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SANTORINI DA GUSTARE
Siamo sbarcati a Santorini dall'Italia, con un charter organizzato dal tour operator presso cui avevamo prenotato (Alpitur/Francorosso).
Subito fuori dall'aereoporto ci aspetta una serie di pullman che porteranno ogni turista nel suo albergo... che organizzazione! La prima impressione e' positiva, ma la seconda cancella la prima: il nostro albergo a Kamari e' in overbooking e quindi ci mettono in un altro. Imperial Med Hotel: non male; ha il vantaggio di avere accesso diretto alla spiaggia (di ciotoli) attrezzata; per contro e' attaccato all'aereoporto e cosi' possiamo assistere agli atterraggi direttamente dall'ingresso. Per fortuna di notte non volano, e quindi e' tranquillo.
La macchina, che avevamo prenotato con Europcar dall'Italia, ci attende ovviamente nell'altro albergo. Mi vengono a prendere, e poi mi lasciano solo con una cartina e con un dedalo di sensi unici. 5 minuti per prendere la macchina, 20 per riuscire a tornare in albergo. Ci riposiamo un attimo, poi appuntamento con l'inviata del tour operator che ci illustra le attivita' possibili. Per i prossimi giorni prenotiamo un tour dell'isola con guida (utile per avere qualche indicazione storica e culturale), ed un giro in barca con ascensione sulla cima di Nea Kameni, poi ci fiondiamo alla scoperta del'isola.
Altre guide su questo sito hanno trattato delle numerose spiagge e dei famosi nonche' affollati tramonti di Oia (che si legge Ia, con l'accento sulla I), a cui non potremo sottrarci, ma che non riportero', soffermandomi su cose un po' piu' originali.
Il giro del primo giorno termina ovviamente ad Oia, e dopo il primo tramonto, scendiamo al porto di Hammoudi (c'e' una scalinata, ma c'e' anche una pericolosa stradina tutta curve e strapiombi) dove ci hanno segnalato qualche ristorantino tipico sul molo. Sul molo e' proprio un'espressione azzeccata, visto che ci fanno accomodare ad un tavolino che e' proprio sul bordo del molo: dove finisce il bordo del tavolo c'e' un salto verticale di un metro e poi l'acqua, trasparentissima per essere un porto: attenzione a non dondolarsi troppo e a dove si appoggia la borsa! In questo luogo pittoresco facciamo la conoscenza con due specialita' del luogo: le crocchette di pomodoro (tomatokeftedes) e l'Assyrtiko, vitigno tipico dell'isola da cui si ricava un ottimo bianco. Come primo impatto ci servono quello piu' noto, della cooperativa Santo Wines. Discreto, ma vedremo che a ben cercare c'e' di meglio.
SANTO WINES E PRIMO MATRIMONIO
Il tour guidato dell'isola, oltre ai monumenti istituzionali, quali l'antica chiesa di Panagia Episkopi (a proposito: a Santorini ci sono 365 chiese, tutte ortodosse tranne un paio... poche sono aperte sempre; molte sono chiese private, costruite per soddisfare un ex-volto e vengono aperte solo nel giorno in cui si celebra il santo a cui sono dedicate), prevede una sosta da Santo Wines per un'introduzione alla produzione vinicola dell'isola (e per chi vuole, iniziare lo shopping). Santo Wines e' una grossa cooperativa in cui afferisce l'uva da tanti piccoli viticoltori. Interessante vedere come, a Santorini, le viti vengono potate e piegate fino a formare dei canestri viventi, all'interno dei quali i grappoli possono maturare al riparo dal forte vento (mi ricorda un po' Pantelleria, dove le viti vengono piantate in fondo a buche del terreno, e mantenute basse, per la stessa ragione). Un'altra sorpresa e' il VinSanto. Secondo i produttori di Santorini, il nome di Vinsanto deriva dall'isola di Santorini, e non dall'uso Italiano che se ne fa come vino da Messa. Il procedimento e' simile a quello usato per i nostri passiti: i grappoli vengono raccolti tardivamente e lasciati ulteriorimente ad asciugare al sole prima di essere spremuti. Il risultato pero' e' differente: un intenso aroma fruttato ed una dolcezza incredibile (il primo impatto ricorda marmellata di prugne), con un tenore alcolico tuttosommato modesto (meno del 10%). La visita allo stabilimento non riserva grosse sorprese: e' un tipico stabilimento di livello industriale. L'assaggio dei vini compreso nel tour e' piuttosto limitato, ma la sorpresa e' vedere un matrimonio sulla terrazza a picco sul mare. Ci dicono che moltissima gente viene a Santorini apposta per sposarsi perche' l'ambiente e' veramente unico. Ed in effetti e' uno spettacolo. Torneremo un'altra volta da Santo Wines, da soli, per fare un assaggio completo (sfilza di 12 bicchieri accompagnati da focaccia, friselle, formaggi ed olive).
