivo è prevista la visita del Dunnottar Castle, decidiamo di andare direttamente a Stonehaven per non fare di corsa il giorno dopo. Una volta arrivati, dato che il camper è ingombrante, non ci appostiamo nella piazza del mercato ma troviamo un posto lungo la strada. E’ quasi mezzanotte.
Durante la notte i gabbiani si divertono a gridare e a disturbarci, facendoci perdere il sonno ogni tanto.
Dopo colazione ci dirigiamo al castello: il tempo è nuvoloso e, purtroppo per le foto, il sole è contro ma il posto è entusiasmante. Il castello diroccato si erge su un alto promontorio che sporge sul Mar del Nord, schiaffeggiato dalle raffiche di vento gelido. Si paga solo l’ingresso alle rovine, che noi non visitiamo, così io e Ste ci inerpichiamo sui sentieri che portano alle alte scogliere ricoperta di erba verdissima, mentre le lepri corrono giù per i pendii verso le spiagge pietrose e le mucche ruminano annoiate dai gabbiani che volteggiano su questo paesaggio spettacolare. Gironzoliamo per un’oretta allorché decidiamo di andarcene con gli occhi, la mente e il cuore ancora pieni di panorami impressionanti.
Le ragazze hanno urgente bisogno di un bagno e, dato che il nostro WC è pieno, andiamo a cercare quelli pubblici a Stonehaven. Seguiamo le indicazioni ma non la troviamo subito. In totale perdiamo un’ora ma le ragazze si “svuotano” e si ricaricano di patatine e altre schifezze presso un mini-market.
Secondo il programma dovremmo passare dal Fyvie Castle prima di andare al Loch Ness, ma dato che dalle immagini dei depliant sembra molto simile al Blair Castle, decidiamo di saltarlo e piuttosto di passare dal Cawdor Castle a nord-est di Inverness.
Ora siamo sulla A96 a Huntly, diretti al Loch Ness, dove cercheremo un campeggio dove pernottare ed effettuare il carico/scarico per il camper. Le tipiche nuvole scozzesi ci accompagnano. Figürte!!

Arrivo a Bunchrew - ore 19:45 - km 2800

Sabato 12 Maggio - ore 17:30 - Poco dopo Golspie (A9)

Sarò un po’ ripetitivo ma i paesaggi sono davvero incantevoli!!
Ora ci stiamo dirigendo a John o’Groats, la punta nord-orientale della Scozia. Ho appena visto sei o sette agnellini correre in una direzione e poi tornare indietro sempre di corsa: forse si credevano dei cavallini; erano proprio convinti: che teneri!
Comunque ieri abbiamo pranzato sulla strada vicino ad Elgin e ogni camion che passava ci sballottava col suo spostamento d’aria. Dato che avevo un po’ di mal di testa mi sono buttato sul letto per riposarmi e gli altri ne hanno approfittato per farsi un riposino. Alle 16:00 siamo ripartiti e dopo un’ora siamo arrivati al Cawdor Castle. Ho dovuto di nuovo “corrompere” il bigliettaio che ci ha permesso di avvicinarci al castello per fare delle foto senza pagare. Un giretto anche nel negozietto e nei bagni adiacenti e poi via.
Prima di cercare il campeggio abbiamo raggiunto il Loch Ness nei pressi di Glackossian e siamo scesi io e Stefano al livello del lago per fare delle foto; purtroppo il tempo è bruttino e le foto non rendono bene.
Torniamo indietro e col navigatore raggiungiamo il campeggio trovato sulla guida: Bunchrew Caravan Park situato ai bordi dell’omonimo paesino a ovest di Inverness. Il gestore è gentilissimo: £ 15,50 per una notte col camper e 4 persone, elettricità, bagni, scarichi acque grigie e nere. Ci dice che possiamo metterci dove vogliamo così troviamo un bel posticino con vista ponte e Beauly Firth; purtroppo, però, non ci sono gli attacchi elettrici perché è la zona delle tende. Troviamo un altro posto fornito di elettricità e riforniamo il camper d’acqua e svuotiamo il WC mentre le ragazze fanno la doccia. Poi ci diamo il cambio: le ragazze preparano cena mentre noi ci laviamo. La doccia è calda e gratis così ne approfitto: è una goduria e ci metto più di mezz’ora prima di tornare alla “base”.
Poco prima di cena si rende evidente la difficoltà di far convivere 4 stili diversi di vita in uno spazio ristretto. Poi mangiamo e andiamo a letto.
Al mattino sveglia alle 9:00, ma ce la prendiamo comoda così usciamo dal campeggio alle 10:45 anche perché dopo colazione ci sono delle faccende da sbrigare, come: fare la barba (io), lavare i piatti (ragazze) e svuotare acque sporche (Ste).
Puntualizzazione sul campeggio: i bagni e le docce non sono puliti e la cosa non è di nostro gradimento.
Comunque arriviamo dove ci ha indicato il gestore: parcheggio vicino alla stazione di Inverness; si paga poco ma è all’aperto. La mattinata è dedicata allo shopping così ci infiliamo in una galleria di negozi e acquistiamo qualche ricordino. Stessa cosa successivamente nel centro commerciale EastGate lì vicino. Stefano e Naomi scelgono KFC (stile McDonald’s) e io e Lory preferiamo PizzaHut ma comunque mangiamo allo stesso tavolo.
Dopo pranzo entriamo nel Marks & Spencer e acquistiamo generi di prima necessità per i prossimi pasti. Per tornare al camper costeggiamo il fiume Ness ma io e Lory allunghiamo un po’ perché voglio immortalare la città da un ponte non molto distante. Faccio in tempo a scattare la foto che inizia a piovigginare. Entro breve quelle poche gocce diventano un forte acquazzone: ovviamente ho dimenticato l’ombrello al camper così Lory si alza il cappuccio della giacca a vento mentre io uso la cartina della città per coprirmi la testa. Arriviamo al camper fradici: fa parte del viaggio avventuroso, in fin dei conti…
Paghiamo £ 3 di parcheggio e ci dirigiamo al ponte che conduce a nord, verso Wick (A9). Io mi cambio i jeans bagnati seguendo l’esempio e i consigli della mia mogliettina.
I ponti sul Moray Firth, Cromarty Firth e Dornoch Firth danno l’opportunità di godere della vista di queste lunghe insenature del Mar del Nord; l’alta e la bassa marea rendono paludose le loro coste.
La strada percorre il lungo mare di tutto il nord-est scozzese e in lontananza si vedono le piattaforme petrolifere, mentre sulla terraferma si alternano mucche e pecore in abbondanza. La pioggia va e viene e il cielo rimane ovviamente coperto.
A metà strada circa ci imbattiamo nel Dunrobin Castle, la cui visita è stata sacrificata per lasciare il posto allo shopping mattutino. Dal cortile esterno si presenta bene, ma ancora di più quando vediamo i giardini che, seppur non siano pienamente fioriti, sono curati e lasciano immaginare l’esplosione di colori che sicuramente ci incanterebbe se solo le giornate fossero più calde e il tempo più clemente. Dai depliant in nostro possesso, anche gli interni del castello devono essere carini ma ormai è “tardi”, essendo le 17:15.
A parte la discesa ripida e la irta salita in prossimità di Berniedale, il viaggio scorre tranquillo. Ora ci siamo fermati a fare gasolio ma i