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Il tema isola, oggi tanto sfruttato dai mass media, riporta all’immaginario di chi vive in città un luogo di dimensioni limitate, capace perciò di frenare i ritmi frenetici della nostra vita.
Per SANTORINI, isola gioiello dell’arcipelago delle Cicladi, vale la regola di associarvi una realtà che sconfina nel sogno, la visione di un mare color smeraldo imprigionato con l’azzurro del suo cielo tra le pareti rossicce di un cratere svuotato, la caldera o ciò che resta di un vulcano sommerso a causa di un evento tellurico avvenuto in tempi passati.
In bilico sulla vetta e lungo la scogliera scoscesa, quasi a voler sfidare la legge di gravità terrestre, due paesi fatti di case bianche e splendenti al sole, Fira e Oìa, sembrano non essere mai sazi di ammirare la straordinarietà del panorama.
Questa è la prima impressione avvertita dal turista, mentre la nave entra nel porto del capoluogo, Fira.
Subito dopo lo sbarco, se la vista dell’inquietante paesaggio non sarà bastata a turbarvi l’animo, si potrà sperimentare un'altra esperienza nuova, provando, magari per l’unica volta in vita vostra, il trasporto a dorso di mulo.
La camminata calma dell’animale permette di salire 580 gradini in circa 45 minuti. Ad ogni curva appariranno scorci panoramici mozzafiato, tuttavia, se il vostro intento non è quello di capitolare subito davanti alla romantica immagine della vacanza sull’isola greca e dovete proseguire in fretta, una funicolare vi permetterà di raggiungere velocemente la città alta.
Partite armati di calzature comode, abiti leggeri, un cappello e una bottiglia d’acqua e arrivati lassù, se avete scelto un mese estivo per visitare l’isola, preparatevi ad unirvi al lungo serpentone di una folla cosmopolita.
Si snoda tra vicoli profumati di gelsomini con lo sguardo perso nel blu intenso delle cupole di chiese ortodosse, stagliate contro il tenue azzurro del cielo, nel verde del mare, negli orci di terracotta traboccanti gerani rossi, nell’argento delle foglie d’ulivo tormentate dal meltemi, il vento che di frequente spira dall’Egeo.
Alcune volte è fastidioso, ma il suo soffio insistente permette di sopportare il torrido caldo greco.
Non sottovalutate la ventosità del luogo, quando vi verrà l’idea di affittare un mezzo per scorazzare liberamente sulle strade dell’isola. Potrete scegliere la solita auto oppure ingaggiare una sfida contro i capricci del meltemi e preferire un quad, una moto fornita di quattro ruote motrici, un mezzo meno costoso e più baldanzoso per spostarsi.
A dimostrazione che Santorini è un’isola con la testa in Occidente e i piedi in Oriente, le luccicanti vetrine dei negozi di Fira o Thira e se due nomi non bastassero ad identificarla, sappiate che è conosciuta anche con il nome di Chòra, città ricostruita in gran parte dopo il terremoto del 1956, espongono oggetti dal vago sapore mediorientale, a differenza dei suoi molteplici ristoranti che propongono specialità gastronomiche dal gusto schietto e genuino come la zuppa di lenticchie, un piatto tipico e gustoso.
I locali si equivalgono un po’ tutti per menu e prezzo. Li distingue soprattutto la posizione con vista o meno sulla magica caldera e l’audacia di certi accostamenti che definiscono gli ambienti.
Camuffati da vecchie taverne oppure con l’aria chic o minimalista, rappresentano il felice connubio tra antico e moderno affacciato su uno scenario naturale unico al mondo e così, solo a Santorini può succedere di saziare il corpo e insieme, di colmare gli occhi di bellezza e piacere.
E’ impossibile partire per una vacanza in Grecia ignorando l’influenza che la cultura ellenica esercita tuttora nel nostro mondo. Le sue tracce sono impresse nell’architettura e negli oggetti di moderno designe, nella derivazione di parole e nomi, di riti e modi di vivere ancora attuali. Chi è interessato ad approfondirne alcuni di questi aspetti, troverà la maniera visitando il Museo di Thira (ingresso libero – orario mart./dom. 8.00/14.30).
Ubicato tra la stazione degli autobus e la cattedrale, il luogo espone una collezione di reperti fossili provenienti dalla famosa zona archeologica di Akrotiri.
Vicino alla funicolare esiste anche il Museo Archeologico (ingresso €3 - orario mart./dom. 8.00/14.30).
Secondo le stagioni, entrambi i musei alternano mostre interessanti e degne d’attenzione.
Per gli amanti del vivere all’aria aperta è invece possibile continuare il percorso iniziato nel centro di Fira e, dopo avere oltrepassato il Museo Archeologico e restando sul sentiero panoramico con lo sguardo rivolto alla caldera, vi ritroverete quasi senza accorgervene lontano dalla folla e attorniati da dimore esclusive di una località chiamata Imerovigli.
Dai raffinati alberghi occhieggiano candide statue raffiguranti qualche dio greco dallo sguardo bello e impossibile, mentre le linee e i colori del paesaggio circostante sono una continua esaltazione dell’essenza classica della cultura greca e di quella naif della natura mediterranea.
Nicchie e finestrelle bordate di blu inquadrano piante d’agavi austere, spicchi di mare dove navigano barche solitarie, catturano nel loro spazio i raggi del sole o il filo di fumo che esce dalla bocca del vulcano sprofondato.