SELENE E SECONDO MATRIMONIO
Molto piu' coinvolgente e spettacolare e' stata una serata in cui girovagando per Fira siamo passati davanti al Selene, ristorante raccomandatoci da conoscenti e guide. Gia' prima di arrivare vediamo passare per la stradina la Sposa accompagnata dal padre e dal fotografo. Aspettiamo che entrino e scattiamo qualche foto anche noi al palco preparato a strapiombo sulla caldera, poi mi faccio coraggio e chiedo ad un cameriere "Il ristorante e' tutto prenotato per il matrimonio o ci sono anche altri posti?" Risposta piu' che affermativa: ci fanno accomodare sulla terrazza sopra a quella dove viene celebrato il matrimonio, in modo che ci possiamo godere la scena oltre che l'ottima cena. Gli sposi sono scozzesi, e gia' gli invitati sono uno spettacolo: le damigelle vestite tutte uguali, invitati con il Kilt oppure in marsina e tuba ed invitate con cappellini in stile regina Elisabetta II. E qui un'altra sorpresa: gli invitati si accomodano sulle poltroncine schierate, invece che ai tavoli, gli sposi, visibilmente emozionati, si appartano ad un tavolino a picco sul mare, non apparecchiato, e compare un funzionario del comune, con i libroni del caso, che celebra il matrimonio (civile) all'aperto, in una cornice assolutamente invidiabile con i colori del tramonto, pronunciando le formule prima in Greco e poi in Inglese. Alla fine del rito rilascia seduta stante il certificato di matrimonio su pergamena, che viene esibito come un trofeo dagli sposi.
Finita la cerimonia (abbiamo chiesto al cameriere se poteva aspettare a servirci), il somelier mi chiede che vino voglio. La lista mi e' ovviamente del tutto sconosciuta. "Che cosa mi consiglia?" - "Mi descriva lei quello che sarebbe il suo vino ideale per questa sera" - "Bianco, corposo ed aromatico, ovviamente locale" - "Allora abbiamo un assyrtiko invecchiato in botte, di Sigalas". E cosi' facciamo la conoscenza di uno dei produttori migliori di Oia, che ci appuntiamo. Il cibo, sia il pesce che la carne, e' eccellente, ed al termine ci servono un interessante tagliere di formaggi greci ed uno zabaione al vinsanto. Mentre cenavamo, avevamo notato che, al calar del buio, gli sposi si erano spostati alle tavolate, ed hanno apparecchiato i tavolini sulla terrazza. Chiediamo pertanto una cosa che non ho mai chiesto in un ristorante: "Possiamo prenotare anche per un'altra sera? pero' vorremmo quel tavolo la'... quando e' disponibile?". E ci va bene: nei prossimi 10 giorni c'e' una sola serata in cui non e' prenotato! La seconda serata passata al Selene e' stata anche indimenticabile, cenando a lume di candela di fronte allo spettacolo del sole che si tuffa in mare dietro al vulcano. Un'esperienza da fare, anche se non e' esattamente economica (a Santorini, nelle taverne, si puo' cenare discretamente a partire da 15 euro a testa... una cena li' arriva a costarne 80 a testa, ma una volta ogni tanto, ne vale veramente la pena, ovviamente soli con la persona amata).
