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“Come può uno scoglio arginare il mare, anche se non voglio, mi trovo già a volare per le distese azzurre e le verdi terre...le discese ardite e le risalite sopra un cielo terso…e poi giù in deserto e poi ancora in alto…con un grande salto”
Lucio Battisti (colonna sonora)
…eccomi qui a cercare di descrivervi Zante…non è solo un ‘ isola, non è solo la Grecia, è un posto dove ti sembra che il tuo IO più profondo libero da ogni costrizione,ricominci a respirare.
Il viaggio iniziò il 25 luglio 07 in una torrida mattina siciliana, i miei compagni di viaggio: i miei più cari amici Devis, Roberta e Giuseppe.
Dopo un ora e mezza di volo da Catania, ecco spuntare nell’oblò degli angoli di mare splendidi…ero davvero eccitata, ma ancora ignara di quello che ancora mi aspettava.
Il nostro hotel si trovava ad Agasi, un piccolo e delizioso paesino, con tanti negozietti, pub, ristoranti. abbiamo preferito la formula B& B in quanto a pranzo restavamo a mare e la sera era molto piacevole mangiare nei ristorantini tipici (o taverne) abbarbicati nei posti più impensabili, vi assicuro che ne vale la pena, tra mousaka , feta, yogurt al miele c’ è da perdersi ( vero Robi?? =))
Ho ancora davanti agli occhi quelle infinite strade a strapiombo sul mare, o quelle di campagna abitate solo da qualche capretta o da qualche piccolo maialino. La spiaggia del Navagio vista dall alto, dove i colori sono così accesi, è tutto così perfetto che anche facendo le foto di spalle vengono bene…e fare il bagno in quell’ acqua poi ti fa credere che quel blu così elettrico ti resti sulla pelle.
Non dimenticherò mai i tramonti dal faro di Keri, la vista di Zante dal monte Bochali, la spiaggia di Xiagia, con quel forte odore di zolfo che sa di uovo, quelle coste alte e bianche, Porto Limionas con quel magico fiordo e quel ristorante sulla scogliera, ed inoltre porto Vromi dove abbiamo affittato un pedalò e sfidato la forza del mare per insinuarci nelle molteplici grotte, e poi…il Cameo, un locale su di un isoletta, collegata alla terra ferma da un pontile in legno, la luna piena, la musica tranquilla e dei grandi teli bianchi in alto che svolazzando col vento creavano un atmosfera surreale.
Con un sorriso ricordo anche quella sera a Laganas, soprannominata da noi,” Ibiza 2”, caratterizzata da un ondata di ragazzi inglesi, ubriachi fradici, che ne combinavano di tutti i colori. Noi preferivamo Argasi o Zante, dove potevi bere una MYTHOS (birra locale)senza incombere in liti inutili.
E poi che dire, non è facile scordare i colori, i particolari dei visi della gente, la tenerezza, l’ audacia, la gentilezza la forza infinita di andare avanti in una terra quasi disabitata d’inverno, ma che temo, fra un paio di anni subirà uno sfruttamento incredibile.
Chiudo gli occhi e mi vedo ancora lì, con i miei amici, ancora insieme, nella Pace più profonda...
in realtà...non sono mai tornata...
GRAZIE RAGAZZI…ALLA PROSSIMA AVVENTURA!*
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