Sporge dal mare con lembi di terra che formano gli isolotti chiamati Nea Kameni, Palea Kameni e Thirasia.
Il sentiero che conduce a Imerovigli è comunque un modo alternativo e consigliato solo a marciatori allenati per raggiungere la città di Ia (Oia), un groviglio di case altrettanto luminose affacciate lungo un saliscendi di vie che, d’improvviso, si aprono con minuscoli e coloratissimi terrazzi protesi sul panorama .
Ad Oia, alcuni antichi mulini sono stati recuperati per ricavare bar e negozi e nelle sere estive, la tribù dei viaggiatori ama assieparsi sotto le grandi pale ormai in disuso per consumare da posizione privilegiata il rito del tramonto, l’ora in cui la morbida luce del sole incendia l’orizzonte, dipinge la superficie del mare, evidenzia i profili scuri della costa e accentua il candore dei paesi.
Lo spettacolo avvincente del buio che avanza, non è fortunatamente un’esclusiva delle città di Fira e Oià.
L’isola è abbastanza vasta e si può osservare il fenomeno da vari punti di vista anche da postazioni meno ambite e ugualmente panoramiche come la collina opposta ad Oià indicata con il nome di Faros.
Sul tragitto che conduce a Faros si trova la deviazione per la zona dei mulini vecchi o per quella più famosa d’Akrotiri.
Da qualche tempo il luogo è chiuso al pubblico per lavori di manutenzione, ciò nonostante, l’isola di Santorini trova sempre il modo di soddisfare la voglia di scoperte che ogni turista porta nel cuore, infatti, procedendo sulla stessa via troverete la Red Beach.
Giunti a quel punto, si tratta di guadagnarsi la spiaggia salendo un pendio abbastanza ripido. Arrivati in cima bisognerà avanzare ancora un poco per poter ammirare la battigia attorniata da pareti venate di rosso con l’arenile fatto di ciottoli che man mano diventano pallidi a causa della pietra pomice che li ricopre (Withe beach).
La lunga spiaggia offre ombrelloni e lettini, non punti di ristoro.
Per fare uno spuntino fermatevi lo stesso nei paraggi e scoprirete, osservando il costante andirivieni dei turisti, alcune locande con sedie azzurre, tavoli rivestiti da tovaglie a quadri e posti a sedere in prima sull mare, addirittura su piattaforme lambite dall’onda.
Seduti sul molo a rattoppare le reti, i pescatori dei dintorni offrono il pescato fresco e il loro sguardo s’illumina d’orgoglio, quando sentono i turisti parlare della bellezza stordente della loro terra.
Tornando dalla zona della Red Beach, a circa metà strada è possibile svoltare verso il centro dell’isola per una visita al paese di Pirgos.
Lasciando il parcheggio e prendendo una delle strade che salgono, salgono e salgono, scoprirete un gomitolo di vie strette, protette da muri abbaglianti che nascondono piccoli giardini dove sostano gatti sornioni e anziani vestiti di nero.
Vicino di Pirgos è Megalochori, un altro villaggio impregnato di storia, un grumo di case piccole come cubi ornati una miriade di camini dall’aspetto bizantino.
Verso sera la piazzetta del paese tutta illuminata, è invasa da un trionfo di profumi sprigionati dalle tipiche specialità proposte dai due ristoranti locali.
Percorrendo il lato dell’isola privo della vista sulla caldera, troverete le località di Perissa e Kamari.
Perissa offre alloggi a prezzi più economici. Sono perlopiù situati lungo una strada trafficata, motivo dei prezzi convenienti, su una spiaggia di sabbia, motivo di preferenza per famiglie con bambini piccoli.
A Kamari la spiaggia è invece di ciottoli piatti e levigati e il suo elegante lungomare è riservato solo ai pedoni. E’ una località che consente di alloggiare a prezzi ragionevoli, passeggiare con tranquillità e cenare al lume di candela in uno dei tanti ristoranti, con la voce del mare come sottofondo musicale.
Sulla montagna che sovrasta Kamari svetta l’antica Fira, una città fondata dal re omonimo, le cui rovine lasciano intuire uno stile di vita ricco e godereccio.
Si può raggiungere quella meta con un servizio pubblico di pullman che parte da Kamari oppure anche a piedi, sempre che siate buoni camminatori.
In ogni angolo di Santorini si può trovare un riferimento alla sua storia. Si può ammirarne il lato naturalistico o innamorarsi di quel tono civettuolo e mondano. Sono particolarità che rendono piacevoli le vacanze agli estimatori della sua cultura, agli amanti della natura e, ai patiti del divertimento.
E’ un luogo completo, c’è per tutti, ma a differenza d’altre isole, in certi momenti anche il visitatore di passaggio avverte in Santorini il limite di vivere dentro una bella cartolina, il disagio di sentirsi in balia del vulcano che sporge con la bocca dal mare.
Visitando Nea Kameni e percorrendo i sentieri lavici battute da frotte di turisti è possibile sentire il suo calore avvolgere l’isola, imprigionarla nel filo di fumo che s’innalza verso il cielo.
Eppure, nelle notti di luna piena, sembra solo una tenue magia della natura, incapace di ferire chi saprà rispettare, proteggere e riconoscere nel vulcano, sopito pericolo nascosto nel mare, il nume tutelare, padre di un’isola splendida.








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