ANTICA THIRA
Da Kamari parte una stradina tutta tornanti che si inerpica fino alle rovine dell'antica Thira, la citta' di epoca greca sorta secoli dopo che l'eruzione del 1600 a.C. aveva spazzato via la civilta' micenea. Molto interessante anche se poco nota. Spettacolare il colpo d'occhio sull'aereoporto: potrete infatti vedere gli aerei atterrare ai vostri piedi, in un'insolita prospettiva. La citta' infatti domina dall'alto la piana di Kamari, dove sorge l'aereporto.
LE WINE ROADS: SIGALAS
Girando per Santorini abbiamo trovato una serie di cartelli "Wine Road": sono i cartelli che disegnano un percorso del vino che ci guida alle cantine piu' rinomate della zona. In ciascuna di esse si puo' visitare la produzione, degustare i vini prodotti sul posto, ed ovviamente, se si vuole, comprarne.
Cosi', partendo da Oia, ci siamo caricati di vino di Sigalas, preoccupati di come portarlo a casa.
Molti altri produttori di Santorini sono raggiungibili seguendo i cartelli "Wine Road": Hatzidakis, Boutari, Antoniou, Argyros, Canava Roussos, Gavalas, Koutsogiannopoulos... Argyros vale anche la pena di essere vista perche' ospitata in un bellissimo antico palazzo a Mesa Gonia. Informatevi pero' in anticipo sugli orari di apertura (qualcuno obbliga a telefonare per prendere appuntamento).
IL MUSEO DEL VINO (Koutsogiannopoulos, ovvero VOLCANO WINES)
L'ultimo giorno di vacanza ci siamo riservati una visita al museo del vino, a Vothonas. Il museo, ricavato in una vecchia cantina (dove tutt'ora si invecchia il vinsanto), illusatra molto bene, con diorami animati e con materiale autentico, l'evoluzione delle tecniche di pigiatura del vino negli ultimi secoli, e la distillazione della Tsigoudia, la grappa di Santorini. E' fatto bene e vale la pena di visitarlo con l'audioguida. Ovviamente la visita termina con una degustazione dei vini della casa...
IL TRASPORTO DEL VINO A CASA
Da Sigalas avevo avuto uno scambio di opinioni contrastanti con un'altra turista, che non e' mai riuscita a riportare a casa una bottiglia intera, e l'addetta alla degustazione (e vendita). Fuori discussione il portare bottiglie isolate nel bagaglio a mano: con le nuove norme e' proibitissimo (cioe': in quantita' limitata puo' essere acquistato nel duty free, che ve lo consegna in un sacchetto sigillato, e quello va bene; ma non potete portare a bordo cosi' bottiglie acquistate fuori dall'aereoporto), ed anche con le vecchie norme ci avevano fatto storie (a Pantelleria, isola del moscato, ci eravamo presentati in aereoporto trulli trulli con una scatola da sei bottiglie sotto braccio... trovando davanti al controllo sicurezza un cartello "E' PROIBITO PORTARE A BORDO PIU' DI DUE BOTTIGLIE A TESTA"... ma siamo riusciti a convincerli della nostra buona fede ed ignoranza della regola...).
I produttori consigliano di farsi confezionare le bottiglie in una cassetta di legno, nell'interno della quale sono tenute ferme con apposite dime. Se chiudono un occhio sul peso, e vedono i sigilli del produttore, dovrebbero lasciarle passare. Non ci fidiamo al cento per cento: ci facciamo confezionare la cassetta, poi in albergo la apriamo, infiliamo ulteriore imballaggio tra una bottiglia e l'altra (magliette, ecc... che cosi' ci liberano spazio dalla valigia... anche se sono usate, tanto attraverso il vetro non passera' odore), e poi chiudiamo la preziosa cassetta nel valigione rigido, da imbarcare. Cosi' facendo siamo riusciti a spedire una dozzina di bottiglie e sono arrivate tutte sane e salve a destinazione.
ALTRE COSE
Un consiglio: EVITARE IL RETSINA DI SANTORINI. E' stridente il contrasto tra la resina, forte, ed il vino usato, che e' l'athiri, molto fresco ed acidulo.
Un altro prodotto che vale la pena di comprare al duty free mentre tornate e' la Metaxa: un brandy invecchiato che sembra un cognac, ma ad una frazione del prezzo, e l'immancabile Ouzo, liquore di anice da bere allungato, con acqua e ghiaccio.
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